martedì 26 giugno 2012

Ninja assassin (review #2)

8
2009, James McTeigue.

Sembra più che un ninja un cantante di una boy band!
(poliziotto guardando il protagonista interpretato dal cantante Rain)

Che sorpresa questo Ninja Assassin, ad un passo dal sublime, dal capolavoro, dal fumettaccio grondante sangue e ossa rotte. James Mcteigue forse non riesce a scrollarsi di dosso ancora l'eredità dei fratelli Wachowski e il loro cinema di rallentamenti velocissimi, ma ha un estro nel filmare la morte non comune. Il suo Ninja assassin è in tutto e per tutto un horror camuffato, dall'uso massiccio del sangue, della carne squarciata, dei ninja ritratti come i mostri di Alone in the dark, della messa in scena che echeggia i survival horror con l'oscurità falciata dalla luce di torce.
Non male per un film che nasce, nelle intenzioni, come spin off del vituperato (eppure delizioso) Speed racer, concentrandosi sulle vicende del pilota asiatico interpretato dal cantante Rain, alle prese in una scena con dei ninja. Il progetto strada facendo diventa altro, come si è visto, resta solo lo stesso attore, ma cambia il nome del personaggio, non più Taejo Togokahn ma Raizo, e vengono lasciati da parte i deliri pop per mettere in scena una storia molto classica che prende spunto dal violentissimo film d'animazione Ninja scroll. La pellicola inizia in maniera perfetta, con un prologo scollegato dalla storia, dal sapore appunto di horror (c'è dietro al Dark castle di Sam Raimi non per caso) dove un anziano tatuatore viene messo alla berlina da una gang di mafiosetti armati di tutto punto. Infatti è appena arrivata una lettera contenente soltanto polvere nera.

- Che cazzo è questa?
- Non lo so ma anni fa vidi recapitare la stessa polvere e poi arrivarono loro...
- Chi?
- Non posso dirlo, ma una lama mi trafisse il cuore solo che per un difetto congenito avevo il cuore dalla parte opposta...
Ecco che l'anziano apre il suo kimono e mostra un ninja tatuato.
- Non riuscivi a dire NINJA???
- Non nominare quel nome...
- Sennò che cosa vecchio? Ninja! Ninja! Ninja!

E come la fata dentina di Al calar delle tenebre o il Candyman di barkeriana memoria ecco che arriva un ninja, vestito di nero, con katana e stelline. E' un'orgia di sangue raramente vista in una produzione mainstream: arti che volano, ginocchia tranciate, teste decapitate e poi un'esplosione di shuriken che dilaniano la carne come proiettili in geyser di sangue generosi. Il resto del film è sullo stesso piano con combattimenti crudelissimi da una parte e la storia del ricercato ninja Raizo, abilissimo nell'uso della Kusarigama (un falcetto attaccato ad una catena), dall'altra. Il ragazzo fin da piccolo ha imparato, attraverso prove durissime e sadiche, a non provare sentimenti, a non avere quindi un cuore, ma la morte di un'amica lo costringe a ribellarsi al suo clan e, come un dramma shakespeariano, al suo stesso padre. La pellicola deliziosamente debitrice dei videogame sul tema (Shinobi, ma anche il mai troppo compianto Tenchu) ricorda nei flashback passati il serial Kung Fu con un mai troppo decantato David Carradine, in una poetica di fondo che mischia diversi media, ma soprattutto una concezione di spettacolo classica e una più moderna. I combattimenti sono coreografati magnificamente (uno è stilosamente ripreso in controluce con solo il sangue in evidenza che schizza) ed immaginifici (il pazzesco combattimento in mezzo all'autostrada tra ninja investiti da macchine impazzite). Si può dire che il piatto servito, forte della sua breve durata (80 minuti), è gustoso e non lesina nel finale, forse inconsciamente, a citare un grande classico del B movie di arti marziali, American ninja, con tanto di bazooka alla Cannon dei bei tempi che furono. E la presenza, dopo quasi più divent'anni di assenza, del grandissimo Sho Kosugi, mito degli action sui ninja della nostra infanzia.

Difficile volere di più da un'opera che diventa un moderno caposaldo del genere.
Promosso a pieni voti.
Keoma


















8 commenti:

  1. Sono contento che a qualcun altro sia piaciuto, ma siamo in pochi, a giudicare anche dalle rece e dall'accoglienza oltreoceano...Ho comprato pure il Blu-ray e il bellissimo poster. E poi, quando appare Sho Kosugi e' da libidine. Visivamente splendido, come tutti i lavori di McTeague, a parte "The Raven" che e' stata davvero una delusione clamorosa in tutti i sensi, pero' anche su "Speed Racer" ho le mie enormi riserve..
    A quanto mi risulta, "Ninja Assassin" e' stato un bagno di sangue si', ma anche al botteghino (come pure gli ultimi due film citati).

    RispondiElimina
  2. Speed racer è un film così all'avanguardia da essere ingiudicabile però al cinema, l'unica volta che lo vidi, mi divertì moltissimo in quel delirio pop di suoni, luci e colori. McTeague è un regista interessante, ma è ancora in cerca di una sua dimensione, il suo The Raven, come fai notare, ne è la prova lampante. Mi accorgo ora di non aver citato il grande Kosugi nella recensione, ma già lui basta per assurgere a cult del nuovo millennio Ninja assassin. Vado fuori tema Napoleone: Paura 3d l'hai visto?

    RispondiElimina
  3. Odio i Manetti, ma non per niente di personale, come vuol far passare Pulici, seppur li conosco da anni. Come pure saprai di questa recente "diatriba", essendo te un "nocturniano". Pulici mi stigmatizza e mi prende in antipatia, per questo, ma io voglio solo dire che i Manetti sono proprio inconsistenti, e assolutamente afferenti a qualunque idea che possa essere, di buon cinema, ma anche di cinema "tout court", dilettantistici e supponenti insieme, strombazzatissimi e esaltati da persone che reputo/avo anche tra le più serie e preparate come Gervasini, quando i loro filmetti con effetti in CGI fatti con i programmini da I-phone (ma hai visto "L'Arrivo di Wang"?Inguardabile letteralmente. A Venezia sghignazzavano rumorosamente in sala, altro che "accoglienza trionfale") neppure escono, se non in tre cinema romani per amici e parentado. In dodici anni dall'orrido "Zora la vampira", non vedo alcun passo avanti, solo millantato da quanti li sostengono, e inspiegabilmente e ridicolmente a questo punto, anche da Nocturno.
    Se è questo "L'Arrivo" salvifico per il cinema "dde ggenere" italiano, ecco perchè le distanze con una qualsiasi produzione media britannica e francese (non parliamo poi dei loro prodotti d'eccellenza) si siano fatte così siderali.

    RispondiElimina
  4. Secondo me un film veramente all'avanguardia come dici tu, e forse soprattutto per questo largamente incompreso, come lo fu il suo -ora- totemizzato capostipite, trent'anni fa, è stato "Tron Legacy"(2010) di Joseph Kozinski. Secondo me, visivamente e sonoramente (non parliamo poi della o.s.t. dei Daft Punk, ovviamente tra le più strepitose dell'ultima decade) straccia quasi chiunque, e sempre per me, a "Speed Racer" se lo vaporizza.

    RispondiElimina
  5. Ma questo Cavie tu l'hai mai visto?

    RispondiElimina
  6. Pensavo fosse una porcata e l'avevo evitato del tutto, ma ora mi sale la curiosità. :)

    RispondiElimina
  7. Keoma no, mi sono fermato a "Piano 17" e "L'Ispettore Coliandro". oltre o
    biettivamente, non avrei potuto sopportarlo. ho visto però "L'Arrivo di Wang" come ti ho detto. Roba da non credere, ancora meno i servizi al Tg2 per la sua (mai pervenuta) invasione delle sale. Il paradosso è che per i film dell'ultimo Argento compreso il definitivamente indifendibile e inguardabile "Dracula 3D", anch'esso recensito da Cannes sull'ultimo numero di Nocturno, camuffato sotto le pleiadi dell'estasi da un estatico Nazzaro, si potrebbe coniare la definizione "è così brutto, che ricorda troppo un film dei Manetti". Ma non ho capito ancora una cosa, te cosa ne pensi di quel che sto sostenendo?

    RispondiElimina
  8. A me Piano 17 e L'arrivo di Wang (questo nei limiti di una miserabile CGI) non mi sono dispiaciuti. L'ispettore COliandro solo il primo espisodio mi ha divertito, il resto era altalenante tra il mediocre e il furbetto, tanto per occhieggiare il pulico di Stracult. Zora la vampira era terribile, scritto male, mai divertente, pretenzioso, con l'incazzatura di non avere avuto riguardo nel portare un titolo così importante nel panorama fumettistico erotico. Non amo molto nè lo stile di Nazzaro nè del Gervasini e ancor di più odio qaundo si incensiscono allori sul brutto, solo perchè si conosce questo o quell'altro. Mi dicono Paura sia orribile e che assomigli pericolosamente ad un altro horror romano recente, Morituris. Dracula 3d invece non vedo l'ora di vederlo al cinema da quanto dev'essere orribile.

    RispondiElimina