lunedì 6 maggio 2013

The Lords of Salem - Le streghe di Salem

19

2012, Rob Zombie.

“Ti stavamo aspettando ... abbiamo sempre aspettato.”
“I Signori Stanno Arrivando”
“Eretica. Strega. Diavolo.”
Frasi di lancio originali del film

Sonny/Dee Wallace :-”Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte! Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte! Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte!”
Megan/Patricia Quinn :- “In una rara occasione, appare un bambino speciale.”
Heidi Hawthorne/Sheri Moon Zombie :- “Ho appena visto una persona 10 minuti fa in piedi sulla porta.”
Lacy Doyle/Judy Geeson :- “Oh, mi dispiace deluderti ma non c'è nessuno nella numero 5.”
Sonny :- [Osservando il corpo gonfio] “Che spreco di un uomo buono.”
Lacy Doyle :- “Sì, un vero peccato. E lui non sarebbe mai stato in grado di fermarsi di fronte a niente.”
Megan :- [sospira] “Importa a qualcuno una fresca tazza di tè?”
Lacy Doyle” :- “Amata cara.”
Margaret Morgan/Meg Foster :- “Benvenuta!”
Conte Gorgann/ Torsten Voges :- “Non siamo le pecore di un Dio piangente. Siamo il possente caprone!”
Margaret Morgan :- “Abbiamo aspettato, Heidi ... Siamo sempre stati in attesa.”
Lacy Doyle :- [a Matthias] “Penso che tu sia venuto qui per entrare nella testa della mia cara piccola Heidi. Entrare nella sua testa e nel suo cazzo di cervello. Sei venuto qui per attaccare il tuo cazzo ficcanaso dentro la sua testa e il suo cazzo cervello, vero signor Matthias?”
"Satana! Vieni da noi! Noi siamo pronte! "


The Lords of Salem” come tutti i film di Rob Zombie, è ambientato in un presente in cui gli anni '70 sono vivi e vegeti e quantomai in questa sua ultima fatica nella quale gli smartphone e i tablet sono ben poco presenti. Durante la sua carriera, Zombie ci ha ovviamente mostrato con lo stile exploitativo che gli appartiene quanto sia stato innamorato di quel decennio (che è quantomai presente in larga misura nel primo“Halloween” sempre da lui realizzato, e in misura minore nel numero II ), The Lords of Salem” evoca i suoi demoni per un complotto di streghe che attinge dai vari angoli delle cinematografie del globo. Zombie invoca quasi ogni diavolo immaginabile dei settanta, dal gusto per la stregoneria del “b-bis” italiano, ai film del terrore pagano secondo il “british -style”, e il risultato che ne è scaturito diviene la sua Opera più ambiziosa e raffinata finora realizzata. Per la prima volta nella sua carriera, Zombie tenta di turbare veramente invece di limitarsi ai suoi assalti visivo-sensoriali. Anche se non tutto è riuscito a causa di alcune ricadute lungo il percorrere della trama, l'approccio di Zombie è quello di un esercizio stilistico che conferma la sua voce riconoscibilissima, all'interno del genere.

Come suggerisce il titolo, il film si svolge all'ombra del secolare e celeberrimo processo alle streghe di Salem. In questo racconto romanzato, il reverendo Jonathan Hawthorne (Andrew Prine, chi si rivede direttamente da famosi titoli settanteschi del filone stregonesco, sostituendo a lavorazione già iniziata Richard Lynch, ammalatosi) perseguita e fa bruciare una congrega di presunte streghe. 300 anni più tardi, la loro leggendaria maledizione pende ancora sulla città e inizia a perseguitare Heidi (Sheri Moon Zombie), una disc jockey locale che riceve un misterioso disco in vinile il quale contiene una ripetitiva, inquietante melodia, che potrebbe essere la controparte demoniaca per quella equivalente di Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Poco dopo aver ascoltato la malefica nenia, Heidi comincia a sperimentare fenomeni bizzarri e luridi, incistati in perversi incubi, i quali sono radicati nella sordida storia della città.

The Lords of Salem” è senza anche dubbio il film più originale di Zombie visto finora, ma prende in prestito e in maniera piuttosto ironica da più fonti. Alcune si estendono anche al di là degli anni '70, in quanto vi sono certamente presenti accenni a precedenti lavori di Bava (soprattutto “La Maschera del demonio” e “Operazione paura”), mentre la scenografia sinistra dell'appartamento di Heidi ricorda gli orrori claustrofobici di Polanski. In molti modi diversi, il film è un mix disordinato di molti mondi, in fondo, se Argento, Ken Russell, e Roger Corman avessero mai collaborato per un lungometraggio del tardo periodo Hammer, lo si sarebbe probabilmente potuto ammirare così come è “The Lords of Salem”. Zombie prende in prestito pesantemente da tutti i colori del giallo-thriller europeo anni settanta, così come il febbrile, trasognato trip estetico di un Euro-horror di grande effetto: The Lords of Salem” è un viaggio onirico, uno sforzo allucinante e allucinatorio che non rifugge mai dalla logica da incubo che permette a Zombie di indulgere nella sua stranezza la quale è come una firma stilistica, si veda ad esempio la sequenza di apertura, caratterizzata da uno strano rituale della congrega (si tratta di una capra e di alcune donne molto nude, l'ultima parte della quale in realtà ricorda un altro analogo momento Polanskiano inMacbeth” [1971]).

Nel film c'è comunque molto di personale, maggiormente che le dovute e obbligate influenze da ovunque provengano, e alcuni intermezzi sono più efficaci di altri. In alcune occasioni, Zombie non può reiterare l'imitazione di se stesso e cade nello scandaloso da due soldi e nel prevedibile (soprattutto non esita a mettere in evidenza la perversità associata a questo particolare genere), ma alcune scene sono veramente efficaci. Sorprendentemente, la maggior parte di esse sono momenti in tono minore nei quali Zombie non aveva ancora dimostrato fino ad oggi una capacità talmente sorprendente anche per i suoi generalmente alti standard, con molte paure che agiscono sottilmente in antefatti nell'ombra (per coincidenza, sia Jason Blum che Oren Peli sono qui associati come co- produttori). Alcuni di loro sono così minimizzati che non li si può immediatamente registrare, il che è ben lontano dal tipico approccio traumatico e da corpo contundente di Zombie. Anche in questo caso, ci sarebbero un sacco di sequenze ancora da analizzare, tanto più che il film inizia a virare verso la sua conclusione, e tuttavia, per la maggior parte, Zombie ci presenta una struttura a culminazione che procede quasi sempre molto bene, ed è assolutamente necessario per un film come questo.
Zombie riesce nell'insieme a tirare fuori da sé dei momenti degni del miglior Argento dei tempi che furono rappresentandoli e incanalandoli in un'atmosfera inquietante, per compensare un certo logorio di trama senza meta e che altrimenti girerebbe un po' a vuoto, costruendo invece grazie al suo indubbio talento visionario e immaginifico un qualcosa di importante.

Per fortuna, Zombie capisce anche che questo tipo di storie riesce meglio se i personaggi sono relativamente simpatici. Seguendo i suoi propri standard, questo set di characters è un gruppo di santi: Heidi si presenta come uno dei luoghi comuni della white trash che vive nei motorhome, caratteristica dei film di Zombie, ma in realtà sembra una donna decente che sta cercando di superare una precedente tossicodipendenza. E' discutibile o meno che forse un'attrice migliore sarebbe servita a rendere ancora migliore il film (ma si sa Zombie mette sua moglie sempre protagonista coma una musa, anche se avrebbe davvero bisogno di trovare una musa migliore, del tipo diJessica Harper o Edwige Fenech dei tempi che tanto dimostra di amare), piuttosto che a mantenere la moglie impegnata.Sheri Moon non è difatti male nel ruolo, anche se, sullo schermo mostra un bel rapporto con i suoi colleghi DJ (il grandeKen Foree e Jeff Daniel Phillips) e disegnandoci un ritratto generalmente simpatico. Il co- protagonista P hillips è una bella trovata, nella sua somiglianza a un giovane Sid Haig (che in realtà è presente anche qui seppur piuttosto brevemente), ma Phillips sottovaluta un poco il ruolo, che dà al film una dimensione inaspettata quando si allude al rapporto passato del suo personaggio con Heidi.

Zombie inserisce come sempre alcuni dei volti più familiari all'appassionato per completare il cast: Bruce Davison è un esperto di stregoneria locale, che serve come un personaggio alla Loomis meglio di quanto riuscì a fare Malcolm McDowell con l'effettivo Dr. Loomis. La sua indagine sul record di fatti misteriosi si dipana per la maggior parte della trama del film, il che si traduce in alcune zone eccessivamente espositive della causa diretta dei lugubri avvenimenti. Una delle scelte di casting più ispirate ci fa ritrovare tutte assieme Patricia Quinn, Dee Wallace, e Judy Geeson come trio di strane sorelle che fungono da padrone di casa di Heidi. Queste tre (soprattutto la Wallace) si lanciano nelle stranezze di Zombie con sconsiderato abbandono, e spesso minacciando di rubare la scena a chiunque. Altri volti noti sono di più sfuggente apparizione: il noto “belloccio” Michael Berryman si unisce all'altro playboy Haig per un violento flashback, un sabba carnale prima del processo ad alcune streghe, mentre la splendida Barbara Crampton appare per una scena a caso (ho il sospetto che la sua parte sia stata ridotta considerevolmente o tagliata insieme a quella di molti altri, tra cui Clint Howard,Camille Keaton, Udo Kier, e Richard Lynch, i quali erano in programma per comparire in Frankenstein and The Witchhunter”, un film nel film che si sarebbe dovuto snodare sul pavimento della sala).

Se The Lords of Salem” è il più imbronciato, ma anche il film più suggestivo di Zombie da "La Casa dei 1000 corpi”(House of 1000 Corpses) (e penso che lo sia), allora si riesce a vedere il merito e il valore di esso laddove questo non è stato pienamente colto nel film. Mentre la sua chiusura letteralizza i suoi terrori più reconditi, con un assurdo, culmine un po' sgonfiato che molti tra spettatori e recensori hanno rigettato, questa va grandemente addebitata ad una espressione visiva legata all'astratto e e all'avanguardia. Non contento di rubare semplicemente dai soliti sospetti dell'orrore, Zombie canalizza da par suo una visione interiorizzata di Kubrick durante alcune grandiose, eleganti sequenze in cui la macchina da presa e le immagini lascive riprese in piano sequenza ricordano "Shining” e “Eyes Wide Shut”. Depurato dalla moderazione, Zombie apporta a gran parte del film, e al raggiungimento del finale, una sorta di incubo lirico, pieno di scale dorate, croci al neon, spudorata blasfemia, feti tentacolari, e cadaveri carbonizzati, in una discesa abbagliante nella follia o all'inferno ( Zombie alla fine non ci lascia molta scelta, soprattutto durante una sequenza di crediti che lascia pochi dubbi).

Indipendentemente dallo squilibrio fra alcuni passi falsi e altri momenti che sono talmente bizzarri e anticonvenzionali che costituiscono l'aspetto maggiormente riuscito del film,”The Lords of Salem” è una bruciante esperienza che alla fine si scava un suo percorso rimanendo negli occhi e nelle orecchie. Se non altro, Zombie dimostra di aver ben ascoltato e assimilato le lezioni dei maestri europei che lo hanno preceduto: convocare ancora i diavoli cinematografici dovrebbe essere uno sforzo da incubo. C'è una certa supremazia inerente a questo sforzo come quella catturata ad esempio dal l'approccio impressionistico di Rollin, Franco, e Fulci, ognuno dei quali aveva ben compreso il potere di momenti terrificanti che inspiegabilmente bruciano le loro fiammeggianti apparizioni attraverso le sinapsi.Argento sembra essere la naturale e centrale sfera di influenza di tutto ciò, però, The Lords of Salem” ci fornisce anche una quantomai buona occasione per un impossibile paragone con il rispettivo madornale fallimento de “La Terza Madre” e ci fa considerare invece proprio il film di Zombie come colui che sarebbe stato il buon e degno finale per la serie de “Le Tre madri”. Tra la sua cinematografia sgargiante e il suo risultato inquietante il film è innegabilmente elegante e audace come lo era Argento nella sua epoca d'oro, forse si tratta di un caso di stile dalla sostanza inspiegabile, ma cosa sono d'altronde gli incubi se non l'esercizio insondabile della psiche? Pochi cineasti hanno capito ciò meglio che gli ispiratori dell' “Euro-horror” ai bei tempi, e Zombie è oggi probabilmente il migliore e maggiormente personale nel suo assumersene l'influenza, per indossarne con convinzione il mantello.

"Requiem in re minore K 626 - Sequentia: Lacrimosa Dies Illa"
Scritta da Wolfganga Amadeus Mozart


"All Tomorrow's Parties"
Scritta da Lou Reed
Eseguita da The Velvet Underground
Prodotta da Andy Warhol
Per gentile concessione di Verve


"Venus in Furs"
Scritta da Lou Reed
Eseguita da The Velvet Underground
Prodotta da Andy Warhol
Per gentile concessione di Verve


"The Spirit of Radio"
Eseguita da Rush
Scritta da Geddy Lee, alex Lifeson, Neil Peart
Pubblicata da The Anthem Entertainment Group Inc. per conto di Core Music Publishing
Per gentile concessione di Anthem Records Inc. e Universal Music Canada


"Give It To Me Baby"
Scritta e interpretata da Rick James
Per gentile concessione di Motown Records
Su licenza della Universal Music Enterprises


"Crushing the Ritual"
Composta da Rob Zombie e John 5
Cantata da Leviathan the Fleeing Serpent
Per gentile concessione di Demonoid Deluxe Music / WB Musica Corp e Juan Cinco Music


"Blinded By The Light"
Scritta e pubblicata da Bruce Springsteen (ASCAP)
Cantata da Manfred mann's Earth Band
Per gentile concessione di Warner Bros. Records Inc. e Creature Music Limited
In accordo con Warner Music Group Film & TV Licensing


"JS Bach: Sei gegrüsset, Jesu gütig, BWV 768"
Scritta da Johann Sebastian Bach
Eseguita da Helmut Walcha
Per gentile concessione di Deutsche Grammophon GmbH, Hamburg su licenza della Universal Music Enterprises


"Sugar"
Scritta da Maceo Pinkard, Edna Alexander, e Sidney D. Mitchell
Eseguita da Vic Damone
Per gentile concessione di The Island Def Jam Music Group su licenza della Universal Music Enterprises
Riprodotta per gentile concessione EMI Robbins Catalog Inc.

Bruce Dern ha dovuto lasciare la produzione a causa di conflitti di programmazione ed è stato sostituito da Bruce Davison.
Richard Lynch non ha dovuto fare alcun provino per il ruolo del Reverendo John Hawthorne.
Attori considerati per alcuni ruoli sono stati Richard O'Brien (non era disponibile) e uno dei più avvenenti simboli della Hammer Caroline Munro, infine sostituita da un' altra delle protagoniste hammeriane preferite, Judy Geeson.
Secondo Sid Haig agli attori sono state date solo le parti dello script che caratterizzavano le loro scene per prevenire eventuali fughe di notizie.
Il primo film di Lisa Marie in oltre 11 anni.
Ultimo film di Richard Lynch.
Billy Drago è stato incluso in tutti gli annunci del cast di questo film, nonostante la sua partenza dal progetto prima dell'inizio delle riprese.
Richard Lynch è stato lanciato come il Reverendo John Hawthorne, ma a causa del suo peggioramento di salute non poteva svolgere il ruolo in modo corretto. Lynch è morto pochi mesi prima della distribuzione del film.
Rob Zombie ha descritto il film come "Se Ken Russell avesse diretto “Shining”.
Clint Howard, Camille Keaton e Udo Kier avevano ruoli di supporto, ma tutte le loro scene sono state alla fine tagliate
Meg Foster ha descritto il lavorare con Rob Zombie come un'esperienza quale nessun altra nella sua carriera, paragonandola ad una passeggiata a piedi attraverso un "labirinto".
Primo film o progetto TV nel quale le scene con Sid Haig siano mai state tagliate, o quasi tagliate, nei suoi 51 anni nel settore dello spettacolo.
Questo non è il primo film in cui Bruce Davison ha incrociato le sue strade con quelle de Le streghe di Salem. Lo ha fatto anche in “La Seduzione del male”.
Uno dei veri giudici nella realtà dei processi alle streghe di Salem è il nominato nel film Giovanni/John Ha[w]thorne.
Non ci sono effetti digitali nel film.
Rob Zombie immaginava le streghe come hippies tipo i “famigli” di Manson.

Napoleone Wilson


19 commenti:

  1. Napoleone...mi fai sentire meno solo! Grazie!

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  2. Mi sento meno solo anche io! Un horror da collezione.

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  3. ottima rece, lieto che anche a te sia piaciuto

    bradipo fidati, i veri soli sono gli stroncatori ;-) hai notato che i pareri positivi stanno aumentando ;-)

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    1. Appunto, myers82, anche per bradipo e Rumplestils Kin. Basta non seguire le "opinins" di gladiatrici delle Beck's leccafiche che si credono le apostole dell'horror "lovvabbestia".
      Siamo in tanti a cui è piaciuto, e di cui generalmente da Rob Zombie i film accogliamo positivamente, senza eccessi di odio e di amore che ci vorrebbe il mitico Riccardino del sommo Marenco, a farli una sonora pernacchia... e sempre lì da certe parti si avrebbe ad andare, a ri-tornare.

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  4. ahahhahha NAPOLEONE sei un mitooooooooooo non posso che quotare la tua descrizione delle "opinins"
    Io posso dire che di regola ho un grande amore per il cinema di Rob e anche per la musica, il nuovo album uscito una settimana fa è una forza.
    Su questo film, come ho detto in altra sede, non provo certo un amore smisurato, è un film valido e interessante, c'è sicuramente di meglio, Rob ha fatto sicuramente di meglio, ma cmq è un film che merita di essere visto

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    1. "Opinions" ovviamente, pardòn...Anche a me e' piaciuto l'ultimo album di Zombie. Chi lo detrae come sport diffuso, anche come front-man, non ha mai capito un cazzo. Si vada a risentire quand'erano i White, quel muro di splendida energia che e' "One" sui titoli di coda di niente popo' di meno che "Escape from L.A." di Carpenter.
      Carpenter- Zombie 1996. E gia', non era una casualita'.

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  5. si si vero, quella song spacca letteralmente.
    Cmq Rob musicalmente ha una caterva di fan, ricordo qualche mese fa al concerto di bologna, ad aprire le danze è stato Marilyn Manson (altro vocalist che adoro, seppure gli ultimi album son mediocri) e il pubblico lo ha ben accolto, ma quando sul palco è salito Rob c'è stato un BOATO che credevo venisse giù tutta l'unipol arena.

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    1. Sotto mentite spoglie, ma c'ero anch'io. So bene.

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    2. Che poi magari quelli che denigrano son gli stessi che pompano Zampaglione. Già uno che si chiama così e non ha nemmeno trovato un cognome d'arte. Almeno Rob era già il frontman -e bravo- di una orgia d'energia musical-cinetica come i White Z. Zampaglione secondo te potrà mai fare qualcosa di veramente perturbante, uno che, come cazzo si chiama la sua band, ah sì, i "Tiromancino"...E che canzoni...Brrrr che brividi d'inquietudine, sì, alle palle!!!! Non si tratta di criticare troppo aprioristicamente ciò che attualmente italiano e "di genere" più o meno supposto, ad esempio Cosimo Alemà è stato forse l'unico, che almeno con "At the End of the Day" sarà anche per gli interpreti tutti inglesi e non i soliti cani italioti, e la bella colonna sonora della ragazza austriaca di Soap & Skin, ha confezionato un buon prodotto. Niente di eccezionale, ma almeno un degno survivalist movie che si può esportare e far vedere all'estero senza vergogna, ma con indubbia professionalità.
      Però se è robaccia invedibile alla Manetti Bros, o cialtronate dilettantesche alla "Eaters" e che cazzo bisogna dirlo, niente consorterie alla Nocturno di "amici degli amici".
      Se le ottime pellicole le si aspetta da Zampaglione e quelli come lui credetemi,si può aspettare all'infinito, scherzo. Egli mi fa pensare ad una volta che vidi alla Rai dei '70 i Reitano Bros. a cantare. Si presentarono che di tutto punto eran pettinati e vestiti come i Deep Purple. Poi cominciano a suonare e che cazzo,attaccano una canzone che sembrava una versione calabra di Memo Remigi. Tutto questo per dire, che non basta volere e millantare, per diventare davvero, pur con l'aiuto dell'ammaliatrice stampa fatta di scribacchini amici.

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  6. certo che adesso che ho potuto leggerla bene trovo molte affinità con quanto pubblicherò domani, soprattutto i richiami agli anni '70 e, ci ho aggiunto, al gotico sessantesco. anch'io ho citato Bava ma per Black Sabbath

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  7. La leggerò, ma quante ne sto perdendo allora, pubblichi giornalmente là? Qui cosa facciamo rileviamo noi il "brand" allora...?

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  8. fate come preferite Napoleone :)
    no no, un paio a settimana, di più 'gna fo...

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  9. @ Napoleone
    Beh oddio secondo me Shadow con tutti i suoi difetti non era da buttare e infatti sono curioso per Tulpa, le cazzatone alla Manetti Bros e Eaters ammetto che mi garbano :-)
    Mentre non mi è piaciuto affatto il film di Alemà

    @ Roberto
    Ovviamente la stupidità di certi individui non ha limiti, soprattutto considerando che questo Monsignore di sta fava è uno di Comunione e liberazione (la forma più spregevole della feccia), ovviamente una cosa come questa non può che farmi fare matte risate, anche perchè se leggi i commenti sotto quell'articolo il 95% sono contro il prete e lo prendono giustamente per il culo.
    Ma sti buffoni non si stancano mai di essere derisi da tutti???

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  10. myers82, parlare di quei personaggi è proprio come sparare sulla croce rossa infatti... su Shadow la penso come te

    napoleone, questa la mia rece su le streghe
    Le streghe di Salem | Cinema - PaperProject.it
    scritta prima di leggere la tua eh ;)

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  11. Ma ci mancherebbe, anche fosse dopo...ma da queste parti tornera mai...? Chissà cosa farà adesso l'Andreottiano.

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  12. son sempre qua... è come la casa natale. il tempo che ho per scrivere è ai minimi termini. forse almeno quando la figliolanza finisce le scuole dovrei riuscire a fare qualcosa in più.

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