venerdì 19 agosto 2011

Profondo Rosso (aka: Deep Red) (aka: Le Frisson de l'Angoisse)

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1975, Dario Argento.


Mark/David Hemmings :- “Gianna! Gianna! C'è qualcuno in casa...e sta assolutamente cercando di uccidermi, mi capisci?”

Gianna Brezzi/Daria Nicolodi :-”Io penso che una donna deve pur essere indipendente in modo che possa...”
Mark :- “Oh, non iniziare con me tutta quella roba di voi donne. E' un fatto che fondamentalmente...gli uomini sono diversi dalle donne. Le donne sono... più deboli, bene, sono più... delicate.”
Gianna :-”Sono che cosa? Più deboli? Più delicate?” [Prorompe in una fragorosa risata]
Gianna :- [Smette di ridere, si alza e si sposta al tavolo, spingendo le cose giù da esso]
Mark .- “Cosa diavolo stai facendo?” [seduto di nuovo, lei gli prende su il braccio]
Gianna :-”Andiamo, Tarzan. Perchè non provare con me?”
Mark .- “Ma cosa?”
Gianna :-”Braccio di ferro.”

Carlo/Gabriele Lavia :-”Guarda, forse hai visto qualcosa di così importante che la tua mente non riesce a realizzarlo.”
Mark :-”Ma... Sto solo cercando di capire, perchè... Carlo sai, a volte quello che realmente si vede e ciò che si immagina... si confondono nella memoria come un cocktail... di cui non è possibile distinguere un sapore da un altro.”
Mark :-”Ma io sto dicendo la verità!”
Carlo :-”No Mark. Te pensi di dire la verità, ma in realtà... stai dicendo solo la tua versione, della verità. Succede a me tutto il tempo.”

Rodi /Furio Meniconi:- “Olga! Torna subito qui!”
[Olga torna da suo padre] Olga/Nicoletta Elmi, la mitica :-”Cosa c'è?”
Rodi :-”Sei una piccola strega. Ti avevo detto di non farlo di nuovo!” [Olga prende uno schiaffo in faccia]
Rodi :-”E ora vai, via di qui!”
[Olga sogghigna malvagiamente a suo padre mentre indietreggia]
[Tornata alla macchina di Mark]
Mark :-”Ma cosa hai fatto?”
Olga :-”Niente. Non ci prestare alcuna attenzione. Mio padre è solo un po' matto.” [ai piedi di Rodi, una lucertola con uno spillone attraverso la sua testa, si sta contorcendo per terra. 

“Il film è girato quasi tutto a Torino, la villa si trova sulle colline della città, un edificio bellissimo, uno degli esempi più belli dell'art-decò […]. L'ho scoperta per caso mentre giravo in auto in cerca di posti interessanti dove girare il film. La villa era in realtà un collegio femminile diretto dalle monache e siccome ne avevamo bisogno per un mese -fra preparazione e ricerche -offrimmo alle occupanti una bella vacanza a Rimini dove si divertirono tantissimo. Con noi restò una monaca-guardiano che sorvegliò le riprese con austerità. In una piazza di Torino invece girai la scena in cui Lavia ed Hemmings assistono all'omicidio della sensitiva, lì feci costruire appositamente un bar che si ispira al celebre quadro di Edward Hopper I Sonnambuli, un'opera che mi piaceva molto.”
Dario Argento, in Fabio Maiello, Intervista a Dario Argento. "L'occhio che uccide", Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1996, p.32

“Parliamo un po' degli attori dei tuoi film. […] Vorrei ricordare alcuni tuoi interpreti […] David Hemmings...” -
”Mi era piaciuto molto in “Blow-up”, così l'ho chiamato per “Profondo rosso”. Era un po' ingrassato, ma mi disse che non dovevo preoccuparmi, che sarebbe andato in un istituto e in una settimana-dieci giorni avrebbe riacquistato il peso forma. E così fece. Mi sono trovato benissimo con lui...”
Roma, 6 marzo 2008.
Il cinema nel sangue. Conversazione con Dario Argento.
Contenuta in “Tagli. Il cinema di Dario Argento” a cura di Domenico Monetti e Luca Pallanch. Quaderni del CSC Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Fondazione Pesaro Nuovo Cinema Onlus

John Carpenter, sul film:
"Quando Dario Argento era in forma, era in forma!! Ovvero, quando Dario Argento era Dario Argento. Avvolte, è difficile anche solo ricordare la grandezza di un regista quando le sue prove più recenti sono di una tale frustrante pochezza, a paragone. Una recente re-visione a "Inferno" ha riacceso il mio interesse per il maestro dell'horror dopo che Argento era caduto dalla mia buona grazia con titoli del “calibro” di "Giallo" e di "Il Fantasma dell'opera". E appena ho intrapreso quel viaggio di 107 minuti nella memoria, mi sono subito ricordato perché avrei a dover cantare le lodi di Argento durante i dibattiti sui grandi dell'orrore. Divertente come rivedere "Inferno" è stato quello di rivisitare, anche l'addirittura superiore "Profondo Rosso". Questo classico del 1975 è l'esempio perfetto di cosa vuol dire il momento in cui le stelle allineate perfettamente nel cielo e tutto è perfettamente in luogo per preparare il terreno ad un vero giallo classico."

Marcus Daly (David Hemmings), è un pianista inglese che vive a Roma, trovandosi nel posto sbagliato al momento sbagliato. A sua insaputa, la sua vicina di casa e medium Helga Ulmann (Macha Méril), ma anche di tutti, è entrata in contatto psichico con La mente di un assassino durante una conferenza nel corso della giornata. E adesso Helga sa anche chi fosse, quella persona, e il suo segreto celato da decenni. Questa persona non vuole che il segreto venga rivelato e uccide Helga mentre Marcus si trova a osservare casualmente dalla strada la scena, rientrando a casa. Piuttosto che fuggire a piedi dalla macabra scena, Marcus accorre dritto nell'appartamento di Helga, cercando anche di capire chi può avere commesso il violento crimine, ma non riuscirà che a vedere dalla finestra sfondata dal corpo di Helga una figura nero vestita allontanarsi di corsa da sotto il palazzo. Nel suo tentativo di ricordare i dettagli di tutto ciò di cui è stato testimone, Marcus trova l'aiuto di una giornalista zelante di nome Gianna Brezzi (Daria Nicolodi), per aiutarlo a mettere insieme i tasselli che non riescono a trasparire, dietro il caos.

Quando i fan dell'orrore parlano di Dario Argento, è di solito con "Suspiria" che aprono i discorsi sul suo cinema. Ciò perchè "Suspiria" era sicuramente indimenticabilmente bello, ed ha a suo favore una storia che è indimenticabilmente posta sul nascere a favore di colore, stile e terrore. "Deep Red” (versione inglese) o "Profondo Rosso" (versione italiana) fa centro in ogni settore. La storia è semplice e suona come quella di un thriller. L'assassino uccide, mentre tutti i 126 minuti montati dal regista italiano, sono spietati. Oltre a questi elementi chiave Giallo, Argento compone molte inquadrature cinematografiche di dolce bellezza, con grande amore per il bel cinema. Il film prenderà il punto di vista dell'assassino un momento prima di “guardarsi intorno” e assumere quello di una vittima successiva. Ci sono molti momenti in cui vorrei guardare a sinistra o a destra, come un visualizzatore, e la cinepresa sembra anticipare le mie richieste. "Profondo Rosso" è uno di quei rari e speciali film nei quali un regista è veramente in grado di far danzare dove vuole lui il pubblico. La miscela di umorismo ed emozioni è perfetta. Mentre il montaggio del regista è di circa 21 minuti in più, riempiendo il film di profondità e carattere senza che venga mai rallentato. Ho trovato il ritmo essere splendido, e così ho amato come Argento svolge lentamente la storia, senza mai mostrare le sue carte fino all'ultimo momento possibile. "Deep Red" è il capolavoro di Argento. "Profondo Rosso", ovvero la versione cinematografica originale italiana, è ancora migliore. Grande colonna sonora dei Goblin (Simonetti - Morante - Pignatelli - Marangolo) così determinante e indissolubile da ogni singola sequenza del film, e il cui portentoso lavoro e risultato è stato di enorme arricchimento per il successo definitivo del film.”

Dopo gli 11 secondi tagliati nel 1993 per l'edizione video della Redemption, il DVD della Platinum ha ripristinato la breve sequenza della lotta fra i due cani, anche se un taglio è stato mantenuto. Sulla quale Dario Argento ha spiegato che può essere scelta con l'audio in inglese o in italiano, anche se la versione in lingua italiana ha mostrato un taglio molto sciatto nella colonna audio originale prima della lucertola che si vede sullo schermo con uno spillone conficcato in testa. La stampa più breve in inglese non ha avuto questi tagli.

Le inquadrature in primo piano delle mani dell'assassino, con indosso dei guanti di pelle nera, sono delle mani di Argento stesso. In una scena David Hemmings passa davanti a un bar notturno. Il bar è in stile ispirato al celebre dipinto “Nighthawks” di Edward Hopper.

Marchio registico di Argento: la vittima di un omicidio che sfonda il vetro di una finestra.

Marchio registico di Argento: i protagonisti celano gli indizi nella loro memoria.

Il regista Dario Argento aprì nel 1990 un negozio di memorabilia e vhs da collezione a Roma, chiamandolo “Profondo Rosso”.

Il co-sceneggiatore Bernardino Zapponi disse che l'ispirazione per le scene dei delitti è venuta insieme ad Argento al pensare a delle lesioni dolorose nelle quali il pubblico potesse identificarsi. In sostanza, non tutti sanno cos'è il dolore di essere colpiti da un colpo di pistola, ma tutti hanno ad un certo punto colpito accidentalmente lo spigolo di un mobile o sono stati scottati dall'acqua bollente.

Il titolo francese del film è “Le Frisson de l'Angoisse”, ovvero “I Brividi dell'angoscia”.

Dopo il successo internazionale del film successivo di Argento, “Suspiria” (1977), “Profondo Rosso” in Giappone venne fatto uscire con il titolo “Suspiria 2”, anche se non c'è alcun collegamento con la trama di “Suspiria”, ed è stato realizzato due anni prima.

La versione originale italiana è di 120 minuti. La maggior parte delle versioni USA rimossero ben 22 minuti di riprese, e cioè tutte le scene più di violenza grafica, e tutte le scene umoristiche, oltre che quasi tutte le scene romantiche tra David Hemmings e Daria Nicolodi e parte della trama secondaria che riguarda la casa del bambino urlante.

In una recente versione americana è stata finalmente ripristinata in maniera completa la sequenza dei crediti finali con David Hemmings che dopo la morte dell'assassino si rispecchia in una pozza di sangue. E senza fermo immagine come era originariamente.

L'originale versione Redemption Video per il Regno Unito come detto venne tagliata di 11 secondi per rimuovere le scene dei 2 cani che combattono e di una lucertola viva infilzata con uno spillo. Il DVD Platinum del 2005 è un po' ri-montato (per escludere la scena della lucertola) e ripristina la sequenza dei cani. Anche se così com'è sembra più probabile che stiano giocando, invece che combattere. Dopo aver ricevuto informazioni da parte della società di produzione che la scena della lucertola era comunque falsa (lo spillone è stato descritto come un'”effetto speciale”), il BBFC (British Board of Classification Films) ha rinunciato al taglio per la nuova edizione in DVD della Arrow nel dicembre 2010.

La versione brasiliana omette un'intera sequenza (tra l'altro bellissima e molto famosa, di una micro soggettiva realizzata con una delle prime microcamerine snodabili Snorkel in fibra ottica e dall'impiego allora esclusivamente pionieristico, nel campo della medicina clinica), lungo un tavolo dell'assassino, ricoperto di bambole e disegni stesi, tagliando direttamente da Helga nel teatro a lei al telefono nel suo appartamento. Inoltre, il dialogo tra Marco e Carlo in piazza ha poco dialogo e la maggior parte di esso è stato tagliato.

La versione integrale italiana (con sottotitoli in inglese e un piccolo taglio dai censori UK) è disponibile in video nel Regno Unito nel formato pan & Scan della Redemption Films. Prima della definitiva edizione succitata della Arrow, la versione widescreen conosciuta di questa versione si trovava solo in Australia, completamente uncut su SBS-TV e sulla sua pay-tv Mondial channel. Si noti che la versione widescreen su laserdisc è solo in lingua inglese ed è stata tagliata inspiegabilmente dallo stesso Argento di circa 12 minuti.

Nella versione cinematografica originale, i titoli di coda vengono visualizzati sopra all'immagine di David Hemmings riflessa in una pozza di sangue sul pavimento, senza fermo immagine ma in movimento, mentre il volto di David Hemmings si muove, muta di espressione, ecc., per tutta la durata dello scorrere dei titoli. La versione DVD Anchor Bay R1 contiene invece i crediti su un fermo immagine della scena originale. Diversamente da questo cambiamento, la versione in DVD della Anchor Bay è una versione del film completamente non tagliata.

La “versione restaurata” in lingua inglese dura 126 minuti. Le sequenze che non erano nella versione originale in lingua inglese sono perciò presentate in italiano con sottotitoli in inglese.


“Profondo rosso” è ambientato interamente a Roma, ma venne girato praticamente tutto a Torino, e un poco, a Roma e a Perugia.
La famosa scena del film al congresso di parapsicologia, con un piano sequenza da antologia, fu girata all'interno del famoso Teatro Carignano di Torino, in Piazza Carignano 6, che è stato riaperto dopo un lungo e laborioso restauro.
La sequenza delle prove della band jazz di Mark, venne girata nell'interno del Mausoleo di Santa Costanza a Roma.
La fontana dinnanzi alla quale si ritrovano Mark e Carlo invariabilmente ubriaco fradicio, nelle loro conversazioni notturne, è la Fontana del Po, in Piazza C.L.N. A Torino. Grazie al film, questa piazza è oramai famosa in tutto il mondo, e meta ogni anno del “pellegrinaggio” in visita da parte di fan di ogni parte del mondo.
Il palazzo in cui ha l'appartamento Mark come anche la sensitiva Helga invece, è sempre sito in Piazza C.L.N., dinnanzi al n' civico 222, ma gli interni sono stati ricostruiti e ripresi nei mitici teatri di posa della De Paolis, a Roma.
La sequenza del funerale della medium Helga è stata invece girata al Cimitero monumentale di Perugia.
Il piano bar “Blue Bar”, nel quale lavora come pianista Carlo come detto, non è invece mai esistito. La scenografia fu costruita -direttamente in Piazza C.L.N. vicino a dove abita Mark, e come detto è una chiara citazione -rimando del celebre dipinto di Edward Hopper, “Nighthawks”.
La scuola media “Leonardo Vinci”, nella quale Mark e Gianna nottetempo si introducono in cerca del disegno visto a casa di Olga, è nella realtà il famoso Liceo Classico romano “Terenzio Mamiani”, ubicato in Viale delle Milizie, 30.
L'inquietante e sinistra “villa del bambino urlante”, nella quale Mark fa emergere il disegno sotto l'intonaco e rinviene il cadavere murato, e che nel film si troverebbe nei dintorni agresti di Roma, nella realtà è ubicata nel quartiere Borgo Po di Torino, in Corso Giovanni Lanza 57 ed è nota come Villa Scott.

Nel film i mezzi utilizzati nelle scene rivestono un ruolo importante. Tra essi è molto ricordata la Fiat 500, piuttosto malandata, di Gianna Brezzi, e nella quale si ritrovano sempre a discutere Gianna e Mark, o la Lancia Beta noleggiata da Mark, come la Lancia Beta Coupè che uccide Carlo schiacciandogli la testa nella famosissima e raccapricciante scena, e l'autocarro Fiat 643 della nettezza urbana che lo aggancia e lo trascina.

Il titolo del film durante la lavorazione era “La Tigre dai denti a sciabola”, come per continuare i titoli “zoologici” che tanta fortuna portarono ad Argento, ma fortunatamente fu cambiato in quello definitivo di “Profondo rosso”, data anche la grande predominanza di detto colore in tutte le sue forme dallo scarlatto, nel film. Sia per l'ovvio richiamo al sangue che per le precise scelte scenografiche e di fotografia (basti citare appunto la suddetta famosa scena in teatro, con l'apertura delle tende rosse). Ma anche, si pensa, perchè in originale “Deep Red”, era un richiamo diretto a Deep Purple, ovvero il celeberrimo gruppo rock-progressive che Argento aveva inizialmente voluto ingaggiare per comporre la colonna sonora del film, ma che indisponibile, non potè partecipare, e venne sostituito dai giovani Goblin, una volta che Argento sentì una demo del loro album “Roller”.
Per un certo periodo -fortunatamente breve-, su un copione del film comparve il misterioso titolo provvisorio “Chipsiomega”.

Il mangianastri con il quale l'assassino diffonde la famosa nenia infantile è un “Memocord K70”: prodotto tra gli anni '50 e '60, sia in Gran Bretagna che in Germania, veniva pubblicizzato per gli uomini d'affari dell'epoca come una “banca della memoria” dalla durata complessiva di 90 minuti, nella quale poter dettare e far registrare appunti di lavoro, appuntamenti, e anche discorsi.

Nel 2007, “Profondo rosso” diventa anche (purtroppo) un orrendo musical di stampo a là “X-Factor” , con la supervisione “artistica” dello stesso Argento (che sarà soltanto passato a ritirare un pingue assegno finale), musicato da un'ormai bolso Claudio Simonetti, per la regia di Marco Calindri (figlio o nipote del mitico Ernesto), con l'attore e cantante (scoperto da Luciano Pavarotti, è un belloccio bietolone buono per un musical al massimo ispirato all' ”Isola dei Famosi”) che interpreta (ahahahaha!) il ruolo di Mark Daly. La trama riprende la versione originale del film, ma l'ambientazione è sposta ai giorni nostri. Vengono inoltre aggiunti nuovi brani elettronici bolliti scritti da Simonetti per Altieri, (forse perchè gli voleva male), raccolti in una nuova colonna sonora.

Nel 2000 (nel venticinquennale dell'uscita cinematografica italiana), Dario Argento e il gruppo dei Goblin realizzarono un cortometraggio ispirato al film: sulla musica del film il regista romano, in veste -per lui non nuova visto che lo ha fatto in quasi tutti i suoi film- di assassino, uccideva uno ad uno tutti i componenti della band, nelle stesse identiche maniere in cui venivano uccise le vittime nel film. Il cortometraggio fu trasmesso da Retequattro nell'aprile del 2000, in coda alla messa in onda del film. Il sopracitato cortometraggio è stato inserito come extra nell'edizione USA del film in Bluray.

L'8 luglio 2009 è stata organizzata una proiezione pubblica del film a Torino, in piazza Comitato di Liberazione Nazionale (la famosa e sopracitata piazza- teatro nel film degli incontri notturni tra David Hemmings e Gabriele Lavia, e del primo famosissimo omicidio, quello di Helga Ullmann), alla presenza di Dario Argento. Il compositore Claudio Simonetti ha eseguito e diretto dal vivo le musiche del film.

Il film incassò al botteghino alla sua prima uscita italiana, la cifra record di 2 miliardi e 700 milioni di lire.

Il gruppo industrial-gothic italiano Deuxvolt ha realizzato un tributo tecno -elettronico, e ispirato alla o.s.t. origianale composta dai Goblin.

Napoleone Wilson

video


15 commenti:

  1. Grande film, e pezzo dettagliatissimo.
    Bravo Napoleone, hai risvegliato in me il ricordo del Dario Argento migliore, quello ormai ufficialmente scomparso da almeno una decina d'anni.

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  2. PROFONDO ROSSO e INFERNO sono dei capolavori assoluti anche per me che non amo molto il genere. Così come capolavori sono le recensioni di Napoleone Wilson. Complimenti sinceri. :D

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  3. “Profondo rosso”, uno dei film, se non “il film”, unanimemente considerato il migliore di Argento, vero “manifesto” del suo cinema e della sua personalissima tecnica e stile cinematografico, ebbe una gestazione lunga, nata alle battute finali della realizzazione de “Le Cinque giornate”, -anche se l'idea che ne fu ispiratrice alla base affonda le radici addirittura in una stesura di “Quattro mosche di velluto grigio”-, e cioè nella scena poi cassata dalla realizzazione finale di una medium, la quale durante una seduta entra in contatto mentale con la mente malata di un assassino, e risalente come detto ad una prima sua stesura. Argento si applica ad un alacre lavoro di sceneggiatura, ma non rimanendo mai soddisfatto del risultato, si fa aiutare dal notissimo sceneggiatore Bernardino Zapponi, tant'è che la stesura finale risulterà firmata a quattro mani. Il Zapponi, intervistato si attribuisce a sé, ovviamente, e come citato anche prima, l'idea di “aver voluto rendere molto fisico l'orrore del film, e di legarlo ad un contesto realistico e comune”(op.cit.,Wiki) mentre riconosce ad Argento tutto il risvolto e il “cotè” fantastico della vicenda (la medium, i “fantasmi” della villa).
    Qui, bisogna anche “sfatare” una delle “leggende” maggiormente ricorrenti sul film, e dovuta massimamente fatta risalire ad una recensione di Kezich, scritta all'epoca dell'uscita del film ('75).
    Non è vero, come affermato, che la fotografia trovata su di un mobile da Gianna/Daria Nicolodi a casa di Mark/David Hemmings, e che alla domanda di lei -”Chi è?”, allorquando Mark le risponde che è una di cui si ricorda a malapena, e lei getta nel cestino, sia la foto di Marilù Tolo, dalla quale il regista si era appena separato dopo un anno di convivenza seguito al divorzio dalla prima moglie Marisa Casale. La foto era di un'attrice casualmente somigliante a Marilù Tolo ma nemmeno tanto, che come spiegato dallo stesso Argento, forse per merito della particolare illuminazione della scena e dell'inquadratura, richiama effettivamente Marilù Tolo, ma che non venne scelta per questo.
    Quindi, sarebbe assolutamente falsa, questa sua “allusione/vendetta” risalente alla situazione affettiva e personale di Argento, in quel periodo.

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  4. Argento ha poi sempre ricordato il periodo inerente alla lavorazione di “Profondo rosso” come molto intenso, attivo e febbrile. Oltretutto, è proprio in occasione di “Profondo rosso” che si delinea la relazione tra lui e Daria Nicolodi. Scelta per il film una volta vista in suo ruolo precedente ne “La Proprietà non è più un furto”('73)di Elio Petri, con Ugo Tognazzi e Flavio Bucci.
    Clara Calamai la bellissima protagonista di “Ossessione”('41)di Luchino Visconti e di molti altri classici film italiani degli anni'40, venne scelta da Argento per interpretare la folle madre di Carlo in maniera assolutamente non casuale, Argento voleva infatti una attrice “vecchia gloria” del nostro cinema che fu, una diva che era assolutamente famosa, ma oggi dimenticata a là maniera di Gloria Swanson in/per “Sunset Boulevard”(Viale del tramonto)('51) di Billy Wilder, da lungo assente dagli schermi e oramai passata di moda. Quando David Hemmings è a casa della donna per la prima volta, tutte le fotografie che la Calamai gli fa vedere sono davvero le sue, foto di scena ritraenti lei nei suoi veri vecchi film.
    La oramai storica o.s.t. Dei Goblin, fu composta ed eseguita anche avvalendosi dei precedenti spartiti di Giorgio Gaslini, e all'inizio fu una scelta di ripiego, per Argento, lui infatti voleva come detto i Deep Purple, o in subordine i Pink Floyd, ma con nessuna delle famosissime band si arrivò neppure ad un accordo, anche perchè i Pink Floyd erano nella piena lavorazione della composizione di un nuovo album. La produzione del film si affidò quindi di nuovo a Gaslini, dopo “Le cinque giornate”. Ma Argento sentì che per questo film si necessitava di qualcosa di più moderno che il jazz, molto attratto dal demo di “Cherry Five” più ancora che del successivo “Roller”, Argento entrò per la prima volta in contatto con i Goblin, che accettarono subito e con i quali verrà a compiersi una lunga, unica e irripetibile collaborazione in campo cinematografico-musicale, proprio stando a dichiarazioni di Argento, il 90% della colonna sonora di “Profondo rosso” è da attribuire come merito della superlativa riuscita ai Goblin, il resto a Gaslini.

    L'isolata casa in campagna nella quale vive Amanda righetti (Giuliana Calandra) è a Roma, in via della Giustiniana 773.

    Gli effetti speciali del film furono gli ultimi che creò Carlo Rambaldi in Italia, -compresa la celeberrima decapitazione finale, e il bambolotto meccanico sardonico e ghignante-, prima della sua chiamata nottetempo per precipitarsi a Los Angeles da Dino De Laurentiis a “dare una mano” alla creazione del “King Kong” poi premiato con l'Oscar, nel remake-kolossal di John Guillermin ('76) e quindi della sua nuova, inaudita, carriera americana di creatore di effetti speciali meccanici pluri- premiato con l'Oscar. O così narra la leggenda.

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  5. Napoleone, sei una miniera di informazioni mostruosa. Come ti ritagli il tempo di andarle a pescare e scrivere pezzi così corposi!?

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  6. Grazie MrJamesFord, l'ultimo film contenente sequenze e immagini veramente ancora di "sprazzi d'Argento" è solamente "Trauma", A.D. 1993, quindi,ormai quasi vent'anni fa...Zio Scriba, perfettamente d'accordo con te, sull'eguale considerazione di "Inferno" rispetto a "Profondo rosso", capolavoro stilistico, e grandioso incubo visuale, figurativo, e immaginativo.

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  7. straordinario commento (complimenti Napoleone!) a un pezzo di Storia del cinema, da vedere e rivedere!

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  8. Roby, questa sì che significa velocità della luce! Grande Napoleone, questo film è straordinario, uno dei più belli di sempre! La prima volta che lo vidi al cinema ero ragazzino, e mi ricordo che non dormii per una settimana! Ho rivisto poi questo film almeno altre 10 volte, e il cuore mi continua ad arrivare alla gola ogni volta che so sta per giungere ognuna delle scene che sappiamo...ma quella che più di tutti mi fa salire il sudore freddo è quella dell'origine di tutto...di lei che grida "Non voglio tornarci!" e poi..... Bella rece, bravissimo!

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  9. sul film, che ricordavo pochissimo e ho trovato stupendo, non un fotogramma è casuale, non ho nulla da aggiungere.

    volevo solo dire con l'occasione che, con la "scusa" dell'impaginazione, io le rece di napoleone le leggo alla virgola-punto e più volte: sono veramente qualcosa di unico. e pure i suoi commenti! personaggio immenso.

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  10. Profondo rosso è un mio film fondamenta, visto in più stadi.
    Da ragazzino, consigliato dai genitori (pensa un po', avevo una decina d'anni!).
    Più grande, già appassionato d'horror e dintorni, generalmente più adrenalinici.
    E poi via via, scoprendone dettagli, finezze, citazioni, retroscena.
    Non so dire quante volte l'ho rivisto, ma siamo nell'ordine della trentina, minimo.
    Anch'io sono andato in pellegrinaggio su alcuni dei luoghi di ripresa, grande emozione.
    Interessante la caratterizzazione Zapponi/Argento, effettivamente il film è un misto di onirico e fisico, cosa che non si può dire, ad esempio, di un Inferno, che verte quasi totalmente sulla prima impostazione.
    Contento della scelta di ripiego sui Goblin, e vi spiego perché, nonostante possa prendere legnate da mezzo web: Deep Purple o Pink Floyd avrebbero potuto oscurare il film con il loro spessore, sarebbero andati loro meriti del successo probabilmente anche oltremisura, un po' per effettiva capacità un po' per retorica (perdonatemi). Invece, con i Goblin, si è instaurato un rapporto "mattone", loro hanno contribuito alla costruzione così come altri elementi; hanno il merito di avere dato il successo alla pellicola, insieme ad altre componenti, senza esagerazione. Poi, sono diventati simbolo: i Goblin sono Argento e Argento è i Goblin.
    Recensione che ti sprofonda nell'universo argentiano vecchio stampo, che dire...
    Napoleone, io il corto del 2000 lo cerco da anni, "fuss ca fuss" che ce l'hai?

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  11. No, non c'e l'ho, ma lo trovi, e' stato inserito nel Bluray uscito in R1 a giugno, dalla Anchor Bay. Io forse lo prendero', ma avendo preso il DVD della Arrow U.K. a dicembre...L'edizione migliore fra le miriadi in tutto il mondo comunque, rimane ancora quella francese della Wils Side,Pubblicata dal 2005 in packaging cartonato bianco, Edition Collector...Nn ti dare troppa pena comunque occhio, per questo corto fantomatico...Dammi retta, se tanto mi da tanto ed e' sulla falsariga dei videoclip anni'90 dei Daemonia di Stivaletti, dev'essere proprio -e da come pare ampiamente dalle descrizioni- una stronzata col botto.

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  12. Anch'io ho la Arrow, Napoleone, acquistata dopo vari confronti. Poi mi ritrovo anche il master Mediaset... Avevo anche una vecchia VHS ex nolo, non ricordo l'edizione.
    Certo, non comprerei il Blu-ray sono per il corto, sono solo curioso; concordo con la tua osservazione, sarà l'ennesima delusione del new Argento e co., con l'intenzione di ritornare a fasti che stanno bene dove sono.
    Grazie per le sempre utili dritte! ;)

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  13. Occhio, grazie, se di VHS ex - nolo hai la prima vecchia bellissima edizione anni'80 (prima stampa nel 1984) a "libro" di plastica morbida della Domovideo, con In copertina la macchia nera su sfondo rosso, siamo "fratelli d'elezione"...

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  14. Guarda, l'"avevo" perché disgraziatamente è andata perduta, ma ricordo che era proprio quella lì. Ho un ricordo vivissimo della videoteca che me la donò (quando chiuse), con me che guardavo curiosissimo la sezione horror e dintorni, con questa vhs esposta vicino quella di Inferno (mi è rimasto impresso che quest'ultima era più piccola di dimensioni; mai stato collezionista, quindi non conosco le particolarità). Giovanissimo, cercavo di decifrare la macchia, vedendoci chissà cosa! :D

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  15. Il miglior film di Dario Argento IN ASSOLUTO un capolavoro, un must da avere assolutamente, io ho quasi tutti i film di Dario ma nessuno che superi Profondo Rosso, apparte i titoli fino a metà anni ottanta che sono anche loro grandi film ma questo è unico nel suo genere :)

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