domenica 12 luglio 2009

Patton

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1970, Franklin J. Schaffner

In Italia uscì col titolo Patton Generale d'Acciaio, ma è il solito vizio al sensazionalismo che emerge. Il titolo originale si limita al cognome del grande generale americano che durante la seconda guerra mondiale, con la sua intraprendenza e passione per la guerra che certo non nascondeva, fu determinante in diversi momenti chiave tutti rappresentati nel lunghissimo kolossal: annichilimento finale di Rommel in Tunisia, sbarco in Sicilia dove umiliò l'inglese Montgomery, vittorie spettacolari dopo lo sbarco in Normandia a Bastogne e poi nelle Ardenne.

Diversi oscar vinti, 7, non so quali (sceneggiatura probabilmente, dove ha contribuito anche F.F.Coppola). Film d'imponenza di mezzi e risorse, alcune battaglie hanno una ricostruzione notevole.
Il film è divisibile in 3 parti sia storicamente che per narrazione o meglio per le vicende che hanno scandito l'avventura di Patton. La prima appunto in Africa e fino allo sbarco in Sicilia con la conquista di Messina, dinamica, dove Patton è in grandissimo splendore. La seconda prima dell'incarico in Europa centrale, durante la quale Patton deve combattere col proprio carattere intransigente ed i problemi che gli causa politicamente tanto che Eisenhower andò vicino dal rimuoverlo da ogni incarico. La terza, dove un risorto Patton, uomo perfetto in battaglia (temutissimo dal Reich) quanto goffo diplomaticamente, alla guida della III armata in europa compie imprese che non si ricordavano dai tempi di Napoleone, per velocità, abilità tattica e coraggio.
Prima parte eccezionale, seconda più che altro biografica, terza parte ancora spettacolare. Non sono difetti, sono come detto le caratteristiche della partecipazione di Patton alla guerra.

Grandissimo film da mettere in carnet!
Patton è poi un personaggio emblematico ed atipico. Colto, poeta dilettante ma raffinato, convinto di essersi reincarnato più volte e sempre in figure militari al punto di pensare di aver combattutto coi romani, i cartaginesi, dotato di un umorismo raffinato quanto di una durezza spietata verso ogni forma di viltà.
La seconda grande guerra è un'occasione da non perdere che non ricapiterà (parole sue) per mettere a frutto le sue enormi abilità specifiche. Non ha altre missioni da compiere nella vita.
Sconcerto ed ammirazione sono i sentimenti che nascono per un uomo così, che conosce benissimo sé stesso.

Fantastico George C. Scott nella parte di Patton. Bravissimo come sempre il co-protagonista Karl Malden, recentemente scomparso, nella parte del generale Bradley, suo amico e l'unico in grado di affrontare l'esuberanza e la cultura di Patton.

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