lunedì 28 gennaio 2013

Magnolia

8
1999, Paul Thomas Anderson.

“Rispetta il cazzo e doma la fica…”
Frank TJ Mackey declama così l’inizio di ogni sua convention, come una specie di guru dove insegna agli uomini a essere uomini, ad avere coraggio contro le donne che hanno preso potere nel mondo…aspettate, forse ci sono andata un po’ pesante, ricominciamo.

Eccoci, è l’inizio di Magnolia, opera corale di Paul Thomas Anderson, uscita 13 anni fa e che ha rivelato il suo talento. Un film che è stato paragonato a America Oggi di Robert Altman e che in un certo senso è diventato un opera di culto rivelando il suo talento.
La cosa fondamentale, che escludendo l’incipt piuttosto ardito farebbe pensare a una sorta di nuovo film sul mondo del porno, non è così; innanzitutto Magnolia è un film completamente diverso, sono storie di tanti personaggi, che vanno dal presentatore tv di un programma per bambini, che ha un orrendo segreto nascosto dentro il cuore, alla figlia tossicodipendente che si innamora di un poliziotto, una donna che scopre la morte del marito quando lui è ormai prossimo alla morte, un figlio sfruttato dal padre per le sue doti di piccolo genio che vuole il suo affetto.
E poi c’è Frank (Tom Cruise per la prima volta in un film di Anderson che dopo aver visto Boogie Nights ha voluto lavorare con lui) che non parla con suo padre da dieci anni, il padre sta per morire e un infermiere si mette sulle sue tracce e tenta di fare riavvicinare il giovane con suo padre e non sarà facile perché esistono ancora dei rancori nascosti nel cuore del giovane che l’anziano deve farsi perdonare.

Tutto qui? No assolutamente, il film è uno spaccato di vita incrociata di tante persone, l’inizio è travolgente, si comincia con delle coincidenze legate tra loro, questo per sottolineare l’imprevedibilità della vita, e la sua follia; poi il film continua con i nostri protagonisti, Linda che ha sposato il padre di Frank per i soldi, ma ora si scopre innamorata di quell’uomo e vuole rinunciare ai suoi soldi, bellissima la scena della farmacia dove il dottorino non fa che ridacchiare quando lei chiede le medicine, la sfuriata finale è di quelle che tolgono il respiro, bravissima Julianne Moore che gliela canta a dovere soprattutto quando controllano la ricetta legale del medico, è una scena che toglie il respiro per l’intensità con cui è stata girata.
E che dire dell’ex bambino prodigio ora ridotto a lavorare in un negozio che sta per licenziarlo? Donnie Smith – un bravissimo William h Macy – che progetta di rubare al negozio per cui lavora per conquistare il barista di cui si è innamorato.
Paul Thomas Anderson comincia a far vedere una maturità con questo spaccato di vita vera, con una sincerità e una passione uniche; la stessa maturità esploderà nell’epico Il petroliere, che sarà il film della svolta.
In tutto questo poi avviene quella pioggia di rane, che pulisce i dolori dell’umanità e avviene per togliere tutti i mali…ma è davvero così?
Un film immenso, che rappresenta esseri umani senza sfaccettature, e senza i soliti lacrimoni facili e fasulli, che edulcolorano la realtà e sono artificiosi.

Un film onesto che racconta la vita come realmente è, l’amore, il dolore, la passione, famosissima la frase di lancio, se tu chiudi con il passato, è il passato che non chiude con te, che sottolinea che non bisogna cancellare nulla della nostra vita; dobbiamo accettarla per come è, con i suoi dolori e le sue gioie.
I momenti migliori? Più di uno, c’è la scena della confessione in cui la madre di Claudia capisce il perché sua figlia non vuole più parlare con suo padre, c’è l’intervista di Frank con la giornalista che smaschera la sua vita dopo aver fatto ricerche a sua insaputa, c’è il bambino prodigio che rifiuta di giocare perché deve sempre portare la responsabilità del gioco nelle sue spalle quando è solo un bambino, e il suo posto non è in uno studio televisivo, ma fuori a giocare, c’è Frank che deve fare i conti con suo padre e riappacificarsi con lui, c’è il poliziotto che trova l’amore in Claudia e forse l’aiuterà anche ad uscire dalla droga.
Un film corale e bellissimo, che alla sua uscita fu ingiustamente sottovalutato, ma che vi consiglio di guardare.

Bellissima la colonna sonora composta da John Brion con brani di Aimee mann, che accompagnano i nostri protagonisti per tutta la durata del film.

CAPOLAVORO.
ArwenLynch


8 commenti:

  1. Uno dei miei film preferiti in assoluto. Interessante come ogni spezzone inizi poi con le condizioni metereologiche, che corrispondono agli stati d'animo dei protagonisti...

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  2. c'ho provato, ma lo sbadiglio dopo circa un'ora è stato fatale...

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  3. hai ragione Arwen, mi spiace, ma è che 'ste cose "loffie" non le reggo più. a pranzo mi sono sparato un poliziottesco duro e puro e ho goduto immensamente di più che a vedere questa roba, questo per farti capire.

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  4. ok intanto mi scuso per non averle inserite le rece da me, lo sto facendo ora con il post ti abbraccio e spero che mi perdonerai, forse + tardi ti mando o Argo, che è un film uscito al cinema o Moulin Rouge vediamo ^^

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  5. ma figurati, di che devi scusarti... Arwen, poi vorrei dirti anche questo: più sono film che io, causa miei limiti, non riesco a vedere, più apprezzo che ci aiuti a recensirli, vorrei ti sia ben chiara questa cosa ;)

    p.s.: Mouline Rouge è da molto che devo vederlo, ottimo!

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