sabato 17 settembre 2011

A Fost sau n-a fost? - A est di Bucarest

23
2006, Corneliu Porumboiu.

E' il 22 dicembre 2005, sono trascorsi 16 anni esatti da quel giorno del 1989 in cui scoppiò la rivoluzione in Romania che portò alla destituzione del dittatore nicolae ceausescu dopo 22 anni. In una tv locale in quel di Vaslui, città romena del confine orientale, "Rivoluzione sì o no?" è all'ordine del giorno nel quotidiano talk-show d'opinione, aperto alle telefonate del pubblico.

Alle 12:08 di quel giorno il dittatore si allontanò proprio da quella città per recarsi a Bucarest, centro nevralgico della rivoluzione partita da Timisoara. Ecco quindi la domanda: "ci sono stati cittadini di Vaslui che prima delle 12:08 si sono recati in piazza a manifestare?". Chiaro che se si sono recati dopo, definirsi dei veri rivoluzionari non sarebbe corretto, al massimo si potrebbe affermare di aver partecipato ai festeggiamenti, con molto meno onore.

Ripresi da una macchina su un instabile "troppiede" (così lo chiama il cameraman che ha velleità artistiche, vorrebbe fare riprese a spalla...) vediamo dietro a un tavolo, a partire da sx, un trio di personaggi decisamente inadeguato: Piscoci, un anziano in pensione famoso per aver fatto spesso il "babbo natale"; il presentatore Jderescu, produttore della tv ed ex ingegnere tessile; Manescu, professore di scuola secondaria, notissimo 'mbriacone sempre indebitato con tutti per pagare l'osteria. Entrambi gli ospiti, conoscenti di Jderescu, invitati come ultima spiaggia perché chi si voleva avere in studio, personalità, ha declinato l'invito.

A parte un breve inizio in cui i 3 ci vengono mostrati nelle loro vite personali, quasi tutto il film è fatto con loro ripresi dietro la scrivania e alcune voci fuori campo degli spettatori che telefonano. Ad aprire le danze un'intervista del presentatore a Manescu, che da sempre si vanta (da sbronzo ovviamente) di aver partecipato alla rivoluzione. Il presentatore lo incalza, chiedendogli dettagliatissime informazioni su quella mattina al fine di arrivare a dimostrare che sì, anche Vaslui ha partecipato alla rivoluzione. Nel frattempo il vecchietto fa barchette coi fogli di carta... Saranno le telefonate a sputtanare (termine appropriato) Manescu con una dovizia di dettagli incontestabile che lo confutano, e si genererà una serie di menzogne, artifizi dialettici, ecc. fino alla fine, quando inevitabilmente tutti dovranno convenire che NO, nessuno era in piazza quella mattina prima delle 12:08, né il millantatore Manescu (che nome accidenti! ma era innocuo...) né nessun altro.

Esilarante, mi sono divertito, un piccolo gioiello premiato a Cannes con la Camera d'Oro, più altri premi presi qua e là. Dovrei segnalare più di una battuta, ma mi tengo cara quella del cameraman, che quando il presentatore gli chiede perché ha la macchina da presa in spalla (e il coro canta un pezzo latino americano) risponde - E' di moda riprendere così!-. Da cinefilo mi son piegato, una frecciatina velenosa verso il cinema autoriale che un po' troppo spesso confonde le riprese a spalla (o ad minkiam, dipende la spalla a quale organo è adiacente...) con una prima stella da assegnare ai film. Ma quando mai! Ovviamente il coro passerà a un canto tradizionale romeno per l'occasione, è quasi Natale, e il ragazzo "artista" metterà la mdp sul treppiede...

Vera chicca la telefonata in studio di un industriale, uno dei tanti che sbugiarderà Manescu. Si distingue parecchio dalle altre. E' un caso particolare giacché il professore l'aveva nominato, nome e cognome, come addetto alla sicurezza del dittatore e col quala addirittura avrebbe avuto, insieme ad altri "rivoluzionari", una colluttazione. Questo personaggio risulterà estraneo ai fatti, era vero che lavorava per la sicurezza ma come contabile. Però il suo atteggiamento arrogante, la sua pretesa di non essere nominato come tutti gli "altri banali", persino le minaccie di attivare immediatamente i legali per le iniziative del caso... non so, mi ha ricordato un viscido personaggio nostrano, innominabile qua.

Consigliato quindi, per divertirsi e per istruirsi anche un po'. E' interessante sentire da un regista romeno un racconto, anche se periferico, di cosa è stata la rivoluzione nel proprio paese. Risultato finale tendente all'amaro, anche se ridanciano: sostanzialmente non è cambiato nulla, i disgraziati son sempre gli stessi e i privilegiati pure, han cambiato divisa, nome, lavoro, ma sempre loro sono.

Chiudo citando la chiusura di una telefonata trasmessa in studio:
"Siate felici che questa notte nevica, perché domani sarà di nuovo tutto fango"
Robydick























23 commenti:

  1. Mi sa che se succedesse qualcosa di simile anche da noi, il risultato sarebbe lo stesso...cosa...è già accaduto ? Quando ?

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  2. eh harmo, giusta considerazione ;-)

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  3. Non lo conoscevo, quindi grazie perche una delle cose che volevo approfondire è proprio la cinematografia post- comunista dei paesi dell' Est.

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  4. mi fa piacere nick :)
    pensa, una delle primissime rece del blog è in tema, ma questo lo conosci sicuramente: Good bye Lenin

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  5. Mi sa di vera chicca, uno di quei film che ti ingolosiscono non poco, anzi, parecchio. Il millantatore Manescu è geniale, vorrei averlo partorito io... :-))

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  6. ahah, manescu poi è veramente mitico, l'intellettuale falso e inutile, figura su cui ricamarci :D

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  7. Grande "I Nuovi mostri"('77) per me, un must assoluto..."Hostaria!" con i camerieri frogi Tognazzi e Gassman che se menano nel locale finto-tipico romanesco vero bburino pieno de turisti scemi convinti dde magnà "genuino" e dè "sapori tipici", mentre magnano le scarpe finite ner minestrone de ceci pecchè se tirano dietro di tutto e ssò ddù zozzoni ma ddù zozzoni veramente da buciaccari fracichi...E' un mio ripeto capolavoro personale assoluto. Ma anche tutti gli altri episodi eh, non sono poi da meno...Lo sai che venne addirittura inserito dall'Academy nella cinquina finale dei film candidati all'Oscar come Miglior Film Straniero dell'anno 1977...? se lo sarebbe certamente anche meritato, ma è pur sempre una storia incredibile!

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  8. film molto ma molto carino,con momenti esilaranti..riguardo ai nuovi mostri,come non essere d'accordo con Napoleone?..

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  9. napoleone, mi sa che col commento "hai sbagliato mira", ahah!

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  10. hehe...vedo che con i "partigiani da 25 aprile" abbiamo fatto scuola...

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  11. ah ma ci sono anche quelli del 26, del 27... :D

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  12. non voglio nemmeno sapere quanti "conti in sospeso" hanno regolato cogliendo l'occasione...

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  13. sicuro tanti. dubito però abbiano potuto pareggiare 20 e passa anni precedenti ;-)

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  14. No, era voluto. Se lo postavo al riguardo de "Il Magnifico cornutoalle per il quale in uno dei post "I Nuovi mostri" era richiamato, oggi ormai non l'avrebbe letto nessuno, cosi' invece brazzz mi ha persino risposto, a proposito, grazie brazzz.

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  15. Lo vidi al cinema, proprio quando uscì... un gioiellino. Grazie per avermelo fatto ricordare!

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  16. ihhhh! L'ho rivisto di recente.. chite...! con affetto **** :))))

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  17. mi sa che i loro erano un po' di più...almeno il doppio...

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  18. stupendo. un film lucido su un fatto di storia recente vissuto con piglio ironico (è veramente divertente) e grotesco, con in più quella telefonata a conclusione del programma che devia forzatamente il tono verso il sentimentalismo (in senso positivo). davvero notevole.
    da noi una cosa del genere sarebbe impensabile

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  19. figurati kelvin, grazie a te :)

    petro', chitemmuort si può dire eh! ahah!

    solo doppio unwise?? ottimista! :DDDD

    lake, da noi è di moda il trentquarantenne depresso :(((

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  20. ... alla fine qui arriva tutto eh? Non te lo puoi ricordare, ma ne avevamo parlato più di un anno fa commentando "Il concerto" di Mihaileanu. Un piccolo grande film che ben rappresenta, con una storia vivace, surreale e divertente, l'amarezza, la disillusione, gli interrogativi, le zone d'ombra di una rivoluzione che ha manipolato e poi tradito speranze e aspettative, salvo far sparire (forse in modo un po' troppo sommario...) un delinquente megalomane e squilibrato quale senza dubbio Ceaușescu era. Anni fa sono stata da quelle parti, in particolare Bucarest e dintorni, e quasi tutto mi trasmetteva solo desolazione e angoscia: le facce della gente, i tanti bambini randagi come le centinaia di cani, i quartieri enormi di palazzi fatiscenti, le strade fangose, irrimediabilmente dissestate. Eppure già facevano bella e indecente mostra di sé, i soliti negozi "grandi firme", riservati probabilmente a chi con la rivoluzione si era arricchito. Forse ora qualcosa sta migliorando, almeno lo spero.
    Il nuovo cinema rumeno, a parte l'ormai famoso Mihaileanu, fatica molto ad emergere, ricordo il bel "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" di Mungiu (2007), che hai già ben recensito (ma perché è finito tra gli horror?), uno dei pochi credo, insieme a questo, ad essere distribuito fuori della Romania.
    Buonanotte!
    P.S.: Vista l'osservazione di Napoleone, ti avverto che ho inserito un commentino anche su "Una tomba per le lucciole"...

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  21. Si, "I nuovi Mostri" cult assoluto, ci sarebbe da farne un fans club.
    "Io guardi giro con questa mia vecchia Rolls vero, perché mi serve per rimorchio. Mi dice mammà e quegli stronzi dei miei amici "ma questo è un catorcio", no, non è un catorcio, questo è un salotto viaggiante. Io prendo la mia preda, la colloco qui, mi reco in posti solitari, a cooontatto con la naturaaaa, la distendo su queste morbide poltronee...... e pò ma' n'groppo! (Giovan Maria Catalan Belmonte, Preposto Camerier del Soglio Pontificio)

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  22. grazia, adesso che me ne parli, ricordo mi parlasti di bucarest, più riguardo a "4 settimane..." (hai ragione, messo come "drammatico") che in occasione de "il concerto". grande commento, grazie :)

    p.s.: ho iniziato a mettere i generi nelle etichette dei film che ne avevo già moltissimi. nel fare il lavoro "di massa" sul pregresso qualche fesseria m'è sicuramente sfuggita

    p.p.s.: i commenti a me, e a chi s'è iscritto al post per email, arrivano sempre per posta, anche di rece di 5 anni fa, non temere. poi napoleone (e pure harmonica) scrivano dove preferiscono, ahah! non c'è problema, basta che se parla de cinema, però personalmente se si parla di un film preferisco si scriva nei commenti di quel film, perché tra un po' di tempo uno che viene a visitare va in quel film a leggere rece e commenti, non può cercarli altrove ;-)

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