martedì 30 maggio 2023

Eva

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"Cosa vedi quando chiudi gli occhi?". E' una frase innocua per gli umani, fatale per i robot, compresi gli umanoidi. Appena un umano la pronuncia, il robot verso cui è rivolta si resetta completamente. Se il robot è uno degli SI-9 al quale gli ingegneri cibernetici stanno lavorando, è una frase che manda a monte mesi o anni di lavoro e speranze.


Eva è una bambina brillante, intelligente e capace di rompere schemi e convenzioni. L'ingegnere Alex Garel (Daniel Brühl) la reputa il miglior modello per istruire l'intelligenza artificiale di un robot che intende sviluppare. Siamo nel 2041 e i robot hanno già un livello di sviluppo tale da renderli quasi indistinguibili dagli umani, tranne nel momento in cui cominciano a parlare e ad esprimere sentimenti, lì inevitabilmente manifestano tutti limiti di un'empatia digitale.


La Eva-bambina diventerà istruttrice della Eva-robot e fin qui tutto prevedibile. Ancor più scontata la "solita" storia d'amore incompiuta, qualche retroscena sentimentale e via banalizzando scorre noiosamente la prima ora.  
Poi, inattesi, 2 colpi di scena in sequenza preludono il finale, che resta sorprendente: Eva-robot ha appreso dalla bambina fin troppo bene la tendenza alla ribellione e dimostra anche di non saperla controllare; Eva-bambina causerà, senza dolo pur con evidente colpa, la morte della madre. Purtroppo la regia di Kike Maillo, non entusiasmante e troppo attenta a non turbare la visione, fatica a dare la giusta forza a questi eventi, che potenzialmente ne avrebbero molta. Può essere una cosa voluta, dipendentemente dal pubblico che si vuole attrarre.

Il finale sarà veramente inatteso, come anticipato, e da solo ripaga della visione del film che ad ogni modo, nel complesso, risulta piuttosto modesto almeno per il pubblico più adulto. Manca pathos e l'argomento poteva essere maggiormente approfondito, anche nel 2011 ché già si parlava abbondantemente di Intelligenza Artificiale.

Robydick




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