mercoledì 12 settembre 2007

Blow-up

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1966, Michelangelo Antonioni.

E' ambientato in una Londra decisamente surreale. Il protagonista è un ricco fotografo di moda che si troverà casualmente coinvolto come testimone di un delitto. Tra il ritrarre la vita particolare del personaggio e in parte di quegli anni e tra il narrare l'indagine che il fotografo svolge, il film non indugia mai in nessuno dei 2 aspetti, li lascia incompiuti narrativamente, sembra una sequenza di episodi. Il finale che richiama il tema della strana scena iniziale riporta con metafora un po' scontata al vero aspetto evidente, la vita come status illusorio ed irreale, forse per descrivere il mondo patinato ed anche cinico del fotografo e di chi gli gravita intorno, forse per descrivere la vita di tutti.

Francamente questa Palma d'Oro non m'ha del tutto convinto. Alla fine m'è sembrato un film senza trama o idee da sviluppare.
Sicuramente da premio la fotografia di Carlo De Palma e la musica originale, bellissima per chi ama il jazz, composta da Herbie Hancock. Se però si vuole sentire la musica è bene procurarsi il cd, perché nel film si sente poco, cosa davvero strana.


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