giovedì 9 maggio 2013

Oblivion (Review #2)

4

2013, Joseph Kosinski.

Prima di andare a vedere questo film era forte il timore dell'effetto Total Recall: film pessimo, pubblicizzato molto bene. Ci siamo dovuti subito ricredere. La trama è ben costruita con un crescendo di colpi di scena. Ottima la scenografia (del resto il regista è un architetto) e gli effetti speciali che ci regalano scene mozzafiato. C'è anche una buona dose di suspense, specie quando il protagonista si trova a dover affrontare gli scavenger all'interno di un edificio sommerso dai detriti. Ne consigliamo caldamente la visione. (cfr. anche la rece di Napoleone)


Il film è tratto dall'omonimo fumetto ideato dallo stesso regista, Joseph Kosinski. Gli scavenger hanno attaccato la Terra e distrutto la Luna, sconvolgendo l'equilibrio climatico del Pianeta. Per gli umani l'unica difesa efficace sarà la guerra nucleare che li porta così ad una vittoria di Pirro. Il pianeta è reso inabitabile – ad eccezione di poche oasi – a causa delle radiazioni. Agli umani non resta che trasferirsi su Titano, satellite di Saturno. Jack Harper (Tom Cruise) e Victoria Olsen (Andrea Riseborough) hanno il compito di sorvegliare le idro-trivelle, gigantesche piramidi rovesciate, che assorbono l'acqua degli oceani per ricavarne energia nucleare utile alla colonia di Titano. E' plausibile che l'energia prodotta venga trasmessa, per esempio, convertendola in microonde che poi verrebbero riconvertite a destinazione; la resa magari non sarebbe ottima, per quanto comunque le idro-trivelle avessero il compito di prosciugare tutti gli oceani. La vita di Jack e Victoria sarà sconvolta dall'attività di sabotaggio di irriducibili scavenger, capeggiati da Malcolm Beech (Morgan Freeman) e dall'arrivo di una misteriosa donna, che disturba i sogni di Jack: Julia Rusakova (Olga Kurylenko). Degna di menzione anche l'interpretazione di Melissa Leo (l'antipaticissima Sally) e di Nikolaj Coster-Waldau (il Sergente Sykes).

Ci rammarichiamo molto dello scarso spazio dato ad un personaggio come Malcolm Beech, che meritava più approfondimento, per non parlare dei personaggi che sono al suo comando. Nessuno di loro evolve, ad eccezione del protagonista principale – una mancanza che vediamo anche nel Matrix dei Wachowski. Nello spoiler elenchiamo altri aspetti, che tolgono una stella ad un film potenzialmente meritevole di averle tutte.


Spoiler
Cose che vi rovineranno la visione del film.
Oblivion sembra mettere sullo stesso piano natura e cultura; pensiamo alla scena in cui il protagonista tiene assieme un vasetto d'erba in una mano ed un libro in un altra. Intuizione geniale. Purtroppo certi temi non vengono sviluppati, senza contare che si basa su un errore di fondo che sconfina in certa pseudoscienza; ci riferiamo al principio in base al quale un clone dovrebbe conservare la memoria dell'originale. Questo è impossibile; un conto è la “memoria” genetica, un altro è quella psichica. Supponiamo comunque che il Tet avesse conservato la memoria degli originali e l'avesse impiantata in serie ai cloni; che senso avrebbe farlo se poi a ognuno di loro si prendono il disturbo di cancellarla? per altro male. E' una contraddizione che stride abbastanza.

Altre cose non tornano. Per esempio, quanto il protagonista visita l'altra Victoria nel settore 52, ha evidenti ferite al volto, che lasciano del tutto indifferente la sua collega e amante. Ciò che manca di più in questo film è il tema del convivere con cloni di sé stessi e di essere in prima persona dei cloni di qualcuno; nonostante il film ne imponesse lo sviluppo. Non sappiamo nemmeno che fine faranno gli altri, dopo la distruzione del Tet. Mica li lasceranno morire di stenti.

Una cosa simpatica che abbiamo notato è la panza di Freeman. Una dose di addominali per un attore come lui non gli avrebbe fatto certo male.


Un'ultima curiosità: Verso la conclusione del film una comparsa ha il compito di aprire le porte della base dei ribelli. Questo somiglia parecchio a Steven Spielberg. Ci chiediamo - non senza ridere - se per caso si trattia proprio di lui. Probabilmente no. Del resto era già successa una cosa simile con Kevin Costner, ritenuto erroneamente il cecchino che uccide Caparzo, in Salvate il soldato Ryan. Si trattava in realtà di Leos Strasky. Ci sembrava comunque divertente segnalarlo.


Per decenni credevano di combattere contro un nemico di cui invece erano i servi. Dal basso i loro simili cercavano di farglielo capire, ma per tutta risposta gli sparavano contro. No, non è la storia del PD. Questa è fantascienza. Il cospirazionismo è un tema che va per la maggiore in questo secolo e la pellicola di cui parliamo ne è un esempio. Oblivion è anche un atlante della fantascienza contemporanea. Dobbiamo tenere conto inoltre dei temi di fondo riguardanti la fantascienza classica. Si va da quello apocalittico, post nucleare, alla diffidenza verso le macchine e gli alieni; aggiungiamo anche un pizzico di pessimismo dickiano.

Di seguito elenchiamo le influenze che il film subisce e gli eventuali omaggi:

Matrix
Il capo dei ribelli è nero, indossa degli occhiali scuri e da al protagonista la possibilità di scoprire da solo la verità. Il vero aspetto del mondo reale. Verso la fine del film l'eroe – il prescelto; colui che tra tutti i cloni rivela le caratteristiche giuste – entra nella stanza dei bottoni, dove può vedere anche i corpi dei cloni in stasi. L'intero film sembra essere una rielaborazione del soggetto della trilogia.

Star Trek
Gli alieni che terrebbero in scacco l'umanità non si vedono mai. Il nemico è puramente tecnologico. Il Tet – che ricorda la decisiva offensiva della guerra nel Vietnam – è una macchina che attira l'astronave in viaggio verso Titano; ricorda molto il V'ger di Star Trek: The Motion Picture. Anche il tema dell'eroe che incontra il suo doppio o viene proprio clonato è molto frequente nelle serie trek, venendo sviluppato in modo più esaustivo rispetto a Oblivion, che invece da questo aspetto rimane irrisolto. Al contrario di V'ger, che cerca il suo creatore, il Tet (o meglio, Sally) sostiene di esserlo.

Star Wars
La scena finale in cui viene distrutto il Tet e i suoi droni rovinano puntualmente a terra mentre stavano per annientare i ribelli, costretti in una posizione senza via d'uscita.

2001: Odissea nello spazio
Il Tet parla attraverso una luce rossa, come Hal 9000.

Il pianeta delle scimmie
Vi è una scena in cui è visibile ciò che resta della Statua della Libertà, così come avviene nella fine del film.

Robocop
Il protagonista rischia più volte di non essere riconosciuto dai droni, specialmente in situazioni equivoche, come quando tiene una pistola in mano. Tutte situazioni ansiose tipiche di quel film.

Cinematografia e vita di Tom Cruise
Non c'entra necessariamente con la fantascienza, non di meno, molti elementi sembrano scherzare con i film precedentemente interpretati dall'attore. Da Top Gun a Mission Impossible. Potremmo anche aggiungere un fatto casuale: la scritta “clear” che compare quando il Drone 166 ispeziona il protagonista; si tratta anche di un grado nella gerarchia della famigerata setta di Scientology, della quale l'attore fa parte.

Gli omaggi e le analogie non finiscono qui. Possiamo vederci anche un pizzico di Wall-E, considerando l'aspetto filantropico del protagonista, che colleziona oggetti della civiltà passata. La pellicola testimonia l'amore del regista e autore per la cultura fantascientifica. Ma anche per i temi che la fantascienza contemporanea maggiormente difende: la difesa della natura, che passa anche attraverso quella della cultura, senza la quale non può sussistere la prima.

Voto: 4 stelle.


Giovanni Pili


4 commenti:

  1. questo film ha ricevuto attestati di stima dalla redazione al completo ormai! :)
    complimenti per la rece, anche a Napo ovviamente. sulla panza di Freeman non posso esprimermi causa coda di paglia, ahah!

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    1. Uahahahahah
      Allora io sono schifosamente ipocrita. :D

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  2. Bella recensione, Andrea Riseborough e qui colgo maggiormente occasione per citarla che nella mia, non è mai stata bellissima ma a me è sempre piaciuta molto. Meglio della pur più bella russa ucraina o quel che è, Kurylenko. Chi non vorrebbe starsene stasera su di un divano a farsi da lei semplicemente accarezzare. le spalle la testa i capelli. Ma come diceva il caro vecchio John Lydon, al massimo stasera se pur molto ben cucinati, avrai un piatto di fumanti spaghetti al pesto e pinoli, con scamorza. This is what you want, this is what you get.
    Bella la parte sulle influenze evidenti e le citazioni ardite. Però davvero, proprio nella figura del nero Malcolm Beech di Morgan Freeman, e la sua sorta di congrega di "famigli" che rifiutano in modo categorico i frutti avvelenati della tecnologia e la distruzione globale che hanno portato, vi è molto, moltissimo di "1975: Occhi bianchi sul pianeta terra"(The Omega Man)('71)di Boris Sagal. E Cruise ha molti degli aspetti salvifici e dei connotati martirologici del personaggio di Neville/Charlton Heston, così superbamente creato e scritto da Matheson in "I'm Legend".
    D'altronde, il finale cos'è se non intenzionalmente una sorta di sacrificio volontario.
    Nikolaj Koster -Waldau è in pratica l'attore di punta del cinema norvegese. D'esportazione e adesso anche in vere e proprie produzioni estere.
    Cavolo, su Spielberg comparsa non l'ho trovata proprio da nessuna parte, ma potrebbe essere sai, la produzione del film è Universal, Cruise e Spielberg sono ben amici/collaboratori da tempo, e dai tempi di "The Blues Brothers"(ricordate?),ai camei buffoneschi o meno, Spieberg non si è mai sottratto. E'capace che almeno in Italia siamo i primi ad essersene cioè tu, resi conto!
    Freeman dovrebbe fare gli addominali perchè ha la panza di sostanza, eh ma lo sapete quanti anni ha Morgan ormai? Almeno 75.

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    1. Beh, direi che a 75anni un po' di panza ci sta; se prova a fare gli addominali come minimo si accartoccia. :D

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