domenica 20 gennaio 2013

Dead Calm - Ore 10: calma piatta

7
1989, Phillip Noyce.

Non basta a Rae (Nicole Kidman) e John (Sam Neill) aver perduto l'unico figlio, poco più che infante, in un incidente stradale. No. Tocca loro incontrare, durante una vacanza in barca a vela e in pieno Pacifico, vacanza chiaramente organizzata per ritrovarsi dopo un'esperienza tanto traumatizzante, un pazzo, Hughie (Billy Zane), che sembra uscito dall'inferno più che da una goletta in panne.

Phillip Noyce, qua già visto nell'ottimo "Rabbit-Proof Fence - La generazione rubata" (2002), porta la sua congenita esperienza dei deserti australiani in un deserto marino, dove il disperato senso d'isolamento può essere anche peggiore. Avvistata la goletta in una mattina di bonaccia assoluta, giusto il tempo di annotarla sul diario di bordo e si vedono arrivare Hughie su una scialuppa. Parla di morti sulla goletta e si presenta come il solo sopravvissuto ad un'intossicazione alimentare, ma il racconto non convince. Mentre dorme chiuso a chiave, John va ad esplorare la goletta e vedrà cose che non vorrebbe vedere. Nel frattempo Rae è da sola ad attenderlo, e il pazzo si libera facendo anche partire la barca ed allontanandosi. Ormai ogni ruolo è chiaro e inizia il calvario, Rae col pazzo e John a cercare d'inseguirli, in un paesaggio sterminato... non rivelo più di tanto, nemmeno nei frame sottostanti.

Durante la visione puoi anche chiederti per un attimo quale divinità maledetta possa aver scritto il destino nero della coppia in vacanza. Poi come Rae e John fai mente locale e realizzi che non c'è tempo per la filosofia, occorre affrontare Hughie. Quando il film finisce invece ti chiedi quello psicopatico da dove è uscito in realtà, non sembra avere alcuna aspirazione umana, pare un mostro del mare che vive solo in quell'ambiente, senza meta. Anche la seconda domanda resta senza risposta, un po' come è sempre senza risposte la violenza gratuita, esclusiva della specie umana nel regno animale. Rae e John "devono" evidentemente pagare un tributo a questa esclusiva...

Tre attori in grandissima forma e un regista ispirato danno forma a un horror-thriller di altissima tensione e con immagini semplicemente meravigliose. Su di me poi, che sono decisamente terricolo e il mare mi procura agoràfobia anche su un traghetto, questo film ha dato sensazioni fortissime.

Minimalista nel senso ricco del termine, "Ore 10: calma piatta" pulsa come un respiro ansiogino: inspira fino all'apnea nelle scene claustrofobiche dentro gli spazi inevitabilmente angusti delle barche; espira fino all'iperventilazione negli spazi aperti dove l'orizzonte è così ampio da mostrare la curvatura del globo terrestre.

Ottimo e da vedere.
Riguardo a valutazioni "ormonali".... be', per i maschietti Nicole Kidman versione America's Cup è da doppio sturbo, mentre le femminucce penso non disprezzeranno il terribile Billy Zane.
Robydick



























7 commenti:

  1. Film da 10 & lode!!!
    E poi...
    quando il buon Dio si accorse di che posto di m. fosse la terra...
    ci mandò Nicole Kidman, ...
    ed il conto tornò in pari!

    RispondiElimina
  2. grande Magar! :)
    anche a me la Kidman ispira molto, qua poi è proprio da... ma anche in altri film, devo dire.

    RispondiElimina
  3. Il soggetto di questo film risiede in un famoso racconto di thriler marinaro dal quale persino Orson Welles cercò di trarre un film con gran cast nel 1972, il quale rimase incompiuto per i cronici problemi economici delle produzioni wellesiane dell'ultimo periodo.
    Questo di Noyce, come si evidenzierà anche nelle mie precedenti rece sull'Ozploitation scritte da queste parti,il quale è uno dei più importanti, cruciali, registi del cinema australiano poi trasferitosi a Hollywood, funziona soprattutto all'eccellente cast: il sempre carismatico e incisivo Sam Neill, una giovane e intensa Kidman dalla bellezza abbacinante,atletica e solare, Zane che aveva ancora un luminoso futuro poi non mantenuto di carriera, scivolato negli "straight to video" di livello via via sempre più basso.
    E pensare che era l'antagonista cattivo del Di Caprio nel polpettone "Titanic", poi completamente oblìato dalla pubblicistica a favore dell'ultimo.
    Il mare è fra le ragioni per vivere, almeno vederlo ogni giorno, al 1° posto.
    E' insita nel cinema australiano la eccellente coscienza tematica e ambientale dei grandi spazi,il mare e le/a sua solitudine/i, l'annullamento angoscioso e misterico dell'Outback, quasi sempre anche eccellentemente veicolata/i e restituita/i visivamente.

    RispondiElimina
  4. P.S.: "Grazie all'eccellente cast".

    RispondiElimina
  5. ecco, Zane davvero poteva essere davvero un eccellente bello-e-cattivo con tutti i crismi, anche in altri film. mi ha ricordato un altro attore eccezionale, secondo me a lui affine, Joaquin Phoenix, indimenticabile Commodo ne Il Gladiatore e grandissimo interprete in The Master

    RispondiElimina
  6. Ehm...
    Ma è la patonza della Kidman, quella? XD

    RispondiElimina
  7. ahah! no no Domenico, era un cadavere che galleggiava nella goletta

    RispondiElimina