martedì 19 febbraio 2013

I̱ epanástasi̱ tou laoú páno̱ sti̱n gynaíka tou Ypourgoú – La rivoluzione del popolo sulla moglie del ministro

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2012, Dimitris Sirinakis.

Colpito dal boom di richieste di lavoro da parte di studentesse, disoccupate e persino madri di famiglia, Dimitris Sirinakis, fondatore della casa produttrice greca Sirina Entertainment, ha ben pensato di coinvolgere il suo cast di interpreti non professionisti in questa pellicola a sfondo politico. Evidentemente la crisi che ha colpito la Grecia non giova solo a multinazionali e banche ma anche al mercato del porno.

Questi attori non professionisti si accontentano di contratti da mille euro a film, ma si può salire anche a tremila se si riscontra un certo feedback di utenti. Il sito della casa produttrice, Sirina.tv, vende i suoi film direttamente online a poco più di sei euro.

Un gruppo di terroristi greci (tre uomini e una donna) decide di vendicare il popolo organizzando una spedizione punitiva in cui la moglie e la figlia di un ministro vengono stuprate. Quando la prima viene catturata è sorpresa assieme all'amante. C'è spazio anche per una scena in cui abbiamo la classica segretaria abusata dai suoi datori di lavoro; tra cui lo stesso ministro, ignaro di cosa sta accadendo nel frattempo a moglie e figlia. Alla fine tutto si chiude con un'orgia. Praticamente il plot – se così possiamo definirlo – è l'esatto contrario di quello che ci potremmo aspettare da un Rape and revenge, come I Spit on Your Grave (Non violentate Jennyfer in Italia) dove la vendetta viene compiuta da chi subisce lo stupro; oltre a questo, siamo già ben al di là del porno, ed il messaggio è relativamente più dignitoso di quello che ci propone la pellicola di Sirinakis, con buona pace dei soliti tromboni della critica.

Difficile non accorgersi che il messaggio politico non esiste proprio. Si tratta semplicemente di un pretesto pubblicitario, neanche tanto celato. Molto meglio Anni di Piombo di Silvio Bandinelli, con la compianta Ursula Cavalcanti. Praticamente il soggetto è analogo, ma stiamo parlando di un porno d'autore di qualità notevolmente superiore. Certo, in un periodo in cui le donne scendono in piazza per dire basta alle violenze contro di loro, un porno dove lo stupro è presentato come mezzo di lotta non dovrebbe suscitare grandi simpatie, ma nella pornografia la trama è un contorno, il focus resta nel riprodurre fedelmente determinate fantasie sessuali. Insomma, tutto è lecito nel porno; salvo non si faccia uso di minorenni, ovviamente. In un qualsiasi altro genere cinematografico non sarebbe accettabile un soggetto del genere.

Il problema di questo film è diverso. Si sono visti pompini e inculate (che per la verità scarseggiano) decisamente migliori. Per non parlare del montaggio che sa di amatoriale. Degna di menzione solo Katerina Metaxa. Anche l'orgia finale non è male, ha una certa "carica drammatica" ed è recitata meglio. Per quanto riguarda invece le pretese di denuncia sociale e politica, tutto viene contraddetto dalla stessa ragion d'essere di questo film: donne e uomini ridotti in miseria che si danno al porno per far trastullare chi in questi tempi può ancora permettersi di spendere per scaricare i film della Sirina, mentre le associazioni di volontariato lanciano viveri alla popolazione affamata e le vetrine vengono prese d'assalto.

Giovanni Pili


4 commenti:

  1. non proprio adatto per la colazione alla mattina, effetto contrario dell'ovomaltina :D

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  2. però Giova', perché nell'Ade? non ne parli così male, del film intendo, non della situazione greca ovviamente...

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    1. Originalmente la rece si concludeva con un "disgustorama" a caratteri cubitali. Va nell'ADE per manifesta praticoneria e paraculaggine.

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