martedì 30 aprile 2013

Kiseichuu: kiraa pusshii (Aka: Sexual Parasite - Pussy Killer)

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2004, Takao Nakano.

Il modo migliore per scardinare quella visione dell'estetica cinematografica, così morigerata e tutto sommato anche un po' antipatica, sulla quale l'occidentale medio ha costruito le proprie categorie di riferimento, sarebbe scoperchiare il calderone del trash prodotto nel paese del Sol Levante. Cosa che per fortuna non avviene, se non per leggerissime gradazioni, tutte confinate nella sicurezza delle alcove di gusto, delle nicchie virtuali, delle cartelle più segrete che noi spettatori conserviamo nei cassetti della nostra percezione. E che lì restano, stimolando la fantasia di un cinema dell'estremo che solo con grande difficoltà potrebbe un giorno essere sdoganato sulle antiche coste europee. Sexual Parasite: Pussy Killer, traslitterazione anglofona dell'impronunciabile Kiseichuu: kiraa pusshii, è infatti un prototipo abbastanza fedele di quel modo di pensare, più che di fare, il cinema, e che in un certo senso spinge le idee dell'asiatico in direzioni diametralmente centrifughe non solo rispetto alle nostre, ma soprattutto rispetto a un concetto di genere che, qui da noi, dev'essere chiaro, preciso e ai più decodificabile.

lunedì 29 aprile 2013

The Destructors (Aka: Marsellaise contract) - Contratto marsigliese

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1974, Robert Parrish.

“Essi vivono una vita dolce ma prendono parte ad un gioco per cui possono morire improvvisamente!”
“Aprile a Parigi è un tempo per gli amanti ... ma per '”I Distruttori” E' la stagione per uccidere!”
“Anche la malavita ha la sua aristocrazia ... la sua Alta società ... il suo Jet Set. Si chiamano "I distruttori".”
Frasi di lancio originali del film

John Deray - un omaggio programmatico al genere fin dal cognome- uccide le persone, per vivere. "E 'un uomo molto prudente ... Quando lui lavora, ottiene sempre un buon risultato. Ha molte donne ma nessuna fissa. Vive da solo. Guida auto veloci. "Ed è così che il personaggio è a noi introdotto, descritto in voice over da Maurice Ronet (icona del cinema francese e propriamente del genere polàr-noir da Ascensore per il patibolo” in poi) mentre Deray armeggia con il suo giradischi prima di tornare dalla splendida donna che lo aspetta nella sua camera da letto. Naturalmente, un personaggio così caratterizzato può essere impersonato solo dal “bad-ass” per eccellenza del cinema Brit anni '70, Michael Caine.

sabato 27 aprile 2013

Wai dor lei ah yut ho - Dream Home

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2010, Ho-Cheung Pang.

Di fronte a un talento manifesto come quello di Ho-Cheung Pang, regista di Hong Kong qui da noi pressoché sconosciuto, rimosso e rigorosamente non distribuito, persino le nostre più integerrime punte di diamante si sentirebbero piccole e inutili. È talmente bravo, il nostro, che non soltanto costituisce una ventata di freschezza in un cinema di genere spesso omologato (sempre che abbia ancora senso utilizzare questo termine per riferirsi alla post-modernità), ma riesce addirittura, seppur indirettamente, a mostrare la sostanziale incomunicabilità tra la nostra cultura e la sua. O la loro, cioè quella dei tanti musi gialli che sulle coste nostrane sembrano tutti uguali, che al cinema paiono tutti uguali, ma che in realtà, se messi alla prova, stupiscono per l'innovazione delle loro pellicole, per il vigore delle loro idee, per la riforma radicale che in qualche modo riescono a comunicare attraverso un atteggiamento estetico come minimo particolarissimo.

venerdì 26 aprile 2013

Psycho IV: The Beginning

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1990, Mick Garris.

«Hai incontrato Norman ... ora incontrerai la madre.»
Frase di lancio originale del dilm

"Psycho IV: The Beginning" dura 96 minuti ed è stato realizzato nel 1990. Fu girato per la tv via cavo e successivamente per il lancio nell'home video. Vi è nonostante questo una certa violenza nel film, pur se non eccessiva, ma inusuale per i canoni televisivi dell'epoca.

giovedì 25 aprile 2013

Roma città aperta

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1945, Roberto Rossellini.

Girata nell'immediato dopoguerra, questa pellicola ha potuto usufruire di scenografie, costumi e mezzi autentici e irripetibili; la fotografia cupa di Roberto Rossellini (diretta da Ubaldo Arata) contribuisce a dare drammaticità alle scene. I personaggi principali sono interpretati da due giganti del Cinema italiano: Aldo Fabrizi (don Pietro Pellegrini) e Anna Magnani ( Pina); solitamente ascrivibili alla commedia.

mercoledì 24 aprile 2013

The Hobbit: An Unespected Journey - Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

4

2012, Peter Jackson.

Ritorno alla terra di mezzo, con un film che è un prequel de Il Signore degli anelli.
Dopo mirabolanti vicissitudini ecco che Peter Jackson, rimette in mano il progetto, e lo dirige lui.
Tre film, saranno tre film che si susseguiranno per raccontare la storia di Bilbo, e le sue avventure che lo hanno portato dritto davanti all’anello, che poi ha preso dal Gollum, che riappare in questo film.
Questa volta il protagonista è Bilbo, che deve unirsi a un'altra compagnia per liberare la terra dei nani, che è stata occupata da un drago, ma l’ombra dell’anello cammina sulla nuova compagnia di nani durante la loro missione, ed è minacciosa, il male non può essere sconfitto in un batter d’occhio. All’inizio Bilbo, da buon hobbit non ha intensione di viaggiare, ma vedendo la sua casa grazie a Gandalf letteralmente invasa dai nani, non può non accettare la proposta del suo vecchio amico e si mette in viaggio con loro.


martedì 23 aprile 2013

Il mondo perduto: I cortometraggi di Vittorio De Seta

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1954-59, Vittorio De Seta.

I documentari sono stati restaurati in una raccolta dalla Cineteca di Bologna nel 2008. (Ndr)

Quando il maestro Vittorio De Seta, nel cuore degli anni cinquanta, gira Il Mondo Perduto, il volto di contadini e pescatori è bruciato dal sole e sferzato dal vento. Il boom economico è ai primi passi, ma la società filmata dal regista siciliano, che successivamente scelse la Calabria come terra elettiva, è distante anni luce dal triangolo industriale e dal progresso che tutto divora e trasforma nel nord del paese.

lunedì 22 aprile 2013

Appaloosa

0

2008, Ed Harris.

Appaloosa è un film che ha diviso più il pubblico che la critica, almeno scartabellando quel che si legge in rete, ed è difficile capire perché dal momento che si tratta di un western comunque ben girato, ma assolutamente lontano anni luce dalle grandi epopee del cinema. Sarà che lo spettatore medio ha poco gusto per le cose belle, e troppa sensibilità per le mediocri, sarà che di western ormai se ne fanno talmente pochi che si tende per natura a preservarne gli esemplari dall'estinzione; alla fine, però, di Appaloosa, nome della cittadina in cui si svolge la vicenda, resta ben poco oltre a una indefinibile sensazione di tedio, che si conficca nel primo terzo della pellicola, crepandola come una lastra di cristallo, e ne infrange la superficie nell'ultima parte, lasciandoci basiti per una conclusione frettolosa che, paradossalmente, non conclude nulla.

sabato 20 aprile 2013

Resistance

8

1992, Paul Elliott.

"Resistance" è un film completamente misconosciuto fuori dall'Australia, eppure è un'Opera visivamente enorme e molto riuscita, quasi un'unificazione e una sorta di "prequel" di "Mad Max 2" e 3, dallo stile e dalle dimensioni le quali possano essere realizzate con un budget abbastanza buono: 7 milioni di dollari australiani (circa 10 milioni di dollari Usa). Possedendo spettacolari sequenze ed inquadrature e un caleidoscopio di tanti personaggi stravaganti ed eccentrici i quali vivono nell'Outback e si trovano a dover difendersi dall'esercito di un governo autoritario dell'Australia, in un prossimo futuro distopico.

giovedì 18 aprile 2013

Il sorpasso

26


1962, Dino Risi.

Piccola nota personale: Ho visto questo film per la prima volta nei tardi anni 90 e, dopo la visione, la prima cosa che feci istintivamente fu quella di comprarmi la riproduzione della meravigliosa Lancia Aurelia Convertibile in scala 1/18 della BBurago,bellissima e ben fatta eppure.... c'era qualcosa che non andava, non era proprio come quella del film! Cosi' animato da forte curiosita' rimetto su il film nella vhs registrata la sera prima ne "I bellissimi di Rete 4" ed ecco spiegato l'arcano! L'Aurelia del film era una GT Convertibile (tra l'altro nel film si fa riferimento ad essa chiamandola "Aurelia Sport") mentre il modello da me acquistato,unico reperibile all'epoca nella scala grande,era una B24 "Spider America" con parabrezza panoramico di tipo avvolgente, pensate alle prime due generazioni di Corvette per farvi un idea, e di conseguenza niente deflettori ai finestrini come su quella del film che adottava un parabrezza di tipo tradizionale.

martedì 16 aprile 2013

L'Uomo sul tetto - (Mannen pa Taket aka Man on the Roof)

9


1976, Bo Widerberg.

Lennart Kollberg/Sven Wollter :- “Chiedetevi questo: chi è stato Stig Nyman?”
Martin Beck/Carl-Gustaf Linstedt :- “Io non lo conoscevo molto bene ...”
Lennart Kollberg :- “Non essere evasivo! Chi era costui? O meglio, che cosa era?”
Martin Beck :- “Un ufficiale di polizia.”
Lennart Kollberg :- “Non è una risposta soddisfacente.”
Einar Ronn/Hakan Serner :- “Un tenente di polizia ...? Devo fare una telefonata.”
Lennart Kollberg :- “Bene. Che cosa era?”
Martin Beck :- “Un cattivo poliziotto. “
Lennart Kollberg :- “Sbagliato! Nyman è stato un poliziotto schifoso cazzo!”
Bohlin (civile):- “Perché diavolo non hai sparato? Non capisco...”
Gunvald Larsson/Thomas Hellberg : Bèh nessuno si aspetta che.... Hai una licenza per quella pistola?”
Bohlin (civile):- “... no.”
Gunvald Larsson :- “Allora sei nei guai.”
Lennart Kollberg :- “Sono in India?”
Malm/Torgny Anderberg :- “Un elicottero della polizia è stato abbattuto da un uomo sul tetto] Egli ha abbattuto l'elicottero.”
Gunvald Larsson :- “E' questa la tua conclusione?”
Poliziotto che vomita in ospedale :- “Mi scusi.”
Einar Ronn :- “Tutto ok. Può succedere ai migliori di noi.”
Poliziotto che vomita in ospedale :- “E' sempre così?”
Einar Ronn :- “Scherzi a parte, sono stato un poliziotto per 20 anni, e non ho mai visto nulla di simile...”
Malm :- [dopo che l'elicottero è stato abbattuto] “Dovremo chiamare nelle forze armate.”
Martin Beck :- “Cosa possono fare?”
Gunvald Larsson :- [sarcastico] “Bombardare il palazzo. Portare artiglieria pesante, o ...”
Martin Beck :- “O che cosa?”
Gunvald Larsson :- “O schierare i paracadutisti. Si potrebbe così anche paracadutare una dozzina di cani poliziotto.”
Martin Beck :- “Zitto, Gunvald.”

lunedì 15 aprile 2013

To Die For - Da Morire

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1995 - Gus Van Sant
La tv genera mostri, ma è davvero così?
Gus Van Sant nella metà degli anni novanta regala a Nicole Kidman un ruolo spregiudicato e folle, che le toglierà l'etichetta di signora Cruise, dandole una luce propria.
Il personaggio di Suzanne Stone, vive la sua condizione di bambola apparentemente senza cervello, il cui unico obbiettivo è lo schermo televisivo.

venerdì 12 aprile 2013

Beyond the Black Rainbow

5

2013, Panos Cosmatos.

Dr. Mercury Arboria/Scott Hylands :- “Portare a casa una lode per tua madre, Barry. “
Rosemary Nyle/Marilyn Norry :- “Barry... perchè non porti i tuoi apparecchi.”
Barry Nyle/Michael Rogers :- “Non voglio portarli più.”

Questo film canadese d'esordio del giovane e dotato figlio dello scomparso George Pan Cosmatos regista tra gli altri suyoi grandi successi degli anni '80, di “Rambo 2:La Vendetta”(First Blood: Part II) ('86), e di “Tombstone”(1993) nel quale egli fu assistente, è una vera e propria ode reverenziale a Kubrick, Argento, Cronenberg, “Stati di allucinazione”(Altered states) (1980)di Ken Russell, John Carpenter soprattutto nelle sonorità dei sintetizzatori per la bellissima colonna sonora di Jeremy Schmidt la quale riecheggia molto anche il lavoro di Fred Myrow & Malcolm Seagrave per “Fantasmi”(Phantasm) (1978) di Don Coscarelli, la sci-fi degli anni '70 e il fantasy degli anni '80, il tutto in una iper-stilizzato follia da capogiro. Ragion per cui “Beyond the Black Rainbow” riesce nel suo intento di rendere omaggio a questo cinema contemporaneamente in modo univoco e ardente, attraverso il suo folle e unico percorso. Che per il personalissimo debutto registico del Cosmatos si apre molto indietro nel tempo, ovvero nel "1983" come ci informa una scritta prima dei titoli, seguita da una vhs che viene inserita in un videoregistratore dell'epoca e ci mostra un video promozionale in cui un inquietante Dr. Mercury Arboria (il redivivo Scott Hylands) spiega i suoi piani per rivoluzionare l'umanità con la creazione di una ricetta - di "farmacologia benigna, terapia sensoriale e energia scolpita" - per la felicità pura.

giovedì 11 aprile 2013

Nel più alto dei cieli

5
1977, Silvano Agosti.

Oggi è uno di quei nomi (ingiustamente) caduti nel dimenticatoio, eppure Silvano Agosti, regista più sfortunato dei suoi compagni di merende, Marco Bellocchio e Liliana Cavani, ha dei meriti che di certo non lo farebbero sfigurare accanto a nomi di gran lunga più istituzionali. Montatore, letterato, attore e tecnico della fotografia, il nostro esordisce dietro la macchina da presa nel 1967 con Il giardino delle delizie, per realizzare negli anni seguenti pochi ma intensi gioielli del cinema nostrano: due in particolare si ricordano con stima e nostalgia, ovvero N.P. Il segreto (1971), satira fantapolitica con Irene Papas e Francisco Rabal che tratta di un ingegnere alle prese con un macchinario capace di convertire la spazzatura in prodotti alimentari (strumento utilizzato poi dallo Stato per annientare il proletariato urbano); nonché questo Nel più alto dei cieli (1977), ritorno al lungometraggio dopo il collettivo e (purtroppo) più celebre Matti da slegare, diretto con il già citato Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, quest'ultimo tra gli autori del sulfureo copione.

martedì 9 aprile 2013

Quattro passi fra le nuvole

6

1942, Alessandro Blasetti.

Lui (Paolo Bianchi, l'uomo qualunque per antonomasia, come suggerisce il nome) dovrà fingere di essere il novello sposo di Lei ( Maria) che aspetta un bambino da un altro sconosciuto e il padre (Don Luca, interpretato da Aldo Silvani ) un burbero uomo di campagna, non potrebbe sopportare un disonore del genere. No, Lui non è Keanu Reeves, ma Gino Cervi e Lei è l'angelica Adriana Benetti. Non stiamo certo parlando de Il profumo del mosto selvatico, remake di questa pellicola.

lunedì 8 aprile 2013

Gardenia, il giustiziere della mala

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1979, Domenico Paolella.

«Io nun piango pe' quarcuno che more, non l'ho fatto manco pe 'n genitore che morenno m'ha 'nsegnato a pensare, non lo faccio per un altro che more. Io nun piango quanno scoppia 'na guera, er coraggio de' l'eroi stesi in tera, io lo premio co' du' fiori de serra, ma nun piango quanno scoppia 'na guera. lo piango, quanno casco nello sguardo de' 'n cane vagabondo perché, ce somijamo in modo assurdo, semo due soli al monno. Me perdo, in quell'occhi senza nome che cercano padrone, in quella faccia de malinconia, che chiede compagnia. Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza, il suo sangue nun me fa tenerezza, manco se allagasse tutta 'na piazza, io non piango quanno 'n omo s'ammazza. Ma piango, io piango sulle nostre vite, due vite violentate. A noi, risposte mai ne abbiamo date, ecco perché la sete... lo piango, so tutto er tempo che ce resta e me ce sento male. Domani, se non sbajo è la tua festa; la prima senza viole... la prima senza viole... la prima senza viole». "Io nun piango", 1980, composta alla scomparsa dell'amico Piero Ciampi.

Dedicata a Lui e a Noi che "siamo" Lui. Franco Califano, noto anche come Er Califfo (Tripoli, 14 settembre 1938 – Acilia, 30 marzo 2013)

domenica 7 aprile 2013

Scared to Death

0
1947, Christy Cabanne.

La bella Laura Van Ee è perseguitata da una strana forma di isteria. il suocero e il marito la tengono chiusa in casa facendola passare per matta, ma quando un mago, vecchio amico di famiglia, si ripresenta dopo una lunga assenza, strani avvenimenti e incomprensibili reticenze faranno riemergere un torbido passato.

sabato 6 aprile 2013

2001: A Space Odyssey - Odissea nello spazio

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1968, Stanley Kubrick.

Il 2 aprile ricorreva l'anniversario della prima a Washington del film destinato a cambiare per sempre il Cinema, non solo quello fantascientifico. Poche cose sono certe e definite in 2001: A Space Odyssey; stiamo davvero parlando solo di un film di fantascienza? In fondo riutilizza elementi d'epoca, col vantaggio di avere a disposizione allora un design futuribile, molto più avanzato di quello che si trovò a dover utilizzare il suo emulo sovietico Tarkovsky per girare Solaris; inoltre Stanley Kubrick potè contare sulla consulenza di esperti della NASA. Assieme all'autore Arthur C. Clarke (la sceneggiatura è un riadattamento del suo racconto La sentinella) – un gigante della narrativa fantascientifica – produsse anche qualche novità profetica; pensiamo a quelli che oggi noi chiamiamo “tablet” o agli “i-Phone”; recentemente in una causa tra Apple e Samsung, gli avvocati di quest'ultima citarono proprio 2001 Odissea nello spazio per dimostrare che i prodotti di Steve Jobs non sarebbero affatto originali. (Sic!)

venerdì 5 aprile 2013

The Big Boss (Aka: Fists of Fury) - Il Furore della Cina colpisce ancora

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1971, Lo Wei.

«KARATE KUNG-FU! La nuova eccitante azione dello schermo ti darà il più grande calcio della tua vita!»
«Tutti gli arti del suo corpo sono un'arma letale!»
«Un film tanto atteso ... ... IN ARRIVO!»
«KARATE / KUNG-FU! Le sensazionali arti marziali orientali offrono ora all'America l'azione che stava aspettando!»
Frasi di lancio originali del film

Cheng Chao-an/Bruce Lee : «Basta tieniti lontano. Stai indietro. Non e' la tua battaglia.»
Cheng Chao-an : «Colpiscilo e ti uccido adesso.»
Hsiu Chen/James Tien : «Perché Cheng, sei un combattente abbastanza buono.»
Cheng Chao-an : «Alcuni trucchi casalinghi. Sai che ho fatto una promessa. Mai combattere di nuovo.»
Cheng Chao-an : «Va bene! Aspetta! Ora è fuori di qui, ti avverto. Quei bastardi non vi possono spingere a picchiarvi in giro. Se vuoi combattere, ti porterò via.»
Figlio di Mi [Hsiao Chiùn]/Tony Liu: «Mi è venuta un'idea che potresti curiosare in giro.Mio padre ti ha detto di farti gli affari tuoi.»
Cheng Chao-an : «Ora so tutta la storia.»
Figlio di Mi: «Senti amico di qui non vai da nessuna parte. Quindi lo sai. E allora? Siete diretti tutti al congelatore.»
Hsiao Mi ["Il Boss"]/Ying-Chieh Han: «Perché mio figlio non è tornato? Vai oltre alla fabbrica e vedi se lo trovi lì. Sbrigati.»

Cheng Chao-an : «Zio, è tutto qui?»
Zio/Chia Ching Tu : «Sì, proprio lì. Questo è il paese, Cheng. Finisce lì a destra. Non c'è molto da vedere qui, nè da fare.»
Prime battute

giovedì 4 aprile 2013

Banditi a Orgosolo

6

1961, Vittorio De Seta.

«Avevo sentito parlare dei documentari di De Seta come accade per i luoghi leggendari: qualcuno li aveva visti, nessuno sapeva dove. De Seta stesso era una figura leggendaria e misteriosa. A New York all'inizio degli anni sessanta avevo visto Banditi a Orgosolo. Uno dei film più insoliti e straordinari».
(Martin Scorsese)

Nel 1954 l'antropologo Franco Cagnetta pubblica un saggio omonimo a cui Vittorio De Seta si ispirerà per realizzare questo film. Già per uno dei suoi cortometraggi intitolato Pastori di Orgosolo, del '58 affronta il tema della disamistade, ovvero le lotte tra famiglie rivali, dove spesso le faide originavano e si consumavano anche attraverso l'abigeato, il furto di bestiame. Questa pellicola si inserisce perfettamente tra i classici del Cinema neorealista. La trama è molto semplice: un pastore accusato ingiustamente di abigeato e omicidio di un carabiniere, perde il suo gregge nel tentativo di darsi alla macchia, per sfuggire ai carabinieri, visti come unico segno della presenza di uno stato straniero; alla fine, per non cadere in miseria finisce per diventare ciò che la giustizia italiana si aspetta da lui, ovvero un autentico ladro di bestiame.

mercoledì 3 aprile 2013

Progetto "100 Film italiani da salvare"

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Il progetto nasce in seno alla Mostra del Cinema di Venezia, all'interno delle Giornate degli autori nel febbraio del 2008. Lo scopo è quello di salvare dal dimenticatoio cento pellicole italiane che dal 1942 al 1978 sono diventate di fatto dei cimeli inestimabili, parte integrante della cultura italiana, contribuendo essi stessi a cambiarla nel corso del tempo. La Redazione del blog invita gli articolisti ed i collaboratori a recuperare queste schegge di memoria, recensendole. L'elenco dei film verrà aggiornato incorporando nei titoli i link alle recensioni che verranno man mano pubblicate. Lo spazio commenti può essere utilizzato come ulteriore strumento per comunicare tra i recensori di questa iniziativa. Gli articoli che riguardano il progetto avranno il tag speciale *100FilmDaSalvare.

martedì 2 aprile 2013

Angst

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1983, Gerald Kargl.

Gerald Kargl è un regista austriaco che in tutta la sua lunga carriera, perlopiù trascorsa a scrivere, produrre e dirigere pubblicità e documentari (almeno così dice Wikipedia, giacché l'IMDB è assai vaga in quanto a informazioni biografiche) ha realizzato un solo lungometraggio di fiction, straordinario e persino di un certo successo di critica e pubblico; poi, silenzio. Stiamo parlando di Angst, che oltre ad aver influenzato lo stile visionario e sperimentale di un altro grande enfant terrible della recente cinematografia francese, Gaspar Noé, si è avvalso della collaborazione, in qualità di sceneggiatore e fotografo, dell'allora appena incoronato premio Oscar Zbigniew Rybczynski. La vicenda è liberamente tratta dalle gesta omicide di un folle salisburghese, tale Werner Kniesek, ancora vivente e detenuto, qui interpretato dal volto allucinato e geniale di Erwin Leder, attore salito alla ribalta con un altro noto film tedesco, U-Boot 96 (1981) di Wolfgang Petersen; e che decenni più tardi ricomparirà in altri due lavori di pregio quali Taxidermia (2006) e Underworld (2003), nella parte dello scienziato Lycan Singe.