domenica 12 luglio 2009

Requiem for a Dream

5
2000, Darren Aronofsky.

Sara Goldfarb vive a Brooklyn. Le è rimasto solo il figlio Harry che la viene a trovare solo per rubarle roba da impegnare per comprarsi la droga. Tyrone è amico di Harry e con lui coltiva il sogno di diventare spacciatore e di usare la droga non solo per farsi ma anche per guadagnare. Marion è la bellissima fidanzata di Harry, tossica anche lei, e con Harry coltiva il sogno di aprire un negozio di abbigliamento. Anche Sara comincia a coltivare un sogno, quello di apparire in uno show televisivo, come quello da imbonitori che guarda sempre, dopo aver ricevuto un invito da una società.
Sogni. Sogni di emarginati della società che ancora non realizzano la propria condizione.

Iniziano i problemi legati ai sogni stessi. Sara vuole dimagrire per partecipare allo show col suo meraviglioso vestito rosso e finisce in mano a medici senza scrupoli che la gonfiano di anfetamine. Harry e Tyrone si ritrovano senza droga da spacciare e, soprattutto Harry, sempre più dipendente. Marion non trova più da Harry la droga che le serve e comincia a procurarsela da sola: è una donna, è bella, i mezzi non mancano.

Con una regia ed un montaggio fantastici uniti ad una musica davvero bella ci si sprofonda nei drammi, comunissimi fatti di cronaca, dei quattro personaggi, con una grandissima carica di pathos e di orrore, aggiungerei. L'abisso in cui si ritroveranno è appunto il loro requiem, dei loro sogni e forse, anche, del sogno-americano che si chiama così ma non è ristretto geograficamente agli stati uniti, è un sogno ormai diffuso.

Da non perdere.

5 commenti:

  1. incredibile! devo averlo visto 5 o 6 volte

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  2. non hai buttato il tuo tempo, anch'io me lo rivedrei volentieri

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  3. Brutto forte. Realismo ai minimi storici, continue leccatine di chiappe al pubblico, estetica fighetta... da cestinare senza manco pensarci.

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  4. ma dici davvero? :D
    sei il primo che sento giudicare così questo film

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  5. La parte del bastian contrario tende a starmi stretta, ma non dipende da me. O quantomeno non dipende SOLO da me.

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