domenica 11 settembre 2011

Fantasm

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1976, Richard Franklin (as Richard Bruce).

Er Gobbo:
M'ha chiesto quer cecato (e sapemo pure come s'è cecato...) de robbydikke de interveni'. Dice - 'a Gobbo, oggi so' 10 anni da quer giorno 'nfame del dumilauno, quanno ce fu er botto che sfonno' le tori omozzigote a niuiorke, volemo fa' 'na provocazione e parla' de' sesso, te va'? - e come nun me va'!, stai a scherza'? Ma li mortacci der monno intero se me va', io com'Er Monnezza fratelo mio de sangue (ma mica de cervelo) c'ho sempre 'a fregna 'n testa!

Però te devo da di' subito 'na cosa prima de' passa' 'a parola a quer gajardo de' Belushi (che ce vede ancora, ma è su 'na strada brutta porello), e tiella ne la capoccia robbydi': quanno è la natura che se 'ncazza ce dovemo solo sta' zitti, la natura nun se batte, come la gobba che me porto appresso se deve solo sopporta', e muuuti... quanno invece so' gli omini a combina' casini allora se deve da riflette!, s'addovrebbe 'na vorta pe' tutte capi' che ne le guere so' sempre i poracci che vanno a mori', mentre li stronzi de' ricchi s'engrassano pure co' quele e nun ce vanno a combatte, e manco li fiji de'e gran mignotte loro moji nun ce mannano. Volendo però lo stronzo se batte, abbasta affonnarlo ner cesso e tira' 'a catena. Ce semo capiti no?
Fosse pe'mme, 'i darei 'n pasto ar Canaro daa Magliana...

Daje Belu', raccontace 'sto filme...


Belushi:
Secondo appuntamento con la rassegna "porno Classic XXX" inaugurata da Napoleone Wilson con il capolavoro inarrivabile "The Opening of Misty Beethoveen" (1976) di Radley Metzger. Ci spostiamo, per l'occasione, dalla Golden Age of Porn statunitense alle terre d'Australia con una Ozploitation che rientra in territorio hardistico dalla porta di servizio, possiamo dire, non un hard vero e proprio ma una sexploitation famosissima tra gli appassionati del genere, che vanta però il cazzo di John Curtis Estes alias John "Cash" Holmes in primissimo piano. E, credeteci, non é poco.

Bellissimo, cultissimo questo parto aussie di Richard Franklin qui come Richard Bruce, come? Si, avete capito bene, proprio lui, il regista di "Patrick", "Road Games", "Psycho 2", "Link" e "FX 2", qui veramente in grande spolvero. Basterebbero i soli titoli di testa a lanciare la pellicola di Franklin nel gotha delle produzioni sexy settantesche, con i primissimi piani di capezzoli titillati e vulve giganti, chissà i fortunati che se lo sono goduto in sala, rigorosamente non rasate; finiti i credits, la macchina da presa carrella all'indietro per un totale della stanza da letto su cui l'attrice (uncredited) orgasmava, per introdurre l'host della situazione, Professor. Jurgen Notafreud, alias John Bluthal, non accreditato, che, rivolgendosi direttamente al pubblico in sala, enuncerà una specie di classifica delle fantasie sessuali femminili, riallacciandosi alla psicanalisi, quindi ego, super-ego, traumi infantili e quant'altro, al solo scopo di mostrare in widescreen tette, cazzi e fighe. E cosa c'è di meglio di un film antologico per illustrare al pubblico una sana dose di sesso simulato e, soprattutto, non simulato? Niente, quindi via con lo spettacolo, che comprende nell'ordine:

-"Beauty Parlour": una giovane donna (Dee Dee Levitt, notevole bellezza tipica dei seventies, vista poi solo nel seguito della pellicola in questione) si reca in un salone di bellezza dove tre professionisti del settore, il parrucchiere (Stan Stretton), il manicurist (John Green) e il barbiere (Sam Compton) le faranno un servizio completo con massaggi e titillamenti vari fino a farle raggiungere l'orgasmo tramite rasoio durante la rasatura della passera. Grande inizio.

-"Card Game": durante una partita di strip-poker, un tipo si gioca la moglie (Maria Arnold, già avvistata in diverse produzioni settantesche, anche "Necromania: A Tale of Weird Love [1971] di Ed Wood, bella morettona con fisico burroso che fu una delle schiave in "Flesh Gordon", tra le altre cose), annoiata e insoddisfatta, che a mano a mano si spoglierà completamente per essere poi sbattuta dagli altri giocatori prima sul divano e poi sulla sedia a dondolo, grande scena, fino all'orgia finale a cui parteciperà anche il marito (Kirby Hall) con tutto il gruppo, William "Bill" Margold compreso, famoso hardista della Golden Age, regista e produttore ancora in attività. Le altre partecipanti al partouze sono Helen O'Connel e Wendy Cavanaugh qui come Cavenaugh, mah.

-"Wearing the Pants": una casalinga piuttosto infoiata (la bellissima Gretchen Gayle, vero nome Gretchen Rudolph, avvistata pure in "The Dicktator" di Perry Dell) scopre un feticista (Con Covert, caratterista spesso presente uncredited nei porno settanteschi) nel giardino intento a rubarle la biancheria intima per poi indossarla. Preso letteralmente per le orecchie, la donna di casa lo piegherà a novanta gradi sul tavolo inculandolo con un godemichè. Peccato si tratti solo di una fantasia. Grande segmento, divertentissimo e arrapante grazie alla magnifica Rudolph, chioma nera e fisico da sturbo. Grandissima quando estrae dal cassetto della cucina tutti gli strumenti di piacere. Cult.

-"Nightmare Alley": la fantasia ricorrente (?) sulla violenza sessuale; una giovane donna (Rene Bond, una valanga di titoli sexploitation, tra i quali il mio cult personale "Country Hooker" [1974] di Lew Guinn) cammina per strada di notte. Visibilmente impaurita, continua a guardarsi alle spalle. Appunto. Verrà rapita da un pugile nero nudo e con capigliatura afro che la violenterà sul ring. Nessuna violenza disturbante, anzi, Felicity (esatto, proprio come il titolo del film di John D. Lamond con Glory Annen) apprezzerà molto la prestazione di questo Apollo Creed softcore (Al Williams). Delirio totale.

-"The Girls": il segmento meglio girato di tutto il metraggio; due donne, Maria Lutra (vista solo in "Auditions" dello specialista Harry Hurwitz, consigliato) e Uschi Digard (non ha certo bisogno di presentazioni, bomba sexy definitiva dei seventies, ci vorrebbe un post a parte solo e unicamente per lei, attrice meyeriana e pure hardista conclamata, vedi il super cult "John Holmes and the All Star Sex Queens" [1980]) si incontrano in una sauna, scatta subito il lesbo, corpi nudi, sudati, bellissimi, arrapanti, che si incastrano come figure geometriche. Palma d'oro. Magnifico. Franklin ha occhio per il sexy.

-"Fruit Salad": ecco a Voi nientemeno che Sua Maestà John Holmes in persona! Una giovane moglie lasciata sola a casa dal marito, gelosissimo secondo quanto raccontato dalla voce fuoricampo che introduce il segmento, si rilassa in piscina quando, all'improvviso, non emerge dalle acque Neptune, con tanto di enorme cazzo sventolato di fronte alla macchina da presa. Comincia così una specie di "Nove Settimane e Mezzo" ante litteram, condensato in pochi minuti di girato, in cui i due si spalmano frutti assortiti e panna sul corpo. John succhia pesche e capezzoli dell'orientale Imogene (Maria Welton, probabilissimo pseudo, comparsa solo in questo ambito a quanto pare, ma non si può mai dire) per poi finire in piscina con pompino subacqueo e conseguente sessantanove, non simulati, e scopata ripresa prevalentemente dal basso. Unico cimento hardistico di tutta quanta l'opera. Non del tutto esaltante, ma l'uscita di John dalla piscina vale la visione.

-"Mother's Darling": Johnny (il carneade Gene Allan Poe, con un nome così impossibile non essere almeno incuriositi da questo misterioso personaggio, che poco o nulla fece in ambito cinematografico) ritorna a casa dalla madre, dopo essere stato in guerra. E che madre! Cioè, Candy Samples aka Mary Gavin (punto di riferimento il sempre citato e immortale "Flesh Gordon" di Ziehm e Benveniste), due tette formato asteroide che porta subito il ragazzo in bagno, lo spoglia, lo butta in vasca, si spoglia a sua volta e via! Lo schermo é letteralmente invaso dalle bocce della Gavin, sembra quasi di vederle in 3D tanto sono straripanti. Strizzate, munte, strapazzate per la gioia del pubblico. Impagabile.

-"Black Velvet": una squillo di colore (Shayne, al suo attivo solo questo film) con fisico da urlo, riceve un cliente nel suo appartamento; fin qui tutto a posto. Il campanello suona ancora, altro cliente. Il tempo di accomodarsi e, driiin, altro giro. Una volta fatti accomodare i clienti, comincia uno strip privato che lascia ammutoliti i poveri spettatori. Il segmento minore di tutto il metraggio, scontato e un poco noioso, nonostante la performance della "Velluto Nero" Shayne, veramente molto notevole. Accontentiamoci.

-"After School": l'episodio più meyeriano della pellicola con tanto di insegnante di mezza età (Al Ward, oscuro caratterista del cinema seventies che partecipò a "The Cremators" di Harri Essex e pure, non accreditato a "Mezzogiorno e mezzo di fuoco" [Blazing Saddles, 1974] di Mel Brooks) che impartisce lezione privata alla scolaretta Harriet (Sue Doloria alias Roxanne Brewer già vista nell'inequivocabile "Young Secretaries", 1974 di Richard Kanter) maliziosa e con due tette grandi così, veramente da lasciare basiti, che disegna una bella caricatura del prof. sulla lavagna con tanto di cazzo holmesiano. Ultravixen.

-"Blood Orgy": segmento finale, con la splendida Serena, grande hardista della Golden Age, che fu compagna di Jaime Gillis, nel ruolo di Zelda, convitata in una sedicente messa nera, montata e goduta con gran gaudio dal prelato Clement St. George. Bellissima, inarrivabile e con "un corpo che urla", Serena Robinson é un vero e proprio attentato alle coronarie dello spettatore, da riscoprire in toto tutta la filmografia hardistica dell' attrice americana con particolare attenzione ai cimenti hard in "Serena, An Adult Fairy Tale" (1980) di Fred J. Lincoln. Suggello supremo all'antologia tutta, con sesso blasfemo, ma non troppo, anzi, tutto é filtrato dal forte sottotesto ironico. Un peccato non aver hardizzato la prestazione della ottundente Serena. Non si può avere tutto.

Fine della corsa, il Prof. Notafreud, con vistosissimi baffetti finti, saluta e se ne va. Grande film, grande fotografia di Vincent Monton per un giro tra sedicenti fantasie sessuali che mischia commedia, sexploitation, hard, Russ Meyer, i "mondo di notte" e tanta, tanta carnassa che farà inevitabilmente tremare i polsi dell'appassionato e non. Consigliatissimo come consigliato è pure il sequel del 1977, "Fantasm Comes Again", con gran parte del cast ritornante, diretto da Colin Eggleston, come? Bravi, avete indovinato un'altra volta, si, proprio lui, il regista di quel capolavoro di "Long Weekend". Che altro dire? Recuperatelo, non foss'altro che per John, Serena, Gretchen o Mary. C'è il DVD della benemerita Synapse. Ora devo andare. Credo che da queste parti sia passato o passerà Er Gobbo. Forse é ancora qui. Vado a stappare er fiasco. Nun se sa mai.


Er Gobbo:
Fregna se è forte 'sto Belushi aho! Riesce a farse 'e pippe e je rimane ancora sangue ar cervelo pe' scrive così? Gajardo davero, me cojoni... Bravi rega', bravo te robbydi', bravo a belu' già j'ho detto, bravissimo napoleo' ch'ha voluto 'sta rassegna da 'n sacco de tempo e a la fine è riuscito a sbloccarte robby, ch'eri 'n po' fregnone prima, te facevi 'n sacco de sgufoli lì, come se dice? ah sì, scrupppoli...

Come stavo a'ddi' prima, nunn'è 'r monno ad esse 'nfame, no! Ce so' pochi ma grossi stronzi che fanno puzza' de mmerda tutto e, nun se sa perché, pure 'ndo se po' vota' chi adda commanna' te ritrovi sur cazzo sempre 'sti stronzi a governa', a fa' guere su guere 'nventannose raggioni che s'ha da esse 'mbecilli pe' nun capi' che so' sempre fregnacce, ce pijano pe' fondelli. Er motivo vero è sempre a saccoccia, er grano... li sordi! Però che fanno j'infamoni? Ce cojonano de bballe, e siccome più semo cojoni e mejo li servimo allora pure 'n tempo de pace ce 'mbottono de reggole, tabbù, morali der cazzo... c'ho sanno tutti che, pe' fa' n'esempio, 'a violenza, sparatorie, mazzate, pure 'e fregne quelle sì!, a la tele o ar cinema ce'e fanno sempre vede', ma 'sti bburini oh, se solo vedono 'na cippa de cazzo j'e vie' 'n'isteria, figuramose se 'a cippa a vedono 'nfilasse ne li paradisi sua!, se levano certe pive da quei pipparoli dei vatikosi 'llà, come cazzo se chiamano, che nun te fanno manco respira'!

Fate bene cor blogghe vostro a ribellavve contro quei rompicojoni, a dovemo fini' 'na vorta pe' tutte de sta' de schiena a cavaceci co' quei stronzi. 'A stronziii, fate i pii davanti a 'sto cazzo va', ché noi volemo scopa', fa' l'ammore! Il sesso de' fantasia è molto mejo de l'avemmaria, dateme retta! E siccome niuno nasce 'mparato, dovemo studia' da quarche parte come se fa', ggiusto? Che c'è de' mejo d'un ber filme pe'qquesto? Se guarda che fanno e ce se fa' veni' sana ispirazione, 'ste cose se 'mparano così, o vorreste pier'agnella che ve ciancica li cojoni co'n discorsetto? Bello superkuarke eh, ma 'nnamo su...

A questo monno se filisofoleggia molto e se tromba poco, e chi nun tromba è pericoloso, omini e donne, so' tristi, depressi... S'addovrebbe fa' 'na specie de servizio sanitrombario nazzionale pubblico pe' cchi nun je riesce de trova' fregne e cazzi seconno che j'abbisogna, ne l'interesse de tutti, co' quarcuno che se sacrifica, de' professione, "assistrombante sociale" 'a'ntitolamo, pe' sazia' 'sti'nfelici. E li disabbili? A loro nun se li caga né piscia mai niuno, ma mica li potemo castra'! Robbe', io so' ladro, pure assassino, ma no stronzo, né 'nfame, e ce' penso a 'ste cose... ce dovressimo pensa' tutti.

Robbydi' , Er Gobbo tuo te salutant.
Su 'a cecità tua e quela futura de' belu' stavo a scherza' eh! Comunque i du' cani pastore pe' voi due li stanno ad addestra', appena so pronti ve li manno cor bastone telescopico e a pettorina co' a maniglia a corredo.
Belushi e Er Gobbo

Robydick:
e siccome quando si vuol essere scorretti lo si deve essere fino in fondo, sentite che bella musichetta accompagna i freign... ops!, i frame nel video.
video


11 commenti:

  1. Grrrreeeeaatttt...!!!! E anche il sequel diretto da Eggleston, sono d'accordo. Penso uno dei migliori Ozploitation per farsi una sega, mai realizzati...Grande recensione...Grandissima Serena,vorrei solo che mi spiegaste tutti e due, come fate oramai a scrivere così bene -con la strepitosa collaborazione artistica e "moral suasion" der Gobbo, s'intende- alla tastiera, con le dita così appiccicose, solo questo vorrei sapere.

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  2. Io ho avuto l'onore di conoscerlo, Pietro De Negri, universalmente noto come er grandissimo Canaro dda a'Maglianaaaa...!!!!L'ho conosciuto, a'forza dda a'natura, a 'miticooo, è stata una delle fortuite conoscenze di cui sono più fiero e orgoglioso, anche se solo per pochissimo tempo, dda a'vita mia...!

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  3. tranquillo napoleo', 'a tastiera l'ho protetta cor cellofanne prima de metteme a scrive, ahahah!

    oh, mi son divertito troppo. me piace er gobbo, l'ho messo tra i collabbboratori ufficiali, me pare ggiusto no? che ne pensi? se te va' je faccio fa' n'interventino pure nel prossimo vulve de tuo conio... giusto 'n'incipitte... ;-)

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  4. il sequel è già pronto sull'ardische, dovemo solo decide quanno fallo, ce mancheresse, eheh!

    'mmazza che invidia, pagherei pe' famme 'n fiasco cor canaro, dico davero nun scherzo mica!

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  5. Me cojoni!!! Grazie Napoleone e grazie Roby e grazie pure ar Gobbo, a' Robbeè, grande pezzo, un onore avervi partecipato. Ahò, la tastiera s'è ormai abbituata a 'ste "sticky fingers" ah ah ah, come se fa cò Serena a rimanere calmi e tranquilli, impossibbile. Ahò, c'hò da recuperà 'na settimana de post, mortacci mia, pure "Inferno".

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  6. O.k., si' ppe a'collabborazione cor Gobbo poi decidemo che firme fare..Sapevo anche da sua personale conoscenza, dde na' predilezione der Gobbo ppe' a Lilli Carati...Quinni..

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  7. e famo 'sto sacrificio caa Lilli.... :P

    aho, qua le cantamo e sonamo tra dde noi, me sa che er gobbo ne ha mannata affancuolo troppa de ggente, ahahah! io d'altronde, come sapete non censuro mai gli interventi dei collaboratori, e se il finale è quello è quello... ;-)

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  8. ficc ficc, chiav chiav, pomp pomp, cul cul, sboooorrrr...... ;PPP

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  9. harmo, hai dimenticato lecc lecc ;-)

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  10. ahahah! giusto giusto... serata onomatopeica? :D

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