martedì 1 gennaio 2013

Dove vai in vacanza?

13
1978, Mauro Bolognini, Luciano Salce, Alberto Sordi.

Tre episodi dei registi citati, nell'ordine le trame da wiki:

Sarò tutta per te
Enrico decide di passare qualche giorno con la sua ex moglie Giuliana nella villa dell'ex-fidanzato di lei. Enrico contava di trascorrere un periodo romantico con la sua ex-compagna ma l'imprevisto arrivo di amici e colleghi e persino dell'ex-fidanzato di Giuliana manda all'aria i suoi piani.

Sì buana
Arturo, improvvisata guida turistica per safari africani organizzati da Paolo Panunti, si trova suo malgrado coinvolto nel subdolo omicidio del maturo Cavalier Colombi per mano della giovane moglie Margherita. Quando questa riscuote il premio dell'assicurazione Arturo riceve un piccolo insperato risarcimento dalla bella assassina. Purtroppo lo sciagurato Arturo riesce a rovinare tutto il diabolico piano proprio un istante prima di venire a conoscenza del gesto magnanimo di Margherita.

Le vacanze intelligenti
Le vacanze estive di Remo e Augusta Proietti vengono per la prima volta organizzate dai loro figli, ormai quasi tutti prossimi alla laurea che, forti della loro cultura superiore, pongono fine alle vacanze rilassanti dei genitori per rimpiazzarle con visite a musei, città e luoghi di interesse artistico nonché improbabili concerti. Come se non bastasse il figlio (futuro medico) impone loro una dieta ferrea. Remo e Augusta sanno anche che al loro ritorno troveranno un nuovo modernissimo arredamento che sostituirà quello vecchio giudicato obsoleto dai loro figli. Le tensioni createsi tra genitori e figli vengono meno solo davanti ad un copioso piatto di spaghetti, cucinato dai figli e i loro bizzarri amici appositamente per gli anziani genitori al termine delle loro estenuanti vacanze.

I primi due episodi, ai miei occhi, sono quasi insignificanti. "Si Buana" è una delle varianti fantozziane più stucchevoli. "Sarò tutta per te" è tra le più inutili cose che ho visto con presente il grandissimo Ugo Tognazzi, ma merita per i nudi di un'acerbissima Lory Del Santo agli esordi e quelli di una magnifica Stefania Sandrelli da sturbo carpiato come sempre. Dedichiamo loro almeno 2 frame significativi.




Sono insignificanti anche perché quando vedi l'ultimo episodio, "Le vacanze intelligenti", uno dei massimi capolavori di Alberto Sordi come regista che pone quest'opera nel mio Olimpo, te li dimentichi appena partono i titoli di coda. Capolavoro reso possibile dalla genuina presenza di Anna Longhi come Augusta Proietti, attrice romana qua per la prima e non unica volta al fianco di Albertone.


Un mediometraggio da incorniciare in ogni singolo momento, in ogni battuta. Con l'ingenuità di 2 fruttaroli, Remo ed Augusta piazzano una satira, una critica totale allo snobismo dei giovani acculturati, all'arte pretenziosa ed inutile, a un mondo che invece che andare avanti pare andare indietro. Non è conservatorismo come qualcuno ha osato dire, è solo buon senso, capacità di rispettare e dare giusto valore a persone umili (forse), non acculturate (altro forse) ma veraci e sincere.
La vacanza di uno che veramente lavora nella vita e si fa il mazzo, massima espressione del tempo libero dedicata al piacere, non può prevedere una mortuaria visita alla necropoli, cazzo ce ne frega, o di mangiare olive e riso bianco mentre altri intorno a te si strafocano. La musica dev'essere armonia, non dodecafonia o suoni casuali, stracciapalle. Alla mostra d'arte devo vedere e goderne, di quadri, sculture, non inciamparci mentre cammino. Una pecora è una pecora, un chiodo nel muro è un chiodo, una sedia è solo una sedia, cos'altro deve significare?
Bisogna vederlo, rivederlo, riguardarlo ancora questo film...

Ho notato il mio gusto per il Cinema mutare spontaneamente e quest'anno appena trascorso mi ha fatto porre delle domande, una in particolare: E' per me intelligente vedere film, o opere d'arte visiva in generale, che rompono i coglioni, che deprimono, che non si capisce cosa significano? La risposta è una e incontrovertibile, imperativa e categorica: NO! Non capisco perché si debbano rendere le cose difficili da capire anche quando non lo sono, perché si debba esibire cultura in un modo che allontana la gente dalla cultura. Mi dissocio da quel modo di fare, rifiuto di confinarmi in un triste serraglio.

Ho tenuto questo film, rivisto per l'ennesima volta durante quest'anno, proprio per aprire il 2013 ed esprimere - a titolo personale e non di tutti coloro che contribuiscono al blog - sia una dichiarazione di gusto che d'intenti. Sono deciso a "tornare bambino" col cinema, a parlare poco e schiettamente di ogni film, a tornare alla mia visione originale che fece nascere questa passione qualche anno fa e che, nel momento in cui ho "affondato troppo", ha rischiato di svanire, di trasformarla in un impegno semi-professionale. Già sto attuando questa decisione da un po', e la passione è rifiorita, le mie recensioni sono tornate ad essere una chiacchierata sui film come la farei con un amico, i film sono ancora un puro piacere. Quali film però? Quelli che fanno spettacolo, divertono, usano il mezzo per portare tutto, sempre, a livelli popolari anche i concetti meno popolari, i più sconcertanti, i più scomodi. Non esiste un genere al di sopra di altri. Tutti, dall'horror al porno al drammatico al comico alla tragedia alla parodia all'azione, tutti divertono se si pensa che Divertire non significa "solo" Far Ridere ma semplicemente rendere il tempo trascorso piacevole, emozionante, interessante, degno, utile a non essere giustamente definiti bruti dal Sommo Poeta.

Troverete spesso nelle mie rece il Giudizio breve di Remo e/o Augusta Proietti in calce, elementi di valutazione per definire il reale spettro di fruibilità di un film, una sorta di Tasso di Semplicità. Per me è importante tenerli sempre a mente, per il pubblico lo ritengo un utile servigio. Ci vorrà pazienza coi due fruttaroli. Loro ne hanno tanta, ma quando gli chiedi un giudizio sintetico sono diretti. Non stupitevi quindi, per fare un esempio, se al termine di un film che insiste sul mangiare vegano dovessero dirvi, ad esempio: 'tacci loro ma come se fa a magna' quaa robba? ché, semo bovini? te se piazza noo stomaco e solo acqua pe' mannarla giù... oste, portace du sarsicce va'! e 'na boccia de chianti...

Auguro a tutti un felice 2013.
Robydick
























13 commenti:

  1. LE VACANZE INTELLIGENTI: capolavoro di quando il cinema italiano non si era ancora preso una lunga (e definitiva?) vacanza dall'Intelligenza...
    5 asterischi.

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  2. ciao Nicola! mi fa molto piacere la pensi così :)
    p.s.: bellissimo "Quattro soli a motore", mi sa che presto ti vedrò intervistato da Marzullo...

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  3. L'ho visto anni fa, forse dovrei rivederlo, ma ricordo che piacque molto anche a me. Risate intelligenti, cosa che oggi fra un "Dai cazzo!" e l'altro ci scordiamo, purtroppo.
    Vedo comunque che siete già al lavoro anche il primo dell'anno. Bravissimi, continuate così, io di certo continuo a seguirvi ^^

    E già che ci sono, buon 2013!

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  4. Giacomo, e riguardalo presto suuuu, "Dai c....", ahahah!
    sempre al lavoro qua, certo, è come un monastero questo blog
    grazie, sei un commentatore molto apprezzato poi, e auguroni anche a te

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    1. oooh, ma qui mi commuovo *.*
      Grazie mentore!

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  5. Semplicemente fantastico... e concordo sulla tristezza del "Dai ca**o" che oggi spopola al cinema. Che sia lo specchio della nostra crisi non soltanto economica?

    Buon 2013... sono ancora in attesa della tua votazione!

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  6. ciao Amos, auguri anche a te!
    usti, spero di ricordarmi di votare...

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  7. un ottimo inizio! l'episodio con Sordi lo so praticamente a memoria... formidabile la scena del concerto, e ancora meglio quella successiva, dove i clienti dell'albergo ipotizzano sul compositore avant-garde che gli sembra di sentire (e in realtà è la nostra coppia che russa beatamente, e rumorosamente)...
    grandissima (in più di un senso) Anna Longhi, qui al suo esordio. voluta espressamente da Sordi, e come egli stesso ebbe a raccontare: al momento di scegliere la protagonista femminile del suo episodio, la produzione chiese ad Albertone chi desiderasse; al suo "voglio Anna", gli si fece notare che forse il ruolo non era adatto alla Proclemer... alchè Sordi chiarì che non era quella Anna, ma la Longhi, che ai tempi non era nemmeno un'attrice (mi pare lavorasse come costumista o simile). mai scelta fu più appropriata!
    va beh, ho fatto un po' il Napoleone Wilson...
    grazie per la rece di uncapolavoro, e augurizzzimi per un grande 2013! :)

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  8. Auguroni anche a te grande unwise! vai vai, di Napoleone non ce n'è mai abbastanza. se vuoi citarne altri di momenti...
    quando sono al concerto che Remo je dice "statte zitta che qua ce buttano fuori" e Augusta risponde "capirai!"
    e quando sono alla biennale? Augusta se siede su 'na sedia, sfinita, e alcuni visitatori la vorrebbero comprare, come opera d'arte, ahahah!
    terribile invece la figlia in piazza San Marco che manco li saluta, mentre loro se stanno facenno un pagnottone ripieno in due... e poi, giustamente 'ncazzati, se vanno a fa' na magnata al ristorante!

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  9. Strepitoso. Sordi da regista ha quasi sempre colto nel segno, tranne per gli ultimi anni senili...Cito solo a caso "Finchè c'è guerra c'è speranza" ('74), "Tutti dentro"('84), "Amore mio aiutami" ('69),anche precorrendo molto i tempi e sapendone cogliere bene gli umori, il femminismo d'assalto, Tangentopoli, il grande commercio delle armi triangolato ecc.. Non è ancora stato abbastanza riconosciuto come autore in proprio.
    Una cosa Roby, lo sai che le opere d'arte che si vedono nell'episodio sono tutte vere, della vera Biennale...? Le pecore dipinte con lo spray,le balle di segature, le lettere bruciate, i sacchi di iuta appesi a chiodi arrugginiti, ecc., sono ad esempio tutte opere di Jannis Kounellis da poco scomparso, uno dei nomi maggiori della cosiddetta "arte povera", io l'ho conosciuto personalmente e bene a Roma negli anni '70 perchè mio padre ne era un comerciante,era un esule greco. La lettera A costa/va meno, mano mano che procedi però nell'alfabeto costano sempre di più, la Z è proibitiva, Giovanni Agnelli ne era un grande sostenitore e acquirente, e ha fatto lievitare le quotazioni. Una sua opera vera non mi ricordo se si vede nel film, a parte il recinto di pecore, era una ragazza nuda molto magra sdraiata su di un materasso lercio e una rete super arrugginita, con una fiamma ossidrica posizionata come se gli uscisse da sotto il piede!

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  10. tutti film che arriveranno... di Alberto avremo prima o poi una rassegna completa.
    non in dettaglio e come te, ma sapevo che erano opere reali quelle della biennale, per questo ho messo appunto il frame dell'ingresso. c'è a un certo punto una ragazza come dici, ma è in piedi. attira molto la vista del buon Remo, e Augusta comprensibilmente interviene a ridurre le "curiosità artistiche" del marito, ahah!

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  11. Su "Amore mio aiutami" scrissi molti anni fa un piccolo saggio se interessa.

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