sabato 3 marzo 2012

The Silence of the Lambs - Il Silenzio degli Innocenti

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1991, Jonathan Demme.

Nel 1991 un Thriller ha imposto l’attenzione del grande pubblico, protagonista Hannibal Lecter, che deve aiutare l’FBI a catturare Buffalo Bill, un pericoloso serial killer che scuoia le sue vittime, motivo? Lecter è uno psichiatra che in passato e prima che si scoprissero i suoi crimini ha collaborato con la polizia lavorando come psichiatra criminale e Buffalo Bill era un suo paziente, quindi conosce molto bene questo assassino, quindi è l’unico che può aiutare gli investigatori, ad occuparsi del caso è Clarice Starling, una giovane recluta, che stabilisce un rapporto particolare con lo psichiatra cannibale, un rapporto sottile, fatto di parole, di gesti, che scava nel profondo e analizza il suo inconscio, Lecter gioca con lei, e lei parla, e più parla, più scava nel profondo, e più esce fuori quel trauma, che farà scoprire tante cose che erano nascoste dentro di lei.
Lecter, interpretato magistralmente da Anthony Hopkins, che in modo quasi luciferino interpreta il personaggio che gli darà la fama, gli onori e l’oscar, trasformandolo in attore da culto a icona del grande cinema, quale è diventato ormai Hopkins e il suo personaggio.

Tralasciando il franchise generato dal successo dell’originale che ha ridimensionato il personaggio di Lecter come psicopatico in serie che ha messo in ombra il personaggio soprattutto nei film di Ridley Scott e l’ultimo dove si parla del giovane Lecter.
L’opera di Demme è invece sottile come il filo di un rasoio, ma che lascia il segno indelebile nello spettatore, tratto dal romanzo di Thomas Harris che già nella sua forma letteraria ha creato una saga che è poi stata tradotta per il cinema, Demme ha diretto il primo seguito della saga che precedentemente è stata portata sullo schermo da Michael Mann in Manhunter Frammenti di un omicidio che molti reputano migliore di questa opera e per altri molti è un capolavoro.
L’opera di Demme è un film da Olimpo, per diversi punti di vista, un film da pelle d’oca che è entrato nella storia del cinema grazie alla straordinaria capacità di Demme di creare tensione scena dopo scena, e alla straordinaria bravura del cast di attori protagonisti, tra cui spiccano una magistrale Jodie Foster – che ha ottenuto il secondo oscar della sua carriera grazie a questo film – e Sir Anthony Hopkins, divenuto il volto definitivo di Lecter, grazie all’impressionante bravura di interpretarlo annullando se stesso, come se Lecter fosse la sua seconda personalità o potremo dire la sua seconda pelle, lì non esiste Anthony Hopkins ma esiste Lecter, lui dice allo spettatore ehy si, tu sei mio fan non è vero? Bene allora ti informo che quello che stai vedendo non è Hopkins, ma Hannibal Lecter perché Lecter sono io.

Che altro c’è da dire, se non sottolineare l’immensa capacità di Demme di imprigionare lo spettatore e di farlo vivere come se fosse lui il personaggio del film che sta guardando? Allora, continuiamo con il film, che vede il rapimento della figlia del governatore da parte di Buffalo Bill e con uno stratagemma che poi si rivelerà fasullo, cerca di farsi dare una mano da Lecter, ma quando Lecter si accorgerà dell’inganno le cose precipiteranno in qualcosa di pericoloso, e sarà una lotta contro il tempo, ma sarà tutto inutile perché Lecter con uno stratagemma riesce a scappare, riusciranno gli agenti dell’Fbi a liberare la ragazza?

Un capolavoro, un film che nonostante lo scorrere del tempo riesce ad essere attuale e innovativo ancora oggi, non ho visto Manhunter, e non posso assicurarvi chi dei due è migliore, ma sicuramente posso dire che Demme riesce a narrare e a spezzare in due l’angoscia nello spettatore scena dopo scena, e i 5 oscar più pesanti confermano quello che vi dico, non sto qui a giudicare per gli oscar vinti, ma la qualità della pellicola, che nonostante siano passati vent’anni riesce ad inquietatre ed angosciare ancora oggi entrando direttamente dalla porta principale, delle pellicole immortali.
CAPOLAVORO ASSOLUTO
ArwenLynch



























27 commenti:

  1. cara Arwen, stai diventando la nostra specialista dei film famosi ;-)

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  2. Ora scusami, ho un vecchio amico per cena stasera.

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  3. ahahah! bravo Gus, e con la carne vecchia viene il brodo buono, che è pietanza ancora ottima per la stagione :D

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  4. Cult! Chiaro e Immortale. Da dimenticare prequel, sequel e imitazioni varie.

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  5. sono d'accordo con te Cirano. uno sull'argomento di film basta e avanza.

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  6. Un'attimo. un'attimo. "Manhunter" non è di certo inferiore al film di Demme, per molteplici aspetti, anzi. Possiamo darli complessivamente alla pari. Se non per il ben diverso riscontro e successo ottenuto (gli Oscar più importanti,Miglior Film, Regia,ed entrambi gli attori protagonisti, per il film di Demme, i primi mai tributati ad una pellicola apertamente "di genere").Forse, il capolavoro stilistico di un'incubo razionale messo in impagabili immagini da Mann, era semplicemente uscito un quinquennio troppo presto.
    "Hannibal" di Scott però, non è brutto e fra alcune banalità contiene tante sequenze e pagine di grande cinema, non capisco perchè sia ancora oggi dopo un decennio così sottovalutato e perseguitato.Forse perchè firmato dal troppo sovraesposto e molte volte deludente, Ridley Scott.
    Ma oltre questo, mi rivolgevo a Belushi, a parte il capolavoro della coppia Hopkins- Demme, volevo ancora lasciare un ricordo al caro Germano Mosconi, qui forse di maggiore visibilità. Per un bestemmiatore coatto e smodato come me (per cui si potrebbe adottare ad epigrafe proprio il celebre carrello a seguire il Cioni Mario e per il quale alcun "Dio" nè madonna significa alcunchè), cresciuto anche in Toscana da padre fiorentino anch'egli bestemmiatore continuo e senza fiato, il Germano era una sorta di mito di involontaria (quanto davvero?)e profonda comicità. In un paese come questo, in cui puoi rubare allegramente e indefessamente nella massima impunità miliardi alla collettività,definendoti comunque ancora cristiano magari con tanto di scudo UDC, ma se solo ti scappa una bestemmia fuori-onda come al caro Mastelloni tanti anni fa, sei condannato ad perpetuam all'ostracismo e all'oblio mediatico dal lavoro per la TV dei vescovi Mamma RAI, Moscono lo ripeto era divenuto un (in)volontario mito.

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  7. sai che concordo appieno su Mosconi... il "suo dio", indipendentemente dalle sembianze che possa egli avergli attribuito, lo abbia in Gloria!
    anche su quel che dici per Hannibal di Scott concordo, è solo il mio gusto che mi rende un tema di questo tipo indigesto se affrontato a più riprese, fatto personale.
    riguardo a Manhunter, che ho visto di recente e attendo rece da collaboratrice come sai, secondo me è fin superiore a questo.

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  8. sono d'accordo con l'amico napoleone..manhunter non è assolutamente inferiore ,anzi..forse uscito troppo presto,è possibile
    venendo al silenzio degli agnelli..grandissimo film.vero che ha dato la stura a una sequela di imitatori,ma mica è colpa sua..
    e poi,adoro Demme..uno che ha girato stop making sense lo amerò sempre...

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  9. te l'appoggio brazzz, in senso intellettuale ovviamente, ahah! mentre pubblicavo la rece di arwen mi sono accorto che avevo un altro film di Demme che invece pensavo essere alla sua prima comparsa qua. e che bella "sorpresa" che ho trovato: Stop Making Sense

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  10. Nessuno ha ricordato, finora, almeno fra quello che ho letto anche su internet, del sicuramente grande Dalla (non oltre il 1990 di "Attenti al lupo", però, dopo quasi soltanto stupidissime canzonnettacce, indegne di un musicista ed un autore come lui), la sua leccaculaggine negli anni della Milano da bere, di Craxi per il quale andava anche -insieme alla Vanoni- a fare dei concerti privati, in quel di Hammamet. Pagato, o per altre prebende di diverso tenore?
    "Stop Making Sense" forse, il miglior film musicale degli anni'80. Reinventante la "forma" di film-concerto, e in che modo poi.

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  11. Nel "Silenzio degli innocenti" c'è uno dei più bei utilizzi di una canzone al cinema negli anni '90, e anche se essa è una stupenda canzone new wave anni '80, il montaggio che Demme ne fa, allorquando Buffalo Bill/Ted Levine si prova allo specchio come "corpo da donna", nascondendosi tra le cosce la fava, è prodigioso, oramai indissolubile per la stessa canzone, naturalmente "Goodbye Horse" di Q Lazarus.

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  12. io comunque ho visto il remake di manhunter, ma a breve vedrò l'originale di Mann, si ha ragione Brazz, possibilmente Manhunter è uscito troppo presto, Hopkins dobbiamo dirlo è superlativo nel ruolo di Hannibal Lecter :)

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  13. il thriller perfetto.
    parola di hannibal the cannibal kid :)

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  14. Buio, killer e farfalle (anzi falene...) sequenza fantastica

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  15. Colpisce la capacità di trasformazione di Anthony Hopkins,
    che è credibile in ogni suo ruolo.

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  16. Non pensavo fosse così conosciuto il buon Germano.. oggi alla partita ho fatto partire un coro in suo onore..

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  17. un saluto a tutti i commentatori anzitutto.

    Gus, io di Germano pensavo di farmi il santino da mettere sul cruscotto dell'auto, con scritto: "se qualcuno ti taglia la strada... sfogati!", ahah!

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  18. Il più mediocre dei cinque film è proprio il "remake" di "Manhunter", "Red Dragon"(2002)diretto da Brett Ratner.Fortissimamente voluto per motivi meramente economici dal rapacissimo Dino De Laurentiis detentore dei diritti del primo libro, e che aveva prodotto il primo film con Hannibal Lecter, "Manhunter", nel 1986, senza ricavarci -l'unico- soldi in quanto fu come sappiamo un insuccesso, decise che era il momento adatto o mai più per riuscire a spremere altri milioni di dollaroni dal personaggio oramai quasi icona popolare dello psiachiatra cannibale, e spremerli questa volta a suo esclusivo appannaggio.Convinto con un pacco di milioni Hopkins -che dopo "Hannibal" aveva assicurato di non volere più rivestire il ruolo del personaggio-, ha affidato la regia all'anonimissimo del 2002 Brett Ratner, regista senza alcuna personalità nè stile personale, ma dall'enorme successo statunitense con alcuni film "facili" di cassetta, al tempo, il primo e il secondo"Rush Hour"('98 e '02)con Jackie Chan e Chris Rock. Nascondendosi, De Laurentiis e Ratner, dietro la "necessità" di realizzare un film tratto da "Red Dragon -Il Dragone rosso/Il Delitto della terza luna"(1981),- il primo libro di Thomas Harris con il personaggio di Lecter-, soprattutto nel finale, hanno infine fatto uscire il film nel corso del 2002, ottenendo anche un buon successo in tutto il mondo, con un cast di tutto rispetto, comprendente Edward Norton nel ruolo di Will Graham che fu del grande William Petersen, Harvey Keitel in quello di Jack Crawford che fu di Dennis Farina, e di Scott Glenn nel film di Demme, Emily Watson -che non ho quasi mai sopportato- nel ruolo di Reba McClane(figuriamoci quindi se può qualcosa con il ricordo della splendida Joan allen) e tra ancora altri, Ralph Fiennes nel ruolo di Francis Dollarhyde che fu del magistrale Tom Noonan del film originale, al quale Fiennes nell'ultimo non gli fa letteralmente una pippa. Ma è il film stesso a essere inerte e banale, completamente sbagliato nei presupposti di approccio ad una materia ed una storia così sensazionali, incapace di una messa in scena che non sia "alta" sì, ma da "compitino" corretto e imapaginato freddamente e senza alcuna passione vera,come senza guizzi ed inventiva, nè tantomeno può nulla al raffronto di quel senso stilistico tipicamente manniano per l'irrazionale-razionale che ha reso così sensazionale e superlativo il film del 1986. Per non parlare dell'assenza di una fotografia innovativa e assolutamente emozionante come quella di Dante Spinotti, o della colonna sonora, che come sempre per Michael Mann, è uno degli attori principali di ogni suo lavoro, sia diretto o prodotto. Ricercatissima, e formalmente sempre perfetta con quello che è l'impianto immaginifico ed estetico del film, oltre che temporale e dell'azione. Tutto quello che manca totalmente in "Red Dragon", correttino e ben fatto formalisticamente , ma emozionante come una puntata di "X-Files" imperniata su di un serial-killer. Diciamo che, da un punto di vista meramente registico e creativo, è migliore anche "Hannibal Lecter- Le Radici del Male"('06)diretto dal regista de "La Ragazza con l'orecchino di perla", almeno ha scelto un attore sempre più lanciato, molto bravo e azzeccato, per la difficilissima parte dell'Hannibal ragazzo, Gaspard Ulliel.

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  19. P.S.: La storia non può dirlo in quanto appunto il film fu un insuccesso, ma Brian Cox, sempre molto attivo anche nel cinema americano, il primo Hannibal Lecter(ancora Lektor, chissà perchè) di "Manhunter", seppur in una parte molto più ridotta rispetto a quella nell'economia generale de "Il Silenzio degli innocenti", è nella sua apparizione eccellente e sicuramente non è/ra un'interprete tecnicamente, cinematograficamente e teatralmente meno preparato di quello che era Hopkins quando ebbe la fortuna della sua vita di vedersi affidata la parte che l'avrebbe reso notorio a schiere di milioni di fan cristallizzanti il suo culto, nel mondo.

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  20. Non ho "frustrazioni" ancora più particolari e dell'ultimo minuto" da "sfogare" attraverso la tastiera, Roby sa a cosa scherzosamente mi riferisco, però pur essendo certo una "svista"molto più diffusa -ancora- rispetto all'oramai cristallizzato in una notorietà persino "for the masses", "Silence of the Lambs", ma non avere ancora visto "Manhunter",ovunque dalla media di votazioni altissima, e da molti come il sottoscritto, giudicato e classificato tra i massimi dieci film degli anni '80, un pò -appena- grave è.

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  21. E.SEMPRE, P******************************************************OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOODIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMADONNA P#########################################################AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  22. ahahah! bonooooo Napoleo', mò arriva Manhunter :DD

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  23. eh lo so infatti ho rimediato, presto lo vedrò ^^ Magari ne parlo da me ^_^

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  24. Film che ha rilanciato secondo me il genere thriller, fin troppo sottovalutato. Ovviamente parliamo di un capolavoro e di una delle interpretazioni più significative della storia del cinema, quella di Hopkins ovviamente.

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