giovedì 20 aprile 2006

Mulholland Drive

14

2001, David Lynch.


Scritto e diretto nel 2001 dal più grande regista vivente: David Lynch.
Permettetemi di rivolgermi a lui: "Caro David, non sono degno di partecipare alla visione e di commentare questa tua opera, ma non esprimerti su di me così io sarò salvato dalla pena eterna".

Prendete il vocabolario, cercate gli aggettivi più iperbolici possibile e applicateli ad ogni aspetto della cinematografia... non arriverete a descrivere il valore di quest'opera, della quale, alla 5° visione, voglio imprimermi in mente ogni fotogramma, ogni frase, ogni dettaglio della scenografia.
Protagoniste 2 donne, soprattutto una incredibile Naomi Watts (vera protagonista), ai tempi pressoché sconosciuta, che fornisce una lezione di recitazione da manuale. Impossibile ripetere una simile prestazione.
Regia e montaggio da scuola; musiche perfette di Angelo Badalamenti (altro mito) che fa anche una piccola parte; tutti gli attori sono espressione diretta del regista.

Voto: 10 e Lode e Encomio solenne e Inchino delle massime autorità mondiali del cinema e Osanna dall'alto dei cieli e L'Olimpo intero prono a ringraziare l'autore... impazzisco per questo film.
Ogni, ogni, ogni singola scena rende la visione degna.

Requisiti per la visione:
1- DVD originale perché le scene, i suoni, tutto ciò che coinvolge i sensi è volutamente modificato rispetto al naturale e DEVE essere visto esattamente così. Evitare assolutamente formati compressi, perdete tempo.
2- Vederlo di notte, nel silenzio più totale con l'attenzione totalizzante che un monaco tibetano dedica alla costruzione di un mandala. Nulla deve andare perso, ogni cosa deve essere memorizzata come tale, ben prima di capirne il significato. Il film parla della notte, si svolge di notte, è proprio la notte di un essere umano.

Molti non l'hanno capito, molti sì ma non gli è piaciuto.
La prima volta che lo vidi persi la scena che appare appena terminano i titoli di testa: la telecamera entra in un cuscino. Poi me lo hanno spiegato, e sono corso al cinema a rivederlo... avevano ragione i miei amici maestri, dovevo cogliere quella scena, ma non mi dissero altro, solo capire che il film si svolgeva in un cuscino. Poi io aggiunsi: "in una testa appoggiata a un cuscino".

Non vi racconto la trama, solo le riflessioni che ogni volta mi procura, sempre un po' più articolate delle precedenti.
Il film è per buona parte la storia di un incubo, la descrizione su pellicola, rappresentata, di un sogno, di una realtà onirica che è una cosa sola con la realtà vissuta.

SILENCIO! NO HAI BANDA [HOMBRE]!
... recitano in spagnolo attori che sembrano usciti dall'inferno, poco prima che il sogno finisce, in un teatro in cui tutto è possibile. Vuoi sentire una tromba? PAPAAAAA! ecco la tromba. Vuoi sentire un trombone? POPOPOOOO! ecco il trombone.
Devo solo alzare una mano, esprimere un desiderio, e si avvera tutto, perché? Perché il sogno è la realtà che l'inconscio costruisce, da una parte a sua immagine e somiglianza, dall'altra interpretando senza filtri i desideri e le speranze, così come le paure, di una persona.
Il SuperIo nel sonno è sconfitto, non può intervenire, non c'è perché forse, potremmo dire, riposa nei cassetti coi vestiti che indossiamo ogni giorno a seconda della situazione che ci prepariamo ad affrontare; ristagna nel vano dei cosmetici o delle creme o dei dopobarba, profumi, saponi, che dipingono e curano il nostro corpo, la nostra faccia, il nostro aspetto così come vogliamo che esso ci rappresenti nel rapportarci agli altri e al mondo; risiede latente nelle etiche e culture che non ci sono spontanee, naturali, che non abbiamo mai fatto nostre oppure non ci siamo ancora sufficientemente esercitati per renderle tali.

Ma è REALTA' il SuperIo?
L'Io e l'Es gli rispondono nel sonno, portano l'animo animale a una vendetta sul materiale, gli dicono - la realtà può essere questa, dovrebbe essere questa, vorrei sia questa - senza poter vincere però, perché manca la tangibilità.
Che bella parola: tangibilità. L'essenza del materialismo che osanna una materia che altro non è se non quello che viene percepito, in modo sempre unico e distinto, dai distinti sensi di ogni distinguibile essere vivente. L'udito dell'uomo è una cosa comune, ma Io sento col Mio udito. Gli occhi di ogni forma animale servono a vedere, ma Io vedo coi Miei occhi. Entriamo in un "materialismo relativista" quindi, un'evoluzione che sposta la soggettiva non sull'uomo ma sulla sua iterazione con la materia, iterazione che risiede nella percezione personale della realtà in quanto a sua volta non può essere definita oggettivamente.

Sembra un sofisma ma non lo è. La "realtà" risiede nel cervello o, meglio, in tutte le cellule dell'organismo capaci di memoria e di azioni conseguenti alla elaborazione della memoria stessa e non c'è solo il cervello all'uopo, bensì l'intero corpo di un essere vivente.
La "mia" realtà posso decidere quale sia quindi, e il potenziale, la massa di materia su cui posso intervenire con la mia sola Forza Pensante è grande quanto l'intero universo.
Ci sono persone che hanno studiato l'enorme potere che deriva dalla capacità di saper vivere Sogni Coscienti, da svegli, e ci sono riuscite. Sono persone che hanno un potere enorme.

Saper scindere i sogni e la realtà cosciente rimane un punto fondamentale nella vita di una persona, pena una non-sofferenza nella schizofrenia, che non procura dolore fisico ma può devastare alle radici le possibilità di relazione.

La protagonista al suo risveglio percepirà come il sogno le ha illustrato lei chi è veramente. Col sogno comprenderà la sua errata percezione della realtà cosciente che l'ha portata a compiere gesti inauditi e dei quali non può liberarsi.
Il sogno-incubo la perseguiterà quindi anche da sveglia, coi suoi folletti insulsi, i suoi fantasmi, le allucinazioni. Ormai l'incubo s'è trasfuso nel tangibile, nel Suo tangibile che solo lei comprende.
Non ci sarà scampo.

ONORE E GLORIA A DAVID LYNCH!

14 commenti:

  1. Di Lynch hai visto anche "Una storia vera"? Spero di sì!

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  2. Certo! E anche Velluto Blu, entrambi molto apprezzati, anni addietro.

    Mi fa piacere che hai letto questa recensione. L'ho scritta in trance...
    Questo film è il mio TOP del XXI sec, sarà in cima ad Olimpo ;-)

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    1. Roby io questo film l'ho visto di notte, al pc, con le cuffie, a letto. Posso solo dirti che non mi ha fatto dormire per le successive 10 notti. La scena più spaventosa? Quella del sogno di quell'uomo che si materializza (l'essere orribile che appare da dietro il muro sul retro del fast food), al secondo posto, la donna in avanzato stato di decomposizione trovata sul letto da Betti e Rita (spaventoso il volto ridotto in quello stato ma forse ancor più i momenti che hanno preceduto quella scena quando erano sulle tracce di quella donna e chiedevano in giro nel quartiere, lasciavano presagire che qualcosa di agghiacciante stava per materializzarsi ancor prima e forse la bravura di Lybch è proprio li. Le scene più godibili in assoluto (per me) Adam che sbrocca e distrugge con la mazza da golf il parabrezza della Limo dei fratelli Castigliani (altra scena flashante, Badalamenti che sputa l'espresso nel fazzoletto perché non di suo gusto), mentre la figura che più mi ha fatto venire i brividi,affascinato, insomma, provcato turbamenti e sentimenti contrastanti, è stata quella inquietantissima del cowboy (e i momenti che ne precedono l'incontro ti mettono la pelle d'oca). Confesso di non essere riuscito a guardare il film più di una volta perché pur amandolo, mi fa stare davvero male o meglio, passa da momenti di puro godimento visivo ad altri terrorizzanti in modo assolutamente disinvolto. Un altra scena che mi ha fatto venire i brividi (ma che di fatto, non ha portato a nulla di sconvolgente, è stata Rita che si aggirava nella casa prima di incontrare Betty, sembrava come se dovesse all'improvviso materializzarsi qualcosa di orribile davanti a lei ma di fatto non è accaduto. Tra tutto questo,incredibile a dirsi, ho trovato spazio anche per un erezione,: L'ho avuta durante il provino di Betti che si era fin troppo immedesimata nel bacio con il ben più maturo di lei collega. Uno dei film più inquietanti che abbia mai visto in ogni caso.

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    2. eh sì Max, quel provino secondo me ha fruttato alla Watts, ai tempi ancora non una superstar, la grande carriera futura

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  3. Certo, leggo le nuove e le vecchie. Ma adesso mi è venuto in mente Lynch e dato che questo film rappresenta il suo lato oscuro (nel senso di inconsueto) volevo accertarmene. Come potevo dubitare che Mullholland Drive non sarebbe stato in cima all'Olimpo? Spero di non scandalizzarti, ma se penso a Lynch il primo collegamento che mi viene in mente è invece Velluto blu.
    Personalmente non riuscirei mai a compilare una classifica di capolavori, nemmeno considerando i pari merito... Ma come la mettiamo con Lars?

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  4. Nessuno scandalo, adoro anche quel film che dovrò rivedere e recensire prima o poi. :)
    Lars sarebbe fiero del suo "discepolo" secondo me, poi per gli amori cinematografici è ammessa la poligamia, o no? Dogville è a distanza brevissima, anche meno, lo spessore di una ciglia.

    La lista per Olimpo è la più difficile, ma la farò.

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  5. ahah, vedo già che ti rotolerai per terra disperato strappandoti i capelli... no, magari la barba... Non centra con il n. 1, se pensi sia questo, ma non è giusto nei confronti di tutti quei film che SAI, che conosci bene e non hanno la fortuna di essere qui nel blog... No, non è proprio giusto, è discriminante. Scherzo, ma a dire il vero, dovessi farla io quella lista, questo tarlo mi verrebbe di sicuro!

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  6. Se non hai ancora visto Inland Empire corri subito a vederlo. È come un'esplosione di tutte le sensazioni che hai descritto a proposito di questo film, amplificate all'ennesima potenza: imperdibile.

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  7. caspita, l'avevo in lista quel film e me l'ero "scuordato". grazie! :)
    lo guarderò appena disponibile...

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  8. Ci sarebbero davvero troppe cose da dire su questo film...diciamo che il momento presente è un piccolissimo spazio fra il sogno ed i flash back. Tutto quadra alla perfezione, sembra un puzzle impazzito e invece ogni tassello ha una sua precisa collocazione.
    "una storia può essere raccontata in tanti modi" come dice Lynch stesso.
    Hai visto "strade perdute"?

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  9. yesssss :-)
    http://robydickfilms.blogspot.com/2006/08/strade-perdute.html

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  10. Tadàààààààà....Lynch...avevo una dispensa solo su di lui e velluto blu...tutto sommato era fin troppo facile se paragonato al mattonazzo ( perdonami ma in università sparati un esame di storia del cinema italiano annuale...e studiarlo in due mesi non è il massimo) di tutta la storia del cinema italiano....e comunque anche Twin Peaks ha il suo perchè.

    Mulholland...è bello, è un Lynch più maturo...oserei asserire, massì oso oso.

    *Lei mi rivedrà soltanto un'altra volta se farà il bravo, lei mi rivedrà altre due volte, se farà il cattivo.*

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  11. wé, ma peschi davvero il meglio! e pure con citazioni, animatrice dotta e edotta, davvero ;-)

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  12. Ciao animale un po' così! Come cacchio stai? Solo per dire che ho visto qualche giorno fa il film in oggetto, e devo aggiungere alle tue una terza categoria di spettatori, a cui appartengo: quelli che non l'han capito ma gli è piaciuto un sacco.

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