sabato 19 marzo 2011

The Social Network

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2010, David Fincher.

La cara amica Laura, che sta scannerizzando letteralmente il blog in cerca dei film che apprezza tappezzandolo di commenti, mi fa spesso notare che pubblico poco su film di recente uscita. Non ha torto, ho altri "piani", però le ho anche detto "parlane te!", e lei non s'è tirata certo indietro. Non solo: l'ho nominata "Contemporaneista" del blog seduta stante: mi ha promesso 1 sua rece al mese sulle ultime uscite, al cinema o per il mercato home.

Cominciamo da questo film che, devo dire, all'inizio non mi attirava per niente, per motivi che poi spiegherò... A lei la parola!

« You don't get to 500 million friends without making a few enemies »
Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico.

Questo lo slogan di The social network, vincitore tre premi oscar 2011 come miglior sceneggiatura non originale, montaggio e colonna sonora.

La pellicola è incentrata sulla storia di Mark Zuckerberg, studente brillante di Harvard ma soprattutto programmatore eccezionale di computer che in una sola notte arriverà, dopo una delusione amorosa (aggiornando in modo cinico il suo blog) a creare quello che chiamerà Facemash che metterà a confronto due ragazze del Campus di Harvard in cui gli utenti di volta in volta sceglieranno quella più attraente, elimando quella meno bella. L’esperimento di Mark manderà in tilt tutti i computer del campus e dell’università creando un totale black out. Da qui parte la vicenda THEFACEBOOK che tra le varie vicende turbolente, porterà alla causa da 600 milioni di dollari indetta contro Zuckerberg.

Bravissimo il protagonista del film Jesse Eisenberg, che è totalmente inespressivo quasi per tutta la durata della pellicola, come a prenderci in giro tutti.

Quasi a dire che lui nonostante tutto, il guizzo l’ha avuto, e che tutto il mondo ora era in balìa della sua trovata. Il ragazzo “sfigato” (nerd) che riesce a spuntarla, che attraverso la sua inespressività entra nel mondo dei vincenti e dei suoi nemici, quindi, con il suo vestire goffo e a volte fuori luogo (perché tanto a lui cosa può interessare ormai?)

Paradossale è però che il regista David Fincher vuol quasi sottolineare il fatto che Mark, una persona, se vogliamo dirla tutta, inetta, cinica ha creato quel sistema di comunicazione e di relazione intersociale di cui lui non riusciva a farne parte. Lui che alla fine aveva tradito il suo “migliore” amico crea un sistema perché la società si crei degli amici, ricerchi degli amici. Come se in realtà Fincher volesse, attraverso questo personaggio, far “scadere” il senso dell’essere amici.

The social network non è un film banale come potrebbe sembrare. E’ un bellissimo film che tra colpi legali e flashback ti tiene incollato alla poltrona fino alla sua parte finale. Un finale, oserei dire, sottilmente malinconico.

"Quando vai a pesca puoi prendere un sacco di pesci o prendere un pesce grosso. Avete mai visto un pescatore farsi la foto accanto a 14 trote?"


Recensione a cui nulla ho da aggiungere, salvo pensieri personali.
Dicevo che la visione non m'attirava perché Fincher, dopo l'entusiasmante "Fight Club" mi aveva tramortito lo scroto con "Il pallosissimo caso di beniamino bottone", dopo la cui visione ero diventato parecchio prevenuto nei suoi confronti.

Invece questo film s'è dimostrato notevole! Condivido il parere di Laura e lo consiglio caldamente anch'io.

Ha dato anche il colpo di grazia alla mia crescente disaffezione nei confronti di Facebook, che spiego qua. Era da un po' di giorni che ci pensavo, un altro fattore che mi rendeva, di preconcetto, la visione sgradevole. Sono invece molto contento d'averlo visto.

Giusto qualche frame.







51 commenti:

  1. Un grandissimo film.
    La gara di canottaggio ed il finale sono già supercult!

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  2. che palle!
    sti film non li capisco.
    detesto face_coso e non ho capito inception.
    la notte scorsa mi sono inebbriata di sam peckinpah. ero a letto con una bottiglia di vodka polacca e ho tirato le 4.
    the wild bunch, the getaway, bring me the head of garcia...QUESTI sono film.

    forse vedrò the kings speech. quello sì. c'è helena bonham carter e il vecchio geoffrey che non mi delude mai.

    love, mod

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  3. Mah, ...
    a me il Film non è piaciuto ! Condivido il giudizio di mod : che palle !
    Probabilmente però fare un Film su un fenomeno così triste e squallido come facebbok non è semplice...

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  4. eh ma è l'argomento qua che è ostico, però un film su facebook era inevitabile :)

    va be' mod, checczz, i film di Peckinpah sono altra roba, certo, ma non è che si possono guardare sempre quelli, ahah!

    vero MrFord, la scena del canottaggio è proprio spettacolare.

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  5. Roby un onore per me e lo sai. Sì è vero ho commentato spesso il film del neorealismo che nessuno commentava. Per ora ti dico grazie. E quoto in pieno che facebook è un sistema del cavolo per certi versi. Io lo tengo lì in sordina.GRAZIE!

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  6. : ))) Wow che bella collaborazione! Bravi e brava Laura! Non ho visto questo film ma conto di vederlo prima o dopo perchè deve essere un bel film. Ho l'impressione che a me e Laura piacciono gli stessi film, ho letto il suo commento su Orlando.
    Ciao e buon sabato! : )

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  7. Un appunto per Mod e Magar.
    Io non ho Facebook, e mi sento tendenzialmente estraneo al fenomeno.
    Il fatto è che The social network è un film sulla nostra epoca, e sul ruolo dei social network in essa. Quando ne scrissi dalle mie parti, parlai di un accostamento con il finale di Eyes wide shut: perchè un giovanissimo supergenio dei computer dovrebbe creare una cosa come Facebook, farci i milioni e non essere ancora soddisfatto? Semplice: perchè è tutto legato ad un unico concetto.
    Come Cruise che chiede alla Kidman "E ora che dobbiamo fare?"
    E lei: "Scopare".
    Una bomba.
    Poi, certo, Peckinpah grande, e al tuo elenco, Mod, aggiungo anche La ballata di Cable Hogue, stupefacente.
    Ma esistono epoche ed approcci diversi.
    Il bello del Cinema è questo.

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  8. @Cristina ( e qua ci sono mi sto ripigliando dal sonno, ancora scusa) forse sì ci piace lo stesso genere...ma il povero Roby è stato tempestato dai miei commenti inognidove...ahahah, vero Roby? E però dai anche film notevoli...

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  9. uno dei peggiori pregiudizi (o quasi :) che si possono avere è considerare the social network un film rivolto solo ai facebook-maniaci
    per fortuna hai rimediato ;)

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  10. oh, il mio film preferito di peckinpah è "junior bonner". traduzione in italiano "l'ultimo buscadero" - un vero orrore anche il doppiaggio. l'italia da sempre se frega un po' troppo di quello che succede all'estero, salvo seguire le modo - senza ragionarci troppo.

    la nostra epoca è fatta di incontri virtuali, sesso a pagamento, politica insulsa e disastri nucleari. scusa, rob, se io mi decontaminizzo con peckinpah-e-basta.

    ci sono blogger che sono presenti con il loro blog, su twitter, su face book e mettono mille possibilità di essere linkati ovunque e da chiunque. non è comunicazione questa. è frenesia di guadagnare visibilità e fama virtuale e paura di restare indietro nella moda del momento - ma non voglia di conoscere veramente le persone. è tutto troppo veloce e superficiale per me...

    love, mod

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  11. Mod, premesso che L'ultimo buscadero - o, più giustamente, Junior Bonner - è stupendo e mi ha regalato una delle citazioni che preferisco in ambito cinematografico - "Qualcuno deve pur tenere i cavalli!" -, trovo parecchio discriminante, da parte di un blogger, criticare la visibilità di un altro.
    Se il mondo "virtuale" è così vuoto e privo di significato, perchè viverlo?
    Io trovo, più semplicemente, che questa che abbiamo qui sia semplicemente un'ulteriore forma di comunicazione, con i suoi pregi e difetti, che se sfruttata con equilibrio ed interesse può portare ad arricchire tutti quelli che scambiano opinioni e "visibilità".

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  12. ciumbia che dibattitello interessante.

    sono d'accordo con tutti ma non per piaggeria. mi spiego: condivido il giudizio di mod su fb ed affini quanto quello di mrford e marco sul film. nel senso che un film di questo tipo deve mostrare il significato di un fenomeno di questo genere, e mi pare ci riesca, anche se è soprattutto biografico sul fondatore e dell'aspetto social si parla molto poco e mi fa pensare che ci saranno sicuramente sequel.

    oh, non è un capolavoro immortale eh! almeno secondo me, ma è interessante.

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  13. visto Cris? Laura è nello "staff", ahah!
    così troverai più film di tuo gradimento :)

    Laura, grazie ancora. Sei una "onnivora" come me tendente al dolce diciamo, io tendo più al salato, carne violenza e sangue per lo svago. anche grazie a te il blog guadagnerà in eterogeneità, ne sono contento :)

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  14. Alla fine l'ho visto anche io, con mille pregiudizi, naturalmente scaricato (al cinema non andrei mai a vedere un film del genere.
    Poi, sono daccordo con roby, ultimo film decente di Fincher è stato The Fight Club. Detto questo posso dire che conservo i miei pregiudizi, che non mi è piaciuto ma, alla fine, non è stata nemmeno quella grande stronzata che pensavo. Quindi in parte si salva, anche perchè verissimo che è difficile fare un film su questo tema.
    Il difetto secondo me sta sul fatto che hanno incentrato il film sul riscatto del nerd da povero sfigato a stronzo che poi non tiene più a valori come l'amicizia........che è poi la storia di chi ha inventato facebook, sfigato vero. Ora tutto questo mi sembra molto da film stile "college", che mi può stare anche bene se non ha però le pretese che ha avuto questo film ( MA SECONDO VOI ERA VERAMENTE UN CANDIDABILE AGLI OSCAR STO FILM? E HA AVUTO I PREMI CHE HA AVUTO PERCHE' è DA OSCAR?).
    Detto questo ognuno vede ciò che vuole, io rimango tra quelli che possono sembrare snob o poco inclini al cinema "contemporaneo", molto tra virgolette, ma tremila volta i Coen a tutto questo.....
    Mi sembra anche troppo tutto questo scrivere e commentare (ovvio lo sto facendo anche io, quindi lo dico prima a me stesso).

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  15. Cinepolis, sinceramente a livello cinematografico - e quindi non solo "sociale" - questo film è realizzato magistralmente.
    Montaggio, colonna sonora, sceneggiatura e regia sono chirurgici, perfetti.
    E sinceramente, quest'ultimo lavoro di Fincher se lo mangia, Fight club.
    Per non parlare de Il discorso del re, robetta da sala da the che non era neppure lontanamente paragonabile a lavori come questo o quello dei Coen.

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  16. continuo a condividere la linea di mod.
    Comunque concordo con te MrJamesFord sul fato che il Film tratta di un tema di questa epoca, il fatto è che secondo me lo fa in modo lezioso e, sopratutto incompiuto. In realtà è un Film sul personaggio, e non sul mondo da lui creato, quindi non sviluppa granche.
    Dovendo giudicare il Film, e solo quello, continuo ad essere convintu che sia stucchevole.
    Per quanto riguarda l'accostamento con Kubick...
    ...gasp !!!
    E comunque ti ricordo che "Eyes Wide Shut" è uscito dopo la morte del grande regista. Addirittura lui non ne ha neppure curato il montaggio. Per cui non sappiamo quali scene avrebbe tenuto, quali avrebbe scartato, e, sopratutto, dove avrebbe voluto portarci....

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  17. ..O.s.t. di Trent "Nine Inch Nails" Reznor e Atticus Ross, veramente superlativa, la più bella dell'ultima stagione ma anche di tante altre precedenti, assieme ovviamente a quella epocale dei Daft Punk per "Tron Legacy". Il film invece, non l'ho visto, perchè proprio non riuscivo a farmi attrarre dall'argomento del soggetto, nè tantomeno dai suoi veri personaggi, odiando cordialmente Facebook. E la società di rapporti esclusivamente "virtuali" e frustranti, deprimenti,tristissimi e inevitabilmente inconcludenti, che ha contribuito comunque non poco a far apparire persino attraenti, suadenti, e "modaiolmente" sfavillanti, quando invece dietro l'"invenzione" che è apparsa solamente, come epocale e significativa di Facebook, per dirla alla Vanzina, sotto, "non c'è niente". Certo, poi non metto in dubbio che Fincher, dopo un capolavoro di perfezionismo e aderentissima verosimiglinza che ho ammirato davvero tantissimo come "Zodiac", sia riuscito partendo da quest'argomento e da questi temoi per parlare e far "riflettere" su ben altri aspetti della nera epoca in cui moltitudini di noi sono costrette a vivere, un pò come riuscì a fare Michael Mann con quel capolavoro che fu "Insider-Dietro la verità"(Usa'99), partendo dalle politiche e metodologie capitalistico-mafiose delle corporation del tabacco nel cercare di occultare la verità delle notizie sullaivocriminale additivazione con sostanze chimiche delle sigarette, che ne ha aumentato la cancerogenità, ma quel che più contava per loro, anche il potere di assuefazione e dipendenza così esercitato verso il compratore "addicted".

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  18. Beh dato che se ne parla così tanto, vuol dire che ha avuto successo:) a me come film è piaciuto, voto 7,5 e come buon ggiovane sono su facebook

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  19. Robbbè, questo blog sta per entrare nell'olimpo del web! :D È ricco di spunti, idee, collaborazioni... complimenti!

    Sul film: prendo di peso, copiaincollandolo, il giudizio che ho espresso al tempo dell'uscita sul blog dell'amico Eraserhead, bene o male non ho cambiato idea. Aggiungo solo che concordo con chi non lo ritiene da Oscar (Cinepolis), ed anche con chi rimarca che è un film sul sociale in toto e non su Facebook in sé (MrJamesFord)... Mi complimento anche con Laura per la recensione, finalmente una non influenzata dal fatto che la pellicola fosse trendy ed apprezzata un po' dappertutto, fa infatti luce su dettagli "pessimisti" di non poco conto...

    Via con il giudizio:
    "Forse sono troppo negativista io ultimamente (ultimi anni?), ma non l'ho apprezzato tantissimo. Tecnicamente, come hai detto, è molto classico, un BUON film di taglio informativo, ben realizzato, ma nulla di più. Film dell'anno per alcuni: ma non sarà per via del fatto che è L'ARGOMENTO dell'anno e quindi di riflesso anche il film? A me sembra che viva un po' di luce speculare; Facebook fenomeno, fenomeno anche il film che ne parla. E... bomba finale... concordo nuovamente con te sulla presentazione del marcio societario, con il suo arrivismo, egoismo, possibilità di arricchirsi con una pensata adatta principalmente al futile, ma, ti dirò, per quanto Zuckerberg (e qualcun altro) venga dipinto in quel modo, non ho visto una totalissima demonizzazione del tutto, pare che sotto sotto una piccola mitizzazione del soggetto in questione ci sia, come a dire: "invidiatelo, è uno stronzo amorale e RICCO". E sono sicuro che molti spettatori abbiano preso questa via... Sono io troppo drastico?
    Ma vogliamo parlare del marchettaro Justin Timberlake e del suo ruolo "fico"? Quelle sì che sono cose che mi irritano in un film... Messo lì solo perché è lui... Oltretutto, l'ho anche detto in un altro blog, non vi pare che il Timberlake somigli fisicamente a Zuckerberg molto più di Eisenberg? :D Fate confronti con le foto..."
    Ecco. Ovviamente nel commento mi rivolgevo alla recensione su quel blog.

    Ah, ho visto la sezioncina dedicata alla tua idea di Facebook, volevo esprimermi anche lì ma mi dilungherei un po'... ;) Comunque lo farò, tra l'altro faccio anch'io parte del team di quelli che non hanno un profilo su FB.

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  20. mah, non so, io la rete la 'uso' e la pratico come qualsiasi altro mezzo, su face ho per lo più interessi e passioni in comune con altri utenti, così come qui sul blog e nella vita reale. Ho solo la possibilità di condividere con un numero maggiore di persone lontane con le quali sarebbe troppo dispendioso parlare al telefono o scrivere su fogli bianchi... pensando che ogni volta ne avevo quasi dieci da spedire! Il film è ben fatto e godibile. Questi film fan riflettere e aprono la mente o spalancare o intersecare o fondere. Mi piace la sensazione di confusione e smarrimento dopo la visione, altroché! Poi è chiaro i film del passato bisogna intervallarli per tuffarsi nella semplicità e nella fondamentale importanza di dialoghi, fotografia, tecniche di ripresa, silenzi che ci disintossicano da troppi effetti speciali e sensazionalismi - vedi Peckinpah (che anche io amo)... quindi viva la varietà! Bacio variegato Roby ******

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  21. Magar, Eyes wide shut è una bomba, che Kubrick ne abbia curato il montaggio o no.
    E recita una delle verità fondamentali della nostra vita, regolata dal bisogno di piacere e, tornando al finale di Eyes wide shut, scopare.
    The social network è, per citare anche Napoleone, lo Zodiac delle nostre nuove "frontiere" sociali, oltre che un biopic.

    Occhio, sai che invece io ho detestato Zuckerberg dall'inizio alla fine? Non è passato un solo istante in cui non mi sia messo "dalla parte" dei gemelli.
    Anche in questo è interessante la riflessione di questo film: quelli che ad un altro livello di realtà sono i vincenti, di fronte alla nuova frontiera della rete - e di fronte al genio - sono costretti ad inseguire, come nella gara di canottaggio.

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  22. a me sto sicial network non mi ha entusiasmato. girato da paura, montato benissimo e belle musiche, ma delle vicende personali di zuckerberg non mi è fregato proprio niente. sono d'accordo che fare un film su facebook sia importante, ma non lo so, io dopo aver scoperto come è nato e si è diffuso il fenomeno, avevo perso ogni interesse.

    e comunque fincher ha diretto anche altri bellissimi film come Alien 3, Seven e The Game... mica robetta!

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  23. Tra i Candidadi a miglior film di quest'anno agli oscar mi manca ormai solo questo. E credo che, dopo questa recensione, farò in modo di vederlo in breve! ;) Brava anche nelle recensioni te Laura..non vale! ;) Una sola cosa da dire del film prima di vederlo..ma Giustino LagodeiTronchi come Napster (un noto nerd di prima) solo io penso che ci stia poco poco??? ;)

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  24. roby d'accordissimo con te: Benjamin Button mi ha dato la nausea, ma se dici che con questo Fincher s'è un po' ripreso, un'occhiata gliela do :)

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  25. Un film che vedrò sicuramente, ma che non mi rende impaziente: diciamo che aspetterò sky, va bene?
    Su fessobukko la penso come mod.
    Certo, come dici giustamente tu, non è che per vedere e apprezzare il film si debba essere fan del social network, però infastidisce questo senso di (diretta o indiretta, dichiarata o subdolamente mascherata) "celebrazione" della cosa. A tal proposito, spero proprio che i 5oo milioni di "Amici" della locandina siano intesi in senso MOLTO ironico. Altrimenti saremmo al reato di vilipendio della parola Amico... peggio della marita (o del moglio) di Costanzo... Gli Amici (anche virtuali, perbacco, ma non certo a milionate) sono una cosa seria. :-))))

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  26. D'accordo con Frank Manila...Non dimentichiamoci, tornando a parlare nel merito del film, che Fincher ha diretto "Alien3", "Seven", "The Game", poi purtroppo certo s'è prestato anche per operazioni di cinema "borghese" e "reazionario" come "Panic Room"(2002), ma lì almeno c'è a parziale "alleggerimento" delle sue responsabilità il fatto che dovette prendere in mano a cose già fatte un progetto che non era il suo, ma di Ridley Scott, il quale dovette ritirarsi per motivi di salute.
    Anche lì comunque, il film sarebbe stato ottimo, nella sua confezione di puro film d'"intrattenimento" come si diceva una volta, thriller e d'azione, se non fosse per quel finale orrendo e moralistico che rovina irrimediabilmente l'intero film.
    Purtroppo, senza stare troppo a parlarne per non svelare comunque la fine di questo film, "Panic Room", che ben pochi vedranno davvero ancora, non c'è un finale veramente alternativo e che salvi la storia neppure nella Collector's Edition in dvd.

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  27. vi ringrazio tutti di cuore, mi sono letto tutto, interessantissimo! non ho risposte o qualcosa da aggiungere, solo 2 cose:
    - devo incassare il bacio variegato di petrolio se permettete :***
    - ringraziare occhio per i complimenti al blog e alla rece di Laura, che giro anche a tutti gli amici che collaborano al blog

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  28. Bella recenzione, direi perfetta.

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  29. Nessuno che difende Benjamin? uff :(
    è uno dei miei film più preferiti, quando lo vidi al cinema volevo subito rivederlo!
    piuttosto stò social ha deluso proprio perchè dietro ci stà Fincher.. mi è piaciuto ma niente di che...

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  30. ciao uifpw08, grazie a nome di Laura.

    mi spiace Gus, su beniamino (pare) siamo tutti d'accordo, tranne te ovviamente, ahah! :)

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  31. e lo sai... è al rallenti come piaceva al caro Sam!!!! :))))

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  32. Ecchime, grazie a te Roby per vermi permesso di sfogare le mie frustrazioni cinematografiche represse.

    Io difendo il Beniamimo...e Roby...mo' non dire te pareva!

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  33. Concordo con la recensione. A me è piaciuto. Non è un film sul fenomeno facebook, ma sul fenomeno di un ragazzo a cui la vita ha iniziato a sorridere. Quello che non riesce mai a lui.

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  34. Mark Zuckerberg possiede il 30 per cento della compagnia che fa capo a Facebook, cioè possiede circa 4,5 miliardi di dollari. alla faccia dello sfigato. su ragazzi, non facciamo i santerellini, vediamo facebook per quel che è; un modo come un altro per far fare soldi, illudendoti che a te non costa niente. Ma solo il fatto che stai inchiodato ad ore su un monitor, non ti sembra caro il prezzo che paghi ?

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  35. In breve: impeccabile recensione, facebook fa schifo, ma questo non è un film su facebook, è un film sulla nostra società oggi, diretto da un grande regista (a parte qualche passo falso). Una delle migliori uscite dello scorso anno. Il mio film preferito del grande Peckinpah è "Voglio la testa di Garcia".

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  36. ciao Ettore, un benvenuto anzitutto e grazie :)

    harmo, a me sembrava anche di più del 30... mha?!?

    ciao Alli, hai visto che l'abbiamo visto? :D
    be', hai fatto una sintesi col tuo parere.

    p.s.: i film citati del grande Peckipah, tranne l'ultimi buscadero, ci sono tutti nel blog ;-)

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  37. Non capisco lo scetticismo di alcuni di voi su questo film. Credo che sia un esempio eccezionale di Cinema americano che sa coniugare lo stile mainstream ad uno più singolare ed indipenten. Lo chiamano il Quarto Potere degli anni 2000 e secondo è molto comprensibile la ragione (pur con tutte le abissali differenze). Parla del media nostro tempo per eccelleza: il social network appunto, ma ovviamente è solo un pretesto per raccontare qualcosa di molto più complesso. Non ho capito il riferimento a Peckinpah, si chiaro i suoi sono FILM ma non mi va di liquidare questo apprezzabile lavoro di Fincher scomodando proprio lui.
    Napoleone Wilson, sucsa ho letto bene o mi è sfuggito qualcosa del tuo commento..Posso chiederti quale finale moralistico? Non credo faccia nessuna morale e infatti Mark non saprà mai la risposta. E' piuttosto intrigante e simbolico come finale.
    Poi se vogliamo parlare di finali perfetti ovviamente ci sta Eyes Wide Shut, ma scusatemi sarò un po' tarda ma non ho capito neanche questo accostamento.
    Comunque se posso dire una cosa: secondo me voi giudicate negativamente male il film perchè non approvate la materia della narrazione, però ripeto, facebook non è il vero protagonista del film, siamo noi e la nostra società d'oggi.

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  38. ciao Nana!

    qualche risposta la posso dare...

    il "moralista" che diceva Napoleone era riferito a Panic Room, non a questo che non l'ha nemmeno visto.

    riguardo a Peckinpah era "un tanto per dire", non c'entra in modo diretto con questo film.

    sul resto che dici vi lascio pure a dibattere, io la mia posizione l'ho fin troppo chiarita :D

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  39. Ah ecco mi sembrava troppo strano! Infatti credo che il finale di Social Network sia uno dei più riusciti dell'anno, credo riassuma un po' il dilemma di un ragazzo e di una società dibattuta tra la difficoltà di instaurare relazioni personali autentiche e la facilità di nascondersi dietro a un account, alla fine si vuole entrambe le cose e spesso l'una compensa l'altra...Secondo me il finale funziona, motivo in più per apprezzarlo =)

    Ah comunque visto che ci siamo, il mio film preferito di Peckinpah è Cane Di Paglia ;)

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  40. tra l'altro è proprio lo stesso aspetto del finale che ha sottolineato Laura. la sua recensione mi pare abbia riscosso consenso unanime, al di là poi dei pareri sul film e su facebook.

    cane di paglia è in arrivo!
    non so quando però... ;-)

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  41. Ho letto tutti i commenti... siete davvero tutti bravissimi su questo blog, dico sul serio!
    Vorrei dire anch'io la mia umile opinione in merito: ho trovato 'The Social Network' un film straordinario, un autentico specchio della ns generazione. L'ho trovato un film angosciante, di una tristezza infinita... E' profondamente sbagliato inquadrarlo come un film 'documentaristico' o una semplice biografia. E' qualcosa di molto più grande, più importante: è un lucido e spietato ritratto della società contemporanea, analizzata prendendo a pretesto una storia dove sono presenti tutti i (non)valori che la caratterizzano: i soldi in primis, ma anche l'invidia, l'arrivismo, la superficialità dei rapporti, l'egoismo e l'individualismo esasperato di chi è disposto a rinunciare a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi, senza guardare in faccia a nessuno. E, soprattutto, l'insensatezza di un mondo che permette ad un ragazzino complessato, brutto e antipatico (ma innegabilmente geniale) di diventare miliardario vendendo... il nulla.
    Sì, perchè Facebook non è altro che lo specchio del nostro tempo: è aria fritta, non c'è niente di vero, di autentico. E' una gigantesca illusione dove le persone, per pigrizia o per scarsa attitudine a parlare e a confrontarsi, si illudino di socializzare, frequentarsi senza sapere in reraltà niente l'uno dell'altro.

    Mi fermo qui, non sono bravo nella sintesi. Comunque potete leggere l'intera mia recensione sul mio blog (basta cliccare sul mio profilo): non lo dico per farmi 'pubblicità', non me ne frega niente, è solo che lì ho scritto due pezzi molto 'sentiti' su questo film, che mi ha davvero colpito al cuore.
    Per me è il vero capolavoro di questo inizio millennio, e credo che lo resterà per parecchi anni ancora.

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  42. @kelvin ciao, Roby mi ha autorizzato a risponderti visto che la recensione al film è mia. Concordo in pieno con te. Ho cercato di darne un quadro umano a questo film...quindi quoto tutto quello che dici su questa pellicola, che non è affatto banale, non è facebook...è ben altro. Grazie.

    @Grazie a tutti quelli che hanno commentato e si sono confrontati su questo amato/odiato tema. Ci si risente il prossimo mese.

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  43. ecco laura, mi raccomando eh! qua parla solo chi autorizzo io, minchia se no 'a lupara pigghiu! ahah!

    si scherza...
    kelvin, tu puoi fare tutta la "pubblicità" che vuoi qua!
    io non ci ho visto così tanta roba nel film, però forse dovrei ripensarci, quello che dici (anzi dite, più di uno ha parere simile) merita attenzione.

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  44. Ebbravo Roby, il blog tuo è. Mica mio. ordunque. Sei mitico. Grazie a te di cuore.

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  45. Non ci sono rapporti autentici cara Nana, perchè sono le donne di oggi , le prime a non volerli più e a non renderli possibili non certo per altre colpe che sarebbero comunque secondarie, comunque sì, per il finale moralistico mi riferivo a "Panic Room", "The Social Network" come detto non l'ho visto perchè proprio non sono riuscito, e nonostante tutto non riesco a farmelo interessare neanche adesso,(tanto per intenderci, quando il 7 scorso è uscito il BluRay e il dvd a doppio disco Collector's Edition della Sony, ho preferito ricomprarmi "Easy Rider" Special Edition in BluRay, uscito insieme, nell'edizione cartonata con il booklet, ho avuto modo solo -ripeto-di apprezzarne la grandiosa o.s.t. di Trent Reznor e Atticus Ross, giustamente ma incredibilmente, dato com'è elettronica e "sperimentale", premiata con l'Oscar per la Migliore Colonna Sonora.
    Uno tra i pochi Oscar poi attribuiti al film, mi pare tre...
    Peckinpah è di un'altro pianeta rispetto a questi tempi frastornanti e logoranti di vuoto e solitudini, e basta. Non lasciatevi trascinare da impossibili quanto mai improbabili accostamenti e assonanze. Il "Quarto potere" della contemporaneità l'ha realizzato Sidney Lumet trentacinque anni fa, si intitola "Network", e saggiamente qualcuno in Italia decise di intitolarlo "Quinto potere", dice tutto di sconvolgente profetica attualità anche e più, oggi che nel 1976, e comunque sicuramente incommensurabilmente meglio, di quanto possa riuscire a fare il pur bravo e dotato Fincher.
    Altro che "Zuckerberg", oggi ci sarebbe bisogno ma di un Howard Beale.

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  46. a mio parere un film altamente sopravvalutato. Bello, per cairtà, una visione la meria di certo, ma non vi vedo il capolavoro che molti dicono.

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  47. giacome', la pensiamo uguale uguale. considera che viviamo tempi che considerano "winter's bone" un capolavoro e danno gli oscar ai discorsi di quello là... questo in fondo almeno si può guardare.

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  48. ho preso due giorni fa il bluray, l’edizione è double-disk!! lo consiglio a tutti, anche a chi l’ha visto al cinema, perché ci sono un sacco di contenuti speciali!

    questo è il sito ufficiale in italiano, molto ben fatto, con notizie sempre aggiornate: http://www.thesocialnetwork-ilfilm.it/

    qui invece un canale su youtube con delle clip prese dal dvd: http://www.youtube.com/user/tsocialn

    ciao!

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  49. grazie dell'info Me, molto gentile.
    ciao :)

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  50. bello davvero... io un Fincher reazionario non lo vedo, ma forse non ho ben compreso l'angolazione della critica...per il resto non infierirei su un soggetto a prescindere...in fin dei conti non conta tanto il cosa viene narrato, ma il come. e Fincher questo lo sa fare bene per me...

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  51. giusto francesco, il cosa e non il come, è verissimo. però appunto, se "il cosa" non piace o dà fastidio... capita :)

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