domenica 29 gennaio 2012

Glamour Dolls 6

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2011, Andrea Nobili.

“Glamour Dolls #6” di Andrea Nobili, nume titolare ma nu poco frocesco, del porno industriale Made in Italy odierno con la Pinko's, ha realizzato questo capolavoro in oggetto appena pochi mesi fa e distribuito proprio adesso a gennaio, dovendo sfruttare l'onda breve di “notorietà” dell'essere il terzo titolo hard a cui avrebbe partecipato con sue performance personali la nostra Nadia Macrì from Berlusconia's pool, e in questo lavorando per la prima volta anche di culo, come da lei stessa precedentemente dichiarato in un'intervista e nei siti riportanti frasi di lancio della produzione, strada che sempre secondo quest'intervista non aveva lasciato percorrere prima a nessuno, neanche nella vita “reale”.
Pinko's che ha “lanciato” alcune delle più famose pornostar italiche degli ultimi anni, come Vittoria Risi, e alla quale si è rivolta la stessa Macrì, pare affatto entusiasta dal suo non esaltante debutto sotto le luci dell'hard, con il precedentemente recensito “Bunga Bunga 3D” ('11) di D'Salvo [Salvo Di Liberto].
Il “comunicato stampa” di Andrea Nobili -leggo su un sito dedicato all'hard tricolore-  si chiude con tali parole che vorrebbero essere “una dichiarazione d'intenti” che però non è vera, ve lo garantisco, se vedrete il film- “Una prestazione ad altissimo livello -ha commentato Nobili. Adesso sappiamo perchè è stata scelta da Mister Berlusconi. In scena la Macrì si è dimostrata una pantera, scatenata, assatanata, nata per fare il porno, fuoco e fiamme con gli attori, durante il ciak e anche dopo vi consiglio di non perdere il backstage, quando vedrete il DVD!”
Quando invece, e lo posso scoprire solo grazie al sempre utile La Voce del Ciarlatano tutto il sesso dalla A alla XXX, pare che “alle sue orecchie siano giunte voci di scintille sul set tra Nadia e un attore, con tanto di urla e schiaffi.”
Proprio dal sito della Pinko's la pubblicistica invece sostiene: “In  “Bunga Bunga privato e pubbliche virtù” (il secondo del terzetto) la scatenata Nadia se la vedrà con lo stallone nero Big Willy e con Ian Scott, mentre in “Glamour Dolls #6” concederà a Mike Angelo, per la prima volta sul set, ma lei sostiene anche nella vita reale (Kaboooommm!), il suo splendido lato b. I calibri utilizzati sono tutti pezzi da novanta, come ormai tradizione nella cifra stilistica di Nobili” (iil quale mi sa tanto, aggiungerei io, che testa prima lui stesso).

Di tutto questo, cosa rimane? Quel che vi posso dire io e l'avevo già precisato, è che la Nadia è certamente migliorata validamente nell'importante arte del bocchino, eseguito adesso con la giusta freschezza, assieme ad una evidente e accogliente piacevolezza del cazzo e delle sborrate, almeno ben mimata, soprattutto (ma è la sua unica precedente esibizione pubblica, le altre le conosce “privatamente” solo il veterano nano hardista di Arcore)  rispetto alla sua “fredda” performance con l'ex- tronista della De Filippi, il normodotato Fernando Vitale, e della quale vi illustrai dettagliatamente nella mia precedente recensione di “Bunga Bunga 3D”, e così come mi hanno riferito ha potuto anche mostrare anche dal vivo, con alcuni volenterosi astanti convenuti, in una recentissima serata Live Hard Show, al mitico Excelsior di Fucecchio. Esibizione alla quale però non ho potuto partecipare, senza quindi potere confermarvi in prima persona.
Oltre, si è rifatta la tette, -pur restando dalle proporzioni piuttosto naturali, certamente rimane una bella ragazza- e setacciato che setacciato il suddetto “Glamour Dolls #6”, (dalla durata di montaggio delle continue chiavate, di ben due ore e mezza!), la nostra eroina Macrì mantiene il suo sicuramente bel culo, intonso. Come ha detto un valido e preciso commentatore di superzeta.it , “per evitare di farsi sfrizionare il didietro ha dovuto fare gli straordinari con la bocca! 25 min. di scena e non c'è un momento di pausa manco per respirare, se non fosse per tenerselo buono per il prossimo film ad un certo punto lo avrebbe concesso solo per stanchezza.”
Comunque meglio l'esordiente Violetta Scott, italianissima romagnola lei sì una piccoletta molto maiala ed evidente auto-esaltata, più che corrispondente alle dichiarazioni pubblicistiche di Nobili, e alla quale piace sicuramente molto di più che alla Macrì, la cara vecchia cippa e le chiavate molto robuste così tipiche del raffinato ed elegante stile del Nobili. Completano il cast Asia De Ville, Coco Charnelle (!), Anita Cocco (!!),
Intanto, non sapendo proprio come arrivare ad una cartella di battute atte a recensire un tale imperdibile capolavoro, vera punta di diamante della nostra industria nazionale hardistica, di seguito troverete una illuminante e finanche commovente e struggente intervista (tratta dall'imperdibile sito Ipercaforum il forum degli ipercafoni e delle ipercafone 10° anniversario, e pubblicata il 9/11/2010) ad uno sventurato e sprovveduto ex galeotto indultato, ed ex-fidanzato della nostra “escort” di regime preferita, non potendo forse eccitarsi come ricci nell'atto dell'accoppiamento, alla gaudente visione della Macrì nelle succitate descritte esibizioni hardistiche, ri- pensandola mentre magari si fa inculare dal noto e stagionato vegliardo ex-crooner di crociere, si sa è risaputo, quanto possa essere eccitante masturbarsi sulle sventure di una povera, fresca, bella piccola fiammiferaia della sega. Per tutti gli adoratori praticanti di ogni lavoro a mano, questa è per voi:

DA «A»/ «solo io so come tornava certe notti. C'era chi la trattava come un animale»
«Nadia Macrì? Io la conoscevo bene»
L'ex della escort che imbarazza il governo racconta 9 mesi di vita in comune, tra rabbia e clienti eccellenti

«Come ho conosciuto Nadia Macrì? Come in un film giallo. Ero in centro, a Milano, saranno state le quattro del mattino. Tornavo a casa da una serata al The Club. L’ho vista che scappava, con le scarpe in mano, inseguita da tre ragazzi di colore. Ho inchiodato e lei è salita al volo. Era il febbraio 2008. Una volta in macchina racconta una storia strana. Dice che è inseguita da quelli che gli avevano rubato la borsa. Non aveva più nulla: soldi, telefonino, documenti, chiavi di casa. Ma si sono mai visti dei ladri che inseguono il derubato? Quella è stata la prima bugia di Nadia. La prima di tante». Ha ragione Marco, quando parla sembra di sentire la sceneggiatura di un film di Quentin Tarantino: ci sono le menzogne, le nottate nei night, i ricordi dolorosi, la rabbia di una donna che vorrebbe entrare nel salotto buono, e invece si ritrova sempre in camera da letto. E la droga? «Le avevano tolto la patente e sequestrato la sua Mercedes perché le avevano trovato un po’ di coca, ma non aveva il vizio. Nadia era drogata di soldi. Ne guadagnava tanti, li metteva da parte. Aveva anche clienti in Svizzera, gente ricca».
Nadia Macrì:

Il film di cui Nadia e Marco sono protagonisti dura nove mesi. Lui le fa da infermiere, autista, accompagnatore, amante. “Da pappone no. Lo giuro. Non le ho mai preso un soldo. Certo non pagavo per portarmela a letto, ma questo è normale, o no?».
Ha riflettuto molto prima di parlare: «La mia storia la racconto, e questo è il mio nome» dice mostrando la carta d’identità «però vorrei restare nell’anonimato perché ho avuto qualche problema con la giustizia, sono fuori grazie all’indulto e da allora sono pulito. Questa estate ho lavorato a Baia Sardinia: sono stato quattro mesi a fare il barista in un chiosco sulla spiaggia. Il mio sogno però era andare al Grande fratello. Nadia a Mediaset conosceva le persone giuste. Uno dei suoi clienti ogni sera conduce un programma famosissimo. Solo che con i miei precedenti non c’era stato modo di farmi entrare. Anche lei avrebbe voluto partecipare, era quasi sicura di farcela».
Ma quando si è accorto che faceva la escort?
«Dopo tre mesi. È stata lei a dirmelo. Forse qualcosa avevo intuito; anche i miei amici ogni tanto facevano qualche battuta, mi dicevano “stai attento, è troppo bella per te”. Io però non davo importanza a queste frasi, forse proprio perché una ragazza così bella non l’avevo mai avuta».
Le ha mai raccontato chi erano i suoi clienti?
«Volevo sapere il meno possibile, e lei stava attenta a non aprirsi. Però ogni tanto qualche nome lo faceva. Mi ricordo in particolare un calciatore, il conduttore Mediaset che le dicevo prima, e altri che avrei voglia di dimenticare: mi fa paura sapere troppo».
Di incontri con i politici le ha mai detto nulla?
«La mia storia con lei è finita nel novembre 2008, e di Berlusconi o Brunetta non mi ha mai parlato».
Era difficile starle accanto?
«Nadia era strana. Di solito era dolce, allegra, divertente. Però ogni tanto le montava la rabbia e diventava una furia. Una volta mi ha fatto paura e sono scappato da casa sua. Credo fosse piena di rancore, e di problemi. Le avevano tolto il figlio per maltrattamenti, anche se poi è stata assolta. Ho letto che ora vogliono riaprire il caso».
Le ha mai confidato di voler cambiare vita?
«Sì, in estate mi ha anche raggiunto a Cattolica, dove lavoravo, per provare a ricominciare. Però smettere di fare marchette è difficile. I soldi facili fanno gola. Una sera a Riccione è rimasta con venti euro in tasca. È uscita ed è tornata dopo un paio d’ore. Nel portafoglio aveva i suoi venti euro più altri mille in banconote di piccolo taglio. Mi raccontò che aveva rimorchiato un vivaista che l’aveva pagata con gli incassi della giornata».
Ma non trovava insopportabile che la sua donna si vendesse?
«Be’, ci siamo lasciati per questo. A volte sembrava innamorata, altre diventava gelida e mi diceva che non poteva permettersi una storia d’amore. Poi però tornava a cercarmi. Spesso mi ripeteva: “Voglio solo raggiungere certi obiettivi. Poi smetto. Tu mi aspetti?”. Il suo progetto era mettere da parte una cifra che le consentisse di campare di rendita».
Nadia era nauseata dal suo lavoro?
«Solo io so come tornava a casa certe notti: c’era chi la trattava come un animale. Ovvio che a volte avesse la nausea. Mi è capitato di sentirle dire: “Io li sputtano tutti. Fanno i moralisti ma si dovrebbero vergognare”. Però non accusava mai nessuno di preciso. Fino a quando non l’ho vista al telegiornale pensavo fossero solo sfoghi momentanei. Da quel momento mi hanno cominciato a cercare tutti quelli che ci avevano visto insieme. Non faccio che nascondermi».
Lei ha conosciuto la famiglia di Nadia?
«Sì. Il papà e la mamma sono separati. Ha anche una sorella, che è sposata e ha due bambini. È completamente diversa da lei: mora, tondetta. Mi disse che il padre era pregiudicato. Mi raccontò anche di essere stata sposata, ma non ho mai saputo il nome del marito: so solo che il figlio lo avevano affidato alla famiglia di lui».
Per tutta l’intervista, che abbiamo fatto a Bologna, Marco è stato combattuto. Da una parte avrebbe voluto vuotare il sacco. Per una volta non è in terza fila, ma ha il ruolo del co-protagonista nella notizia del mese. Però ha anche paura di danneggiare Nadia, una che fa venire in mente la definizione che Flaiano coniò per le squillo: “Brave ragazze di cattiva famiglia per cattivi ragazzi di buona famiglia”. Il suo racconto è frammentato. Non sa cosa può dire ma soprattutto è sicuro che molto è meglio tacerlo: c’è qualcosa in particolare che lo preoccupa. Gli sfuggono un paio di nomi, ma noi non li mettiamo nero su bianco, perché nulla cambierebbe in questa storia. Forse Marco vorrebbe sfruttare l’occasione per fare un po’ di soldi, ma non ne ha il coraggio, e in fondo nemmeno la voglia. Così, incapace di distinguere tra tra reality e realtà, alla fine ci chiede: «Secondo lei, ora che ha parlato, Nadia andrà in tv e farà un mucchio di soldi oppure si è cacciata in un mare di guai?»
Fonte: Corriere della Sera, Andrea Greco,
9 novembre 2010

La Macrì:   - «Ad Arcore e in Sardegna ho incontrato tante ragazze giovani, penso minorenni». Parole di Nadia Macrì, ex escort di 28 anni che ha partecipato ad alcune feste del Premier ad Arcore e Villa Certosa, intervistata da Maria Latella su SKY Tg24. «Dopo la vicenda di Noemi ho pensato: allora ci sono ragazze minorenni», spiega. Ma aggiunge di non aver mai socializzato con le ragazze incontrate a Milano e in Sardegna: «Non si poteva parlare tra noi, dovevamo stare zitte».

«MI DISSE: "SONO IL SOGNO DEGLI ITALIANI"» - «Sono andata ad Arcore per 5mila euro - ha raccontato ancora -, ma con il Presidente mi sono confidata, speravo in un aiuto da parte sua. Forse ho sbagliato a presentarmi come una escort, avrei dovuto chiedere di fare la velina».
Nadia Macrì ha anche ripercorso l'approccio che l'ha portata a conoscere Berlusconi: «Ero a un semaforo e un giovane mi ha fermato chiedendomi se volevo seguirlo. Mi ha poi portato nello studio di Lele Mora dove c'erano altre ragazze, tutte straniere, russe e brasiliane. Da lì siamo state portate nello studio di Emilio Fede che, finito il tg, ci ha parlato una per una e ha fatto una selezione. Due sono state mandate via».
Quindi alcuni particolari sui festini: «Ad Arcore la prima volta era tutto bello, si mangiava bene, c'erano solo le ragazze, Fede e la segretaria del Presidente che ci ha chiesto i numeri di telefono. Era una ragazza giovane, bionda, alta, che lavora per la tv: sembrava lei ad organizzare tutto». «La selezione per me andò bene perchè mi chiamarono una seconda volta, mi contattò direttamente Berlusconi sul mio cellulare. Mi disse: "sono il sogno degli italiani, sono il presidente". Poi sono andata anche a Villa Certosa e lì, oltre alle ragazze, c'erano tanti imprenditori, avvocati, notai».

Napoleone Wilson



13 commenti:

  1. un porno alla mattina è meglio dell'ovomaltina? :D

    questo, caro Napoleone, sai che in parte mi son tolto lo sfizio di vederlo? non lo metto nemmeno nell'ade tanto è una merda, perché non è definibile come un film. è solo una sequenza di scene di sesso priva di alcun senso. e va be', abbiamo archiviato anche il porno senza trama, che avrà un suo "senso" commerciale visto che li fanno e li vendono.

    grazie alla tua rece poi siamo entrati in un mondo che ripeto, non è cinema - perlomeno come lo intendo io, te e molti - ma è cronaca e costume, questo sì, visto anche personaggi come la Macrì, insulsi e miserrimi, in che modo possono e cercano di emergere spinti da ambizione di ricchezza costi-quel-che-costi.

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  2. il new-porno come metafora del metacinema, possiamo ordunque definirlo come neo-neo-neo-neo realismo, che ci riporta alla nouvelle vague godardiana, cinema veritè, metafora esistenzialista del governo monti, in particolare nelle scene anal.
    p.s. ho avuto un'incubo: ho sognato enrico ghezzi che mi erudiva sul cinema dentro un ascensore che non si fermava mai.

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  3. neo-neo realismo? harmo, ma che cazzo stai a di'??? ahah! ah già, eri nell'ascensore con Ghezzi, che mi sa che ogni tanto se li spara 'sti film ma non lo dice.... (@Ghezzi: si fa per scherzare eh!)

    e che foto dovevo mettere? qua più che cazzi, culi, fighe e tette non si vedono! la "locandina" è la copertina del dvd che ho dovuto anche tagliare perché conteneva il retro che non ti dico! :D
    meglio evitare che mi chiudano il blog...

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  4. Nadia Macrì, parla l'ex marito
    "La conobbi al Dadaumpa"
    Il padre del bambino della escort rivela di aver incontrato per la prima volta la donna a Parma, nel 2000. E un avvocato che si occupò del suo caso dichiara: "Ha fatto racconti poco credibili, anche sul coinvolgimento del sindaco di Parma. Mi auguro che ci sia un'indagine per calunnia nei suoi confronti"

    Nadia Macrì, parla l'ex marito "La conobbi al Dadaumpa" Nadia Macrì

    "Nadia Macrì? L'ho conosciuta al Dadaumpa". Tony Di Bella, ex marito della escort, dichiara di aver incontrato per la prima volta la madre di suo figlio nella nota discoteca di Parma, "dove lei faceva la cubista". L'uomo, 30 anni, vive in Sicilia, a Gela, la stessa città dove, con i nonni paterni che l'hanno avuto in adozione, abita il bambino di sei anni, nato dal matrimonio con la ragazza che sostiene di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con Silvio Berlusconi e con il sindaco di Parma Pietro Vignali.

    "Nel 2008, quando la vidi l'ultima volta in tribunale, seppi che stava tentando di entrare a far parte della casa del 'Grande Fratello', ma non ci riuscì ed ora forse si sta vendicando", rivela all'Ansa. "Quando la conobbi, nel 2000, io lavoravo come agente di commercio - prosegue - Facemmo amicizia e decidemmo di convivere a Reggio Emilia. Non mi piaceva il suo lavoro in discoteca. Così le aprii un bar con i soldi ricavati dalla vendita dell'appartamento che mio nonno mi aveva lasciato in eredità a Gela. Quell'esperienza però durò poco. Nel 2003, vendemmo il bar e acquistammo una profumeria. Mi indebitai fino al collo. Ma non fu una idea felice. Lei non era donna da stare in un negozio. Sette mesi dopo cessò l'attività. Rimase incinta e decidemmo di sposarci. Celebrammo le nozze il 14 febbraio del 2004. Il 16 maggio nacque nostro figlio che oggi, con ottimi risultati, frequenta la prima elementare e gioca a calcio, come attaccante, in una squadra giovanile di Gela. La madre non lo cerca nemmeno. Si è dimenticata completamente di lui e non si cura del danno che ancora oggi gli sta arrecando con il clamore delle sue uscite su giornali e tv".

    "A Gela - conclude - venne una decina di volte, sempre con riluttanza. Odiava questa città. Ci maltrattava anche fisicamente: sia me che il bambino. Una volta, nel 2005, la denunciai e la feci arrestare. Il bambino per due anni e mezzo fu dato in affidamento provvisorio a una famiglia di Reggio Emilia, poi ai miei genitori, definitivamente. Avviai la pratica di divorzio. Mi minacciò dicendomi che me l'avrebbe fatta pagare. Seppi che faceva la escort".

    P.S.: Andate sul tubo a sentirla "intervistata" dalla Pink'O per "promuovere/si", durante le riprese di "Bunga Bunga privato e pubbliche virtù" dell'integerrimo Nobili, la sua cagneria e scaltrissima deficienza in ogni altro aspetto e settore, è I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E.

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  5. "NON CREDO A NULLA DI QUANTO HA DETTO" - Intanto un avvocato che si occupò del caso di Nadia Macrì parla ai quotidiani reggiani. "Lei - dichiara Liborio Cataliotti, anche consigliere comunale a Reggio Emilia del Pdl, per sette anni coordinatore provinciale di Forza Italia - riferisce fatti che, se fossero veri, sarebbero reati. Tipo nel caso di consumo di marjiuana. Deve sapere che la calunnia è un reato perseguibile anche d'ufficio. Non credo che il presidente del Consiglio possa avere a che fare con circostanze simili. Molti dei riferimenti che fa mi paiono poco credibili e poco verosimili. Questo vale anche per il coinvolgimento del sindaco di Parma, Pietro Vignali. Io non credo a nulla di quanto ha detto la Macrì e mi auguro che ci sia un'indagine per calunnia nei suoi confronti, perchè è un atto dovuto".

    Cataliotti afferma: "Fu Brunetta a chiamarmi per chiedermi se mi potevo interessare del caso di Nadia Macrì, dato che lei gli aveva detto che era già mia cliente". Ricorda che Brunetta gli spiegò di essere stato avvicinato da questa ragazza ad un convegno; la giovane donna gli aveva parlato di una pratica di affidamento del figlio.

    (05 novembre 2010)

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  6. robbè, anzi robbeeertooo alla sofia loren, ieri ho fatto indigestione di pizza ai peperoni, poi ci ho messo su una sambuca con la mosca...ahahah me cojoni...

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    1. Harmo, sei sopravvissuto, è già qualcosa! :D

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  7. oh mai gad..... un pelo di figa ,no va beh ce l'avrà depilata ,merita tutta sta tiritera ?
    Parlare magari di una donna che si sbatte le ovaie per mantenere con dignità i figli invece di dar via il culo è troppo ...uhm come dire banale e quotidiano ?

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    1. sai bene mad che parliamo di tutto qua, soprattutto di quelle che si sbattono nel senso che dici tu. ma se vogliamo, almeno una volta, parlare anche di quelle che si sbattono in altro senso, per ritrarre al completo il mondo, occorre fare anche queste cose. io non ce la farei mai a recensire queste cose, e avere Napoleone fra noi, anche per questo, è una grande fortuna ;)

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  8. Sai mad, sono pienamente d'accordo con te e dai miei scritti credo che si evinca naturalmente, ma rischieremo di entrare in un territorio alquanto sdrucciolevole.Io, soprattutto con l'illuminante e riportata ovunque, intervista all'ex-marito della Macrì, anche più doverosa di interessanti particolari, mi pare che sono pienamente in linea che la verità sia quella riportata dal marito, e per una volta, persino dal consigliere comunale del PDL e avvocato, Liborio Libotti. La Macrì è una persona assolutamente pericolosa e di completamente assente qualsivoglia tipo di moralità ed etica, quasi sicuramente sui suoi incontri e conoscenze con Berlusconi, ha mentito completamente, dando così anche un pesante discredito a tutto ciò che invece di rilevantissimo,provato, e vero, c'è nelle inchieste e nelle indagini. Ma riguardo al vendere il culo, seppur segno dei tempi spregiudicatissimi e senza un barlume di dignità, che viviamo, quella è una scelta, prostituirsi così facendo il porno, siamo veramente assolutamente sicuri, che non sia uguale o anche peggio, che al prostituirsi lavorando aziendalmente (come me, io lo so bene, essendo stato costretto a farlo per anni),come schiavi, sottopagati, sfruttati, sottomessi, umiliati, non considerati, sottostanti alle assurde e inique filosofie di tutte le grandi aziende, sempre più simili ad una chiesa di Scientology? Per il padrone della piantagione di turno, a sfruttare 3,90E l'ora poveri ragazzi/e magari anche plurilaureati? Avvolte, ed è "rischioso" di essere fraintesi, a dirlo, per una avvenente ragazza se intraprendente, all'oggi è quasi più dignitoso e gratificante fare come fa e ha fatto la Macrì', che magari lavorare per un call center (esempio/i, fra milioni possibili) della Vodafone, o fare la promotrice finanziaria per la Mediolanum.

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  9. nei cinema dalle mia parti non è mica uscito.
    chissà perché... :D

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  10. be', Marco, questo film è uscito solo in dvd! :)

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