lunedì 17 aprile 2006

Ray

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2004, Taylor Hackford.

Jamie Foxx si dimostra grande caratterista. Merito la sua fisionomia e sicuramente un gran trucco, la sua somiglianza con vate del soul-blues è stupefacente.

La sceneggiatura ha richiesto solo sforzo di sintesi. La vita di Ray Charles bastava a fare anche uno sceneggiato, volendo, come tutte quelle, forse, degli afroamericani che in qualche modo sono riusciti ad emergere in quel paese negli anni in cui la segregazione era ancora una realtà.
Un grande amore che sboccia e Ray tira fuori, dopo tanto aver suonato altri grandi autori in giro per gli USA, 'I got a woman, grandissima intuizione che mischia gospel e blues in modo, a detta di alcuni, persino blasfemo. E' invece un tripudio e da lì in avanti quest'uomo che mette il soul e il blues anche nella musica classica, conosce un crescendo di successo irrefrenabile.
Droga, vita peregrina, una famiglia difficile da gestire che solo una moglie devotissima permette di non disfare. Il finale, con la sua meritata fama mondiale, lo conoscete tutti.
Io non sapevo nulla della sua infanzia, dei suoi traumi e il film illustra bene che parte hanno avuto nella sua personalità.

Per saperne di più sul grande musicista, morto nel 2004:
http://www.raycharles.com/

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