mercoledì 21 marzo 2012

Traci, I Love You (aka: Traci Je T'aime)

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1987, Jean Charles (as Jean-Pierre Floran) (as Jean Floran).

Ultimo film hard della diavolessa dell'Ohio, girato tra Parigi e Cannes pochi giorni dopo il raggiungimento della maggiore età da parte della bellaTraci e, di conseguenza, l'unico lungometraggio legalmente reperibile in U.S.A dopo la bomba esplosa nell'industria hardistica statunitense quando le autorità giudiziarie scoprirono che l'attrice era in realtà minorenne ai tempi delle produzioni pornografiche.

E' anche la terza ed ultima produzione targata Traci Lords Company (insieme a "Traci Takes Tokyo" [1986] di Tadashi Yoyogi/Stephen Cartiere "Beverly Hills Copulator" [1986] dello stesso Cartier) i cui diritti di sfruttamento furono venduti per 100.000 dollari causando ulteriori polemiche, in quanto la Lords fu accusata di lucrare sulla situazione venutasi a creare. Questioni giuridiche a parte, il film (girato in video e non in 35mm) risulta una pallida copia dei precedenti lavori della Lords, un porno patinato e noioso incentrato sull'ossessione di un fotografo francese nei confronti della stupenda Traci Lords (biondissima e più bella che mai, da polluzione istantanea) che se ne va in giro per Parigi in automobile e a piedi per le strade affollate (sequenze chiaramente improvvisate e rubate stile "Cicciolina Amore Mio" di Amàsi Damiani/Bruno Mattei) fino a lasciarsi immortalare da una folla di fotografi nuda sulla spiaggia.

Girato quasi come un reportage/documentario questo "Traci, I Love You", non colpisce e non convince, mostrando al pubblico una Traci più incazzosa e svogliata che mai, inequivocabile segno dell'avvenuto divorzio dalle scene hard, nonostante la presenza di un grande professionista dell'Hard francese come Alban Ceray, classe 1945, carriera sterminata con oltre 170 titoli (a scelta peschiamo "Les petites écolières" [1980] di Claude Mulot con la divina Brigitte Lahaie) e della bella e arrapante Marilyn Jess, altra stella del porno d'oltralpe ("Journal Intime d'une Jeune Fille en Chaleur" [1981] dello specialista Gérard Kikoine) conosciuta anche come Dominique Troyes (e vabbè) che aggiunge non poco al gradiente hardistico del film di Floran (?).

Il cimento hardistico tra la Lords e Ceray (nel ruolo di Mr.Alisair, un direttore di casting che approfitta delle grazie dell'attrice) è intenso ma breve, con la bindocrinita supergirl a sfoggiare quell'invidiata arte nel pompino per cui è divenuta, giustamente, famosa e conseguente doggie con Traci scomodissima ma notevole (e come potrebbe non esserlo, è comunque una bellezza da sturbo, nonostante le peculiarità che le hanno consegnato fama imperitura nell'universo hard in questo caso siano un poco in ombra) che si conclude sul pavimento dell'ufficio con classico cumshot e Ceray che la penetra nuovamente. Subito dopo Traci viene rapita e caricata su un furgone bianco per poi risvegliarsi in un luogo ameno dove sarà goduta da un trio di bellezze locali (uncredited) e successivamente introdotta alla parte migliore del film tutto con la collaborazione della splendida Marilyn Jess, diavolessa assatanata protagonista con la Lords di un rovente lesbo in cui la francese penetra l'attrice americana con un cazzo di gomma tenuto stretto in bocca. Ecco, se in ogni film che si rispetti, anche il più noioso e cialtrone, si riesce a salvare una particolare sequenza che si eleva dal miserrimo contesto, allora il sopracitato cimento hardistico diventa la ragione stessa di vita di questo prodotto non entusiasmante, perchè, detto in parole povere, due fighe così a condividere la scena, bè, è visione obnubilante da sperimentare con il/la propria partner.

Segue classica orgia con protagonisti maschili incappucciati come boia e le sequenze hard con la Jess e la Lords in evidenza, purtroppo troppo brevi e sempre immerse in un'atmosfera dark, troppo stilizzata e impersonale con i corpi illuminati su sfondo completamente nero. Traci, al contrario della Jess, appare svogliata e annoiata (lesbo a parte) e solo verso il finale, quando è presa da tergo dal fotografo che sbava per lei, restituisce al pubblico la forza dirompente delle sue precedenti performances. Per i completisti e amanti del genere, comunque consigliato, sia per la bellezza stratosferica di Nora Louise Kuzma che per spirito filologico, considerato il fatto che si tratta dell'ultimo cimento hard dell'attrice americana. Il film era distribuito negli States dalla Caballero dietro un accordo distributivo stipulato con l'attrice per un periodo di dieci anni (la data di uscita fu il settembre 1987, più di un anno dopo dalla realizzazione, quindi fino al 1998), ma in seguito alla causa intentata dalla Lords i diritti sono caduti.Secondo alcune voci Traci fu anche regista del film attribuito al fantomatico Jean Charles/Jean-Pierre Floran.

Buona visione.
Belushi


















3 commenti:

  1. Belu', questo non l'ho visto, ne ho apprezzati altri... però questa tanto decantata traci il pertugio più angusto non l'ha mai immolato mi pare.

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  2. Come dice Kurt Russell a Robin Williams nel sottovalutato "The Best of Times"('87)di Roger Spottiswoode...Decisamente:-"Erano tempi migliori".
    Roby, vedo che anche te ti stai lasciando trasportare "...dall'irresistibile richiamo di certe sirene, alle quali nessun uomo può scientemente opporre resistenza, se non inutilmente..."
    Honorè De Balzàc.

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  3. che posso dirti Napoleone...
    in questa epoca di troppo rasate, sarà "il richiamo della foresta" (Jack London)

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