lunedì 5 marzo 2012

The Last Voyage of the Starship Enterprise

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1976, Michael O'Donoghue, Dave Wilson.

Questa recensione è dedicata a John Adam Belushi (Chicago, 24 gennaio 1949 – Los Angeles, 5 marzo 1982). Oggi sono trascorsi 30 anni dalla sua morte.

"John mi disse di essere in grado di fare la parte di Bill Shatner. Poi, durante le prove, saltò fuori che non ne era capace. Ma proprio per niente, era assolutamente terribile nei panni di Bill Shatner. Aveva solo detto di saperlo fare. Pochi secondi prima di andare in onda gli dissi: "Mi hai davvero pugnalato alle spalle sostenendo di poter fare la parte di Bill Shatner". Poi andò davanti alle telecamere e fece un'interpretazione impeccabile di Shatner. Fu l'unica volta. Dieci minuti in diretta televisiva e poi mai più."
Michael O'Donoghue, cit."Belushi" Judith Belushi Pisano, Tanner Colby, 2006.

Parola di Michael O'Donoghue, altro bel personaggio. Fu colui che aprì le danze al Saturday Night Live (ancora intitolato "NBC's Saturday Night" prima che Lorne Michaels scippasse il titolo al "Saturday Night Live with Howard Cosell" il 26 marzo 1977, quando quest'ultimo chiuse i battenti) proprio con John Belushi nello sketch di apertura della prima puntata dello show in diretta da New York. Era l'11 ottobre 1975. E' una storia lunga. Oggi sono trent'anni esatti dalla morte di John Belushi. Più che parlare delle pellicole che lo videro protagonista o co-protagonista, già ampiamente storicizzate (da queste parti potete rileggere quel lungo sproloquio che è stata la recensione di "Animal House"), lo ricordiamo in una delle sue migliori uscite in ambito "Saturday Night Live". Credo che in molti abbiano già capito di cosa si tratti. Si, l'ultimo viaggio dell' Enterprise, la parodia di "Star Trek" scritta da O'Donoghue e interpretata da Chevy Chase nel ruolo di Spock, Dan Aykroyd nel ruolo del Dr. Leonard McCoye John Adam Belushi nel ruolo di Captain James T. Kirk.

Dodici minuti (più o meno) rigorosamente in diretta e rigorosamente demenziali. Puro spirito SNL. Le parole iniziali di O'Donoghue descrivono alla perfezione l'atmosfera da "dietro le quinte" schizofrenica, imprevedibile, folle, nevrotica e drogata dello show creato da Lorne Michaels. E descrivono, se ancora ce ne fosse bisogno, la camaleontica capacità dell'albanese di Chicago di trasformarsi nel giro di pochi minuti in qualsivoglia personaggio, da William Shatner a Jackie Gleason, da Rod Steiger a Marlon Brando, da Joe Cocker all'Incredibile Hulk fino a Beethoven con la mai troppo ricordata Gilda Radner che gli gridava nelle orecchie: "Ludwig, you must be careful, you must eat!".

Sì, perchè ancora prima delle parole, delle battute, delle canzoni, arriva la straripante fisicità del personaggio, la faccia di gomma, il sopracciglio alzato, lo sguardo interrogativo e spaesato del samurai che non parla. Non un semplice imitatore, ma un attore pazzo, talentuoso che si immedesimava fino all'eccesso nei personaggi che portava sul palco. Come De Niro, suo amico e una delle ultime persone (insieme a Robin Williams e a Cathy Smith) a vederlo vivo. Questo è il dopo, in ogni caso. Il 29 maggio 1976, giorno in cui "The Last Voyage..." fu trasmesso (Episodio 22), era ancora il "prima", il periodo in cui Belushi si faceva strada durante la prima stagione del SNL che aveva già trovato nell'amico/nemico Chevy Chase il personaggio di maggior successo, tanto che i critici lo definirono ai tempi l'unico, se possibile, successore di Johnny Carson.

Acquista ancora più valore, dunque, una performance improvvisata e geniale come quella del William Shatner di Star Trek, al comando di unaEnterprise inseguita da una Chrysler Imperial del 1968; i fantomatici alieni inseguitori, che neanche Spock/Chase riesce ad identificare, sono in realtà l'executive della NBC Herb Goodman( interpretato da Elliot Gould, in una delle sue sei partecipazioni come ospite al SNL) e il tuttofareCurtis (il grande Garret Morris, uno dei attori del cast originale, bravo e sfortunato) che comunicano ai personaggi/attori di "Star Trek" la non troppo lieta notizia della cancellazione della serie Tv dal palinsesto, per poi cominciare a smantellare il set senza troppe cerimonie. Il logorroico McCoy se ne va, al povero Spock vengono financo sottratte le orecchie a punta (cosa che scatena una crisi isterica nel vulcaniano) mentre all'inossidabile Kirk/Shatner, sbeffeggiato e privato della leadership (Elliot Gould nel finale ammicca dicendo:"Ehi, Shatner, ha chiamato il tuo agente. Qualcosa a proposito di una pubblicità sulla margarina", riferendosi al reale commercial in cui recitava Bill Shatner nei seventies) non resta altro che recitare il classico spiegone startrekkiano seduto da solo nella ex-plancia di comando.

Toccata e fuga, il tempo di entrare nei panni (un poco stretti) di Kirk, cazzeggiare con Chase e Aykroyd, per poi, a fine show, cominciare una notte di bagordi per le strade di New York. Al di là delle ricostruzione in studio, della regia di Dave Wilson, con tutti i limiti del mezzo espressivo, sono le interpretazioni che, come si suol dire, bucano lo schermo televisivo, vanno oltre e superano la barriera del tempo, almeno è così per chi scrive, rendendo gli sketches, belli, brutti, ridicoli, a volte non riusciti, materiale da consigliare all'appassionato e a chi non li ha visti o non ne ha mai sentito parlare. Da vedere tutti i cimenti di John Belushi starring in Saturday Night Live, specialmente "Romance" di Marilyn Suzanne Miller del 12 marzo 1977, in coppia con Sissy Spacek, in cui interpreta un marito con problemi sessuali, e il celeberrimo "The Thing That Wouldn't Leave"trasmesso il 25/03/1978 dove si cala nei panni di un ospite molto invadente, a casa di Bill Murray e Jane Curtin, che proprio non se ne vuole andare, due titoli tra una valanga di apparizione in quattro anni di Tv. Poi arrivò il grande successo cinematografico, la grande amicizia con Spielberg, la droga senza controllo e le delusioni di "Sweet Deception/Noble Rot", suo ultimo progetto a venire sottoposto a Michael Eisner, allora presidente della Paramount, dietro un compenso di 1.850.000 nel 1982, rifiutato e dirottato verso "National Lampoon's The Joy of Sex". Ma questa è un'altra storia.

Captain Kirk: Captain's Log, final entry. We have tried to explore strange new worlds, to seek out new civilizations, to boldly go where no man has gone before. And except for one television network, we have found intelligent life everywhere in the galaxy. Live long and prosper. Captain James T. Kirk, SC 937-0176 CEC.

Cast of characters:
Captain Kirk: John Belushi
Mr. Spock: Chevy Chase
Dr. McCoy: Dan Aykroyd
Mr. Sulu: Akira Yoshimura
Lt. Uhra: Doris Powell
Herb Goodman: Elliot Gould
Carter: Garret Morris
Voice of Mr. Scott: Dan Aykroyd

Belushi









8 commenti:

  1. grazie per questo ricordo..ho amato john tantissimo..poco altro da aggiungere...

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  2. Grazie a te, Brazzz. E grazie a Roberto per la disponibilità e per averlo pubblicato praticamente a scatola chiusa.

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  3. "[...]ovunque ho trovato forme di vita intelligente, tranne all'interno di uno studio televisivo."
    Me lo ricordo benissimo. Citai anch'io proprio questo celeberrimo episodio in particolare, quando scrissi nel 1987 una rece in occasione dell'uscita della vhs Warner da nolo di "The Best of John Belushi", non so se ce l'hai ma penso di sì, e nella quale sono contenuti appunto tutti questi famosissimi sketch dell'albanese più famoso nel mondo, dopo Madre Teresa, come diceva lui.
    P.S.:, Belushi ma è vero o è pura leggenda che Leone lo avrebbe voluto in "C'era una volta in America", e che appunto tramite De Niro li fece avere il suo copione del suo ruolo per il film...??

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  4. Pare che sia vero, uno dei possibili interpreti del ruolo di Max che poi andò a James Woods. Reciproca stima e affetto tra i due attori americani. Belushi avrebbe dovuto poi fare (sempre in coppia con Dan Aykroyd) "Moon Over Miami" con Louis Malle su sceneggiatura di John Guare, senza contare la trasposizione cinematografica di "Una Banda di Idioti", con Richard Pryor, mai concretizzatasi e, naturalmente "Ghostbusters" che Aykroyd aveva scritto con John Belushi e Eddie Murphy (poi sostituito da Ernie Hudson)in mente. Napoleone, quella Vhs l'ho letteralmente tritata e ce l'ho ancora, tra l'altro la Broadway Video di Lorne Michaels ne ha poi editato una versione ampliata con il mitico sketch d'apertura della primissima puntata del SNL, dove O'Donoghue faceva l'insegnante d'inglese e Belushi, appunto, un cittadino "americano" dell'Est Europeo che ripeteva paro paro quello che diceva il maestro, tra le altre cose.

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  5. Belushi scusa, cosa ne pensi di "Wired"('88)di Larry Peerce, con l'allora ancora poco famoso Michael Chiklis che interpreta la pesante parte, nella biografia di John Belushi? Pensa che nel lontanissimo autunno di quell'anno ne scrissi una lunga rece per una delle più note riviste, ancora oggi esistente, in quanto doveva essere distribuito anche in Italia. Dove invece non arrivò mai nè fu mai doppiato. Tant'è che lo dovetti recuperare in una vhs import U.K. Che te n'è parso,anche complessivamente?

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  6. Grande Napoleone. Eh, come ben saprai, "Wired" fu pesantemente ostracizzato da Jim Belushi, Dan Aykroyd, Bill Murray, John Landis e dalla vedova Judith Jacklin Belushi, che già avevano sputato fuoco e fiamme sul libro di Bob Woodward. DEvo dire che non mi dispiacque e non mi dispiace (pensa te che l'ho rivisto l'anno scorso il giorno di natale su Youtube) ancora oggi, pur con tutti i limiti che un prodotto del genere può evidenziare. E' comunque fedele agli eventi (tra l'altro inizia pure con la primissima esibizione dei Blues Brothers, ancora sotto mentite spoglie, vestiti da ape che cantano "King Bee")e scivola poi in una seconda parte realmente cupa e cimiteriale che rappresenta con grande fedeltà quelle che furono le ultime settimane di John Belushi (mi pare che lui da morto ripercorra tutti gli avvenimenti salienti della sua esistenza), quel senso di morte che poi si respira leggendo gli ultimi capitoli sia del famigerato "Wired" che della recente biografia ufficiale della vedova e di Tanner Colby. Molto bravo Chiklis, come hai ben detto, in ruolo difficilissimo,. Per me è una pellicola, molto eighties nella forma, che va recuperata. Belushi era un tossicodipendente e questa cosa è molto difficile, se non impossibile, da edulcorare. Si sa che i set di "1941", che è un capolavoro, "The Blues Brothers", "I Vicini di Casa", furono molto, molto, condizionati dall'uso della coca. Incredibilmente il suo set più "tranquillo" fu proprio quello di "Animal House", anche nel film di Nicholson "Goin' South" dove fece quel breve ruolo come messicano, ci furono dei problemi. Pensa te che Belushi e Aykroyd si erano informati su quanto costasse "affittare" un killer per uccidere John G. Avildesen, durante le riprese di "Neighbors", sul serio. Mè cojoni. Napoleone, grazie, che te lo dico a fare.

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  7. Grazie a Belushi (il Recensore) per avermi ricordato questo anniversario.
    Personalmente (ho una certa memoria fotografica) ero in cucina, casa mia , quando alla radio sentii la notizia della morte.
    Ricordo ancora la rabbia che provai.
    Tutto banale, ero giovane 24 anni, ma sentivo che un talento con ancora grandi potenzialità si era bruciato.
    Ricordo di aver visto "The Last Voyage of the Starship Enterprise" parecchi anni fa.
    Il connubio Belushi (l'attore) e una parodia di Star Trek per un fan di entrambi era il massimo.
    Grazie ancora.
    P.S. So di essere un "squallido romantico" ma anche "Chiamami Aquila" per me è un grande film.

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  8. Ma grazie a te, Orsonmic.Anche per la "R" maiuscola di recensore, troppa grazia. Altro che "squallido romantico", lo amo moltissimo pure io "Chiamami Aquila", è quello che riguardo più spesso. E' molto malinconico, in realtà. O almeno a me fa questo effetto. Un grande saluto.

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