martedì 11 giugno 2013

Trasmissioni sospese

49


Una serie di vicende personali imprevedibili m'impedisce di occuparmi del blog. Forse non appare, ma è un impegno che richiede, se lo si vuole fare con una certa qualità, una quantità di tempo e di energie notevoli della quale non posso più disporre.

Non è una chiusura, non serve farlo.
Diciamo si tratta semplicemente di un "intervallo", la cui durata però non posso prevedere.

Ringrazio tutti, in primis chi ha collaborato fattivamente al blog, e a seguire tutti gli avventori che coi loro commenti e apprezzamenti ci hanno gratificato.
Un saluto, perlomeno, era dovuto.
Ciao
Robydick

venerdì 10 maggio 2013

Maniac

33

2012, Franck Khalfoun.

Come già annunciato a Cannes a maggio da parte del regista francese Franck Khalfoun, Elijah Wood è il protagonista nel ruolo iconico di Frank Zito, del remake di uno dei più classici horror di culto mai realizzati, quel " Maniac" girato nel 1981 daWilliam Lustig, e grazie al quale ha trovato la sua strada sugli schermi del FrightFestcercando di disturbare e terrorizzare il suo pubblico, e riuscendo in entrambe le aspettative.

giovedì 9 maggio 2013

Oblivion (Review #2)

4

2013, Joseph Kosinski.

Prima di andare a vedere questo film era forte il timore dell'effetto Total Recall: film pessimo, pubblicizzato molto bene. Ci siamo dovuti subito ricredere. La trama è ben costruita con un crescendo di colpi di scena. Ottima la scenografia (del resto il regista è un architetto) e gli effetti speciali che ci regalano scene mozzafiato. C'è anche una buona dose di suspense, specie quando il protagonista si trova a dover affrontare gli scavenger all'interno di un edificio sommerso dai detriti. Ne consigliamo caldamente la visione. (cfr. anche la rece di Napoleone)

lunedì 6 maggio 2013

The Lords of Salem - Le streghe di Salem

19

2012, Rob Zombie.

“Ti stavamo aspettando ... abbiamo sempre aspettato.”
“I Signori Stanno Arrivando”
“Eretica. Strega. Diavolo.”
Frasi di lancio originali del film

Sonny/Dee Wallace :-”Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte! Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte! Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte!”
Megan/Patricia Quinn :- “In una rara occasione, appare un bambino speciale.”
Heidi Hawthorne/Sheri Moon Zombie :- “Ho appena visto una persona 10 minuti fa in piedi sulla porta.”
Lacy Doyle/Judy Geeson :- “Oh, mi dispiace deluderti ma non c'è nessuno nella numero 5.”
Sonny :- [Osservando il corpo gonfio] “Che spreco di un uomo buono.”
Lacy Doyle :- “Sì, un vero peccato. E lui non sarebbe mai stato in grado di fermarsi di fronte a niente.”
Megan :- [sospira] “Importa a qualcuno una fresca tazza di tè?”
Lacy Doyle” :- “Amata cara.”
Margaret Morgan/Meg Foster :- “Benvenuta!”
Conte Gorgann/ Torsten Voges :- “Non siamo le pecore di un Dio piangente. Siamo il possente caprone!”
Margaret Morgan :- “Abbiamo aspettato, Heidi ... Siamo sempre stati in attesa.”
Lacy Doyle :- [a Matthias] “Penso che tu sia venuto qui per entrare nella testa della mia cara piccola Heidi. Entrare nella sua testa e nel suo cazzo di cervello. Sei venuto qui per attaccare il tuo cazzo ficcanaso dentro la sua testa e il suo cazzo cervello, vero signor Matthias?”
"Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte! "

sabato 4 maggio 2013

Sinister

6

2012, Scott Derrickson.

Gli hanno voluto tutti bene, a Scott Derrickson, ma non era certo l'ammirazione per un talento né manifesto né latente, ma proprio illusorio, a determinare elogi ed encomi nei suoi confronti, bensì quel sentimento venato di tenerezza che si concede a un fratellino scemo; quel bamboccio che devi imboccare quando mangia, a cui devi sistemare le coperte e raccontare le fiabe, e che soprattutto devi magnificare quando fa il mattatore nella recita scolastica. D'altronde riservare un trattamento normale a una persona che di normale non ha niente, né l'intelletto né il conto in banca, sarebbe impresa ardua e tutto sommato persino sbagliata, anche considerando che dal nostro mestierante finora non abbiamo visto nulla più di qualche pellicola rincretinita e brutalmente stitica. Un esempio? Hellraiser 5: Inferno (2000), The Exorcism of Emily Rose (2005), Ultimatum alla Terra (2008), e nelle vesti di sceneggiatore il capolavoro al contrario di Wim Wenders, La terra dell'abbondanza (2004). Film orripilanti che, non si capisce per quale ragione, tutti noi siamo stati costretti a vedere.

venerdì 3 maggio 2013

Oblivion

7

2013, Joseph Kosinski.

La Terra è una memoria per cui vale la pena lottare.”
Frase di lancio originale del film

Jack Harper/Tom Cruise :- [Julia] “Cos'è che non mi stai dicendo? Chi sei?”
Victoria/Andrea Riseborough :- “Solo due settimane in più, Jack, e possiamo finalmente uscire e raggiungere gli altri. Ti prego, prego non correre rischi ...”
Malcolm Beech/Morgan Freeman :- “Sono stato a guardare te, Jack. Sei curioso. Cosa stai cercando in quei libri? Fanno riportare vecchi ricordi? Non farti troppe domande. Ti hanno mentito. E' il momento di conoscere la verità.”
Malcolm Beech : [a Jack] Se siete alla ricerca della verità, qui è dove la troverete.”
Julia/Olga Kurylenko :- [si sveglia] “Jack?”
Jack Harper :- [tra le rovine dello stadio] “L'ultimo Super Bowl è stato giocato proprio qui.”
Victoria :- “Ti prego, non dirmi che era un classico.”
Jack Harper :- “Uno sport classico. 80.000 persone in piedi. Secondi rimasti sul cronometro. Così Hubie getta un'Ave Maria. Touchdown!”
Jack Harper :- “60 anni fa, la Terra è stata attaccata. Abbiamo vinto la guerra, ma hanno distrutto metà del pianeta. Ognuno è stato evacuato. Nulla di umano rimane. Siamo qui per la riparazione dei droni. Siamo la "squadra manutenzioni".
Jack Harper :- [preparando il suo aereo futuristico] “Questo è Jack Harper. Io sono a posto.”
Jack Harper : “E' possibile perdere un luogo dove non sei mai stato? Per piangere una volta su dove non hai mai vissuto?”
Jack Harper :- “Voglio che l'umanità sopravviva. Questo è l'unico modo.
Jack Harper :- “Io ti conosco, ma non ci siamo mai incontrati. Io sono con te e non so il tuo nome. Lo so che sto sognando, ma sembra di più. Lo sento come un ricordo. Come può essere?”
Jack Harper :- “Le domande che mi faccio, lei non, le cose che ho da chiedergli, lei non mi risponderà.”
Jack Harper :- “Non riesco a scuotermi dalla sensazione, che la terra, nonostante tutto quello che è successo, la terra è ancora la mia casa.”
Jack Harper :- “Oh no, dai, non la mia moto dannata!”
Julia :-”Io non so cosa sia successo. Ma tu non sei chi ti credi di essere. Jack, siamo stati qui. Mi hai chiesto di incontrarti con te e mi hai portato fino in cima al mondo. Potrei dire che eri nervoso quel giorno. E' stato proprio qui, Jack. Tu mi hai detto: Guarda da qui ...”
Julia , Jack Harper :- [insieme] “... e ti faccio vedere il futuro.”
Jack Harper :- “Sogno di noi.”
Jack Harper :- “Mi chiedo, se io vengo a te, di notte, nei sogni, nel corso della giornata, come nei ricordi. Devo tormentare le tue ore nel modo in cui tu hai ossessionato le mie? E mi chiedo se mi vedi, quando ti guardo.”.
Jack Harper :- “Se noi abbiamo un'anima, siamo fatti per l'amore che condividiamo. Non offuscato dal tempo, non legato dalla morte.”
Jack Harper :- “Per tre anni ho cercato la casa che avevo costruito. Sapevo che doveva essere là fuori. Perché io lo so. lo sono. Io sono Jack Harper, e sono a casa.”
Malcolm Beech :- “Mi hai fatto preoccupare per un secondo. Ho pensato, che non saresti tornato.”
Jack Harper :- “Beh, ho dovuto dimostrare che avevi torto.”
Malcolm Beech :- “Stai di merda.”
Jack Harper :- “Eh, dovresti vedere quell'altro.”
Malcolm Beech :- “Te 'ho detto, quello che potevi trovare là fuori. Ma avevi pensato, che ero pazzo.”
Jack Harper :- “Bèh, lo faccio ancora.”
Jack Harper :- “No, è solo una macchina, io sono l'arma.”
Jack Harper :- “Buongiorno, capo.”
Sally/Melissa Leo :- “Torre 49, questo è il controllo missione. Cosa state facendo tutti in questa bella mattina?”
Victoria :- “Un altro giorno in paradiso, Sally. Caricamento dei dati ora.”
Victoria :- “Attenzione là fuori.”
Jack Harper :- “Lo faccio sempre io.”
Victoria :- “Come fai a saperlo?”
Jack Harper :-”Hai ragione. Devo lavorarci su questo.”
Julia :- “ Moriremo?”
Jack Harper :- “No! ... Forse!”
Jack Harper :- “Mi vuoi perdere? Mi mancherà questo posto. Sarebbe stato fantastico. Sarebbe stato fantastico.”
Malcolm Beech :- “Questo è un'arma incazzata.”
Jack Harper :- “No, è solo una macchina. Io sono l'arma.”
Malcolm Beech :- “Bèh, vorrei essere lì per vedere la loro faccia , quando questa si spegnerà.”
Jack Harper : “Sì, soltanto che sarà un viaggio di sola andata.”
Malcolm Beech :- “Sì! Ma ne sarà valsa la pena.”
Jack Harper :- “Come può un uomo morire meglio di così ...”
Sally :- “Non dovete morire, Jack. Tu non devi morire.”
Jack Harper :- “Ognuno muore, Sally. Il fatto è come farlo bene.”
Sally :- “C'è stato un modello di comportamento insubordinato recentemente.”
Jack Harper :- “Già. Mi sento male per questo.”
Jack Harper :- “Come può l'uomo morire meglio: di fronte a uno svantaggio pauroso, per le ceneri dei suoi padri, e ai templi del suo dio.”
Sally :- “Ti ho creato, Jack. Io sono il tuo dio.”
Jack Harper :- "Vaffanculo, Sally."
Dal trailer.

mercoledì 1 maggio 2013

Reds

9

1981, Warren Beatty.

Parte come una commedia, senza mai perderne certi tratti; si sviluppa come un dramma e finisce in tragedia. È la storia di John Reed ( Warren Beatty) il reporter americano che scrisse “I dieci giorni che sconvolsero il mondo”, (cfr. anche la rece dell'omonimo film di Ejzenstejn) il bestseller che racconta la Rivoluzione di Ottobre. Ma è anche la storia di sua moglie, Louise Bryant (Diane Keaton).

martedì 30 aprile 2013

Kiseichuu: kiraa pusshii (Aka: Sexual Parasite - Pussy Killer)

3

2004, Takao Nakano.

Il modo migliore per scardinare quella visione dell'estetica cinematografica, così morigerata e tutto sommato anche un po' antipatica, sulla quale l'occidentale medio ha costruito le proprie categorie di riferimento, sarebbe scoperchiare il calderone del trash prodotto nel paese del Sol Levante. Cosa che per fortuna non avviene, se non per leggerissime gradazioni, tutte confinate nella sicurezza delle alcove di gusto, delle nicchie virtuali, delle cartelle più segrete che noi spettatori conserviamo nei cassetti della nostra percezione. E che lì restano, stimolando la fantasia di un cinema dell'estremo che solo con grande difficoltà potrebbe un giorno essere sdoganato sulle antiche coste europee. Sexual Parasite: Pussy Killer, traslitterazione anglofona dell'impronunciabile Kiseichuu: kiraa pusshii, è infatti un prototipo abbastanza fedele di quel modo di pensare, più che di fare, il cinema, e che in un certo senso spinge le idee dell'asiatico in direzioni diametralmente centrifughe non solo rispetto alle nostre, ma soprattutto rispetto a un concetto di genere che, qui da noi, dev'essere chiaro, preciso e ai più decodificabile.

lunedì 29 aprile 2013

The Destructors (Aka: Marsellaise contract) - Contratto marsigliese

0

1974, Robert Parrish.

“Essi vivono una vita dolce ma prendono parte ad un gioco per cui possono morire improvvisamente!”
“Aprile a Parigi è un tempo per gli amanti ... ma per '”I Distruttori” E' la stagione per uccidere!”
“Anche la malavita ha la sua aristocrazia ... la sua Alta società ... il suo Jet Set. Si chiamano "I distruttori".”
Frasi di lancio originali del film

John Deray - un omaggio programmatico al genere fin dal cognome- uccide le persone, per vivere. "E 'un uomo molto prudente ... Quando lui lavora, ottiene sempre un buon risultato. Ha molte donne ma nessuna fissa. Vive da solo. Guida auto veloci. "Ed è così che il personaggio è a noi introdotto, descritto in voice over da Maurice Ronet (icona del cinema francese e propriamente del genere polàr-noir da Ascensore per il patibolo” in poi) mentre Deray armeggia con il suo giradischi prima di tornare dalla splendida donna che lo aspetta nella sua camera da letto. Naturalmente, un personaggio così caratterizzato può essere impersonato solo dal “bad-ass” per eccellenza del cinema Brit anni '70, Michael Caine.

sabato 27 aprile 2013

Wai dor lei ah yut ho - Dream Home

6

2010, Ho-Cheung Pang.

Di fronte a un talento manifesto come quello di Ho-Cheung Pang, regista di Hong Kong qui da noi pressoché sconosciuto, rimosso e rigorosamente non distribuito, persino le nostre più integerrime punte di diamante si sentirebbero piccole e inutili. È talmente bravo, il nostro, che non soltanto costituisce una ventata di freschezza in un cinema di genere spesso omologato (sempre che abbia ancora senso utilizzare questo termine per riferirsi alla post-modernità), ma riesce addirittura, seppur indirettamente, a mostrare la sostanziale incomunicabilità tra la nostra cultura e la sua. O la loro, cioè quella dei tanti musi gialli che sulle coste nostrane sembrano tutti uguali, che al cinema paiono tutti uguali, ma che in realtà, se messi alla prova, stupiscono per l'innovazione delle loro pellicole, per il vigore delle loro idee, per la riforma radicale che in qualche modo riescono a comunicare attraverso un atteggiamento estetico come minimo particolarissimo.

venerdì 26 aprile 2013

Psycho IV: The Beginning

7

1990, Mick Garris.

«Hai incontrato Norman ... ora incontrerai la madre.»
Frase di lancio originale del dilm

"Psycho IV: The Beginning" dura 96 minuti ed è stato realizzato nel 1990. Fu girato per la tv via cavo e successivamente per il lancio nell'home video. Vi è nonostante questo una certa violenza nel film, pur se non eccessiva, ma inusuale per i canoni televisivi dell'epoca.

giovedì 25 aprile 2013

Roma città aperta

3

1945, Roberto Rossellini.

Girata nell'immediato dopoguerra, questa pellicola ha potuto usufruire di scenografie, costumi e mezzi autentici e irripetibili; la fotografia cupa di Roberto Rossellini (diretta da Ubaldo Arata) contribuisce a dare drammaticità alle scene. I personaggi principali sono interpretati da due giganti del Cinema italiano: Aldo Fabrizi (don Pietro Pellegrini) e Anna Magnani ( Pina); solitamente ascrivibili alla commedia.

mercoledì 24 aprile 2013

The Hobbit: An Unespected Journey - Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato

4

2012, Peter Jackson.

Ritorno alla terra di mezzo, con un film che è un prequel de Il Signore degli anelli.
Dopo mirabolanti vicissitudini ecco che Peter Jackson, rimette in mano il progetto, e lo dirige lui.
Tre film, saranno tre film che si susseguiranno per raccontare la storia di Bilbo, e le sue avventure che lo hanno portato dritto davanti all’anello, che poi ha preso dal Gollum, che riappare in questo film.
Questa volta il protagonista è Bilbo, che deve unirsi a un'altra compagnia per liberare la terra dei nani, che è stata occupata da un drago, ma l’ombra dell’anello cammina sulla nuova compagnia di nani durante la loro missione, ed è minacciosa, il male non può essere sconfitto in un batter d’occhio. All’inizio Bilbo, da buon hobbit non ha intensione di viaggiare, ma vedendo la sua casa grazie a Gandalf letteralmente invasa dai nani, non può non accettare la proposta del suo vecchio amico e si mette in viaggio con loro.


martedì 23 aprile 2013

Il mondo perduto: I cortometraggi di Vittorio De Seta

11

1954-59, Vittorio De Seta.

I documentari sono stati restaurati in una raccolta dalla Cineteca di Bologna nel 2008. (Ndr)

Quando il maestro Vittorio De Seta, nel cuore degli anni cinquanta, gira Il Mondo Perduto, il volto di contadini e pescatori è bruciato dal sole e sferzato dal vento. Il boom economico è ai primi passi, ma la società filmata dal regista siciliano, che successivamente scelse la Calabria come terra elettiva, è distante anni luce dal triangolo industriale e dal progresso che tutto divora e trasforma nel nord del paese.

lunedì 22 aprile 2013

Appaloosa

0

2008, Ed Harris.

Appaloosa è un film che ha diviso più il pubblico che la critica, almeno scartabellando quel che si legge in rete, ed è difficile capire perché dal momento che si tratta di un western comunque ben girato, ma assolutamente lontano anni luce dalle grandi epopee del cinema. Sarà che lo spettatore medio ha poco gusto per le cose belle, e troppa sensibilità per le mediocri, sarà che di western ormai se ne fanno talmente pochi che si tende per natura a preservarne gli esemplari dall'estinzione; alla fine, però, di Appaloosa, nome della cittadina in cui si svolge la vicenda, resta ben poco oltre a una indefinibile sensazione di tedio, che si conficca nel primo terzo della pellicola, crepandola come una lastra di cristallo, e ne infrange la superficie nell'ultima parte, lasciandoci basiti per una conclusione frettolosa che, paradossalmente, non conclude nulla.

sabato 20 aprile 2013

Resistance

8

1992, Paul Elliott.

"Resistance" è un film completamente misconosciuto fuori dall'Australia, eppure è un'Opera visivamente enorme e molto riuscita, quasi un'unificazione e una sorta di "prequel" di "Mad Max 2" e 3, dallo stile e dalle dimensioni le quali possano essere realizzate con un budget abbastanza buono: 7 milioni di dollari australiani (circa 10 milioni di dollari Usa). Possedendo spettacolari sequenze ed inquadrature e un caleidoscopio di tanti personaggi stravaganti ed eccentrici i quali vivono nell'Outback e si trovano a dover difendersi dall'esercito di un governo autoritario dell'Australia, in un prossimo futuro distopico.

giovedì 18 aprile 2013

Il sorpasso

26


1962, Dino Risi.

Piccola nota personale: Ho visto questo film per la prima volta nei tardi anni 90 e, dopo la visione, la prima cosa che feci istintivamente fu quella di comprarmi la riproduzione della meravigliosa Lancia Aurelia Convertibile in scala 1/18 della BBurago,bellissima e ben fatta eppure.... c'era qualcosa che non andava, non era proprio come quella del film! Cosi' animato da forte curiosita' rimetto su il film nella vhs registrata la sera prima ne "I bellissimi di Rete 4" ed ecco spiegato l'arcano! L'Aurelia del film era una GT Convertibile (tra l'altro nel film si fa riferimento ad essa chiamandola "Aurelia Sport") mentre il modello da me acquistato,unico reperibile all'epoca nella scala grande,era una B24 "Spider America" con parabrezza panoramico di tipo avvolgente, pensate alle prime due generazioni di Corvette per farvi un idea, e di conseguenza niente deflettori ai finestrini come su quella del film che adottava un parabrezza di tipo tradizionale.

martedì 16 aprile 2013

L'Uomo sul tetto - (Mannen pa Taket aka Man on the Roof)

9


1976, Bo Widerberg.

Lennart Kollberg/Sven Wollter :- “Chiedetevi questo: chi è stato Stig Nyman?”
Martin Beck/Carl-Gustaf Linstedt :- “Io non lo conoscevo molto bene ...”
Lennart Kollberg :- “Non essere evasivo! Chi era costui? O meglio, che cosa era?”
Martin Beck :- “Un ufficiale di polizia.”
Lennart Kollberg :- “Non è una risposta soddisfacente.”
Einar Ronn/Hakan Serner :- “Un tenente di polizia ...? Devo fare una telefonata.”
Lennart Kollberg :- “Bene. Che cosa era?”
Martin Beck :- “Un cattivo poliziotto. “
Lennart Kollberg :- “Sbagliato! Nyman è stato un poliziotto schifoso cazzo!”
Bohlin (civile):- “Perché diavolo non hai sparato? Non capisco...”
Gunvald Larsson/Thomas Hellberg : Bèh nessuno si aspetta che.... Hai una licenza per quella pistola?”
Bohlin (civile):- “... no.”
Gunvald Larsson :- “Allora sei nei guai.”
Lennart Kollberg :- “Sono in India?”
Malm/Torgny Anderberg :- “Un elicottero della polizia è stato abbattuto da un uomo sul tetto] Egli ha abbattuto l'elicottero.”
Gunvald Larsson :- “E' questa la tua conclusione?”
Poliziotto che vomita in ospedale :- “Mi scusi.”
Einar Ronn :- “Tutto ok. Può succedere ai migliori di noi.”
Poliziotto che vomita in ospedale :- “E' sempre così?”
Einar Ronn :- “Scherzi a parte, sono stato un poliziotto per 20 anni, e non ho mai visto nulla di simile...”
Malm :- [dopo che l'elicottero è stato abbattuto] “Dovremo chiamare nelle forze armate.”
Martin Beck :- “Cosa possono fare?”
Gunvald Larsson :- [sarcastico] “Bombardare il palazzo. Portare artiglieria pesante, o ...”
Martin Beck :- “O che cosa?”
Gunvald Larsson :- “O schierare i paracadutisti. Si potrebbe così anche paracadutare una dozzina di cani poliziotto.”
Martin Beck :- “Zitto, Gunvald.”

lunedì 15 aprile 2013

To Die For - Da Morire

5

1995 - Gus Van Sant
La tv genera mostri, ma è davvero così?
Gus Van Sant nella metà degli anni novanta regala a Nicole Kidman un ruolo spregiudicato e folle, che le toglierà l'etichetta di signora Cruise, dandole una luce propria.
Il personaggio di Suzanne Stone, vive la sua condizione di bambola apparentemente senza cervello, il cui unico obbiettivo è lo schermo televisivo.

venerdì 12 aprile 2013

Beyond the Black Rainbow

5

2013, Panos Cosmatos.

Dr. Mercury Arboria/Scott Hylands :- “Portare a casa una lode per tua madre, Barry. “
Rosemary Nyle/Marilyn Norry :- “Barry... perchè non porti i tuoi apparecchi.”
Barry Nyle/Michael Rogers :- “Non voglio portarli più.”

Questo film canadese d'esordio del giovane e dotato figlio dello scomparso George Pan Cosmatos regista tra gli altri suyoi grandi successi degli anni '80, di “Rambo 2:La Vendetta”(First Blood: Part II) ('86), e di “Tombstone”(1993) nel quale egli fu assistente, è una vera e propria ode reverenziale a Kubrick, Argento, Cronenberg, “Stati di allucinazione”(Altered states) (1980)di Ken Russell, John Carpenter soprattutto nelle sonorità dei sintetizzatori per la bellissima colonna sonora di Jeremy Schmidt la quale riecheggia molto anche il lavoro di Fred Myrow & Malcolm Seagrave per “Fantasmi”(Phantasm) (1978) di Don Coscarelli, la sci-fi degli anni '70 e il fantasy degli anni '80, il tutto in una iper-stilizzato follia da capogiro. Ragion per cui “Beyond the Black Rainbow” riesce nel suo intento di rendere omaggio a questo cinema contemporaneamente in modo univoco e ardente, attraverso il suo folle e unico percorso. Che per il personalissimo debutto registico del Cosmatos si apre molto indietro nel tempo, ovvero nel "1983" come ci informa una scritta prima dei titoli, seguita da una vhs che viene inserita in un videoregistratore dell'epoca e ci mostra un video promozionale in cui un inquietante Dr. Mercury Arboria (il redivivo Scott Hylands) spiega i suoi piani per rivoluzionare l'umanità con la creazione di una ricetta - di "farmacologia benigna, terapia sensoriale e energia scolpita" - per la felicità pura.

giovedì 11 aprile 2013

Nel più alto dei cieli

5
1977, Silvano Agosti.

Oggi è uno di quei nomi (ingiustamente) caduti nel dimenticatoio, eppure Silvano Agosti, regista più sfortunato dei suoi compagni di merende, Marco Bellocchio e Liliana Cavani, ha dei meriti che di certo non lo farebbero sfigurare accanto a nomi di gran lunga più istituzionali. Montatore, letterato, attore e tecnico della fotografia, il nostro esordisce dietro la macchina da presa nel 1967 con Il giardino delle delizie, per realizzare negli anni seguenti pochi ma intensi gioielli del cinema nostrano: due in particolare si ricordano con stima e nostalgia, ovvero N.P. Il segreto (1971), satira fantapolitica con Irene Papas e Francisco Rabal che tratta di un ingegnere alle prese con un macchinario capace di convertire la spazzatura in prodotti alimentari (strumento utilizzato poi dallo Stato per annientare il proletariato urbano); nonché questo Nel più alto dei cieli (1977), ritorno al lungometraggio dopo il collettivo e (purtroppo) più celebre Matti da slegare, diretto con il già citato Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, quest'ultimo tra gli autori del sulfureo copione.

martedì 9 aprile 2013

Quattro passi fra le nuvole

6

1942, Alessandro Blasetti.

Lui (Paolo Bianchi, l'uomo qualunque per antonomasia, come suggerisce il nome) dovrà fingere di essere il novello sposo di Lei ( Maria) che aspetta un bambino da un altro sconosciuto e il padre (Don Luca, interpretato da Aldo Silvani ) un burbero uomo di campagna, non potrebbe sopportare un disonore del genere. No, Lui non è Keanu Reeves, ma Gino Cervi e Lei è l'angelica Adriana Benetti. Non stiamo certo parlando de Il profumo del mosto selvatico, remake di questa pellicola.

lunedì 8 aprile 2013

Gardenia, il giustiziere della mala

3

1979, Domenico Paolella.

«Io nun piango pe' quarcuno che more, non l'ho fatto manco pe 'n genitore che morenno m'ha 'nsegnato a pensare, non lo faccio per un altro che more. Io nun piango quanno scoppia 'na guera, er coraggio de' l'eroi stesi in tera, io lo premio co' du' fiori de serra, ma nun piango quanno scoppia 'na guera. lo piango, quanno casco nello sguardo de' 'n cane vagabondo perché, ce somijamo in modo assurdo, semo due soli al monno. Me perdo, in quell'occhi senza nome che cercano padrone, in quella faccia de malinconia, che chiede compagnia. Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza, il suo sangue nun me fa tenerezza, manco se allagasse tutta 'na piazza, io non piango quanno 'n omo s'ammazza. Ma piango, io piango sulle nostre vite, due vite violentate. A noi, risposte mai ne abbiamo date, ecco perché la sete... lo piango, so tutto er tempo che ce resta e me ce sento male. Domani, se non sbajo è la tua festa; la prima senza viole... la prima senza viole... la prima senza viole». "Io nun piango", 1980, composta alla scomparsa dell'amico Piero Ciampi.

Dedicata a Lui e a Noi che "siamo" Lui. Franco Califano, noto anche come Er Califfo (Tripoli, 14 settembre 1938 – Acilia, 30 marzo 2013)

domenica 7 aprile 2013

Scared to Death

0
1947, Christy Cabanne.

La bella Laura Van Ee è perseguitata da una strana forma di isteria. il suocero e il marito la tengono chiusa in casa facendola passare per matta, ma quando un mago, vecchio amico di famiglia, si ripresenta dopo una lunga assenza, strani avvenimenti e incomprensibili reticenze faranno riemergere un torbido passato.

sabato 6 aprile 2013

2001: A Space Odyssey - Odissea nello spazio

20

1968, Stanley Kubrick.

Il 2 aprile ricorreva l'anniversario della prima a Washington del film destinato a cambiare per sempre il Cinema, non solo quello fantascientifico. Poche cose sono certe e definite in 2001: A Space Odyssey; stiamo davvero parlando solo di un film di fantascienza? In fondo riutilizza elementi d'epoca, col vantaggio di avere a disposizione allora un design futuribile, molto più avanzato di quello che si trovò a dover utilizzare il suo emulo sovietico Tarkovsky per girare Solaris; inoltre Stanley Kubrick potè contare sulla consulenza di esperti della NASA. Assieme all'autore Arthur C. Clarke (la sceneggiatura è un riadattamento del suo racconto La sentinella) – un gigante della narrativa fantascientifica – produsse anche qualche novità profetica; pensiamo a quelli che oggi noi chiamiamo “tablet” o agli “i-Phone”; recentemente in una causa tra Apple e Samsung, gli avvocati di quest'ultima citarono proprio 2001 Odissea nello spazio per dimostrare che i prodotti di Steve Jobs non sarebbero affatto originali. (Sic!)

venerdì 5 aprile 2013

The Big Boss (Aka: Fists of Fury) - Il Furore della Cina colpisce ancora

0

1971, Lo Wei.

«KARATE KUNG-FU! La nuova eccitante azione dello schermo ti darà il più grande calcio della tua vita!»
«Tutti gli arti del suo corpo sono un'arma letale!»
«Un film tanto atteso ... ... IN ARRIVO!»
«KARATE / KUNG-FU! Le sensazionali arti marziali orientali offrono ora all'America l'azione che stava aspettando!»
Frasi di lancio originali del film

Cheng Chao-an/Bruce Lee : «Basta tieniti lontano. Stai indietro. Non e' la tua battaglia.»
Cheng Chao-an : «Colpiscilo e ti uccido adesso.»
Hsiu Chen/James Tien : «Perché Cheng, sei un combattente abbastanza buono.»
Cheng Chao-an : «Alcuni trucchi casalinghi. Sai che ho fatto una promessa. Mai combattere di nuovo.»
Cheng Chao-an : «Va bene! Aspetta! Ora è fuori di qui, ti avverto. Quei bastardi non vi possono spingere a picchiarvi in giro. Se vuoi combattere, ti porterò via.»
Figlio di Mi [Hsiao Chiùn]/Tony Liu: «Mi è venuta un'idea che potresti curiosare in giro.Mio padre ti ha detto di farti gli affari tuoi.»
Cheng Chao-an : «Ora so tutta la storia.»
Figlio di Mi: «Senti amico di qui non vai da nessuna parte. Quindi lo sai. E allora? Siete diretti tutti al congelatore.»
Hsiao Mi ["Il Boss"]/Ying-Chieh Han: «Perché mio figlio non è tornato? Vai oltre alla fabbrica e vedi se lo trovi lì. Sbrigati.»

Cheng Chao-an : «Zio, è tutto qui?»
Zio/Chia Ching Tu : «Sì, proprio lì. Questo è il paese, Cheng. Finisce lì a destra. Non c'è molto da vedere qui, nè da fare.»
Prime battute

giovedì 4 aprile 2013

Banditi a Orgosolo

6

1961, Vittorio De Seta.

«Avevo sentito parlare dei documentari di De Seta come accade per i luoghi leggendari: qualcuno li aveva visti, nessuno sapeva dove. De Seta stesso era una figura leggendaria e misteriosa. A New York all'inizio degli anni sessanta avevo visto Banditi a Orgosolo. Uno dei film più insoliti e straordinari».
(Martin Scorsese)

Nel 1954 l'antropologo Franco Cagnetta pubblica un saggio omonimo a cui Vittorio De Seta si ispirerà per realizzare questo film. Già per uno dei suoi cortometraggi intitolato Pastori di Orgosolo, del '58 affronta il tema della disamistade, ovvero le lotte tra famiglie rivali, dove spesso le faide originavano e si consumavano anche attraverso l'abigeato, il furto di bestiame. Questa pellicola si inserisce perfettamente tra i classici del Cinema neorealista. La trama è molto semplice: un pastore accusato ingiustamente di abigeato e omicidio di un carabiniere, perde il suo gregge nel tentativo di darsi alla macchia, per sfuggire ai carabinieri, visti come unico segno della presenza di uno stato straniero; alla fine, per non cadere in miseria finisce per diventare ciò che la giustizia italiana si aspetta da lui, ovvero un autentico ladro di bestiame.

mercoledì 3 aprile 2013

Progetto "100 Film italiani da salvare"

20


Il progetto nasce in seno alla Mostra del Cinema di Venezia, all'interno delle Giornate degli autori nel febbraio del 2008. Lo scopo è quello di salvare dal dimenticatoio cento pellicole italiane che dal 1942 al 1978 sono diventate di fatto dei cimeli inestimabili, parte integrante della cultura italiana, contribuendo essi stessi a cambiarla nel corso del tempo. La Redazione del blog invita gli articolisti ed i collaboratori a recuperare queste schegge di memoria, recensendole. L'elenco dei film verrà aggiornato incorporando nei titoli i link alle recensioni che verranno man mano pubblicate. Lo spazio commenti può essere utilizzato come ulteriore strumento per comunicare tra i recensori di questa iniziativa. Gli articoli che riguardano il progetto avranno il tag speciale *100FilmDaSalvare.

martedì 2 aprile 2013

Angst

2
1983, Gerald Kargl.

Gerald Kargl è un regista austriaco che in tutta la sua lunga carriera, perlopiù trascorsa a scrivere, produrre e dirigere pubblicità e documentari (almeno così dice Wikipedia, giacché l'IMDB è assai vaga in quanto a informazioni biografiche) ha realizzato un solo lungometraggio di fiction, straordinario e persino di un certo successo di critica e pubblico; poi, silenzio. Stiamo parlando di Angst, che oltre ad aver influenzato lo stile visionario e sperimentale di un altro grande enfant terrible della recente cinematografia francese, Gaspar Noé, si è avvalso della collaborazione, in qualità di sceneggiatore e fotografo, dell'allora appena incoronato premio Oscar Zbigniew Rybczynski. La vicenda è liberamente tratta dalle gesta omicide di un folle salisburghese, tale Werner Kniesek, ancora vivente e detenuto, qui interpretato dal volto allucinato e geniale di Erwin Leder, attore salito alla ribalta con un altro noto film tedesco, U-Boot 96 (1981) di Wolfgang Petersen; e che decenni più tardi ricomparirà in altri due lavori di pregio quali Taxidermia (2006) e Underworld (2003), nella parte dello scienziato Lycan Singe.

domenica 31 marzo 2013

Romanzo Popolare

12

1974, Mario Monicelli.

«Bisogna averlo tutto,
tanto...anzi parecchio...
Per fare certe cose
ci vuole orecchio!»

Dedicata con veramente grande e infinita tristezza da "L'Armando", "Il Silvano", e " Il Palo", a Vincenzo Jannacci detto Enzo (Milano, 3 giugno 1935 – Milano, 29 marzo 2013)

In occasione della scomparsa dell'insostituibile e incasellabile Enzo Jannacci, un vero pezzo di storia meneghina "umana" e umanizzante, che già era purtroppo finita da tempo, la quale adesso se ne va anche nella figura del suo più splendido cantore, e vivido testimone di prima persona, non potevo esimermi dall'unirmi al commiato veramente sentito, scrivendovi queste righe al riguardo di una fra le sue migliori, fra le tante, "escursioni" e collaborazioni cinematografiche.

sabato 30 marzo 2013

Themroc – Il mangiaguardie

9
1973, Claude Faraldo.

Themroc è un film stranissimo, assolutamente sconosciuto, costretto al dimenticatoio, nondimeno prezioso per capire un'epoca (gli anni Settanta) fratturata dalle numerose lotte politiche, arricchita da sperimentazioni in campo cinematografico, musicale e artistico, analizzata e sviscerata ormai da ogni punto di vista, ma senza che nessuno sia mai davvero riuscito a individuarne una univoca chiave di lettura. Il film di Claude Faraldo (attore francese, regista con dodici lavori all'attivo, tra cinema e televisione, nonché sceneggiatore di un certo livello, basti pensare a L'amore che non muore di Patrice Leconte) rappresenta in un certo senso l'incontro e (e lo scontro) tra tutte le dottrine politologiche del periodo, e il modo in cui esse si pongono in posizione antitetica l'una rispetto alle altre: l'interpretazione marxista della storia si accompagna, paradossalmente, alla sua revisione, mentre l'analisi sociologica, inserendosi nello spiraglio delle lotte civili del periodo e delle loro applicazioni teorico-pratiche, finisce per rimarcarne le zone d'ombra e forse, sotto sotto, l'inutilità imperante.

giovedì 28 marzo 2013

E la nave va

5

1983, Federico Fellini.

Scritto da Federico Fellini e Tonino Guerra, coi testi delle canzoni di Andrea Zanzotto. Spiccano nel doppiaggio le voci di Ferruccio Amendola (il narratore Orlando, interpretato da Freddie Jones); Oreste Lionello (Sir Reginald Dongwy, interpretato da Peter Cellier) e Alessandro Haber (Aureliano Fuciletto, interpretato da Vittorio Poletti). Nel cast troviamo anche la grande ballerina classica Pina Baush (la principessa Lherimia). Alla scenografia troviamo Dante Ferretti, la cui carriera proseguirà brillantemente portandolo a vincere ben tre premi Oscar. Valeriano Trubbiani collabora alla realizzazione della corazzata. I cantanti lirici a bordo della nave, la Gloria N. in cui si svolge la storia sono interpretati da autentici tenori e soprane. Un film dove la musica ha una parte importante, con una colonna sonora che viene vissuta dai personaggi strambi che popolano la nave – felliniani, diremmo oggi. La locandina che riportiamo sopra alla rece è stata disegnata da Milo Manara.

mercoledì 27 marzo 2013

Psycho III

0

1986, Anthony Perkins.

«Liberate il vostro terrore. Liberate la paura. Ed entrate in un incubo tutto nuovo...»
«Norman Bates è tornato alla normalità. Ma la mamma è di nuovo sulla sua sedia a dondolo!»
«Proprio quando si pensava che fosse sicuro poter tornare sotto la doccia!»
«Norman Bates è di nuovo a casa con la mamma.»
«Il più sconvolgente di tutti.»
Frasi di lancio originali del film

Era prevedibile che dopo un sequel sorprendentemente ben realizzato e valido quale fu " Psycho II" (1983), si concretizzasse la possibilità di un ulteriore follow-up della storia di "Psycho" di Alfred Hitchcock, come immancabilmente avvenne. Anche perché, lo stesso Norman Bates, Anthony Perkins, prese la sedia del regista per il terzo capitolo della saga sull'esistenza triste e temibile allo stesso tempo di Norman. Essendo stato Norman all'epoca per quasi trent'anni (e anche per aver lavorato con registi leggendari come Alfred Hitchcock, Stanley Kramer, Jules Dassin, e Orson Welles, fra gli altri), non c'era probabilmente nessuno più qualificato di lui dirigere questo nuovo episodio. Mentre Perkins non si eleveràd'accordo, alle altezze cinematografiche di questi giganti dello schermo, lui e lo sceneggiatore Charles Edward Pogue (che proprio di seguito avrebbe anche scritto la sceneggiatura de "La Mosca" di David Cronenberg, e non so se mi spiego ), avrebbero però impostato un film che anche restando sotto molti aspetti dentro alle mode del genere del periodo, offre un'esperienza horror che, pur lungi dall'essere perfetta, ispira nella memoria dello spettatore ben di più che la sua quota di brividi e salti in gola.

martedì 26 marzo 2013

Snowtown

5
2011, Justin Kurzel.

Come molti altri ragazzi di Salisbury North, quartiere “borderline” dell'omonima (e anonima) provincia australiana, City of Salisbury, anche Jamie viene da una famiglia problematica: è orfano di padre, la madre vive di lavoretti saltuari e al giovane appena adolescente non resta che trascorrere le giornate bighellonando di rione in rione e prendendosi cura dei fratelli. Un giorno la donna affida i tre figli alle premure di un amico, che approfitta della situazione per abusarne sessualmente. Quando la verità viene a galla, la madre si lascia guidare dai consigli di un vicino di casa, l'apparentemente bonario John Bunting, un uomo vecchio stampo che dà ancora pane al pane e vino al vino, e che dinnanzi ai ritardi della giustizia tradizionale preferisce applicare la legge del taglione a chi commette reati su minori.

lunedì 25 marzo 2013

Mea Maxima Culpa: Silence in the House of God - Silenzio nella casa di Dio

9

2012, Alex Gibney.

«“Noi agnelli inermi contro il prete lupo” Il film-shock sulla pedofilia nella Chiesa»
Repubblica

Scritto e diretto da Alex Gibney, il documentario da voce a quattro non udenti che subirono abusi sessuali da parte di padre Lawrence Murphy direttore di un istituto religioso per sordi nel Milwaukee. Per circa 25 anni, a partire dalla metà degli anni '60, gli abusi proseguirono ai danni di oltre 200 bambini. Tutto questo nell'indifferenza del clero e della polizia. Nonostante la mole di prove documentate non solo padre Murphy ma anche altri come lui sono stati, di fatto, protetti dal Vaticano.

sabato 23 marzo 2013

Running - Il Vincitore

3

1979, Steven Hilliard Stern.

Dedicata alla Memoria del Più Grande di Tutti:
Pietro Paolo Mennea,
(Barletta, 28 giugno 1952 - Roma, 21 marzo 2013)

«Una storia in cui conta solo avere il coraggio di essere ciò che sei.»
Frase di lancio originale del film

In occasione dell'alquanto triste e molto prematura scomparsa di Pietro Mennea, uno degli italiani migliori e maggiormente "diversi" non solo per lo sport -pur non avendone affatto condiviso certi posizionamenti politici nella sua carriera appunto, di "politico"-,che il nostro sciagurato paese abbia potuto avere almeno nel dopoguerra, vi scrivo la rece di questo film che Mennea è immaginabile potesse ben amare, se mai abbia avuto occasione di vederlo."The Running- Il Vincitore" , una pellicola di produzione canadese diretta nel 1979 da Steven Hilliard Stern, e interpretata da un giovane ma già straordinario Michael Douglas, allora reduce dall'Oscar come produttore per "Qualcuno volò sul nido del cuculo" e dal successo come attore per "Sindrome cinese"(The China Syndrome)(1979) di James Bridges.
Egli non interpreta un velocista come il grande Pietro, ma un maratoneta canadese di origini greche dal nome Michael Andropolis, in gara alle Olimpiadi di Montrèal del 1976.

venerdì 22 marzo 2013

The Way of the Dragon - L'Urlo di Chen terrorizza anche l'occidente

1

1972, Bruce Lee

«Il Colosseo... il campo di battaglia di Bruce Lee e Chuck Norris» (Video Australiana)
«RAGAZZI, possiamo vederlo, ORA! Bruce Lee è tornato in tutte le sue nuove fantastiche avventure di Super Eroe da "Enter the Dragon ..." .. La sua ultima performance è la sua migliore!»
Frasi di lancio originali del film

Ho/Ping Ou Wei[Paul Wei Ping-Ao] :- [passa la mano verso il basso sul petto Tang] “Oh, che increspatura dei muscoli! Non vogliamo ucciderti.”

Tang Lung[a.ka. “Il Drago”]/Bruce Lee :- Movimento numero 4: il Drago cerca il suo percorso. Hi-yah! "(Calcio diTang, scaraventa lontano un teppista)" Il Drago frusta con la coda!”

Boss/Jon T. Benn :- “Quello che voglio, ottengo. E voglio quel ristorante!”
Ho :- “Sì, Boss. Sì, capo.”
Boss :-"Sì, Sì Boss, Boss.». Non hai già perso abbastanza tempo!”
Ho :- “Ma io .. ma ho sempre fatto del mio meglio.”
Boss :- “Allora perchè hai fallito?”
Ho :- Ah! Ho scoperto che è stato aiutato da un uomo di nome ... Tang Lung.”
Boss :- “Un uomo? Solo * un * uomo?”
Ho :- “Ahh, ma quest'uomo conosce il cinese Kung-Fu.”
Boss :- [incredulo] “Kung-Fu?”

Tang Lung :- “Fateglielo sapere. Se mai lo vedrò qui ... Non lascerà questo posto VIVO!”

[Ultime battute]
Ah Quen/Di Chin :- “In questo mondo di pistole e coltelli, ovunque Tang Lung possa andare, lui viaggerà sempre per conto suo.”

Teppista :- “Mamma Mia!”

Tony/Tony Liu :- [dopo essere stato pugnalato da zio Wang] “Zio Wang, perché l'hai fatto ...?”
“Zio” Wang/Chung-Hsin Huang[Wang Chung Hsin] :- “Non prendertela con me per tutto questo. La colpa è di Ah-Lung. Ha suscitato questo problema, il buffone!”
Tony :- “Che cosa significa questo ... cosa significa questo?”
“Zio” Wang :- “Cosa significa? È necessario conoscere. Ho lavorato duro per tutta la mia vita. E non ho niente da dimostrare per essa! Mia moglie e dei figli mi aspettano a Hong Kong. Se collaboro per il ristorante, loro per tutto questo mi pagano bene. Dopo di che io posso tornare a Hong Kong da uomo ricco. Quindi, vedete, devo farlo. Devo farlo!”
[Ride maniacalmente]

"Zio” Wang :- [tradire] “Devo farlo! Devo ... muahahahahahahahahahahaaaaa ...”

Tang Lung :- “Queste baraccopoli sono proprio come le nostre.”

Chen Ching Hua/Nora Miao :- “Ti piace questo posto?”
Tang Lung :- “E' uno spreco. Tutto questo. A Hong Kong, vorrei costruire su di esso. Fare i soldi.”

Ho :- “Tang Lung, presto sarai un uomo morto!”

Ho :- “Per favore, siamo amici! Tang Lung è il nostro nemico. Siete pregati di attendere che il nostro capo ritorni per decidere chi di voi si prenderà cura di questo cinese. Va bene?”
[Il combattente giapponese si alza in piedi, il che fa arrabbiare Bob Fred. Iniziano a combattere di nuovo]
Ho -: “Ahhhh! Ohh, oh, no, non, smettetela! Oh, ohh, smettetela! Smettetela!”
Boss :- “FERMATELO!”
[I combattimenti si fermano. Bob Fred e Colt con il boss della mala si avvicinano]
Fred(Bob Fred)/Robert Wall :- “Sensei!”
[Musica d'archi]
Colt/Chuck Norris:- [sorride] “Bob è un mio studente.”

giovedì 21 marzo 2013

Poliziotto Sprint

30

1977, Stelvio Massi.

Il film è ispirato alla squadra speciale di polizia del celebre maresciallo Armando Spatafora.
Marco Palma (Maurizio Merli) è un giovane e ambizioso pilota arruolatosi nella polizia, non certo per girare in divisa in una regolare Volante, ma per fare proprio ciò per cui si sente più idoneo, pilotare auto veloci, esaltato dalle gesta del Maresciallo Tagliaferri (Giancarlo Sbragia) il quale in gioventu' e' stato a sua volta pilota della squadra speciale. Guardando Marco in azione non si ha alcun dubbio sulle sue capacita': Il retrotreno a Ponte De Dion della sua Giulia 1.6 "Squalo 6" non ha alcun segreto per Marco e lui non ha nessun problema a superare di slancio le Volanti guidate dagli agenti in uniforme facendosi anche beffe di questi ultimi, "ma che avete, l'acqua minerale nel motore?" gli grida dal finestrino in fase di sorpasso, mentre si sta gettando sulla via Flaminia all'inseguimento di una Porsche 911 con dei banditi a bordo.

mercoledì 20 marzo 2013

Rise of the Zombies

4
2012, Nick Lyon.

Si è fatto un gran parlare dell'Asylum, nella maggior parte dei casi decisamente male, in qualche occasione con un minimo di clemenza, eppure arriverà un giorno in cui l'opinione pubblica abbandonerà lo snobismo da salotto e rivaluterà, un po' come è già stato fatto con il cinema italiano di genere, le pellicole di questa singolarissima casa cinematografica.

martedì 19 marzo 2013

Body Heat - Brivido Caldo

5
1981 Lawrence Kasdan

Un esordio dalle tinte forti per Lawrence Kasdan, che dirige un film che trasuda erotismo da tutti i pori, è una storia forte, in cui ci sono una dark lady da mozzare il fiato - una bellissima ed esordiente Kathleen Turner - e un avvocato di mezza tacca scapolo, senza radici e facile da manovrare.

lunedì 18 marzo 2013

The Weather Underground

6
2002, Sam Green & Bill Siegel

Un documentario che fa luce su un fenomeno relativamente sconosciuto in Europa, quello della lotta armata in USA. Sam GreenBill Siegel ce lo mostrano attraverso la storia dell'ascesa e caduta dei Weathermen. Membri del Weather Underground Organization (WUO) la corrente maggioritaria degli Students for a Democratic Society (SDS) la più grande organizzazione americana degli studenti di sinistra; aveva una vocazione prettamente non violenta, mentre per i ragazzi del WUO la non violenza era da considerare una forma di connivenza con il regime. Uno dei loro motti era «Porta la guerra in casa», in aperta polemica con la politica estera del periodo. All'epoca gli USA erano impantanati in Vietnam.

venerdì 15 marzo 2013

Psycho II

3

1983, Richard Franklin

« E' 22 anni dopo, e Norman Bates è finalmente a casa. »
« Norman Bates è tornato. Tornare a casa è stato un grosso sbaglio! »
« Proprio quando si pensava che fosse sicuro di tornare a fare la doccia! »
« E' 22 anni dopo e Norman Bates sta tornando a casa. »
« Il Bates Motel è tornato in attività! »
Frasi di lancio originali del film

"Psycho" è notoriamente stato uno dei migliori film di Alfred Hitchcock ed è giustamente considerato uno dei massimi capolavoro non solo del genere propriamente detto "psycho-thriller" che proprio lui forgiò e determinò, ma un capolavoro assoluto del cinema tutto, e certo non solo per gli anni sessanta. Nel corso degli anni, soprattutto fra la fine dei settanta, i primi ottanta, e decisivamente dopo la morte diSir Alfred (29/4/1980), si parlava di realizzare un -impossibile- sequel della Magnus Opera del Maestro. Quando "Psycho II" venne annunciato e poi globalmente distribuito, si trattò di un vero avvenimento per la stagione cinematografica dell'anno 1983. Lo vidi allora per la prima volta, in sala, e l'attesa o anche solo la curiosità per il tanto annunciato progetto, seppur nello scetticismo generale, se non aperta ostilità dei molti alla sua realizzazione, era tanta, enorme. Da allora ne vennero realizzati altri due, e per la verità e fortunatamente, senza neanche troppi punti bassi.

giovedì 14 marzo 2013

Abraham Lincoln: Vampire Hunter – La leggenda del cacciatore di vampiri

4

2012, Timur Bekmambetov.

Timur Bekmambetov, kazako con una simpatia tutta particolare per il dollaro americano, non è mai stato un grande regista, con buona pace per quelli che, seguendo chissà quale arzigogolo mentale, lo hanno a più riprese definito una specie di Tarantino dell'est o qualcosa di simile, e dopo i risultati, oltremodo disdicevoli, de L'ora nera (da lui soltanto prodotto, ma pur sempre orribile), anche il più fervido estimatore non potrebbe che sentirsi costretto a fare un passo indietro nel suo giudizio.

mercoledì 13 marzo 2013

Lés Misérables

3
2012 Tom Hooper

Anche il capolavoro di Victor Hugo,  I miserabili ha la sua versione in musical, e proprio questa versione è portata sul grande schermo da Tom Hooper.Il film è tutto cantato, e per seguirlo hanno messo i sottotitoli, quindi ve lo potete gustare con le voci originali degli attori.

martedì 12 marzo 2013

Knight Rider 2000 - Supercar 2000, Indagine ad alta velocità

12
1991, Alan J. Levi.

Trama (presa in parte da wiki):
San Antonio, Texas, anno 2000. Le armi da fuoco sono state bandite e i criminali sono condannati alla sospensione crionica, le carceri sono di fatto scomparse. A causa dell' escalation di violenza in citta', il sindaco richiede una nuova potente arma che la giustizia possa utilizzare nella lotta contro il crimine. Tale arma si concretizza sotto forma di un auto invincibile chiamata "Diana 4000" la quale dovrebbe rappresentare la nuova generazione della vecchia "K.I.T.T. 2000" (una Pontiac Firebird Trans-Am completamente automatizzata e in grado di parlare, controllata da un'intelligenza artificiale, di proprieta' della fondazione Knight e smantellata qualche anno prima a causa di una grave crisi finanziaria che aveva colpito la fondazione stessa) Nel frattempo, Thomas J. Watt (Mitch Pileggi) - un ex poliziotto omicida e piscopatico, dopo essere stato scongelato e rilasciato, inizia un traffico d'armi insieme alla corrotta polizia del Texas. Il fatto spinge Devon Miles a cercare di convincere Michael Knight a tornare a lavorare alla Fondazione Knight almeno per il tempo necessario a risolvere il caso. Michael accetta, alleandosi con l'agente Shwan McCormick (Susan Norman), un agente di polizia che si è rifiutata di cedere alle lusinghe della corruzione e dei soldi facili.

lunedì 11 marzo 2013

Being Flynn

2
2012, Paul Weitz.

"Siamo Tutti lavori in corso."
Frasi di lancio originali del film.

[Prime battute]
Jonathan Flynn/Robert De Niro :- "L'America ha prodotto solo tre scrittori classici - Mark Twain, JD Salinger e me. Sono Jonathan Flynn. Tutto quello che scrivo è un capolavoro. E presto, molto presto, io sarò conosciuto. "

Nick Flynn/Paul Dano :- [Leggendo la lettera al padre da parte di un editore] Il suo libro è un'esposizione virtuosa della personalità. Purtroppo, il suo dosaggio avrebbe ucciso i lettori più resistenti fra tutti coloro che noi abbiamo."

Nick Flynn :- [narrante] "C'è un equilibrio tra l'intensificazione e il suo disinnesco. Sapere quando dover intervenire, e quando fare marcia indietro."
Nick Flynn :- "Ehi amico, calmati! "
[Prende un gancio destro al volto]
Joy/Lili Taylor :- "Oh, merda! "
Nick Flynn :- [narrante] "Non so ancora qual'è l'equilibrio."

Jonathan Flynn :- "Forse inizierò un nuovo libro. "Memorie di un idiota."

Nick Flynn :- [narrante] "Ho già visto questo prima. Un vagabondo sdraiato dal bere. Ma maiuno che in realtà se ne stava sopra le ventole - a far penetrare aria calda nei suoi vestiti. L'aria viene aspirata fuori dalla biblioteca. Anche nelle notti più fredde c'è dentro troppo calore. E' un altro carcere, queste ventole, perché una volta che le hai trovate non puoi più lasciarle. Perché un passo fuori da una delle ventole ed è freddo, in codice da ipotermia, ora che sei fradicio per il vapore. Il ventilatore è una camera di calore senza pareti. Mio padre è un uomo invisibile, in una stanza invisibile, nella città invisibile."

Jonathan Flynn :- [A Nick] "Il destino ci ha riuniti per un momento fugace. Cerchiamo di non sputare nel suo occhio."

Jonathan Flynn :- "Esiste una forte associazione tra la creatività e la depressione maniacale. L'unica cosa importante, però, è quella di fare semplicemente il proprio lavoro."

Jonathan Flynn :- "Quindi questa è la storia che racconti, del motivo per cui tua madre si è uccisa. "
Nick Flynn :- "Non l'ho mai detto a nessuno."
Jonathan Flynn :- "L'hai detta a te stesso. Queste sono le storie migliori. "

Jonathan Flynn :- "Per curiosità, perché non mi hai mai chiesto di rimanere con voi prima?"
Nick Flynn :- "Ho pensato che se si tenta di salvare un uomo che sta annegando si potrebbe andare verso il basso, anche noi. "

[Ultime battute]
Jonathan Flynn :- "Va bene Nicholas, puoi averla.Dò l'eredità a voi. Te hai l'ultima parola."
"Vedo in tutto il mondo moltissime persona senza dimora. Sembra che ve ne siano sempre di più ... E un sacco di senzatetto hanno pure un lavoro ", dice un personaggio del nuovo film diretto da Paul Weitz "Being Flynn". Weitz ("Little Fockers" [2010], "American Dreamz" [2006], "About a Boy" [2002]) ha scritto la sceneggiatura basata sul libro di memorie del 2005 "Un'altra notte a parlare di cazzate in questo schifo di città", di Nick Flynn. Il libro racconta la vita di Flynn, cresciuto nella provincia del Massachusetts negli anni settanta e del suo lavoro in un rifugio per senzatetto a Boston, negli anni ottanta.

Interpretato da Paul Dano (nella parte di Nick ) e da Robert De Niro per suo padre Jonathan , le cui interpretazioni contribuiscono e non di poco a elevare "Being Flynn". L'anziano Flynn crede di potersi collocare con Mark Twain e J.D. Salinger come uno dei grandi scrittori americani. Come un "narratore classico" e "narratore eccellente," Jonathan, è un tassista che perde il suo appartamento e, infine, il suo equilibrio mentale, sempre più del tutto convinto di stare scrivendo un capolavoro che presto otterà il suo dovuto riconoscimento globale. Nei suoi momenti più convincenti, afferra il senso di ciò affermando che si dovrebbe intitolare "Le Memorie di un idiota."
Per quasi due decenni, "Mio padre si era manifestato unicamente come assenza", dice Nick, che anch'egli aspira a essere uno scrittore. Di punto in bianco, viene contattato da Jonathan, ormai senza tetto, il quale esige che il suo "unico erede" per la sua eredità di scrittura riponga i propri libri e le carte ("Il destino ci ha riuniti per un attimo fuggente"). Nick è propriamente nella condizione di disoccupato e vive ai margini. Egli si è anche recentemente trasferito in un ex strip club, condividendo lo spazio con altri due uomini, tra cui uno spacciatore di droga.
Non riuscendo mai a dare pace alla ferita emotiva lasciatagli dal suicidio di sua madre, Jody (Julianne Moore), per il quale egli sente una sua parziale responsabilità, Nick è ora costretto a pensare all'impatto psichico che avrà su di lui il genitore superstite. Di contro, Jonathan, oltre alle fantasie e alle sue pretese letterarie, è un uomo arrabbiato, amareggiato, un razzista e un omofobo, che si porta in giro una mazza di legno ferrato, ricordando ad amici e nemici che, mentresi trovava in carcere (per l'aver stilato degli assegni a vuoto), "Non era rinchiuso con i ragazzi del coro. "
Con l'aiuto di Denise (Olivia Thirlby), troppo presto come purtroppo accade solamente nei film, suo interesse amoroso, l'etereo Nick trova un lavoro in un rifugio per senzatetto dove aiuta a gestire la folla quotidiana degli oppressi. Essi sono non sono soltanto i "professionisti" del bisogno e del confronto con la/le dannazione/i, ma del trovarsi di fronte alle moltitudini di nuovi disoccupati e cassintegrati pure a lungo termine. Fuori il freddo gelido, polare, di Boston, nel rifugio file di una sfilata notturna dei diversi tipi sociali, solo un po' più consapevoli di altri della loro situazione. In realtà, molti del personale del rifugio sono assunti me anche assenti, nei loro ranghi. Durante l'introduzione di Nick ai suoi doveri e compiti, un collega afferma che, con simpatia "100-150 dei "ragazzi" che provengono da qui [se stasera, con il gelo, non verranno portati dentro] saranno morti. Nick va dunque a cercare di strapparli dal loro altrimenti certo cammino verso l'obitorio.
Dopo molte notti di sonno "al fresco", Jonathan Flynn va a cercarsi un posto al rifugio, un evento così snervante per Nick, che si rivolge alle droghe pesanti. Oramai una nave disancorata, il più giovane Flynn è costretto a confrontarsi con un genitore sempre presente, indisciplinato e alcolizzato, che lo schernisce con il ritornello: "Tu sei me! Ti ho fatto! "Nick, tuttavia, nel corso del tempo ammorbidisce suo padre, che se ne esce con massime come," Per essere un poeta scavare fossati è molto diverso dall'essere una semplice scavatrice di fossi"e"Io sono un essere umano contenuto in un grosso cartone. Non vi è niente all'interno,nè all'esterno, no il contenitore non conteneva, nessuna nascita, nessuna morte. "
Attraverso questo difficile incontro con Jonathan, una figura insolita e di tanto in tanto perspicace, Nick arriva a "capire" perché suo padre lo abbia abbandonato e perché sua madre si è uccisa, guadagnando nel processo un certo equilibrio emotivo.

"Being Flynn" affronta in modo efficace le relazioni famigliari avviluppatesi in questa spirale verso il basso. Le prime scene incentrate tra Nick come un ragazzo e sua madre come colei che lotta sbattendosi con due lavori, colpevolizzata per la sua mancanza di tempo per la genitorialità, sono realistiche e toccanti. Una sequenza accellerata mostra una Jody sparuta ed esaurita dalla pressione del lavoro, che pare sempre meno in grado di tenere la testa fuori dall'acqua.
I vari tentativi di Jonathan di vivere in strada sono inquietanti. Raggiungono il climax in una scena di lui inquadrato dall'alto a dormire sulla griglia riscaldata di un marciapiede, e rannicchiato in posizione fetale, mentre Nick ci dice: "Mio padre è un uomo invisibile in una stanza invisibile in una città invisibile"
Il dramma del film si svolge interamente nel mondo della povertà e dei senza fissa dimora. Affluenti strati sociali agiati e quartieri alti sono assenti, in "Being Flynn". Non a caso, i critici cinematografici più tradizionali hanno limitato i loro commenti alla narrazione del rapporto padre-figlio.

La produzione del film prende elaboratamente atto di un'evidente fuoco indignatorio da parte del regista Paul Weitz, insospettabile e improfetizzabile, se solo si pensa che egli esordì indecentemente oltre una decade fa con una roba come "American Pie". Weitz ci spiega che "[w] ...e aveva un misto di attori e attori non tradizionali. C'era una risorsa centrale nel tema dell'AIDS, e nel fatto che ho inviato a varie persone un appuntamento per un provino, a coloro che erano state senza casa ad un certo punto della loro vita ... Nick [Flynn] aveva d'altro canto passato il tempo a Pine Street [un rifugio per senzatetto] di Boston, che è dove ha lavorato quando era più giovane ... Ma non è neppure quello che si dovrebbe necessariamente pensare in termini di ciò che un rifugio per senzatetto è, vedrete anzi delle persone che guardano a sè stesse come se stessero tornando a casa dal loro lavoro in Google e che se ne stanno solo andando con un sacco a pelo, lì fuori per la notte. "
Il cast e la troupe sono stati chiaramente colpiti dalla complessa composizione sociale della popolazione attuale dei senza fissa dimora, così come dalle loro storie individuali. Ciò trova espressione nelle performance compassionevoli offerteci da tutti gli interepreti, con De Niro, Dano, Moore e la Thirlby che costituiscono un insieme convincente, ed il primo che ritorna finalmente a ricordarci quale attore immenso egli è, nel ruolo forse migliore degli ultimi dieci anni. Una decade per De Niro fatta di ruoli non all'altezza, quando apertamente delle "partecipazioni speciali" finanche grottesche ed artificiose, mai atte alla sua sottigliezza, alla padronanza delle sfumature e dei ruoli "border" e liminari, più difficili, complessi e rischiosi, che gli sono congeniali e in cui brilla di sapientissima grandezza, come qui. La sua poetica attoriale coniugata a quella generale del film,e il suo umorismo nero, alleviano dunque di tanto in tanto la cupa fotografia e il nevrotico viavai dei personaggi.

L'autore Nick Flynn ha lavorato a stretto contatto con i realizzatori del film per garantire che la rappresentazione dei senzatetto fosse esatta. Poco dopo l'uscita del suo romanzo, nel 2005, egli aveva profeticamente descritto in un'intervista i senza tetto come una sofferenza sociale, e non solamente una sofferenza personale: "Penso al rifugio in cui ho lavorato come un microcosmo della società più grande, nel senso che ogni individuo rappresentasse un poco del fallimento della grande società americana, e non solo un suo fallimento personale, come la cultura intensamente individualistica degli Stati Uniti piacerebbe far credere ... Inoltre, [Jonathan] proveniva da una ricca famiglia, così la sua storia è molto di fluidità di classe così come è la povertà, soprattutto di questi tempi. E lui si identifica come un artista, il che automaticamente lo pone ai margini della società.
"I rifugi per senzatetto sono sicuramente diventati una discarica per una miriade di fallimenti sociali, e come tali alla fin fine non fanno che e senza volerlo, aggravare i problemi. Se hai un problema con l'alcool, è probabile che tu possa essere un vero e proprio ubriaco dopo alcuni mesi di ricovero, se sei un nevrotico, sarai Howling Mad prima ancora che il tuo internamento diventi troppo lungo. E questo è vero per ognuno di noi, se dovessimo finire lì. "
È interessante notare, che Paul Weitz, con il fratello Chris (co-regista di "About a Boy") è stato designato per la direzione di "A Better Life" (2011), un film che a che fare con i travagli di una famiglia di immigrati a Los Angeles. Quest'ultimo film, oltre ad "Being Flynn", "Margin Call" (2011), e all'ancora inedito -ovviamente solo in Italia- "Think of Me" (2011) e, forse per molteplici aspetti, "The Company Men" (2010) potrebbero qualificarsi come sforzi iniziali, sulla scia del crollo finanziario del 2008 , per trattare la crisi sociale negli Stati Uniti.
 
Queste opere sono certamente tutte dei tentativi, solitamente un po' cauti e non necessariamente sconvolgenti. Registi americani in un numero significativo non si sono occupati di importanti questioni sociali per decenni. Che i registi anche dei film più ammirevoli siano ancora un po' "coperti" a non rischiare di scommettere su argomenti così drammatici, si sente, e inoltre, si sente anche una certa distanza da loro materiale, il che aiuta a spiegare il disagio in corso e la timidezza dei loro film, qualità che si percepisce anche in "Being Flynn".
In questi film, la disgregazione sociale è presente, ma agli altri componenti di carattere personale viene ancora dato peso uguale o anche maggiore. C'è del nervosismo che permane nell'essere etichettati come un regista di ''realismo sociale'' alla Martin Ritt o Sidney Lumet della loro generazione. I critici si attaccano a questo come mignatte, e spesso permettendo loro di evitare di commentare i duri fatti sociali di fronte alle loro facce.
Nessuno chiede che "l'artista" produca una didattica, o ancora, un pezzo di propaganda. Tuttavia, non lottando senza mezzi termini contro le calamità sociali, il regista, inavvertitamente o semi-coscientemente, è lui stesso a rendersi accomodante alla sua stessa classe medio-alta o altissima, di appartenenza e pubblica opinione. Tuttavia, come dimostra "Being Flynn", la realtà sta sospingendosi una sua propria strada, attraverso le varie porte. E questo è in ogni caso uno sviluppo positivo.

Il titolo originale del film era "Another Night Bullshit in Sucking City", il titolo del libro di memorie da cui il film è tratto.

Fuori schermo, mentre prendeva una pausa dalle riprese ed era ancora con gli abiti di Flynn addosso, Robert De Niro ha tentato di entrare nel Greenwich Hotel, di cui è co-proprietario. La sicurezza non ha riconosciuto De Niro, lo ha trascinato via e non lo ha lasciato entrare,

Napoleone Wilson