giovedì 21 febbraio 2013

Girlfriend in a Coma

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2012, Annalisa Piras.

Lo spirito di Dante Alighieri esce dalla sua statua per andare a consolare quello dell'Italia. Ma ecco che arriva lo spirito di Pulcinella, che comincia a riempirla di mazzate, mandandola in coma. E' così che Bill Emmott, ex direttore della rivista Economist vede la sua amata. Inizia quindi il suo viaggio; come novello Dante scende negli inferi del Bel Paese per poi uscire «a riveder le stelle».

Il film si divide in tre parti: La Mala Italia; La Buona Italia; L'Ignavia. Si parte quindi analizzando tutte le principali infamie italiane dell'ultimo ventennio, che sono maggiormente indicative del declino ancora oggi in atto. Dai crimini del G8 all'uso del corpo delle donne in Tv; dalla predominanza delle organizzazioni criminali nei gangli del potere al berlusconismo; dal vile Schettino al Ruby gate. Emmott non è certo un bolscevico – anche se somiglia tanto a Lenin – con buona pace di Berlusconi, che tale lo aveva definito, salvo poi rimangiarsi pavidamente tutto quando incontra il giornalista inglese di persona, in occasione dell'insediamento di Mario Monti al governo. Che lo spirito di chi ha realizzato questa pellicola sia neanche tanto velatamente liberale e liberista lo si capisce anche nel vedere, dalla parte della buona Italia personaggi come Marchionne e lo stesso Monti. Invitiamo caldamente a rimuovere questi particolari discutibili, che faranno storcere un po' il naso a molti di noi, perché questo documentario merita, tantissimo. Facciamo presente, inoltre, che le riprese sono state realizzate un anno fa. Del resto hanno partecipato diversi intellettuali italiani come Umberto Eco, Roberto Saviano, Nanni Moretti e Marco Travaglio. Tra i politici, Berlusconi è stato invitato a rilasciare un'intervista, ma ha rifiutato, nonostante lo avesse promesso personalmente a Emmott; in compenso c'è Beppe Grillo. La lista non finisce qui.

In ogni secondo di questo documentario traspare l'amore ed il rispetto di Emmott per l'Italia, ch'è stata molto importante per la sua formazione, fin da giovanissimo. Decadono di fatto le critiche di chi – probabilmente senza vederlo (come al solito) – lo ha bollato come una critica ipocrita degli inglesi verso gli italiani; riduzione che fa molto tifoseria da stadio. Ironia della sorte, anzi del Cinema; nel film Saviano nell'analizzare uno dei mali del berlusconismo parla proprio della tecnica di dividere per tifoserie, dove a prescindere si difende un candidato, a ragione o torto. Questi signori, insomma, si commentano da soli.

Se da un lato il liberista Emmott inserisce nella parte buona le multinazionali della Fiat e della Nutella, dall'altro vediamo anche gli studenti che occupano i teatri, i laureati che emigrano all'estero e gli impavidi che lottano ogni giorno contro la mafia. Il giornalista britannico ci invita comunque a riflettere sul fatto che l'Italia non è una anomalia europea, essa è indicativa di quanto sta cominciando a succedere anche nel resto del Continente. Così arriviamo al capitolo finale dedicato all'ignavia, una analisi molto coraggiosa che pone l'influenza della Chiesa al centro del problema; si ricorda quindi come già Garibaldi, Mazzini e Cavour lamentassero la presenza capillare e influente di questa organizzazione. Non è curioso che da un lato gli alti papaveri dello stato, a partire dall'insediamento di Monti, abbiano dato vita ad una ondata di sciovinismo risorgimentale, rimuovendo – e quindi svuotando di senso – la componente anticlericale del processo di unificazione nazionale? Gli italiani visti con gli occhi di Emmott sono un popolo assuefatto da messaggi esteticamente forti ma eticamente deboli.

A tre mesi dalla prima di Londra, alla presenza di pochi eletti e nel silenzio più totale da parte dei media italici, rischiavamo di veder slittare la prima di Roma al dopo elezioni, per via di un provvedimento di Giovanna Melandri (già ministra dei Beni Culturali durante il governo di Romano Prodi), presidente del MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) dove la proiezione era prevista per il 13 febbraio. Bisogna ringraziare la redazione di Articolo 21, che ha organizzato una raccolta firme se poi la prima visione c'è stata nella data prevista al Teatro Eliseo di Roma, con l'appoggio del gruppo editoriale l'Espresso. Il dibattito che segue la presentazione è disponibile su Youtube e nel sito del film Girlfriendinacoma.eu. Contemporaneamente il sito de l'Espresso ha messo a disposizione il download del film. Due giorni dopo è stato trasmesso a L'Aquila. La BBC ha acquistato i diritti del film e lo trasmetterà proprio durante le elezioni italiane. In Italia Sky, lo sta già trasmettendo. Eppure se ne sente parlare troppo poco, un po' come avvenne per la presentazione di Diaz – Don't clean up this blood. Del resto è emblematico che in Inghilterra il documentario verrà trasmesso dalla Tv pubblica, mentre in Italia lo sta facendo una privata. Un'altra occasione persa dalla RAI, in un paese dove il mezzo televisivo è ancora il principale veicolo di informazione; non basta dunque dire “tanto su internet si vede” … ignavia, appunto.

Voto: 5 stelle.

Giovanni Pili


26 commenti:

  1. interessante, cercherò di vederlo anche io :)

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    1. Facci sapere se il download nella pagina de l'Espresso è ancora attivo, se hai trovato difficoltà.

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    2. ci vuole la paypal per scaricarlo oppure la carta di credito?

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    3. Carta di credito. Non sia mai che prossimamente sia disponibile nelle sale o a noleggio.

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    4. ah non ce l'ho la carta di credito...:(

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    5. Controlla, può essere che riconosce anche il paypal.

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  2. ha anche una bellissima fotografia "pastello", con degli inserti animati curiosi.
    il problema di questo film è che non lo vedono, né capiscono, chi veramente dovrebbe

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  3. madò, ho scritto in un "itagliano"... ma va be', si capisce :)

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  4. Anche se c'e' Travaglio, forse il migliore maggiormente lucido cronista d'"assalto" oggi in Italia, il film e' uno spottone a favore del PD-L, e non capisco come proprio te Giovanni no eri un marxista, giustifichi e veicoli quel che e' comunque una panza che contrappone o crede di poter contrapporre ancora un'idea di capitalismo "cattivo" e uno "buono", rappresentato poi da chi, appunto da Marchionne! Peccato per Emmott che almeno come
    scrivano stimavo/o seppur non e' certo mai stato il direttore di Granma. E poi ma come come si puo' intervistare ancora i vecchi cariatidi soloni della sinistra radical-chic da salotto come Eco (ma non doveva andare in Francia esule dieci anni fa, disse lui, se rivinceva il mafioso di Arcore?), Moretti, e addirittura la grande amica della Melandri tra l'altro, la nota estremista del PD di Roma bene, Cristina Ohibo' Comencini!!? Cosa possono ancora avere da dire certe figure di "intellettuali" di regiime sulla situazione disastrata dell'Italia di oggi, appoggiatori di D'Alema, Veltroni Fassino e compagnia bella del PD-L, fra i massimi co-responsabili e complici del Ber-losconi e del disastro attuale. Leggere prego in merito, l'eccezionale articolo di Flores d'Arcais oggi in prima pagina de Il Fatto Quotidiano.

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    1. Rileggi la rece, anch'io scrivo che Emmott è un liberista che inserisce Monti e Marchionne nella buona Italia, non si capisce a che titolo.

      Il Fatto Quotidiano lo leggo anch'io, anche se non sono liberale e liberista come quasi tutti i membri della loro redazione. Al di là delle idee personali però c'è anche l'obiettività di analizzare i fatti. Obiettività che devo avere anch'io, per principio, non voglio imporre le mie idee, ognuno se le deve fare da solo.

      P.s
      Non sono marxista (forse sono marxiano), sicuramente anarchico. Però sono cose personali che in questo contesto non c'entrano niente. Bisogna sforzarsi di vedere le cose senza imporre le proprie idee agli altri quando si scrive.

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  5. E c'e' persino -ANCORA, PURE QUI!- Saviano! Ma l'avete letto almeno non di cosa scrive ma COME, scrive?? E' peggio solamente di come PARLA.

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    1. E' inevitabile, visto che parliamo dell'ex direttore di Economist. E' inevitabile, traspare l'orientamento liberista del documentario. Anche se fa una analisi obiettiva della situazione italiana.

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  6. Si' lo so che lo scrivi e l'ho visto, e non ho t'assicuro piu' nemmeno la forza e tantomeno la voglia ne' l'interesse di pretendere o poter cambiare ldee alle persone. Fatto sta che alla fine e' stato inserito nell'"Olimpo". E comunque a Il Fatto non sono tutti libersti''tant'e' che di tanto ci scrivo pur'io, e sicuramente meno che all'Economist.
    Non capisco poi cosa intendi con "non c'entra niente" con questo contesto, stiamo parlando di un documentario sedicente pamphlet politico sulla situazione malmostosa e putrida ad ogni livello dell'Italia di oggi. E' evidente che interessi anche la prospettiva d'analisi di chi ne scrive. Non stiamo affrontando "Die Hard 5".

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    1. Lo abbiamo messo nel Partenone. Olimpo effettivamente era esagerato, ma alle 3 di notte ero un po' cotto. :D Paolo Pescatori sei sempre tu?

      Si non sono tutti liberisti, gran parte però sì. Non è nemmeno il giornale della sinistra radicale però. Ma io lo dico come esempio di un modo di fare informazione obiettivo, al di là delle idee personali.

      Non c'entrano niente le mie opinioni politiche.

      Per come la vedo io, ed un po' lo faccio anche capire nella rece, questo è un documentario liberista. Bisogna tenere conto anche del fatto che se fosse stato realizzato da dei radicali di sinistra sarebbe stato facilmente cestinato. Inoltre viene fatta una analisi oggettiva della situazione italiana, senza storpiature.

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    2. Si scusa, Partenone, l'avevo visto, non sono mai stato un grecista...E comunque gli son state date cinque stelle, di piu' non ce nè.
      Sono io per entrambi caro Giovanni. Qualcuno in parte giustamente, ritiene che metterci "la faccia" di cio' che si scrive anche qui, sia ben diverso. E allora ritengo di doverlo accottentare, almeno quando lo richiederebbe maggiormente' l'importanza dell'argomento. Pero' anche come Paolo, sono ancora e sempre Il piu' bello.

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    3. Comunque, a proposito di bellezza, Emmott somiglia un po' anche a Robydick ... altro che Lenin!

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  7. adesso se tutti quelli che hanno il pizzo mi somigliano sono finito, ahah! e poi oh, io ho "molti" più capelli... :P

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  8. nessuno è perfetto, ma se non possiamo più ascoltare nemmeno Moretti, Eco, Saviano, mi chiedo veramente a chi cavolo dobbiamo dare un minimo di ascolto. non dico di credere eh!, ma almeno ascoltare, è gente che sa parlare e argomenta, poi uno si fa le sue idee. ha fatto l'apologia a Marchionne? eh capirai, che dramma... parliamo pur sempre di uno dell'Economist, teniamolo presente, anche se il nanaccio lo definisce comunista quasi leninista. e in questo senso che c'è del valore, proprio per la fonte non sospetta di ideologia contraria a quella della nostra becera destra.

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    1. Sottoscrivo, poi non è che ha fatto tutta 'sta apologia al minchionne: lo ha intervistato e lui ha snocciolato due o tre banalità.

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  9. a me è piaciuto molto...per tre elementi:
    - la scelta di Dante come filo conduttore.
    - la fotografia, come dice Rob, impeccabile.
    - la scelta di fare vedere una Calabria positiva.

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    1. Sono un po' pentito di non aver elogiato la fotografia effettivamente.

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    2. giusto Cirano, grazie per averlo sottolineato. non ricordo il nome di quel prete che ha creato, contro tutto e tutti, quella casa-famiglia per disabili, un posto definito Paradiso dagli ospiti. quell'uomo merita un encomio solenne

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  10. A proposito, noto che sia su wikipedia che IMDB il film ha data 2013. Il ché è un errore, sia perché è stato girato l'anno scorso, sia perché la prima è avvenuta a Londra nel novembre 2012.

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  11. C'è persino un vecchio arnese per tutte le stagioni come Giuliano Amato, di nuovo "in pista" in questi giorni per il mega inciucione,cantore qui della "Buona Italia" e del necessario e irrimandabile "cambiamento"...Ma se stava con Craxi! Lo sapete quanto prende di pensione dal suo eremo dorato di Orbetello? 32'000E al mese!!!

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