lunedì 27 dicembre 2010

Il prefetto di ferro

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1977, Pasquale Squitieri.

Non si studia a scuola la figura di Cesare Mori, come non si studia, al massimo qualche citazione, ciò che fu il ventennio fascista in Italia. Fu un personaggio di spicco, non per fede fascista ma per altissimo senso dello stato, da ricordare per diversi motivi, poco noto per altri.

Il film, semplicemente eccezionale, ripeto: ECCEZIONALE !!, parla di lui e dell'incarico di Prefetto di Palermo, onorato, come da nessuno prima e dopo di lui, dal 2 giugno 1924 al 12 ottobre 1925. Poco più di un anno bastarono a generare un mito la cui fama si diffuse nel mondo, ma anche ad arrivare alle alte gerarchie dello stato colluse, tanto da indurre mussolini a nominarlo senatore pur di farlo tornare a Roma ed interrompere la sua opera. Leggete la storia di questo friulano, cresciuto in un brefotrofio, studioso, con Senso dell'Onore, non l'onore di mafiosi e briganti, quelli che ha combattuto, ma l'Onore degli uomini che credono fermamente in istituzioni, stato di diritto, pari dignità di tutti.

Non lo nego, ho pensato, durante l'intera visione, a due uomini, i soli che ricordo paragonabili a lui per integrità e ruoli: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quanto avrebbero fatto questi 2 grandi uomini se avessero avuto i poteri straordinari messi a disposizione, almeno fino a quando gli han permesso di agire, al Prefetto Mori? Molto di più anche se non gli avrebbero garantito la sopravvivenza, lo stesso Mori scampò per una somma di fortuna ed astuzia personale ad un attentato.

Questo film ha un solo "difetto": è stato realizzato da Pasquale Squitieri. Nota bene che ho messo le virgolette, perché il difetto presunto starebbe nella dichiarata appartenenza politica del regista alla destra. Non me ne frega nulla personalmente, ma parliamone: chi altro avrebbe potuto fare questa storia? Mori per quanto eroico (e già qua molti avrebbero da dire su questo, non io) fu ed è una figura scomoda, che nessuno, da ambo le sponde politiche, vuole più di tanto ricordare. Squitieri, che certamente ne ha sottolineato la personalità anche con qualche enfasi mai però inutile, non ha risparmiato nulla ai fascisti beceri del tempo, sia a quelli che da parassiti di fama cavalcarono i successi di Mori rendendoli propri, sia a quelli che si dimostrarono un tutt'uno coi mafiosi. So di persone che, prevenute, non l'hanno nemmeno guardato questo film, è un comportamento stupido che non condivido. So anche di persone che tutt'oggi, nostalgici del fascismo, sostengono che solo nel ventennio la mafia venne sconfitta, sono ignoranti, a loro bastino le ultime parole di Mori prima di partire da Palermo: "Mi sento come un chirurgo che ha operato a metà; che ha fatto soffrire e non ha guarito. Di me i siciliani ricorderanno solo la sofferenza...", e se non credono a quel "comunista" di robydick si fidino almeno di Squitieri.

Forse ne ha anche un secondo di difetto: dura poco. Quasi 2 ore per una storia così importante sono ragionevoli per arrivare a tutti ma c'era motivo, approfondendo di più qualche avvenimento, di fare un kolossal di almeno 3 ore. Anche in qualche scena un po' di comparse in più... Costumi e luoghi sono stati ottimamente riprodotti considerato il budget palesemente non infinito. Non un difetto quindi, ma altri complimenti al regista. Le Scene Madre, nel film e nella vicenda di Mori a Palermo, l'assedio di Gangi per stroncare il covo del brigantaggio, sono notevolissime nonostante tutto.

Devo darmi un freno, qua rischio di scrivere un romanzo. Ci sono tante di quelle frasi, citazioni, situazioni da analizzare una ad una volendo, compresa la condizione di vita dei siciliani al tempo, che non è stata trascurata. Mi concentro solo su una frase e poi chiudo, quando Mori dice sostanzialmente che le persone devono avere più paura dello stato che di mafiosi e briganti. Senza aver visto la storia può essere male interpretata, occorre pensare che da quel che si vede bene, le costanti della popolazione erano la Fame e la Paura e che non si riusciva mai a concludere un processo contro i mafiosi, nonostante se ne facessero, perché nessuno osava testimoniare. Mori puntò su una presenza delle forze dell'ordine capillare, si occupò persino delle cure mediche e dell'istruzione, non tralasciò nulla, l'obiettivo era far capire, e qui sta il senso di quell'affermazione, che lo stato era più forte della mafia. Usò anche metodi poco ortodossi, a Gangi per stanare i briganti dai nascondigli tagliò la fornitura d'acqua, l'ingresso nel paese fu una battaglia vera e propria, cose che gli procurarono la fama di Prefetto di Ferro e qualche grana, ma fu efficace, durissimo ma efficace!

Film da vedere obbligatoriamente, Storia da conoscere.
Non so cosa ne dicano i critici importanti, per me è nell'Olimpo.
Non è un'apologia del fascismo, manco per niente! Anzi, del fascismo è estremamente critico, critica tanto più credibile proprio per il nome del regista che l'ha realizzato. E' l'Apologia di Cesare Mori al limite, e dal mio punto di vista è un personaggio che la merita.

C'è una domanda alla quale non so rispondere compiutamente, non sono il solo a porsela: può, un sistema democratico e garantista, sconfiggere un fenomeno criminale come la mafia, camorra, ndrangheta e affini? Io penso di sì, ma non con i metodi alla luce del sole. Se i cosiddetti servizi segreti fossero veramente al servizio dello stato e non quello che sono, con metodi "alla Mori" l'avrebbero fatta a pezzi da molto. La cosa allucinante è che si sa chi sono, li conosciamo tutti, sappiamo dove abitano, si nascondono, che interessi gestiscono. Perché non li prendiamo allora, anche braccandoli? Bisogna rendergli la vita impossibile! Gangi sia da esempio. Certo, se stai lì a chiedere mandati, permessi, sequestri, carte bollate, mentre che si muove l'apparato quegli infami spariscono dalla circolazione. Mori diceva "siamo in guerra", era la sua metafora per far capire, a tutti, suoi collaboratori e suoi nemici, che doveva venir fuori un solo vincitore, che stato e mafia non possono coesistere e bisognava batterli, umiliarli, far comprendere che lo stato avrebbe provveduto ai bisogni ed alla sicurezza della gente e non loro. Ma come fai se, nel frattempo che tu, uomo qualsiasi, fai una denuncia, aspetti le indagini, che vengano trovate prove, quelli ti perseguitano e magari ti ammazzano?

La sola risposta che ho è: ci vorrebbe un Procuratore Antimafia di Ferro, e uno stato alle spalle governato da gente perbene e molto decisa. Oggi siamo agli antipodi di un simile scenario, soprattutto sul fronte stato e politici che lo rappresentano, impossibile possa emergere un simile Procuratore. Questo è il testo del telegramma inviato da mussolini a Mori, preso da wiki: «vostra Eccellenza ha carta bianca, l'autorità dello Stato deve essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia. Se le leggi attualmente in vigore la ostacoleranno, non costituirà problema, noi faremo nuove leggi». La legge non deve essere un ostacolo, ma un supporto! Non sia mai torni a governarci un personaggio simile, ma quanto vorrei che una lettera identica fosse stata inviata in passato ai 2 grandi magistrati alla lotta alla mafia, già nominati: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Invece ricevettero ostacoli, critiche, calunnie, e bombe.

la resa del brigante Albanese, un grande attore: Francisco Rabal

Spanò, maggiore dei carabinieri, sempre al fianco di Mori: Stefano Satta Flores e Giuliano Gemma.

a Claudia Cardinale riservo un frame di taglio, ma è un mio ricordo del finale, lei ne è in parte protagonista per una vicenda particolare


21 commenti:

  1. Davvero eccezionale, io l'ho visto già almeno tre volte. Squitieri sarà pure un fascistone del cazzo, ma davanti all'Arte e alla denuncia intelligente non servono fette di salame ideologiche sugli occhi, come certi khmer rossi editoriali di mia vecchia milanese conoscenza...
    Bella ma utopistica e ingenua (ma sappi che per me "ingenuo" è un complimento!) la tua riflessione finale: lo stato italiano E' uno stato mafioso, e nel dna del 90% degli italioti c'è o l'essere mafiosi o l'essere picciotti leccaculo dei mafiosi, e non credo se ne uscirà mai, anzi si può solo peggiorare, vedi 'ndrangheta trionfante in Lombardia....

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  2. Che splendidi ricordi hai caro RobyDick! Anche a me a volte di un film (specie questi che delle immagini imprimono forte, me ne vengono in mente anche altri di Bergman) rimangono fortemente incisi momenti visivi e musicali!
    Purtroppo concordo con lo Zio… ho testimonianze ogni giorno, sempre più. Ti faccio tanti auguri di Buone Feste. Non so con precisione a cosa servano ma un abbraccio, esteso a tutti i tuoi lettori, tra noi ci sta! ******

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  3. eh Nicola, verissimo, ingenuo come il pensiero semplice di un bambino: sai chi è, sai dov'è, ma perché non lo schiaffi in galera e butti le chiavi? hai scritto la risposta te...
    le fette di salame che descrivi mi sono insopportabili!

    petrolio, ogni occasione per abbracciarti è la benvenuta! :D
    sai che ho visto uno strepitoso film italiano ambientato in un paesino della Puglia? bellissimo, tutto bianco, in un parco nazionale oggi non allora. dovrai aspettare il 2011 però, eheh

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  4. ahhhhhhhhhhhhhhhh! mi sto scervellando sto analizzando e ricordando tutte le aree protette, tutti i paesini bianchi… cz è? ma è per caso della strepitosa Lina Wertmuller? I basilischi che meraviglia! vabbè anche se non è questo, che meraviglia uguale! XXXXX:D

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  5. ahah! te faccio rosica', la rece uscirà il 13-01 cerca di resistere, prima non è possibile. acqua, anzi alto mare, generi radicalmente diversi, e poi i basilischi già ce li ho ;-)
    http://robydickfilms.blogspot.com/2010/01/i-basilischi.html

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  6. caspita è vero! uff… vabbè mi piacciono le sorprese! ****

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  7. eh...la mafia se l'è legata al dito...infatti buona parte del lavoro di intelligence che portò allo sbarco alleato in sicilia, lo si deve proprio all'onorata società. non meravigliamoci se essa è così incistata in italia, e non solo: la pizza connection esiste da ben prima che esista lo stato italiano. indicativo è il fatto che il duce, con quel telegramma, sia stato uno dei pochi ad esprimere, in un documento ufficiale, l'urgenza di una tale situazione. oggi non credo che nessuno si sbilancerebbe tanto. mi associo a chi mi precede in questa sede, nell'affermare che è la mentalità mafiosa ad essere protagonista nel nostro paese (che comincia proprio con "lui è un amico, passa prima"). cosa può fare lo stato? una cosa: essere più efficiente della mafia. se il cittadino non avesse bisogno di chiedere continuamente favori, non ci sarebbe bisogno di chi, sui "favori", ha costruito il suo impero. invece è tutto il contrario: lo stato ci chiede, anzi ci impone, i "favori" sotto forma di tasse, ma quando c'è da tutelare il cittadino, è molto meno efficiente di un don ciccio qualsiasi. che avesse ragione mussolini nel dire "governare gli italiani non è difficile, è inutile"? (la frase è da alcuni attribuita addirittura a giolitti, quindi significa che se ne erano accorti già da prima...) :))

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  8. ...burp
    di ritorno dalle libagioni natalizie, il film giusto per riprendersi...e io che mi aspettavo chesso, Natale a Spinaceto, Vacanze a Capocotta,
    Il Padrino parte in seconda, Lo Squ(a)lo...però dai, bel film e se andiamo a vedere quanti film de mierda sono stati fatti dai nostri compagnucci...

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  9. Squitieri in stato di grazia, un grande Gemma per, come avevi promesso, un uomo 'con le palle'!

    la mafia (con annessi e affini) è una Istituzione più antica dello Stato italiano. i mafiosi difendevano i poveri cristi già ai tempi dei Borbone e, sinceramente, non mi meraviglia per niente che continui e, nostro malgrado, continuerà a esistere.
    @unwise: mi accodo completamente sulla questione dei favori. è anche e soprattutto colpa dell'atteggiamento colonialista che lo Stato (in primis i Savoia, ma pure gli altri non sono stati da meno), in tutte le sue accezioni, ha avuto nei confronti del Mezzogiorno se le organizzazioni mafiose prosperano. piuttosto che con i fucili, i primi rapresentanti dello Stato sarebbero dovuti scendere imbracciando la Costituzione. forse, magari, qualcosa avrebbe potuto cambiare.

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  10. questo mi manca! segno subbito... thanks roby ;)

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  11. @Einzige: mi sa che la costituzione è arrivata un po' tardi... :)

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  12. unwise, quella frase, chi l'ha detta l'ha detta, mi fa un brutto effetto...
    rispondendo anche ad enzige: avete ragionissimo, infatti Mori puntava, per combatterla, a sostituire con lo stato la mafia, aveva le idee ben chiare.
    sono d'accordo con entrambi su tutto, vorrei non esserlo, ma i dati di fatto son quelli.
    secondo voi, la costituizione (1948), a propo', è mafiosa? ;-)

    harmo, mi spiace, come digestivo è pesantuccio, ahah! domani vedrai che dessert, pesantissimo, manco coll'acqua ragia lo digerisci! lassa sta' i compagnucci va'... :D

    frank, ne ho trovato uno che non conosci? questo me lo segno anch'io allora, ahah!

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  13. Ciao Roby, mi hai offerto proprio l'occasione d'oro sul classico piatto d'argento per saluto! Il film lo ricordo poco, l'ho visto al cinema troppo tempo fa, forse manco sapevo chi era il regista, fino a quando, in una recente intervista in TV, Squitieri ne aveva parlato a lungo. Strano personaggio Squitieri, il suo percorso politico è abbastanza inquietante e contradditorio: vicino alla sinistra negli anni '70, poi senatore di AN, ora radicale, pare. Va be', non è l'unico ad essere un po' in confusione... Mi ha colpito molto la venerazione che ancora dimostra per la moglie, come donna e attrice e sicuramente sei d'accordo! Questo film è probabilmente il migliore che ha girato, conosciuto e apprezzato anche all'estero. Grazie di avermi fatto venire il desiderio di rivederlo e non solo per motivi campanilistici, date le origini del protagonista... Me lo sto già procurando.
    Infine: posso azzardare una risposta al quiz sul film in programma per il 13 gennaio?
    Ops, ora che ci penso meglio non rovinare la sorpresa a Petrolio, non sarebbe giusto, mi fermo qui e te la mando via mail.

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  14. anche servizi d'oro per te grazia! :D
    grazie per il contributo e per il ritratto di squitieri e sulla cardinale no comment, ne ho sempre detto un gran bene su tutti gli aspetti, meravigliosa.

    ecco, brava, non rovinare la sorpresa, ci sei andata vicinissima! visto che ti piacciono gli indovinelli: domani si parla di una famosa piazza di Milano, la Milano cattiva... ;-)
    se lo sai, ma lo sai, schhhhhhh

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  15. @Robydick: lo so che fa venire i brividi, ma purtroppo per tutti, ha avuto molte più conferme che smentite...

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  16. ...Ma che vuol dire poi questa disquisizione un poco pleonastica se Squitieri fosse o sia stato o meno un fascista, a parte che negli anni'80 era un socialista craxiano come per sua stessa ammissione, quindi ben di peggio che essere persino un vecchio arnese almirantiano da rottamare...Ma questo va disgiunto dai suoi film, che sono stati sempre incommensurabilmente meglio dell'uomo Pasquale Squitieri e della sua condotta di vita (è stato sempre comunque molto stimato da Vittorio De Sica, che lo aiutò anche non poco ad esordire con "Io e Dio"),e che comunque va detto, nelle interviste è spesso di uno spirito impagabile e molto acuto e lucido nelle analisi come quasi nessuno in Italia,-soprattutto a destra, dove fanno passare quasi per un Cèline boicottato e non riconosciuto un trombonuccio snobistico e pieno di vento come Marcello Veneziani-,e per come smonta certi "falsi miti" della generazione anni'70 e non solo..I suoi film insomma non sono poi così facilmente "etichettabili" come erroneamente si creda, ma oltre a "Il Prefetto di ferro" e "Corleone", che sono sicuramente i suoi film migliori e più riconosciuti a livello critico Robydick, anche internazionale,talmente "perfetti" e "non sbagliati" che avrebbe potuto dirigerli persino Leone, ma consiglio vivamente di vedere anche "L'Arma", splendido film notturno e deprimente, (efficacissimo quasi come "Un Borghesse piccolo piccolo" a delineare il clima pesantemente allucinato e paranoide di quei mesi e quei giorni, seppur con qualche eccesso "exploitativo"), sul vigilantismo degli anni di piombo, con un grande Stefano Satta flores(suo attore fedelissimo), e colonna sonora livida e apocalittica di sinistre percussioni, ad opera di Tullio De Piscopo.
    E "Gli Invisibili", uno dei primi se non il primo film italiano(nel 1988) a trattare il tema scomodo oltre ogni dire dei detenuti politici nei braccetti dei carceri speciali, rossi e neri che fossero, con protagonista quello che fu definito una sorta di "Volontè degli anni del riflusso", il bravissimo e prematuramente scomparso Victor Cavallo, e con la giusta veridicità e crudezza di situazioni e avvenimenti, senza tirarsi indietro rispetto agli abusi le umiliazioni e vessazioni continue, le sevizie, percosse e torture a cui venivano costantemente sottoposti i detenuti politici ad opera dei carabinieri speciali di Dalla Chiesa che gestivano la sicurezza nei braccetti speciali di Trani, Terni, Pianosa, Opera, L'Asinara, L'Aquila, ecc., ecc.,.

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  17. corleone era in programma, l'arma e gli invisibili casco dal pero ma mi attizza tantissimo soprattutto il secondo, un tema del genere... non vedo l'ora!

    be' ma è proprio il pleonastico che dici che tutti, mi pare, hanno voluto sottolineare no? un minimo di conoscenza del "pensiero" del regista mi pare ad ogni modo opportuna, se si trattano certi temi, non credi anche te Wilson? poi come ho riba-strariba-dito anche nella rece, non sopporto i preconcetti, né verso registi né verso opere a maggior ragione. è innegabile che Squitieri sia stato malvisto, almeno in passato, per cui sono contentissimo di quanto detto anche nei commenti, i tempi cambiano in meglio da questo punto di vista... una volta, a mia memoria, la sinistra era estremamente manichea, o eri con o eri contro, parlo della mia esperienza giovanile.

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  18. Tralasciando ogni disquisizione storica sul personaggio, devo dire che è un film che non amo particolarmente. Non sono un fan di squitieri, anche se gli riconosco un rigore degno di nota. lo considero un personaggio alquanto mellifluo, e il suo cinema ne è una logica conseguenza; di lui ricordo sopratutto la sottoscrizione alla lettera aperta a L'Espresso sul caso Pinelli, anche nota come appello contro il commissario Calabresi.
    Del film posso solo dire che, oltre alla sempre splendida Cardinale, annovera l'unica interpretazione da attore di Giuliano Gemma.

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  19. eh, quella lettera fu sottoscritta da tanta di quella gente... su wiki c'è un elenco completo, guarda un po': http://it.wikipedia.org/wiki/Lettera_aperta_a_L'espresso_sul_caso_Pinelli
    argomento delicatissimo, non mi ci addentro ;-)

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  20. Ciao caro Roby, infatti non voleva essere una presa di posizione sulla "pleonasticità" di certi giudizi qui presenti, ma un'"innalzamento" semplice di "guardia" per non commettere l'errore di ricascarci.....Comunque, riguardo alla lettera sottoscritta per il famoso "appello per Pinelli", e che vuol dire...E fecero bene a sottoscriverla, basta, con l'innalzamento a santo del Commissario Calabresi, fascistaccio duro e turpe esattamente come era dipinto allora altro chè "canonizzato" come è adesso in questi tempi di "revisionismi" e "giustificazionismi ddè panza", non molto distante dal ritratto profetico e attualmente allarmante del "Commissario al di sopra di ogni sospetto" del geniale Volontè...Mi pare -non vado a rivedere- ma ne sono quasi certo, che la firmarono pure Fellini e Monicelli, tra i primi che mi possano rivenire alla mente in questo momento...
    Magar, sono quasi sempre d'accordo con te ma stavolta proprio no non ci siamo..."L'unica interpretazione d'attore di Giuliano Gemma"(?!?), ma, come ti chiederebbe in questo caso Szell/laurence Olivier ne "Il Maratoneta"...-"Ne è sicuro...? Lei, ne è proprio completamente, sicuro...?"- Andare a riguardare proprio "Corleone", e se non dello stesso Squitieri, "Un Uomo in ginocchio"('79)di Damiano Damiani, che già ha un coprotagonista superlativo come era il giovane Placido, e Gemma da protagonista tiene egregiamente il film e dà un'interpretazione che è di un tale vibrante vigore, di calibrata e partecipata emozione e toccante passione, che se non bastasse...Non saprei nemmeno dire, se sia annoverabile come la sua migliore in assoluto insieme a quella del Prefetto Cesare Mori, ma certo, fra le tante che ci ha offerto, questo irripetibile attore dalla grande, ella, faccia e fisicità, uno dei migliori simboli del nostro migliore cinema, quando era veramente, un gran cinema..
    P.S.:"Il Prefetto di ferro" fu uno dei più grandi successi di quel biennio '77-'78 del nostro cinema all'estero, insieme ad esempio ad "Una Giornata particolare"('77) di Scola, e fu, per inciso, premiato col Gran Premio della Giuria al Festival del Cinema di Mosca, e il più grande successo di pubblico per un film italiano negli innumerevoli cinema dell'Unione Sovietica, battendo il precedente primato de "I Girasoli" di De Sica, che fu proprio girato gran parte in Russia.

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  21. ti ringrazio molto Wilson del chiarimento, scusami se mi sono permesso prima, so cosa intendevi, penso ormai di conoscerti almeno per iscritto abbastanza bene, ma un pensiero ad altri utenti del blog lo tengo sempre, sarebbe un peccato fraintenderti che poi si rischierebbe anche di non godere al meglio dei tuoi straordinari contributi ;-)

    come l'ultimo commento... ebbene sì, io la penso esattamente come te su Pinelli, null'altro da aggiungere se non che nel film di oggi c'è una scena terribilmente eloquente, magari ne parliamo là.

    Gemma devo ancora ammirarlo in altri film importanti, ma se lo dici te... non sapevo dei premi che aveva ricevuto questo film, opera che onora il nostro Cinema.

    porcaccia, ho l'hd pieno a furia di segnarmi le tue citazioni. ma ne ho ordinato uno da 2 terabyte appositamente :)

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