venerdì 18 gennaio 2013

L'ultima lezione

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2001, Fabio Rosi.

Questa poco conosciuta e poco vista pellicola italiana del 2001, “L'Ultima lezione”, racconta la storia di Federico Caffè, ovvero colui che è stato per la sua epoca ma anche per la nostra visto che è stato il Prof. Relatore di Laurea di noti Boiardi di stato come Mario Draghi, il quale è stato dicevo uno degli economisti italiani più famosi e autorevoli non soltanto accademicamente, ma soprattutto moralmente e per la sua visione fortemente negativa di ogni politica neoliberista in un'economia non corretta e controllata fortemente dalle politiche di un vero ed equo welfare keynesiano, di sostegno alle fasce più deboli della società, come di aiuto ai consumi. Argomento e tema quanto mai attuale per la sua visione.
“L'Ultima lezione” narra dunque la vicenda della sua famosa scomparsa nel nulla, una mattina del lontano 15 aprile 1987 dalla bella ed elegante casa in via Cadiolo, nel bel quartiere di Monte Mario, che condivideva con il fratello Alfonso Prof. Di lettere al Liceo Massimo di Roma. E che ad oggi dopo venticinque anni di distanza, non è stata mai davvero risolta, quindi della sua uscita di scena non soltanto accademica (stava raggiungendo l'eta pensionabile da Prof. Emerito) ma dal mondo intero che lo circondava. Il film dunque ci racconta della strenua, dimostratasi affettuosa e veramente appassionata -tanto che stupì e colpì tutti-, ricerca per tutta Roma e oltre, del loro stimato e amato professore scomparso da parte dei suoi studenti come dei molti che lo avevano conosciuto fuori dalla sua attività universitaria, come dei molti che lo avevano potuto apprezzare più nel “particulare” per le sue doti umane, soprattutto gli studenti Andrea (Ignazio Oliva) e Monica (Chiara Conti, ca. 27 anni in questo film, e bella più che mai, attrice che ho conosciuto personalmente e che non ha raccolto quanto avrebbe dovuto dal crapulone e asfittico cinema italiano contemporaneo).
Il dipanarsi del racconto è infatti incentrato e guidato dallo sguardo e dalle Azioni di Andrea e Monica, personaggi dalle personalità contrastanti, i quali nella loro ricerca del professore finiranno per identificare qualcosa di profondamente personale che troverà una sua “risposta” di ricerca interiore grazie proprio al risultato della “lezione” di vita e comportamento del professore.

Il regista Fabio Rosi, qui al suo primo lungometraggio e a tutt'oggi unico dopo che prima aveva diretto un corto dal titolo “Stesso posto, stessa ora”, (a puntuale dimostrazione della difficoltà di realizzare un film nel panorama cinematografico italiano attuale)si era ispirato ad un racconto di Ermanno Rea dal titolo omonimo e trasferendolo sugli schermi (pochi, sui quali ebbe la fortuna di uscire) ne ha mantenuto il taglio "giallistico" del libro come della trasmissione “Chi l'ha visto?”, che negli anni ha ovviamente più volte affrontato la vicenda, con buoni risultati di ritmo e di narrazione. Buona la ricostruzione del periodo (gli anni '80 un'epoca così vicina, e pure così lontana, quasi sempre ricostruiti male, goffamente e cialtronescamente, come d'altronde i '70, dal cinema medio italiano e dalle fiction, e a giudicare dai tanti film al glucosio che vi sono stati ambientati negli ultimi anni...). Buona la recitazione di quasi tutti gli attori tra i quali ovviamente e non potrebbe essere altrimenti, spicca Roberto Herlitzka nei panni del professore scomparso

In sintesi, Un film interessante e diverso dai soliti cascami della produzione italiana, su di una Personalità che aveva fatto della propria professione la propria vita e davvero una “missione” formativa nel senso più alto e sinceramente onesto del termine, e che in questo caso quanto mai appropriato alle parole dell'allora Presidente Ciampi, quando intervenne dopo essere venuto ad assistere presente, alla proiezione del film presso l'Università "La Sapienza" di Roma: egli era "un uomo di grande qualità, solitario, che univa l'orgoglio e la modestia e nel quale albergava un totale rigore morale, raro perchè in primis verso se stesso".

Globi d'Oro, Italia Anno 2001 Nominato al Globo d'Oro come Miglior Attore (Miglior Attore Protagonista) a Roberto Herlitzka.

Napoleone Wilson


2 commenti:

  1. Monti ma soprattutto Draghi, che come detto è stato uno degli allievi e laureati con Caffè, ne hanno ben tradito l'impostazione e l'idea/e economica/e di certo non solamente di mera correzione liberistica del capitalismo. Egli si girerebbe nella tomba, potesse vedere cosa ne è stato dei suoi insegnamenti nel 2013 attuale,che invece il bravo Ignazio Oliva mette in atto nel piccolo delle sue possibilità, nel 1987 del film,l'epoca di incubazione di ciò che tutto sarebbe divenuto.

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  2. interessantissimo questo film... vedrò di procurarmelo. un "caso Majorana" anche nell'economia forse, che dici?

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