domenica 28 dicembre 2008

Morte a Venezia

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1971, Luchino Visconti.

La trama, semplice nella sua essenza, mi limito a riportarla da Wikipedia:
1911: il compositore Gustav von Aschenbach, giunge da Monaco a Venezia per una vacanza. Nell'albergo di lusso nel quale alloggia, l'artista rimane affascinato dalla bellezza del giovane polacco Tadzio, il quale sembra incarnare l'ideale di bellezza eterea a cui ha tentato faticosamente di dare espressione nelle sue creazioni artistiche.

Mentre la città è in preda a un’epidemia di colera tenuta nascosta dalle autorità, von Aschenbach, ormai dimentico della sua dignità, ...
e mi limito a non riportare il finale.

Potrei anche scriverlo il finale, non ha importanza vitale, non toglie nulla a un film che deve essere visto per comprenderne l'infinita bellezza.

E' proprio la Bellezza il vero tema del film e dell'opera letteraria, non la morte come il titolo potrebbe far presagire.

Ci sono tanti capolavori nel Cinema, fortunatamente, ma in bellezza nessuno, a mio parere, può competere con questo. Ci sono tutti gli ingredienti massimi.
Il romanzo di Mann, rappresentato con una bellezza da quadro impressionista, è una perla rara, lettura obbligatoria per chi ama i grandi scrittori, compendio al romanticismo tedesco di valore inestimabile e chi ha scritto "I dolori del giovane Werther" e "Affinità elettive" può andarne fiero.
La regia di Luchino Visconti è nobile e delicata come le sue origini, nel suo talento c'è l'eleganza italiana e il rigore di chi ama e rispetta l'arte che vuole rappresentare, senza ostentazione, con misura e maniacale attenzione ad ogni dettaglio.
La musica, divina, dell'adagietto, il IV movimento della famosissima Quinta di Mahler, la sola sinfonia che ho fatto il diavolo a quattro per andarla a vedere in teatro, suonata dal vivo. La più bella musica che mai mente umana abbia partorito, non riesco ad immaginare nulla che più mi avvicina al divino. Brividi intensi mi percorrono ogni volta che l'ascolto o che la mente mi ci trasporta in un momento di silenzio che inspiegabilmente richiama alla mia mente quella melodia, quell'arpa che abbraccia l'universo e gli archi che spandono gioia e dolore a fasi alterne.

La Settima Arte qui raggiunge la sua massima espressione
Ogni arte "primaria" è utilizzata come meglio non si potrebbe.

Questo film è un sogno. Pura Bellezza.


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