sabato 9 giugno 2012

Videocracy - Basta apparire

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2009, Erik Gandini.

Un italiano di media età dotato di medio buon senso non avrebbe alcun bisogno di guardare questo documentario. Tutto quanto viene mostrato è noto, arcinoto e documentato da tempo. Ma considerato i voti che ha preso il pornobipede nanobungante per 17 sciaguratissimi anni, questo medioman in versione "sana" non è molto diffuso da noi, perlomeno non quanto gli idiot-man. Ovvio, non ci sono solo gli idiot, ma anche i c.d. Servi, personaggi più o meno pubblici che hanno promosso l'innominabile per chiari motivi d'interesse personale. Tra i Servi ci sono anche quelli che con scuse assurde hanno boicottato questo film, impedendone la promozione nei canali rai e mediaset. Persino "striscia la notizia" lo ha attaccato, dicendo delle cazzate assurde su presunte falsità e invece non è vero niente, non ci sono falsità ma insomma, pure gli strisciaroli da qualcuno devono essere pagati per lavorare, e quel "qualcuno" chi è? e il mito delle veline, foss'anche loro malgrado, chi lo ha creato? se quella trasmissione fosse veramente di sola satira/informazione alternativa, a che servono 2 sgallettate seminude in apertura con improbabili balletti? "Ma mi faccia il piacere, mi faccia!", direbbe Totò...

La storia narra dell'ascesa di un certo tipo di televisione in italia che ben conosciamo, tutta culi-tette e scemate, schifosamente rassicurante in senso borghese, che dopo l'avvento delle reti mediaset ha avuto impennata di proposte ed omologazione. Non solo intrattenimento e commercio, ma anche influenza della pubblica opinione, al punto che l'orrido essere tramite di esse è persino riuscito a farsi eleggere, in un paese di merda privo di tutele contro il trust e il conflitto d'interessi. L'orrido s'è poi impadronito anche della televisione pubblica quasi interamente, portandoci in classifica di libertà dell'informazione dietro a paesi del terzo mondo. Girato prima che finisse in galera, l'arcinoto manager di divi televisivi, specializzato in particolare per tronisti, hostess varie e tante escort per il sult(n)ano, farà sfoggio con vanto dello schifo di cui si occupava. Altro personaggio notissimo, manager di paparazzi senza scrupoli, ci spiegherà anch'egli con vanto del meccanismo dei ricatti: "io ho una foto che sputtana te, tu hai tanti soldi che interessano a me...". Ripeto: tutto noto ed arcinoto, tranne agli idioti e a chi volutamente fa finta di non vedere. Poteva esserci qualche dubbio che i 3 arcinoti fossero, per motivi diversi, dei divi e dei miti da perseguire per molti, e allora ogni dubbio viene infranto. A un concorso per aspiranti veline dentro un centro commerciale (e già il luogo...) una ragazza dice esplicita: "voglio andare in televisione e sposare un calciatore!". Ora pro ela... vengono copiosamente illustrati questi personaggi e la marmaglia che gira loro intorno, solo che a me disgustano talmente che non mi viene proprio di parlarne ancora.

L'aspetto che emerge con la visione, quello forse meno evidente anche ai medioman sani, quelli che avevano capito da subito o in poco tempo che dell'orrido occorreva diffidare, è che l'intero palinsesto di quelle reti televisive, pubblicità compresa, era volto a rincoglionire la gente e questa cosa è diventata ulteriormente palese quando la rai è stata imbottita di gente allevata ed addestrata in quelle reti. La rai, che per quanto partiticamente occupata metteva ancora il servizio pubblico prima dell'audience nelle sue priorità, è diventata in buona parte rete gemella e ha smesso di fare da mezzo di contrasto. Fortunatamente proprio i vergognosi dati dell'audience recenti, sia per rai che per mediaset, mostrano oggi un cambiamento di rotta che lascia sperare.

L''ho messo nel Partenone non per particolari meriti filmici, ma per sottolinearne la necessaria visione a chi ignora queste cose e per il merito di averle diffuse soprattutto all'estero, ché in italia non molti l'hanno visto.
Parola di medioman.
Robydick





7 commenti:

  1. Concordo in modo particolare con quella tua parte sottolineata alla fine: io l'ho sempre chiamata, brutalmente, "inferiorizzazione".
    E i risultati si sanno: il contraltare della poveraccia aspirante velina di cui parli è un povero ragazzetto di mia conoscenza (primo della classe al liceo, non semianalfabeta) il cui sogno era "diventare un calciatore e sposare una velina", detto senza il benché minimo intento ironico...

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  2. il tuo termine, caro Zio, è più consono.
    di simili a quel ragazzetto che citi ce ne sono molti. capisci distinta la differenza tra istruzione e educazione anche se mi chiedo poi come sia possibile, se veramente hai Istruzione, pensare in quel modo.

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  3. Tutto quello che viene raccontato in questo oramai celeberrimo documentario dell'italo-svedese Erik Gandini (lì vi vive da molti anni)-dal punto di vista puramente della resa estetica cinematografica, molto male, suvvia diciamocelo NON E' un film, e neppure un bel documentario- è sicuramente verissimo e per chi ha sempre avuto strumenti critici e di conoscenza culturale (mentre la maggior parte degli italioti,evidentemente, no)- arcinoto almeno da trent'anni, ma, e cito :-"[...]tutto ciò in fondo era stato già raccontato nel 1958 da Camillo Mastrocinque in "Domenica è sempre domenica", film che racconta un'Italia "abbacinata dal facile successo televisivo"dove tutti, dal severo industriale alla procace cameriera, sognavano di arricchirsi con Il Musichiere. Ma il critico militante (o il videomaker, come Gandini) non lo sa, perchè non ha mai avuto l'umiltà di studiare quel passato che (apparentemente,rispetto allo schifo esageratamente esibito e compiaciuto dell'oggi)tanto rimpiange." cit. Tommaso Labranca in Collateral sull'ultimo N° di Film TV.
    E' perciò e sono d' accordissimo con lui, perfettamente inutile e e ridicolo, "stigmatizzare questa italietta "abbacinata dal facile successo televisivo" come lui dice, in quanto ed è vero, il fenomeno del "Grande Fratello" è globale", Gandini anche lui, non lo sa o fa finta di non ammetterlo?
    Garrone come anche riportato nell'articolo che cito, è stato "accusato" a Venezia di aver la colpa di non avere con "Reality" "realizzato un film "politico", come quello di Gandini appunto, di forte polemica contro la televisione". Ma questo poteva ed è vero, essere fatto anche venti trent'anni fa e "senza inutili proclami". Proclami enunciati per chi, poi, a favore del PD, che è il corresponsabile e il co-creatore di questo mostruoso sistema? Gandini, come molti altri, prima e dopo di lui, hanno commesso l'unico "errore", semmai, di essere arrivati davvero troppo tardi a raccontare qualcosa che doveva e poteva essere raccontato nel 1994, alla discesa in campo di Ber-losconi, o molto prima. Come fece nel 1985 Fellini per "Ginger e Fred", incompreso e travisato da tutti, con quel suo mitico Cavalier Lombardoni, grande produttore, venditore, di prosciutti, ballerine, e televisioni.In un film che diceva già tutto, naturalmente in una maniera e con un lucido disincanto tale, da far apparire l'operetta del cantore pubblicitario Gandini-che poi viene da quello stesso mondo lì, e utilizza per conoscenza gli stessi mezzi e veicoli propagandistici laccati e tremendistici, insieme- per lo meno inutile declamatoria.
    "Moralisti in notevole ritardo sui fenomeni" e anche qui, ha quasi totalmente ragione Labranca, il discorso è ben più ampio e andrebbe fatto direttamente agli italiani e alle loro tare storiche e civili, per cui dovrebbero ma sputarsi allo specchio singolarmente la mattina e in faccia l'un l'altro la sera, in quanto sono loro, e soltanto loro, che hanno permesso il "collegamento" televisivo a questa realtà, votando il malvagio pelato una volta, due, rivotandolo, e molti di loro che sicuramente ancora lo rivoterebbero con slancio decadentista. Ma andate, chi ne ha voglia e tempo, a vedere "Anni difficili", "Anni facili", e "Anni ruggenti", la trilogia sull'Italietta fascista firmata da Luigi Zampa oltre cinquant'anni fa. Si vede bene come l'Italia e gli italiani non siano fondamentalmente mai cambiati. Fondamentalmente,fascisti e quindi mussoliniani nell'animo. Almeno, Mora si dichiara/va ancora come tale.
    P.S.: Anche per tutto questo, e per molto di più, domani oltremodo e salutarmente come sempre, Forza Spagna!!

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  4. aaaaaah ecco, io l'ho visto pure, si il mondo televisivo è pieno di squali, e il + grosso di tutti ha messo mani nelle istituzioni, gli italioti lo hanno votato credendo all'uomo che si è fatto da solo, alla persona vincente, e non informandosi affatto su cosa c'era dietro, per questo l'italia ha fatto da scudo al Berlusca per evitargli i tanti processi a suo carico...e pensare che si crede l'uomo + perseguitato della storia...lasciamo stare va...

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  5. L'idea era buona, ma lo sviluppo non mi ha per niente convinto.
    Il tizio bergamasco che fa la comparsa e sogna di diventar famoso m'ha messo una tristezza addosso non indifferente.
    Di analisi sulla televisione italiana e sul condizionamento, comunque, ho preferito "il corpo delle donne" di Lorella Zanardo....e non è solo una questione di concordare sul discorso "gap gender" e condizione femminile.

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  6. va be', che c'è d'aggiungere Napoleo'... sostanzialmente concordo col tuo intervento, anche con quelli di Arwen e di Nicky, ho anche scritto che non è questa gran opera. però penso abbia comunque avuto una sua utilità, per quanto tardiva.

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