Ci sono tanti film che, in un modo o nell'altro, parlano della guerra. Tra di essi si annoverano capolavori assoluti, che è inutile ora mi metta ad elencare.
Ve n'è di diversi tipi, da quelli d'azione a quelli di denuncia
Un vero incubo questo film. Nel senso che, secondo me, è proprio la rappresentazione di un incubo, altre spiegazioni non riesco a dare a questo film, che più surreale non potrebbe essere.
Con protagonista una bravissima e bellissima Penelope Cruz, Almodovar ci racconta una storia di provincia, che nasce e muore nelle campagne spagnole e che, come al solito, vede altre protagoniste, tante donne con le loro piccole storie, mentre gli uomini sono poco più che comparse.
"I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce".
Con questa frase che non lascia dubbi Francesco Rosi termina il film, unico titolo di coda su uno scenario urbano quasi irreale nelle fattezze, pur ritraendo la sua amata città natale dall'alto: Napoli.
Difficile parlare di trama con questo film.
Sono episodi, legati alla malavita a Los Angeles. Quella "organizzata", principale protagonista del film, s'incrocia con quella "comune", in un caleidoscopio di violenze quasi sempre volute
Nella provincia di Marsiglia un agente immobiliare (Jean-Louis Trintignant) si ritrova accusato prima dell'omicidio dell'amante della moglie, poi di altri omicidi che appaiono da subito legati al primo.
C'era un film che avevo visto parecchi anni fa, del quale ricordavo la storia per sommi capi e soprattutto la scena finale, vero suo simbolo, ma non c'era verso di ricordarsene il titolo né di riuscire a reperirlo.
Quattro amici decidono di trascorrere un weekend a bordo di 2 canoe, su un fiume. Non un fiume qualsiasi, ma uno che è destinato a scomparire con tutta la sua vallata da lì a pochi mesi causa la costruzione di una grande diga.
Cosa succede veramente dietro le quinte di un teatro? Cosa fanno gli attori di teatro dietro le quinte mentre aspettano di entrare in scena e tra una scena e l'altra? Questo film vi darà tutte le risposte che cercate, insieme a molte grasse risate.
Nella seconda guerra mondiale, Casblanca è il centro della zona neutrale africana. E' una città di transito tra i paesi in guerra e la prospettiva America, chi è in fuga, deve necessariamente passare da lì.
Un giovane, in Arizona, va in panne con la macchina e s'infila in un paesino nel deserto, posto più vicino per fare la riparazione. E' chiaro fin da subito, dal bizzarro meccanico che in questo paese non troverà persone e situazioni molto "normali"
Bravissimo Mikhalkov a interpretare correttamente il discusso romanzo di Goncharov (1859). Non era semplice, o forse la penso così solo perché la sua visione di Oblomov corrisponde a quella che ebbi anch'io quando lessi il famosissimo romanzo.
Diciamolo senza incertezze: Radford non è Truffaut. Quello che il grande regista francese ha saputo fare con Fahrenheit 451, il romanzo di Ray Bradbury del 1951, non è riuscito all'inglese nell'anno omonimo al capolavoro di George Orwell, 1984, scritto invece nel 1948 e che sicuramente incise parecchio su Bradbury.
Questo film m'è piaciuto veramente molto, anche se non amo il genere horror.
E' semplicemente la storia di una donna a New York (Catherine Deneuve) con il segreto dell'immortalità, la quale però per alimentarsi deve nutrirsi di sangue umano da sui amanti.
La storia, un poco seria e molto grottesca, anche se per nulla irreale, si svolge durante la guerra in Corea, in un ospedale da campo americano dietro le prime linee.
Richiamati al servizio da esigenze militari
Non credo serva a molto parlarvi dell'attualità che ha questo film (basta vedere come appena Kane perde le elezioni stampa sul giornale "Broglio alle Elezioni!"), perché il quarto potere esiste
La lettura del Taras Bulba di Nicolaj Gogol è ancora oggi fonte d'ispirazione per molti grandi personaggi, per chi, pur tra violenze inaudite, vuole leggere storia di onore, fierezza, fedeltà alla religione e alla fratellanza in un popolo.
Fate bene attenzione all'anno e al regista, perché questa che è la prima interpretazione del grande romanzo di William Golding è anche quella giusta da vedere. Ho visto tempo addietro il remake degli anni '90 e non ci sono paragoni. Gustatevi questo B&N del '63, molto meglio.
Ogni aggettivo o encomio possibile per quest'opera, causa mio vocabolario ridotto, sarebbe offensivo.
In questo momento, mentre scrivo, dico solo che è il più bel film che abbia mai visto. Non posso dire "di tutti i tempi e luoghi" perché nella mia vita ne ho visti veramente pochi.
Opera prima di Truffaut che, a quanto ho letto, lo impose subito all'attenzione del mondo del cinema con riconoscimenti ovunque in europa.
La cosa non mi ha per nulla stupito.
Siamo nel 1798.
Victor (questo sarà il nome che poi avrà nella vita "civile") è un ragazzo vissuto selvaggiamente nei boschi dell'Aveyron fino all'età (più o meno) di 11-12 anni, quando venne casualmente scoperto, catturato (è proprio il caso di dirlo) e
Vincitore a Venezia nel 1997, Kitano fa veramente di tutto in questo splendido film.
E' già tra i miei miti da tempo. I suoi film sono da guardare tutti secondo me, vere opera d'arte.
Per cominciare con Fassbinder, il massimo regista del "nuovo cinema tedesco" (corrispondente alla "nouvelle vogue" francese, per capirsi), ho scelto il film che di lui ha fatto più discutere, che ha più scandalizzato.
Film intimista e minimalista, è la storia di 2 agenti di vendita di lubrificanti industriali che organizzano una convenction in un albergo. Con loro un giovanissimo tecnico dell'azienda, estremamente religioso.
Ogni volta che vedo un film di Truffaut penso "... questo è il più bello!". In realtà sono bellissimi tutti quelli visti sino ad ora e questo non fa eccezione.
Sono vent'anni che ascolto la meravigliosa colonna sonora originale di questo particolarissimo film. Autore delle musiche, merita menzione, è Gabriel Yared. Oggi ho potuto finalmente vederne la "versione integrale". Richiede un po' di pazienza, dura quasi 3 ore, ma ne vale la pena.
Film di una bellezza immensa.
Clint Eastwood dà una prova di grande regia, sensibilità e di distacco. Mostra i suoi personaggi per quello che sono, le loro storie nude e crude.
Proprio come in un fiume si ha la sensazione che gli eventi, terribili e non, avvengano perché non sarebbe possibile altrimenti, quasi fossero inevitabili.
Kurosawa, attraverso una nonnina che vive nelle immediate campagne intorno a Nagasaki e i suoi 4 nipoti da lei per le vacanze estive, ci trasporta nel dramma provocato, il 9 Agosto 1945, dal lancio dell'atomica su Nagasaki.
Peter Sellers è il protagonista di questo che, secondo me, è un gran bel film.
E' la storia di Chance (il) Giardiniere. E' proprio un giardiniere ma poi nel corso degli eventi quella che era la sua professione diventa il suo cognome.
Non è una storia d'amore inventata. Tutto quanto si vede nel film è vero, verissimo, perlomeno così come Adele, durante la sua vita, ha descritto le sue vicende in un fittissimo diario.
Film bello e divertente, narra le vicende di un intero cast alle prese con la produzione di un film in Francia. Il cinema che si racconta non è una novità, ma il modo in cui lo fa Truffaut è al solito particolare e affatto scontato.
Su questo film potrei scrivervi un trattato. L'ho sempre visto solo a sprazzi e solo ora me lo sono goduto per intero, ma il libro, letto 15anni fa circa, mi colpì profondamente.
Film storico politico di grandissima e meritata fama.
Costa-Gavras non è affatto tenero col suo paese d'origine, solo un anno dopo il colpo di stato dei colonnelli.
"... Né con te, né senza di te ..."
cito una breve frase del finale del bellissimo film di Truffaut, che descrive al meglio l'amore struggente e impossibile tra Bernard e Matilde, i 2 protagonisti interpretati da 2 splendidi attori, Gérard Depardieu e Fanny Ardant.