domenica 31 marzo 2013

Romanzo Popolare

12

1974, Mario Monicelli.

«Bisogna averlo tutto,
tanto...anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!»

Dedicata con veramente grande e infinita tristezza da "L'Armando", "Il Silvano", e " Il Palo", a Vincenzo Jannacci detto Enzo (Milano, 3 giugno 1935 – Milano, 29 marzo 2013)

In occasione della scomparsa dell'insostituibile e incasellabile Enzo Jannacci, un vero pezzo di storia meneghina "umana" e umanizzante, che già era purtroppo finita da tempo, la quale adesso se ne va anche nella figura del suo più splendido cantore, e vivido testimone di prima persona, non potevo esimermi dall'unirmi al commiato veramente sentito, scrivendovi queste righe al riguardo di una fra le sue migliori, fra le tante, "escursioni" e collaborazioni cinematografiche.

sabato 30 marzo 2013

Themroc – Il mangiaguardie

9
1973, Claude Faraldo.

Themroc è un film stranissimo, assolutamente sconosciuto, costretto al dimenticatoio, nondimeno prezioso per capire un'epoca (gli anni Settanta) fratturata dalle numerose lotte politiche, arricchita da sperimentazioni in campo cinematografico, musicale e artistico, analizzata e sviscerata ormai da ogni punto di vista, ma senza che nessuno sia mai davvero riuscito a individuarne una univoca chiave di lettura. Il film di Claude Faraldo (attore francese, regista con dodici lavori all'attivo, tra cinema e televisione, nonché sceneggiatore di un certo livello, basti pensare a L'amore che non muore di Patrice Leconte) rappresenta in un certo senso l'incontro e (e lo scontro) tra tutte le dottrine politologiche del periodo, e il modo in cui esse si pongono in posizione antitetica l'una rispetto alle altre: l'interpretazione marxista della storia si accompagna, paradossalmente, alla sua revisione, mentre l'analisi sociologica, inserendosi nello spiraglio delle lotte civili del periodo e delle loro applicazioni teorico-pratiche, finisce per rimarcarne le zone d'ombra e forse, sotto sotto, l'inutilità imperante.

giovedì 28 marzo 2013

E la nave va

5

1983, Federico Fellini.

Scritto da Federico Fellini e Tonino Guerra, coi testi delle canzoni di Andrea Zanzotto. Spiccano nel doppiaggio le voci di Ferruccio Amendola (il narratore Orlando, interpretato da Freddie Jones); Oreste Lionello (Sir Reginald Dongwy, interpretato da Peter Cellier) e Alessandro Haber (Aureliano Fuciletto, interpretato da Vittorio Poletti). Nel cast troviamo anche la grande ballerina classica Pina Baush (la principessa Lherimia). Alla scenografia troviamo Dante Ferretti, la cui carriera proseguirà brillantemente portandolo a vincere ben tre premi Oscar. Valeriano Trubbiani collabora alla realizzazione della corazzata. I cantanti lirici a bordo della nave, la Gloria N. in cui si svolge la storia sono interpretati da autentici tenori e soprane. Un film dove la musica ha una parte importante, con una colonna sonora che viene vissuta dai personaggi strambi che popolano la nave – felliniani, diremmo oggi. La locandina che riportiamo sopra alla rece è stata disegnata da Milo Manara.

mercoledì 27 marzo 2013

Psycho III

0

1986, Anthony Perkins.

«Liberate il vostro terrore. Liberate la paura. Ed entrate in un incubo tutto nuovo...»
«Norman Bates è tornato alla normalità. Ma la mamma è di nuovo sulla sua sedia a dondolo!»
«Proprio quando si pensava che fosse sicuro poter tornare sotto la doccia!»
«Norman Bates è di nuovo a casa con la mamma.»
«Il più sconvolgente di tutti.»
Frasi di lancio originali del film

Era prevedibile che dopo un sequel sorprendentemente ben realizzato e valido quale fu " Psycho II" (1983), si concretizzasse la possibilità di un ulteriore follow-up della storia di "Psycho" di Alfred Hitchcock, come immancabilmente avvenne. Anche perché, lo stesso Norman Bates, Anthony Perkins, prese la sedia del regista per il terzo capitolo della saga sull'esistenza triste e temibile allo stesso tempo di Norman. Essendo stato Norman all'epoca per quasi trent'anni (e anche per aver lavorato con registi leggendari come Alfred Hitchcock, Stanley Kramer, Jules Dassin, e Orson Welles, fra gli altri), non c'era probabilmente nessuno più qualificato di lui dirigere questo nuovo episodio. Mentre Perkins non si eleveràd'accordo, alle altezze cinematografiche di questi giganti dello schermo, lui e lo sceneggiatore Charles Edward Pogue (che proprio di seguito avrebbe anche scritto la sceneggiatura de "La Mosca" di David Cronenberg, e non so se mi spiego ), avrebbero però impostato un film che anche restando sotto molti aspetti dentro alle mode del genere del periodo, offre un'esperienza horror che, pur lungi dall'essere perfetta, ispira nella memoria dello spettatore ben di più che la sua quota di brividi e salti in gola.

martedì 26 marzo 2013

Snowtown

5
2011, Justin Kurzel.

Come molti altri ragazzi di Salisbury North, quartiere “borderline” dell'omonima (e anonima) provincia australiana, City of Salisbury, anche Jamie viene da una famiglia problematica: è orfano di padre, la madre vive di lavoretti saltuari e al giovane appena adolescente non resta che trascorrere le giornate bighellonando di rione in rione e prendendosi cura dei fratelli. Un giorno la donna affida i tre figli alle premure di un amico, che approfitta della situazione per abusarne sessualmente. Quando la verità viene a galla, la madre si lascia guidare dai consigli di un vicino di casa, l'apparentemente bonario John Bunting, un uomo vecchio stampo che dà ancora pane al pane e vino al vino, e che dinnanzi ai ritardi della giustizia tradizionale preferisce applicare la legge del taglione a chi commette reati su minori.

lunedì 25 marzo 2013

Mea Maxima Culpa: Silence in the House of God - Silenzio nella casa di Dio

9

2012, Alex Gibney.

«“Noi agnelli inermi contro il prete lupo” Il film-shock sulla pedofilia nella Chiesa»
Repubblica

Scritto e diretto da Alex Gibney, il documentario da voce a quattro non udenti che subirono abusi sessuali da parte di padre Lawrence Murphy direttore di un istituto religioso per sordi nel Milwaukee. Per circa 25 anni, a partire dalla metà degli anni '60, gli abusi proseguirono ai danni di oltre 200 bambini. Tutto questo nell'indifferenza del clero e della polizia. Nonostante la mole di prove documentate non solo padre Murphy ma anche altri come lui sono stati, di fatto, protetti dal Vaticano.

sabato 23 marzo 2013

Running - Il Vincitore

3

1979, Steven Hilliard Stern.

Dedicata alla Memoria del Più Grande di Tutti:
Pietro Paolo Mennea,
(Barletta, 28 giugno 1952 - Roma, 21 marzo 2013)

«Una storia in cui conta solo avere il coraggio di essere ciò che sei.»
Frase di lancio originale del film

In occasione dell'alquanto triste e molto prematura scomparsa di Pietro Mennea, uno degli italiani migliori e maggiormente "diversi" non solo per lo sport -pur non avendone affatto condiviso certi posizionamenti politici nella sua carriera appunto, di "politico"-,che il nostro sciagurato paese abbia potuto avere almeno nel dopoguerra, vi scrivo la rece di questo film che Mennea è immaginabile potesse ben amare, se mai abbia avuto occasione di vederlo."The Running- Il Vincitore" , una pellicola di produzione canadese diretta nel 1979 da Steven Hilliard Stern, e interpretata da un giovane ma già straordinario Michael Douglas, allora reduce dall'Oscar come produttore per "Qualcuno volò sul nido del cuculo" e dal successo come attore per "Sindrome cinese"(The China Syndrome)(1979) di James Bridges.
Egli non interpreta un velocista come il grande Pietro, ma un maratoneta canadese di origini greche dal nome Michael Andropolis, in gara alle Olimpiadi di Montrèal del 1976.

venerdì 22 marzo 2013

The Way of the Dragon - L'Urlo di Chen terrorizza anche l'occidente

1

1972, Bruce Lee

«Il Colosseo... il campo di battaglia di Bruce Lee e Chuck Norris» (Video Australiana)
«RAGAZZI, possiamo vederlo, ORA! Bruce Lee è tornato in tutte le sue nuove fantastiche avventure di Super Eroe da "Enter the Dragon ..." .. La sua ultima performance è la sua migliore!»
Frasi di lancio originali del film

Ho/Ping Ou Wei[Paul Wei Ping-Ao] :- [passa la mano verso il basso sul petto Tang] “Oh, che increspatura dei muscoli! Non vogliamo ucciderti.”

Tang Lung[a.ka. “Il Drago”]/Bruce Lee :- Movimento numero 4: il Drago cerca il suo percorso. Hi-yah! "(Calcio diTang, scaraventa lontano un teppista)" Il Drago frusta con la coda!”

Boss/Jon T. Benn :- “Quello che voglio, ottengo. E voglio quel ristorante!”
Ho :- “Sì, Boss. Sì, capo.”
Boss :-"Sì, Sì Boss, Boss.». Non hai già perso abbastanza tempo!”
Ho :- “Ma io .. ma ho sempre fatto del mio meglio.”
Boss :- “Allora perchè hai fallito?”
Ho :- Ah! Ho scoperto che è stato aiutato da un uomo di nome ... Tang Lung.”
Boss :- “Un uomo? Solo * un * uomo?”
Ho :- “Ahh, ma quest'uomo conosce il cinese Kung-Fu.”
Boss :- [incredulo] “Kung-Fu?”

Tang Lung :- “Fateglielo sapere. Se mai lo vedrò qui ... Non lascerà questo posto VIVO!”

[Ultime battute]
Ah Quen/Di Chin :- “In questo mondo di pistole e coltelli, ovunque Tang Lung possa andare, lui viaggerà sempre per conto suo.”

Teppista :- “Mamma Mia!”

Tony/Tony Liu :- [dopo essere stato pugnalato da zio Wang] “Zio Wang, perché l'hai fatto ...?”
“Zio” Wang/Chung-Hsin Huang[Wang Chung Hsin] :- “Non prendertela con me per tutto questo. La colpa è di Ah-Lung. Ha suscitato questo problema, il buffone!”
Tony :- “Che cosa significa questo ... cosa significa questo?”
“Zio” Wang :- “Cosa significa? È necessario conoscere. Ho lavorato duro per tutta la mia vita. E non ho niente da dimostrare per essa! Mia moglie e dei figli mi aspettano a Hong Kong. Se collaboro per il ristorante, loro per tutto questo mi pagano bene. Dopo di che io posso tornare a Hong Kong da uomo ricco. Quindi, vedete, devo farlo. Devo farlo!”
[Ride maniacalmente]

"Zio” Wang :- [tradire] “Devo farlo! Devo ... muahahahahahahahahahahaaaaa ...”

Tang Lung :- “Queste baraccopoli sono proprio come le nostre.”

Chen Ching Hua/Nora Miao :- “Ti piace questo posto?”
Tang Lung :- “E' uno spreco. Tutto questo. A Hong Kong, vorrei costruire su di esso. Fare i soldi.”

Ho :- “Tang Lung, presto sarai un uomo morto!”

Ho :- “Per favore, siamo amici! Tang Lung è il nostro nemico. Siete pregati di attendere che il nostro capo ritorni per decidere chi di voi si prenderà cura di questo cinese. Va bene?”
[Il combattente giapponese si alza in piedi, il che fa arrabbiare Bob Fred. Iniziano a combattere di nuovo]
Ho -: “Ahhhh! Ohh, oh, no, non, smettetela! Oh, ohh, smettetela! Smettetela!”
Boss :- “FERMATELO!”
[I combattimenti si fermano. Bob Fred e Colt con il boss della mala si avvicinano]
Fred(Bob Fred)/Robert Wall :- “Sensei!”
[Musica d'archi]
Colt/Chuck Norris:- [sorride] “Bob è un mio studente.”

giovedì 21 marzo 2013

Poliziotto Sprint

30

1977, Stelvio Massi.

Il film è ispirato alla squadra speciale di polizia del celebre maresciallo Armando Spatafora.
Marco Palma (Maurizio Merli) è un giovane e ambizioso pilota arruolatosi nella polizia, non certo per girare in divisa in una regolare Volante, ma per fare proprio ciò per cui si sente più idoneo, pilotare auto veloci, esaltato dalle gesta del Maresciallo Tagliaferri (Giancarlo Sbragia) il quale in gioventu' e' stato a sua volta pilota della squadra speciale. Guardando Marco in azione non si ha alcun dubbio sulle sue capacita': Il retrotreno a Ponte De Dion della sua Giulia 1.6 "Squalo 6" non ha alcun segreto per Marco e lui non ha nessun problema a superare di slancio le Volanti guidate dagli agenti in uniforme facendosi anche beffe di questi ultimi, "ma che avete, l'acqua minerale nel motore?" gli grida dal finestrino in fase di sorpasso, mentre si sta gettando sulla via Flaminia all'inseguimento di una Porsche 911 con dei banditi a bordo.

mercoledì 20 marzo 2013

Rise of the Zombies

4
2012, Nick Lyon.

Si è fatto un gran parlare dell'Asylum, nella maggior parte dei casi decisamente male, in qualche occasione con un minimo di clemenza, eppure arriverà un giorno in cui l'opinione pubblica abbandonerà lo snobismo da salotto e rivaluterà, un po' come è già stato fatto con il cinema italiano di genere, le pellicole di questa singolarissima casa cinematografica.

martedì 19 marzo 2013

Body Heat - Brivido Caldo

5
1981 Lawrence Kasdan

Un esordio dalle tinte forti per Lawrence Kasdan, che dirige un film che trasuda erotismo da tutti i pori, è una storia forte, in cui ci sono una dark lady da mozzare il fiato - una bellissima ed esordiente Kathleen Turner - e un avvocato di mezza tacca scapolo, senza radici e facile da manovrare.

lunedì 18 marzo 2013

The Weather Underground

6
2002, Sam Green & Bill Siegel

Un documentario che fa luce su un fenomeno relativamente sconosciuto in Europa, quello della lotta armata in USA. Sam GreenBill Siegel ce lo mostrano attraverso la storia dell'ascesa e caduta dei Weathermen. Membri del Weather Underground Organization (WUO) la corrente maggioritaria degli Students for a Democratic Society (SDS) la più grande organizzazione americana degli studenti di sinistra; aveva una vocazione prettamente non violenta, mentre per i ragazzi del WUO la non violenza era da considerare una forma di connivenza con il regime. Uno dei loro motti era «Porta la guerra in casa», in aperta polemica con la politica estera del periodo. All'epoca gli USA erano impantanati in Vietnam.

venerdì 15 marzo 2013

Psycho II

3

1983, Richard Franklin

« E' 22 anni dopo, e Norman Bates è finalmente a casa. »
« Norman Bates è tornato. Tornare a casa è stato un grosso sbaglio! »
« Proprio quando si pensava che fosse sicuro di tornare a fare la doccia! »
« E' 22 anni dopo e Norman Bates sta tornando a casa. »
« Il Bates Motel è tornato in attività! »
Frasi di lancio originali del film

"Psycho" è notoriamente stato uno dei migliori film di Alfred Hitchcock ed è giustamente considerato uno dei massimi capolavoro non solo del genere propriamente detto "psycho-thriller" che proprio lui forgiò e determinò, ma un capolavoro assoluto del cinema tutto, e certo non solo per gli anni sessanta. Nel corso degli anni, soprattutto fra la fine dei settanta, i primi ottanta, e decisivamente dopo la morte diSir Alfred (29/4/1980), si parlava di realizzare un -impossibile- sequel della Magnus Opera del Maestro. Quando "Psycho II" venne annunciato e poi globalmente distribuito, si trattò di un vero avvenimento per la stagione cinematografica dell'anno 1983. Lo vidi allora per la prima volta, in sala, e l'attesa o anche solo la curiosità per il tanto annunciato progetto, seppur nello scetticismo generale, se non aperta ostilità dei molti alla sua realizzazione, era tanta, enorme. Da allora ne vennero realizzati altri due, e per la verità e fortunatamente, senza neanche troppi punti bassi.

giovedì 14 marzo 2013

Abraham Lincoln: Vampire Hunter – La leggenda del cacciatore di vampiri

4

2012, Timur Bekmambetov.

Timur Bekmambetov, kazako con una simpatia tutta particolare per il dollaro americano, non è mai stato un grande regista, con buona pace per quelli che, seguendo chissà quale arzigogolo mentale, lo hanno a più riprese definito una specie di Tarantino dell'est o qualcosa di simile, e dopo i risultati, oltremodo disdicevoli, de L'ora nera (da lui soltanto prodotto, ma pur sempre orribile), anche il più fervido estimatore non potrebbe che sentirsi costretto a fare un passo indietro nel suo giudizio.

mercoledì 13 marzo 2013

Lés Misérables

3
2012 Tom Hooper

Anche il capolavoro di Victor Hugo,  I miserabili ha la sua versione in musical, e proprio questa versione è portata sul grande schermo da Tom Hooper.Il film è tutto cantato, e per seguirlo hanno messo i sottotitoli, quindi ve lo potete gustare con le voci originali degli attori.

martedì 12 marzo 2013

Knight Rider 2000 - Supercar 2000, Indagine ad alta velocità

12
1991, Alan J. Levi.

Trama (presa in parte da wiki):
San Antonio, Texas, anno 2000. Le armi da fuoco sono state bandite e i criminali sono condannati alla sospensione crionica, le carceri sono di fatto scomparse. A causa dell' escalation di violenza in citta', il sindaco richiede una nuova potente arma che la giustizia possa utilizzare nella lotta contro il crimine. Tale arma si concretizza sotto forma di un auto invincibile chiamata "Diana 4000" la quale dovrebbe rappresentare la nuova generazione della vecchia "K.I.T.T. 2000" (una Pontiac Firebird Trans-Am completamente automatizzata e in grado di parlare, controllata da un'intelligenza artificiale, di proprieta' della fondazione Knight e smantellata qualche anno prima a causa di una grave crisi finanziaria che aveva colpito la fondazione stessa) Nel frattempo, Thomas J. Watt (Mitch Pileggi) - un ex poliziotto omicida e piscopatico, dopo essere stato scongelato e rilasciato, inizia un traffico d'armi insieme alla corrotta polizia del Texas. Il fatto spinge Devon Miles a cercare di convincere Michael Knight a tornare a lavorare alla Fondazione Knight almeno per il tempo necessario a risolvere il caso. Michael accetta, alleandosi con l'agente Shwan McCormick (Susan Norman), un agente di polizia che si è rifiutata di cedere alle lusinghe della corruzione e dei soldi facili.

lunedì 11 marzo 2013

Being Flynn

2
2012, Paul Weitz.

"Siamo Tutti lavori in corso."
Frasi di lancio originali del film.

[Prime battute]
Jonathan Flynn/Robert De Niro :- "L'America ha prodotto solo tre scrittori classici - Mark Twain, JD Salinger e me. Sono Jonathan Flynn. Tutto quello che scrivo è un capolavoro. E presto, molto presto, io sarò conosciuto. "

Nick Flynn/Paul Dano :- [Leggendo la lettera al padre da parte di un editore] Il suo libro è un'esposizione virtuosa della personalità. Purtroppo, il suo dosaggio avrebbe ucciso i lettori più resistenti fra tutti coloro che noi abbiamo."

Nick Flynn :- [narrante] "C'è un equilibrio tra l'intensificazione e il suo disinnesco. Sapere quando dover intervenire, e quando fare marcia indietro."
Nick Flynn :- "Ehi amico, calmati! "
[Prende un gancio destro al volto]
Joy/Lili Taylor :- "Oh, merda! "
Nick Flynn :- [narrante] "Non so ancora qual'è l'equilibrio."

Jonathan Flynn :- "Forse inizierò un nuovo libro. "Memorie di un idiota."

Nick Flynn :- [narrante] "Ho già visto questo prima. Un vagabondo sdraiato dal bere. Ma maiuno che in realtà se ne stava sopra le ventole - a far penetrare aria calda nei suoi vestiti. L'aria viene aspirata fuori dalla biblioteca. Anche nelle notti più fredde c'è dentro troppo calore. E' un altro carcere, queste ventole, perché una volta che le hai trovate non puoi più lasciarle. Perché un passo fuori da una delle ventole ed è freddo, in codice da ipotermia, ora che sei fradicio per il vapore. Il ventilatore è una camera di calore senza pareti. Mio padre è un uomo invisibile, in una stanza invisibile, nella città invisibile."

Jonathan Flynn :- [A Nick] "Il destino ci ha riuniti per un momento fugace. Cerchiamo di non sputare nel suo occhio."

Jonathan Flynn :- "Esiste una forte associazione tra la creatività e la depressione maniacale. L'unica cosa importante, però, è quella di fare semplicemente il proprio lavoro."

Jonathan Flynn :- "Quindi questa è la storia che racconti, del motivo per cui tua madre si è uccisa. "
Nick Flynn :- "Non l'ho mai detto a nessuno."
Jonathan Flynn :- "L'hai detta a te stesso. Queste sono le storie migliori. "

Jonathan Flynn :- "Per curiosità, perché non mi hai mai chiesto di rimanere con voi prima?"
Nick Flynn :- "Ho pensato che se si tenta di salvare un uomo che sta annegando si potrebbe andare verso il basso, anche noi. "

[Ultime battute]
Jonathan Flynn :- "Va bene Nicholas, puoi averla.Dò l'eredità a voi. Te hai l'ultima parola."
"Vedo in tutto il mondo moltissime persona senza dimora. Sembra che ve ne siano sempre di più ... E un sacco di senzatetto hanno pure un lavoro ", dice un personaggio del nuovo film diretto da Paul Weitz "Being Flynn". Weitz ("Little Fockers" [2010], "American Dreamz" [2006], "About a Boy" [2002]) ha scritto la sceneggiatura basata sul libro di memorie del 2005 "Un'altra notte a parlare di cazzate in questo schifo di città", di Nick Flynn. Il libro racconta la vita di Flynn, cresciuto nella provincia del Massachusetts negli anni settanta e del suo lavoro in un rifugio per senzatetto a Boston, negli anni ottanta.

Interpretato da Paul Dano (nella parte di Nick ) e da Robert De Niro per suo padre Jonathan , le cui interpretazioni contribuiscono e non di poco a elevare "Being Flynn". L'anziano Flynn crede di potersi collocare con Mark Twain e J.D. Salinger come uno dei grandi scrittori americani. Come un "narratore classico" e "narratore eccellente," Jonathan, è un tassista che perde il suo appartamento e, infine, il suo equilibrio mentale, sempre più del tutto convinto di stare scrivendo un capolavoro che presto otterà il suo dovuto riconoscimento globale. Nei suoi momenti più convincenti, afferra il senso di ciò affermando che si dovrebbe intitolare "Le Memorie di un idiota."
Per quasi due decenni, "Mio padre si era manifestato unicamente come assenza", dice Nick, che anch'egli aspira a essere uno scrittore. Di punto in bianco, viene contattato da Jonathan, ormai senza tetto, il quale esige che il suo "unico erede" per la sua eredità di scrittura riponga i propri libri e le carte ("Il destino ci ha riuniti per un attimo fuggente"). Nick è propriamente nella condizione di disoccupato e vive ai margini. Egli si è anche recentemente trasferito in un ex strip club, condividendo lo spazio con altri due uomini, tra cui uno spacciatore di droga.
Non riuscendo mai a dare pace alla ferita emotiva lasciatagli dal suicidio di sua madre, Jody (Julianne Moore), per il quale egli sente una sua parziale responsabilità, Nick è ora costretto a pensare all'impatto psichico che avrà su di lui il genitore superstite. Di contro, Jonathan, oltre alle fantasie e alle sue pretese letterarie, è un uomo arrabbiato, amareggiato, un razzista e un omofobo, che si porta in giro una mazza di legno ferrato, ricordando ad amici e nemici che, mentresi trovava in carcere (per l'aver stilato degli assegni a vuoto), "Non era rinchiuso con i ragazzi del coro. "
Con l'aiuto di Denise (Olivia Thirlby), troppo presto come purtroppo accade solamente nei film, suo interesse amoroso, l'etereo Nick trova un lavoro in un rifugio per senzatetto dove aiuta a gestire la folla quotidiana degli oppressi. Essi sono non sono soltanto i "professionisti" del bisogno e del confronto con la/le dannazione/i, ma del trovarsi di fronte alle moltitudini di nuovi disoccupati e cassintegrati pure a lungo termine. Fuori il freddo gelido, polare, di Boston, nel rifugio file di una sfilata notturna dei diversi tipi sociali, solo un po' più consapevoli di altri della loro situazione. In realtà, molti del personale del rifugio sono assunti me anche assenti, nei loro ranghi. Durante l'introduzione di Nick ai suoi doveri e compiti, un collega afferma che, con simpatia "100-150 dei "ragazzi" che provengono da qui [se stasera, con il gelo, non verranno portati dentro] saranno morti. Nick va dunque a cercare di strapparli dal loro altrimenti certo cammino verso l'obitorio.
Dopo molte notti di sonno "al fresco", Jonathan Flynn va a cercarsi un posto al rifugio, un evento così snervante per Nick, che si rivolge alle droghe pesanti. Oramai una nave disancorata, il più giovane Flynn è costretto a confrontarsi con un genitore sempre presente, indisciplinato e alcolizzato, che lo schernisce con il ritornello: "Tu sei me! Ti ho fatto! "Nick, tuttavia, nel corso del tempo ammorbidisce suo padre, che se ne esce con massime come," Per essere un poeta scavare fossati è molto diverso dall'essere una semplice scavatrice di fossi"e"Io sono un essere umano contenuto in un grosso cartone. Non vi è niente all'interno,nè all'esterno, no il contenitore non conteneva, nessuna nascita, nessuna morte. "
Attraverso questo difficile incontro con Jonathan, una figura insolita e di tanto in tanto perspicace, Nick arriva a "capire" perché suo padre lo abbia abbandonato e perché sua madre si è uccisa, guadagnando nel processo un certo equilibrio emotivo.

"Being Flynn" affronta in modo efficace le relazioni famigliari avviluppatesi in questa spirale verso il basso. Le prime scene incentrate tra Nick come un ragazzo e sua madre come colei che lotta sbattendosi con due lavori, colpevolizzata per la sua mancanza di tempo per la genitorialità, sono realistiche e toccanti. Una sequenza accellerata mostra una Jody sparuta ed esaurita dalla pressione del lavoro, che pare sempre meno in grado di tenere la testa fuori dall'acqua.
I vari tentativi di Jonathan di vivere in strada sono inquietanti. Raggiungono il climax in una scena di lui inquadrato dall'alto a dormire sulla griglia riscaldata di un marciapiede, e rannicchiato in posizione fetale, mentre Nick ci dice: "Mio padre è un uomo invisibile in una stanza invisibile in una città invisibile"
Il dramma del film si svolge interamente nel mondo della povertà e dei senza fissa dimora. Affluenti strati sociali agiati e quartieri alti sono assenti, in "Being Flynn". Non a caso, i critici cinematografici più tradizionali hanno limitato i loro commenti alla narrazione del rapporto padre-figlio.

La produzione del film prende elaboratamente atto di un'evidente fuoco indignatorio da parte del regista Paul Weitz, insospettabile e improfetizzabile, se solo si pensa che egli esordì indecentemente oltre una decade fa con una roba come "American Pie". Weitz ci spiega che "[w] ...e aveva un misto di attori e attori non tradizionali. C'era una risorsa centrale nel tema dell'AIDS, e nel fatto che ho inviato a varie persone un appuntamento per un provino, a coloro che erano state senza casa ad un certo punto della loro vita ... Nick [Flynn] aveva d'altro canto passato il tempo a Pine Street [un rifugio per senzatetto] di Boston, che è dove ha lavorato quando era più giovane ... Ma non è neppure quello che si dovrebbe necessariamente pensare in termini di ciò che un rifugio per senzatetto è, vedrete anzi delle persone che guardano a sè stesse come se stessero tornando a casa dal loro lavoro in Google e che se ne stanno solo andando con un sacco a pelo, lì fuori per la notte. "
Il cast e la troupe sono stati chiaramente colpiti dalla complessa composizione sociale della popolazione attuale dei senza fissa dimora, così come dalle loro storie individuali. Ciò trova espressione nelle performance compassionevoli offerteci da tutti gli interepreti, con De Niro, Dano, Moore e la Thirlby che costituiscono un insieme convincente, ed il primo che ritorna finalmente a ricordarci quale attore immenso egli è, nel ruolo forse migliore degli ultimi dieci anni. Una decade per De Niro fatta di ruoli non all'altezza, quando apertamente delle "partecipazioni speciali" finanche grottesche ed artificiose, mai atte alla sua sottigliezza, alla padronanza delle sfumature e dei ruoli "border" e liminari, più difficili, complessi e rischiosi, che gli sono congeniali e in cui brilla di sapientissima grandezza, come qui. La sua poetica attoriale coniugata a quella generale del film,e il suo umorismo nero, alleviano dunque di tanto in tanto la cupa fotografia e il nevrotico viavai dei personaggi.

L'autore Nick Flynn ha lavorato a stretto contatto con i realizzatori del film per garantire che la rappresentazione dei senzatetto fosse esatta. Poco dopo l'uscita del suo romanzo, nel 2005, egli aveva profeticamente descritto in un'intervista i senza tetto come una sofferenza sociale, e non solamente una sofferenza personale: "Penso al rifugio in cui ho lavorato come un microcosmo della società più grande, nel senso che ogni individuo rappresentasse un poco del fallimento della grande società americana, e non solo un suo fallimento personale, come la cultura intensamente individualistica degli Stati Uniti piacerebbe far credere ... Inoltre, [Jonathan] proveniva da una ricca famiglia, così la sua storia è molto di fluidità di classe così come è la povertà, soprattutto di questi tempi. E lui si identifica come un artista, il che automaticamente lo pone ai margini della società.
"I rifugi per senzatetto sono sicuramente diventati una discarica per una miriade di fallimenti sociali, e come tali alla fin fine non fanno che e senza volerlo, aggravare i problemi. Se hai un problema con l'alcool, è probabile che tu possa essere un vero e proprio ubriaco dopo alcuni mesi di ricovero, se sei un nevrotico, sarai Howling Mad prima ancora che il tuo internamento diventi troppo lungo. E questo è vero per ognuno di noi, se dovessimo finire lì. "
È interessante notare, che Paul Weitz, con il fratello Chris (co-regista di "About a Boy") è stato designato per la direzione di "A Better Life" (2011), un film che a che fare con i travagli di una famiglia di immigrati a Los Angeles. Quest'ultimo film, oltre ad "Being Flynn", "Margin Call" (2011), e all'ancora inedito -ovviamente solo in Italia- "Think of Me" (2011) e, forse per molteplici aspetti, "The Company Men" (2010) potrebbero qualificarsi come sforzi iniziali, sulla scia del crollo finanziario del 2008 , per trattare la crisi sociale negli Stati Uniti.
 
Queste opere sono certamente tutte dei tentativi, solitamente un po' cauti e non necessariamente sconvolgenti. Registi americani in un numero significativo non si sono occupati di importanti questioni sociali per decenni. Che i registi anche dei film più ammirevoli siano ancora un po' "coperti" a non rischiare di scommettere su argomenti così drammatici, si sente, e inoltre, si sente anche una certa distanza da loro materiale, il che aiuta a spiegare il disagio in corso e la timidezza dei loro film, qualità che si percepisce anche in "Being Flynn".
In questi film, la disgregazione sociale è presente, ma agli altri componenti di carattere personale viene ancora dato peso uguale o anche maggiore. C'è del nervosismo che permane nell'essere etichettati come un regista di ''realismo sociale'' alla Martin Ritt o Sidney Lumet della loro generazione. I critici si attaccano a questo come mignatte, e spesso permettendo loro di evitare di commentare i duri fatti sociali di fronte alle loro facce.
Nessuno chiede che "l'artista" produca una didattica, o ancora, un pezzo di propaganda. Tuttavia, non lottando senza mezzi termini contro le calamità sociali, il regista, inavvertitamente o semi-coscientemente, è lui stesso a rendersi accomodante alla sua stessa classe medio-alta o altissima, di appartenenza e pubblica opinione. Tuttavia, come dimostra "Being Flynn", la realtà sta sospingendosi una sua propria strada, attraverso le varie porte. E questo è in ogni caso uno sviluppo positivo.

Il titolo originale del film era "Another Night Bullshit in Sucking City", il titolo del libro di memorie da cui il film è tratto.

Fuori schermo, mentre prendeva una pausa dalle riprese ed era ancora con gli abiti di Flynn addosso, Robert De Niro ha tentato di entrare nel Greenwich Hotel, di cui è co-proprietario. La sicurezza non ha riconosciuto De Niro, lo ha trascinato via e non lo ha lasciato entrare,

Napoleone Wilson


























domenica 10 marzo 2013

Educazione siberiana

6

2013, Gabriele Salvatores.

A scandagliare lo sparuto ventaglio di titoli italiani distribuiti negli ultimi mesi, verrebbe quasi da azzardare che la cinematografia nostrana stia subendo una specie di lento, imperscrutabile processo rivoluzionario, intendendo con tale termine non l'aspetto eminentemente politico della questione, piuttosto il senso etimologico; cioè il (ri)volgersi verso un territorio altro, sia esso geograficamente circoscritto a uno spazio storico e nazionale diverso (e avverso) al nostro, oppure ritagliato, a mo' di delimitatissima enclave, addirittura all'interno della cultura domestica.

sabato 9 marzo 2013

South of the Border - Chavez l'ultimo comandante

23

2009, Oliver Stone.

In occasione dei 50 anni dalla Rivoluzione Cubana questo documentario, presentato alla 66esima Mostra di Venezia, appare anche in concomitanza dell'avvento alla Casa Bianca di Barack Obama, un presidente che allora è stato visto con grandi speranze, oggi in parte deluse. Due buoni terzi della pellicola sono dedicati a Hugo Chavez – morto recentemente di cancro – che ne è di fatto il protagonista. Oliver Stone ci porta in viaggio per l'America Latina, mostrandoci un nuovo paradigma economico emergente, smentendo anni di propaganda occidentale, che vuole seppellire il Socialismo quando ancora respira.

venerdì 8 marzo 2013

Zivot i smrt porno bande – Life and Death of a Porno Gang

9
2009, Mladen Djordjevic.

Dalla Serbia con furore, anzi con orrore. Dopo l'involontaria cesura di A Serbian Film, pellicola discutibilissima nei modi, ma imprescindibile nello spirito iconoclasta che ne animava le forme, ecco che un'altra piccola generazione di macellai balcanici, probabilmente avvezzi alle atrocità belliche e alla cadute di bombe all'uranio impoverito, raggiunge la pubertà filmica. Sottolineando, forse senza una precisa volontà politica o ideologica, uno iato sicuramente decisivo tra un ipotetico (e misconosciuto) “prima” nel recente cinema serbo, e un più chiacchierato ma internazionalmente celebre “dopo”.

giovedì 7 marzo 2013

Revolutionary Road

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2008, Sam Mendes.

Revolutionary Road segna il ritorno al cinema della coppia di Titanic Kate Winslet e Leonardo Di Caprio, quindi le aspettative prima della visione erano altissime. Frank e April Wheeler, sono una coppia borghese che vive in un quartiere tipico americano, con prato verde e bambini che riempono la giornata ad April, la quale si rende conto di sentirsi in prigione dentro quella casa confortevole, e vedersi estranea dentro quella vita che sente di non appartenerle per niente. Dalla vita vorrebbe di più, molto di più e propone al marito di trasferirsi a Parigi per cercare lei un lavoro, poi sistemeranno anche lui.
La vita sceglierà il loro destino.

mercoledì 6 marzo 2013

Stay – Stay, nel labirinto della mente

2
2005, Marc Forster.

Marc Forster è uno di quei registi che si sentono nominare spesso ma che non si capisce bene a cosa servano, un po' come l'indice Mibtel o il Dow Jones, e che nonostante il senso di mistero a cui sono collegati riescono sempre a condizionarti forse non la vita, ma di sicuro la percezione del denaro che hai nel portafoglio e quella del cinema, rispettivamente. Forster è un mestierante più che un uomo di spettacolo, e se da uno svizzero non c'è da aspettarsi molto più che cioccolato e orologi a cucù, almeno il nostro elvetico trapiantato sin da giovane nella Grande Mela ha saputo tenere alto l'onore patrio con qualche film di un certo livello tecnico; è stato lui, per chi l'avesse scordato, a regalare l'Orso d'Argento e l'Oscar ad Hale Barry con Monster's Ball (2001), ed è sempre a lui che si devono imputare i piuttosto celebrati successi di pubblico come Neverland (2004), Il cacciatore di aquiloni (2007), Quantum of Solace (2008) e il (parrebbe) più interessante e ormai prossimo all'uscita World War Z. Insomma, il nostro è uno bravino e con cui non si scherza, anche se con questo Stay – Nel labirinto della mente, il germanico regista ha pisciato di qualche spanna fuori dal vaso, regalando al pubblico un pizzico di avversione per il gesto assai maleducato e, come spesso capita in casi analoghi, quell'empito di fastidio per l'ineluttabilità della pulizia. D'altronde non è certo colpa dell'avventore se la pellicola parte come un ottimo thriller “a puzzle”, si sviluppa nell'anticamera dell'orrore preternaturale a cui forse, però, è sottesa ancora una spiegazione di ordine psicologico, e si inalbera infine nel guazzabuglio svergognato della libera interpretazione. Lasciando tutti a bocca asciutta, con molti interrogativi, pochissime risposte e ancor meno soddisfazione.

martedì 5 marzo 2013

Солярис - Solaris

14

1972, Andreij Tarkovsky.

Volgarmente definito «La risposta dell'Unione Sovietica a 2001 Odissea nello Spazio», la pellicola ha dovuto subire anche lo stupro della versione italiana, coi suoi tagli selvaggi che ci privano oltretutto dei primi 40 minuti. Oltre a questo i dialoghi vengono stravolti; conosciamo anche la colpevole: Dacia Maraini, responsabile del “riadattamento” del copione. Tutto senza chiedere il permesso ad Andreij Tarkovsky. Qualcuno noterà, nella versione italiana - non senza sorridere - quanto sia strana la voce e l'accento del padre del protagonista, infatti è stato doppiato da Pier Paolo Pasolini, che volutamente gli ha dato un misto di accenti friulano e nuorese (Sic!). Insomma – Che ve lo diciamo a fare? - Molto meglio vedersi la versione originale coi sottotitoli, che almeno rispettano gli splendidi dialoghi originali.

lunedì 4 marzo 2013

Upside Down

11
2012, Juan Solanas.

Un po' di trama da wiki:
La storia si apre con la voce narrante di Adam, il protagonista, che descrive il suo mondo, reso unico dalla doppia gravità. Tale peculiarità è dovuta all'esistenza di due "Mondi", piccoli pianeti che vivono l'uno accanto all'altro. In questo mondo esistono tre fondamentali regole delle gravità:
1) Tutta la materia è attratta dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, non l'altro.
2) In virtù della prima regola, il peso di un oggetto può essere controbilanciato con la materia del mondo opposto ("materia inversa").
3) Dopo un variabile, ma solitamente breve, lasso di tempo, la materia a contatto con quella inversa dà origine alla combustione.
Il Mondo di Sopra è un pianeta ricco e prospero, che vende al Mondo di Sotto, meno che benestante, la propria elettricità in cambio di petrolio. Passare da un mondo all'altro è severamente vietato e l'unico, quanto lecito, punto di contatto - ma non di transizione - è la società "TransWorld", creata e controllata dal Mondo di Sopra....

domenica 3 marzo 2013

9½ Weeks - 9 settimane e ½

11


1985 Adrian Lyne

E' uno dei film che hanno segnato gli anni ottanta, merito della bellezza femminile di Kim Basinger, e della canzone che ha fatto da colonna sonora per la celebre scena dello spogliarello che è ormai entrata nella leggenda del cinema.

sabato 2 marzo 2013

Gangster Squad

2
2013, Ruben Fleischer.

Los Angeles, fine anni Quaranta: il perfido Micky Cohen, pugile ebreo convertitosi per avidità di denaro e potere al crimine organizzato, ha ormai costruito un solidissimo impero mafioso, in grado di gestire in contemporanea ogni tipo di traffico illecito sul territorio, dalle bische clandestine al meretricio, passando per strozzinaggio, rapine ed efferati omicidi. La sua più grande ambizione è spodestare la concorrenza di Chicago nella conduzione delle scommesse, in modo da costruire un unico centro gestionale nel cuore di L.A., e da lì controllare l'intero mercato illegale della costa ovest. Fortuna che a contrastarlo viene approntata un'apposita squadra speciale, segretissima e costituita da poliziotti rigorosamente sotto copertura, i quali, rinunciando a distintivo e uniforme, dovranno contare soltanto su se stessi per espugnare la fortezza politica ed economica di Cohen. Su se stessi, e sull'integerrimo senso dell'onore che nonostante le avversità accomuna sempre i giusti e gli incorruttibili, permettendo loro di combattere contro istituzioni vendute, giudici prezzolati e un sistema di poteri forti e favoritismi che ha del leggendario.