sabato 10 dicembre 2011

Soldier Blue - Soldato Blu

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1970, Ralph Nelson.

Il 1970 vide l'uscita di un trittico di western cosiddetti "revisionisti", per chi scrive tutti da Olimpo. "Soldato blu" mi mancava, gli altri 2 invece già li conoscevo e comunque arriveranno presto anche qua; sono i notissimi "Piccolo Grande Uomo" di Arthur Penn con protagonista Dustin Hoffman e "Un uomo chiamato Cavallo" di Elliot Silverstein con protagonista Richard Harris. Sono 3 opere dai tratti ben distinti con un unico, fondamentale, denominatore: cominciare a vedere la storia della conquista del west anche dal punto di vista dei nativi, quelli che chiamiamo Indiani d'America. Denominatore che cominciava a comparire nei western, ma che in questi diventa tema principale.

Katy, una giovane donna, è stata recuperata da una tribù di Cheyenne dove è vissuta per 2 anni. Un plotone dell'11° cavalleggeri viene attaccato proprio mentre l'accompagna a Fort Reunion. Siamo nel Colorado. L'attacco vedrà la morte di tutti i soldati, poi mutilati per i trofei di guerra. Si salveranno solo Katy e un soldato, Honus, che Katy prenderà a chiamare Soldato Blu.

Inizieranno a piedi un lungo viaggio per raggiungere il forte, dove opera il fidanzato di Katy. Durante il viaggio prima incontreranno un gruppo di indiani, dai quali la scamperanno grazie ad un vittoria in duello di Honus con uno di loro, poi verranno accolti da un carovaniere solitario, Isacco, "strano" commerciante per quei luoghi. In entrambe le occasioni si delineeranno definitivamente le posizioni dei 2. Katy non è vissuta da prigioniera coi Cheyenne e denuncia a più riprese gli orrori compiuti dai soldati, cercando d'insegnare un po' della cultura degli indiani a Honus; non solo, ma per quanto possa sembrare strano patteggia per loro. Honus, fedele all'esercito, giustifica quello che fa in quanto l'esercito opera per reazione alle violenze degli indiani. Si dovrà ricredere a riguardo, ma quel che capisce quasi subito è un concetto elementare che ovviamente nessuno nell'esercito gli ha mai fatto notare: gli indiani esistevano in America da ben prima dell'arrivo dei bianchi. Braccati da Isacco al quale Honus ha distrutto il carro carico di armi col quale questi riforniva gli indiani, riusciranno a raggiungere l'accampamento dei soldati. Prima Katy, che poi scapperà per andare da Lupo Pezzato, capo dei Cheyenne e suo "marito", per avvisarlo che stanno preparando un attacco per distruggere il villaggio. Honus invece arriverà dopo, con Katy ormai già al villaggio, e con senso del dovere si unirà a loro per l'attacco...




"Soldato blu" è un filo meno noto degli altri 2 film citati, forse perché dei 3 è il più "hippy" coi suoi protagonisti ai tempi giovanissimi e meno noti sicuramente di Dustin Hoffman e Richard Harris; forse anche perché di passaggi televisivi ne ha avuti ben pochi e per questo c'è una ragione per me probabile: contiene scene violentissime, talmente tali che mi hanno riportato alla mente quelle dell'impressionante "Darfur". Se molti vorrebbero censurare per brutalità il Capolavoro di Uwe Boll che è del 2009, figuriamoci questo film di 41 anni fa, dove le violenze a compierle non furono i Janjawid ma "eroici" soldati dell'esercito americano.

Nella trama mi sono pure dilungato ma molti dettagli, pure importanti, li ho tralasciati. Godetevelo. Inevitabile però spoilerare il finale. Per tre quarti il film sembra una bella avventura, per certi aspetti di formazione, e pure un filo sexy grazie all'avvenente Candice Bergen che pure qualcosa mostrerà. Poi quando Katy, determinatissima, scapperà al villaggio sarà chiaro che si dovrà assistere a qualcosa di tremendo. Già l'attacco al convoglio, all'inizio del film, ci fa capire che il film non si tira indietro nel mostrare efferatezze, ma quello che si vedrà nel finale è spaventoso. La voce fuori campo, prima dei titoli di coda e con eloquenti immagini su un cimitero fatto di croci di legno, doppiamente ironico visto che è simbolo religioso dei carnefici e non delle vittime, ci spiegherà che quella illustrata è Storia Vera, una delle pagine più vergognose e inutilmente sanguinarie della storia degli Stati Uniti. Parole ben diverse da quelle del colonnello John Chivington che, radunati i soldati al termine dell'eccidio, dice loro di essere fieri di quanto fatto per il bene della loro nazione.




Si tratta di quello che è noto come il "Massacro del Sand Creek". A me la vicenda venne resa nota anni fa dalla splendida canzone di Fabrizio De André "Fiume Sand Creek". Riporto da wiki i "numeri":
Il colonnello John Chivington (vedi foto a dx) e i suoi 800 uomini della Prima Cavalleria Colorado, della Terza Cavalleria Colorado e una compagnia di Primi Volontari del New Mexico marciarono verso i campi per massacrare gli Indiani. La mattina del 22 novembre 1864, l'armata attaccò i villaggi e macellò i loro abitanti. Chivington urlò prima dell'attacco: "Uccideteli e fate lo scalpo a tutti. Questi imbecilli hanno i pidocchi"[senza fonte]. Solo 9 o 10 soldati furono uccisi e tre dozzine feriti. Tra 150 e 184 Cheyenne furono dichiarati morti, alcuni furono mutilati, e la maggior parte di questi erano donne, bambini e anziani. Chivington e i suoi uomini più tardi mostrarono gli scalpi e altre parti del corpo, soprattutto feti di donne incinte e genitali, nell'Apollo Theater di Denver.
Dopo questi eventi, molti Indiani raggiunsero i Dog Soldiers, la grande confraternita di guerrieri cheyenne, e massacrarono i residenti attraverso tutta la Platte Valley, uccidendo più di 200 civili.
Quest'area è oggi protetta dal National Park Service nel Sand Creek Massacre National Historic Site.

Letto che roba? E nel film si vedrà TUTTO.

Va anche riportato qualcosa riguardo alle indagini:
L'attacco fu in primis riportato dalla stampa come una vittoria nei confronti di un coraggioso avversario. Nelle settimane successive una polemica cominciò a diffondersi riguardo alla possibilità che si fosse trattato di un massacro.
Diverse inchieste furono condotte: due dai militari ed una dal Comitato di Condotta della Guerra, che sentenziò:
"Per quanto riguarda il Colonnello Chivington, questo comitato può difficilmente trovare dei termini adeguati che descrivano la sua condotta. Indossando l'uniforme degli Stati Uniti, che dovrebbe rappresentare un emblema di giustizia e di umanità; occupando l'importante posizione di comandante di un distretto militare, che gli ha concesso l'onore di governare tutto ciò che rientra nei suoi poteri, ha deliberatamente organizzato ed eseguito un folle e vile massacro in cui numerose sono state le vittime della sua crudeltà. Egli conoscendo chiaramente la cordialità del loro carattere, avendo egli stesso in un certo senso tentato di porre le vittime in una condizione di fittizia sicurezza, ha sfruttato l'assenza di alcun tipo di difesa e la loro convinzione di sentirsi sicuri per potere gratificare la peggiore passione che abbia mai attraversato il cuore di un uomo.
Qualunque peso tutto questo abbia avuto sul Colonnello Chivington, la verità è che ha sorpreso e assassinato, a sangue freddo, inaspettatamente uomini, donne e bambini, i quali avevano tutte le ragioni per credere di essere sotto la protezione delle autorità statunitensi, e poi ritornando a Denver si è vantato dell'azione coraggiosa che lui e gli uomini sotto il suo comando hanno eseguito.
In conclusione questo comitato è dell'opinione che al fine di vendicare la causa di giustizia e mantenere l'onore della nazione, pronte e rigorose misure debbano essere adottate per rimuovere chiunque avessero così vilipeso il governo presso cui sono impiegati, e di punire, adeguatamente al crimine commesso, coloro che sono colpevoli di questi atti brutali e codardi."
I dati furono raccolti dal Maggiore Edward Wynkoo e dal suo aiutante, che ripresero i numeri forniti dai sopravvissuti. Questi dati allegati con le conclusioni dell'indagine furono portati a conoscenza dei diversi comitati.
Numerosi testimoni si fecero avanti durante le inchieste, presentando testimonianze schiaccianti che furono confermate poi da altri testimoni. Almeno uno di questi testimoni fu ucciso a Denver poche settimane dopo la sua testimonianza.
Nonostante le raccomandazioni espresse dal comitato, i responsabili del massacro non furono mai perseguiti.


Finale imponente da kolossal d'altri tempi, servito però con un meraviglioso "crudo realismo" che si fatica a vedere anche nei buonpensanti tempi odierni.
Visione obbligatoria.
Robydick

Qualche frame di quelli sotto può "urtare", ed è bene che lo faccia.





















Bellissimo questo video, con la musica perfetta e delle splendide illustrazioni.

p.s.: oggi è il mio compleanno, dovevo mettere un capolavoro.
se volete, auguratemi almeno un altro di questi giorni 
però mi raccomando, fatelo tutti gli anni...

24 commenti:

  1. Un post bellissmo, ricco di suggestioni e contenuti. Soldato Blu è un film che adoro e che a distanza di anni riesce ancora a sconvolgermi.Hippy, è vero, e pacifista in modo diretto e, oserei dire,militante.A mio avviso,ma è un'opinione personale, superiore,per contenuti, agli altri due film che hai citato.
    Concludo con tanti tanti auguri di buon compleanno e un milione di questi post :)

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  2. un milione? farò il possibile caro Blackswan, ahah! grazie mille eh... giusto, anche "militante" e "pacifista" ci stanno benissimo. fatico invece personalmente a mettere in classifica i 3 film, mi piacciono troppo tutti.
    ciao :)

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  3. film stupendo e non dico altro

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  4. anzitutto, buon compleanno! e complimenti per la scelta del film...ti\ci hai fatto un regalone!
    hai fatto bene a dire che è un film molto "hippy", infatti il primo paragone che mi viene in mente è fra il protagonista maschile e il Claude Bukowski di Hair: (Soldier Blue, oltretutto, esce in piena guerra del Vietnam): ambedue sono il paradigma di come il potere costituito abbia sfruttato il buon cuore e l'onestà di fondo di tanti giovani americani per perseguire i suoi scopi assolutamente utilitaristici. il soldato è vittima del sistema in cui è inserito, in modo diverso, come lo sono i nativi americani.
    piccola nota: il blu, che qui è il colore portante, ha fra i suoi significati, presso i nativi, quello di sconfitta e tristezza (che sia per questo che il blues si chiama così? non sono sicuro, ma è certo una coincidenza sospetta..). e qui la sconfitta è di tutti.
    auguroni ancora! :)

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  5. Un film con cui ci si commuove e si freme di sincera indignazione. Merde come Chivington ti fanno vergognare di essere bianco. A Sand Creek è morta una piccola parte dell'anima di ciascuno di noi.

    Tanti Auguri, mon ami!!

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  6. auguroni!!!!!!!!! bella rece..film figlio di un ben preciso momento storico, di un momento in cui si pensava che un cambiamento fosse possibile..personalmente associo questo film a un altro film strepitoso..Jeremia Johnson..meglio noto come "coro rosso non avrai il mio scalpo" con un grande,e norme Redford.. lo hai già recensito per caso?
    ciao carissimo....poi ti mando una mail dalla nuova casa..eh

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  7. AUGURI Roby! anche da parte di Mic che è da queste parti.
    Trilogia splendida, ma questo è quello che amo di più, il finale è straziante oltre ogni limite di umana sopportazione e comprensione.
    Io aggiungerei ai film che citi anche "L'ultimo Apache" di Aldrich (1954, pure queste meriterebbe di essere ricordato.
    Un abbraccio.
    P.S.Sono Grazia, stavolta tocca a me fare i conti con le bizze del mio account google...

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  8. anzitutto grazie a tutti!

    un salutone a Dark0, ciao! :)

    Unwise, grande commento che condivido. ti confermi americanista con pochi rivali! il 14 ci facciamo anche una birretta dopo il tennis ;-)

    Zio, d'accordo con te su tutto.

    Brazzz, arriverà anche Corvo Rosso, certo :)

    Grazia, che piacere! e salutami tanto Mic!
    L'ultimo Apache arriverà, assolutamente. Qua abbiamo l'ambizione, prima della morte inevitabile, di raccogliere tutti, nessuno escluso, i grandi capolavori, e quello non puà mancare.

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  9. AUGURI ROBY ANCHE SE IN RITARDO. :)

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  10. Penso di averli visti, tutti e tre, almeno 5 o sei volte...
    Come descrivi tu...nessuno.

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  11. Auguroni Roby! Sono contentissimo di festeggiare il compleanno di uno dei lettori più assidui del mio blog! :-)

    Anche se su 'Soldato Blu' dissento un pochino... mi è consentito? ;-) Trovo che sia un film più importante che bello: tutti lo ricordano per la scena tremenda dell'eccidio e (soprattutto) per la canzone di DeAndrè. Però rivisto oggi non mi sembra invecchiato bene: sicuramente ha lasciato il segno nella 'nostra' generazione (un po' come 'Easy Rider', che non è certo un capolavoro), però dal punto di vista cinematografico ci sono western 'revisionisti' infinitamente migliori (uno su tutti, 'Gli Spietati' di Eastwood).
    Anche se certo, innegabilmente, nessuno può togliere a 'Soldato Blu' l'etichetta di uno dei film più 'disturbanti' della storia del cinema.

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  12. ciao Kelvin! grazie per gli auguri...
    sempre lecito dissentire, ci mancherebbe. bellissimo "Gli spietati", nulla da dire. non so, a me non sembra così invecchiato, perlomeno "non invecchiato male". vero che, come anche altri han detto nei commenti, Soldato Blu è figlio diretto degli anni in cui è uscito, su questo non si discute, oggi non verrebbe bene un film così. in questo senso ritrae sia la vicenda, sia gli anni in cui è stato prodotto, nei quali mi piace calarmi, ti dirò :)

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  13. ..E' da ricordare che "Soldato Blu" (nessuno ha per ora speso una parola sul regista Ralph Nelson, uno dei più dotati e significativi, oggi colpevolmente dimenticato un pò ovunque,della sua generazione), uscì negli Stati Uniti nei mesi immediatamente successivi al famosissimo e molto simile a quello turpe e infame di Sand Creek, massacro del villaggio vietnamita di My Lay/Song Nak ad opera degli uomini della 11a Brigata di Fanteria Leggera della Compagnia Charlie,e agli ordini del famigerato tenente William Calley del '43, sempre vivo e vegeto, anche lui poi in seguito amnistiato dalla condanna dal perdono presidenziale di Richard Nixon. Evento che, ripreso e denunciato dalle stesse fotocamere personali di alcuni coraggiosi fotografi dell'esercito americano, arrivò poi alla stampa suscitando enorme orrore e sgomento anche nella popolazione americana, risultando uno degli eventi decisivi, dopo l'evidente sconfitta definitiva sul campo degli americani, seguita all'offensiva Viet del Capodanno del Tet,per provocare il progressivo ritiro e disimpegno americano dal Vietnam. "Soldato blu" uscì negli Stati Uniti proprio sull'onda di questa enorme emozione nell'animo di ogni pacifista e anche della "maggioranza silenziosa" degli americani.Quasi visualizzando scioccantemente sugli schermi della Nazione quello che era accaduto, le torture, le mutilazioni,gli stupri, a danno principalmente di vecchi, donne, bambini e finanche neonati, per un totale di 347 vittime civili, quell'infame 16 marzo del 1968.
    Qui di seguito, allego da Wiki una doverosa biblio-filmografia di Ralph Nelson, cineasta simbolo con questo film e non solo, anche della New Hollywood degli anni '60 e '70. Menzione doverosa anche per l'ottimo Peter Strauss protagonista, attore che avrebbe meritato di più della comunque ottima e lunga carriera che avuto al cinema e in TV, fatta di molti film anche importanti e persino in produzioni italiane.
    Famoso in Italia sulla fine degli anni '70, anche per la bella serie TV dal grande successo "Il Ricco e il Povero(The Rich and The Poor)('77), con co-protagonista Nick Nolte e il grande finanche da queste parti mai abbastanza lodato, William Smith.

    Da Wiki:
    Ralph Nelson (New York, 12 agosto 1916 – Santa Monica, 21 dicembre 1987) è stato un regista statunitense.

    Biografia

    Di discendenza norvegese, Ralph Nelson fu attivo sia in televisione che sul grande schermo: padre di Ted Nelson (uno dei padri dell'ipertesto), prestò servizio militare durante la Seconda guerra mondiale, conoscendo al fronte lo sceneggiatore Rod Serling, con cui ebbe una duratura amicizia e collaborazione. Oltre a Ted, ebbe anche altri 3 figli (Ralph, Peter e Meredith), avuti dall'attrice Celeste Holm.

    Il suo film più noto è il duro apologo western Soldato blu, in cui riversa le atrocità viste in guerra: il film ha contribuito non poco al cambio di visione del genere western durante gli anni settanta.

    Filmografia
    Regista

    Ai confini della realtà (The Twilight Zone) (1960) - ep. 36 - Serie Tv
    Una faccia piena di pugni (Requiem for a Heavyweight) (1962)
    Soldato sotto la pioggia (Soldier in the Rain) (1963)
    I gigli del campo (Lilies of the Field) (1963)
    Destino in agguato (Fate is a Hunter) (1964)
    Il Gran Lupo chiama (Father Goose) (1964)
    Duello a El Diablo (Duel at Diablo) (1965)
    Sinfonia di guerra (The Counterpoint) (1967)
    I due mondi di Charlie (Charly) (1968)
    Soldato blu (Soldier Blue) (1970)
    Tick... tick... tick... esplode la violenza (Tick... tick... tick...) (1970)
    La collera di Dio (The Wrath of God) (1973)
    Il seme dell'odio (The Wilby Conspiracy) (1974)
    Perché è il mio amico (Because He's My Friend) (1978)
    La vita di Sally Stafford (Lady of the House) (1978)
    Tornerò alla mia terra (You Can't Go Home Again) (1979)

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  14. grazie Napoleone, un grande completamento della rece. affronteremo ancora Nelson sicuramente.
    curioso: 11° brigata in vietnam, 11° cavalleggeri a sand creek... 11° giorno di settembre nel 2001. coincidenze.

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  15. Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso/il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso/le lacrime più piccole/le lacrime più grosse/quando l'albero della neve
    fiorì di stelle rosse/
    ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
    De André e Bubola
    Grande film, grande canzone, grande rece, grandi voi.

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  16. auguri in ritardo anche da me. bel post e film che purtroppo non ho mai visto, ma conosco bene la canzone di Faber.

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  17. Oh cavoli, arrivo in ritardo!
    Tanti auguri Roby!! Un milione no ma qualche migliaio di queste rece te le auguro! sisi!! :)

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  18. ... e grande Alligatore! grazie :)

    Harmo, anche te allora? io ho appena rimediato, devi vederlo, ti piacerà. grazie anche a te!

    grazie Gus! qualche migliaio... sei molto pragmatico, dote che mostri spesso, ahah!

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  19. Non l'ho più rivisto, per cui personalmente non ne conosco - ricordo - più la cifra drammatica, ma sul piano sociale ebbe un impatto importante nel dibattito italiano di quel tempo.

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  20. grazie Adriano per la testimonianza. ero troppo piccolo all'epoca :)

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  21. Questo film me lo ricordo troppo bene perché avrò avuto 12 anni quando lo vidi allora, e per la prima volta sentii qualcosa di veramente "nuovo". Uscii dal cinema entrando in una fase nuova della vita. Credo che Soldato Blu segnò il momento esatto della mia entrata nell'adolescenza. Idealizzai tutto. Porca miseria raga, che tempi! Mi fa piacere esser vecchia solo per la genetica culturale. Comunque l'ho rivisto di recente ed è ancora bellissimo, con nota di max merito estetico a Candice Bergen.

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  22. nuovo ai tempi, moderno ancora oggi, condivido. e su Candice poi... che dio la benedOca!

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