giovedì 16 dicembre 2010

Una vita difficile

22
1961, Dino Risi.

Il romano Silvio Magnozzi (impareggiabile Alberto Sordi) durante la guerra è uno studente universitario, partigiano comunista attivo al nord. In fuga braccato dai tedeschi conosce Elena (Lea Massari, splendida!), figlia di un'albergatrice, che lo salva da sicura uccisione e condivide poi con lei 3 mesi di nascondiglio in un mulino.

Finita la guerra torna a Roma, a fare il giornalista per "Il Lavoratore", quotidiano di sinistra, poco reddito ma tanta soddisfazione nel proseguire i propri sogni, ideali. Tornerà Elena nella sua vita, che aveva per qualche anno ignorato, e andrà a Roma a vivere con lui, concubina. Iniziano difficoltà economiche, un figlio in arrivo, un'offerta di lauti guadagni, enormi, da un commendatore che non vuole venga pubblicato un suo articolo che denuncia corruzioni. (incredibilmente, il commenda ha interessi nella finanza, industria, giornali e pure nel calcio! ante litteram...)

Cosa farà Magnozzi? Dubbi e tormenti, ma farà pubblicare l'articolo. Risultato: denunciato e processato per diffamazione, andrà in galera. Quando uscirà, spinto da moglie e suocera, ritenterà di studiare, ma fallirà, e sarà l'ultima goccia di un fallimento su tutta la linea. Elena se ne andrà col figlio, lui cercherà di proporre il libro che finalmente finirà, titolo "Una vita difficile", sui suoi anni da partigiano e posteriori, a diversi editori ma nessuno, per evitare grane e denunce inevitabili, accetterà di pubblicarlo, e via così, sempre più cadendo in una serie infinita di umiliazioni, sconfitte. Alla fine accetterà di essere più "realista" per dare reddito e dignità a moglie e figlia? E se lo farà sarà vera dignità? E' un finale fantastico, ma non posso rivelarlo, ché anche se il film è famoso qualcuno potrebbe non averlo visto, come me prima di oggi.

Ho scritto molto della trama, e moltissimo manca. E' talmente ricca di eventi! Abbraccia un periodo di oltre 20anni ad occhio e croce, con cenni a diversi eventi storici, come il referendum per scegliere tra repubblica o monarchia, o l'attentato a Palmiro Togliatti. Nonostante la ricchezza storica, il Perno su cui si concentra l'attenzione è il protagonista. Cito un'importante curiosità da wiki: "In una delle ultime interviste televisive a precisa domanda del giornalista: qual è il personaggio che ha interpretato che le sta più a cuore - Sordi rispondeva: senz'altro Silvio Magnozzi e (precisava) anche quello di Un borghese piccolo piccolo.". Se lo dice proprio Sordi c'è da crederci. Posso solo ribadire: è una figura di "uomo idealista" straordinaria, fuori da cliché e stereotipi, molto reale.

Magnozzi è un uomo in costante dubbio, tendenzialmente opportunista ma ligio nel seguire i suoi ideali. 3 mesi nel mulino, con una bella ragazza, abbondanza da mangiare, al calduccio, un nido da re, poi arriveranno i compagni partigiani e tornerà con loro. Tifa repubblica e si ritroverà a mangiare in casa di monarchici, proprio mentre danno i risultati alla radio (una scena mitica!) ma la fame è nera e nonostante ciò non tarderà a scoprire le sue idee rivelandole a tutti, senza rinunciare al piatto fumante. Rifiuterà le allettanti proposte del commenda, e a che prezzo!, gli costeranno l'unità della famiglia per la continua indigenza, proverà solitudine, disperazione. Avrò fatto bene? - si chiede sicuramente, di continuo il Magnozzi. Il finale in parte risponde, poi ogni spettatore trae le sue conclusioni, su di lui e soprattutto su sé stesso.

Io mi sono interrogato, e sono giunto all'amara conclusione di essere io stesso in qualche modo "un Magnozzi", lo sono a modo mio, moltissimi lo sono a modo loro probabilmente. Autocritica che non ha richiesto particolare spremitura di meningi, solo ha causato un inevitabile, ma superabile, senso di sconforto. E' la verità, potrei anche negarla, ma non vivo secondo i miei ideali (più o meno sinistr-anarcoidi-utopisti), sono schiavo di tutte le "invenzioni" di fatto conservatrici del nostro modello sociale (struttura familiare in primis), che per come sono comunemente accettate e di fatto imposte m'impediscono d'esprimermi come vorrei. A parte il ragionamento sui massimi sistemi, e tornando sulla vita spiccia di tutti i giorni, non le conto le volte che ho morso il freno, le labbra, la lingua per evitare guai non solo a me quanto alla mia famiglia, ai miei figli, sono troppe e tendo a rimuoverle dalla memoria. Cerco spazi di libertà, come in questo blog, ma lo faccio ovunque? Al lavoro, ad esempio, non sono nemmeno la fotocopia di me stesso, mi licenzierebbero ex lege dopo una settimana se esprimessi sempre il mio vero pensiero, ed è un lusso che non posso permettermi. Quelle piccole coerenze che cerco e in diverse occasioni ho cercato di perseguire mi sono costate carriera (ecchissene! dire di sì e leccare culi mi è sempre stato impossibile) e una serie di rogne inutili ai fini produttivi (sono stato un sindacalista in passato, ergo "nemico" dell'azienda secondo la mentalità corrente anche oggi, persino nemico dei colleghi secondo alcuni idioti che però quando avevano bisogno eran sempre da me, e "lo facevo per far carriera" secondo delle immani teste di cazzo). Potrei raccontarne 8 sacchi e 10 sporte, meglio che mi fermo, rischio qualche denuncia (ecco, vedete!, devo essere prudente).

Mi sono un po' dilungato, colpa dell'emotività personale, dovuto anche al fatto che ho sentito delle cazzate immani circolare su questo film! Troppi si soffermano sull'aspetto opportunista di Magnozzi, si ricordano solo quello, e come tale conoscenti (che mi sentiranno!) me l'hanno presentato. Non li addito come bugiardi, voglio essere comprensivo, diciamo che con "inconscia" ipocrisia mi hanno detto il falso? Diciamo così. Quanti conoscono Uomini che dal primo all'ultimo dei loro giorni sono vissuti nella più totale coerenza ideologica? Qualunque essa sia, ideologia coniata da altri piuttosto che quella personale perché non esiste una persona priva di un minimo d'impianto d'idee (questo è il significato di "ideologia" per me), salvo le bestie. Sarebbero Uomini con la maiuscola, ma quanti sono? In Oriente dicono che uno degli attributi del Budda è la coerenza di Pensieri, Parole ed Azioni. Quanti budda avete incontrato nella vostra vita? Chi può affermare di essere come un budda?

Quando Magnozzi sputerà sulle macchine che scorrono sul lungomare di Viareggio, per quanto ubriaco sia compirà un gesto di grande valore, l'ho ammirato, mi sono riguardato quella scena tre volte, facevo la hola per lui. E' un uomo senza particolari talenti, pieno di debolezze, coefficiente intellettivo normale, un piccolo grande uomo, potrebbe essere un mio amico e potrei scambiarci facilmente 4 chiacchiere, con riverenza, io ho fatto e sono molto meno di lui.

Dopo tutto questo "dramma interiore" aggiungere che il film in non pochi momenti fa parecchio ridere suona come una campana crepata, ma è la pura verità, ci sono momenti irresistibili, si ride amaro magari, ma si ride. Ad Alberto Sordi encomio solenne, non gli serve certo il mio, ma è atto doveroso. Olimpo, è il minimo per questo film.

p.s.: Un borghese piccolo piccolo, visto più volte, lo riguarderò tra non molto perché Esigo compaia nel blog con una recensione degna. A presto Albertone!

Sordi con una barba che a sensazione è vera, non trucco


per me questo frame è sufficiente a ricordare tutto il film


22 commenti:

  1. Questo Risi mi manca... come molti altri. Provvederò! Thanks Roby.

    RispondiElimina
  2. prego! :)
    ciao Frank, aspetto la tua allora...

    RispondiElimina
  3. che belli i film di una volta pregni di significati, di contenuti, di racconti di vita, intrecci efficacissimi… si usciva sicuramente dalle sale cinematografiche più sani e più veri! :) sembra una canzone di Elio… 3)

    RispondiElimina
  4. quant'è vero quello che dici petrolio. confrontati agli odierni, lingua a parte, sembrano film stranieri

    RispondiElimina
  5. devo andare a rivedermelo, perchè non sono sicuro di ricordarmi come finisce...
    a dire la verità il Magnozzi non mi ispira tutta questa simpatia, come non me la ispirano tutti quelli che vogliono cambiare il mondo a loro immagine (o peggio, a immagine di un'ideologia-detta nel senso deleterio del termine), e credo anche che il film mostri tutti i limiti di questo atteggiamento... emblematico come si mostri il cambio di dinamiche quando, dopo un periodo da single indipendente e dedito in toto all'idealismo, il Magnozzi si trova con una famiglia (che è un po' il paradigma della "normalità"). è ovvio che non può più ragionare ed agire come se fosse da solo, ed è anche ottuso cercare di farlo, se qualcuno che ti sta a cuore ci rimette. ovvio che il Magnozzi è in buona fede, ma fa un po' come l'asino che tira la carretta anche quando questa si è rovesciata.

    RispondiElimina
  6. un grande lavoro.
    più che un film ben girato, mi è sembrato un film ben scritto. si riesce a fondere con intelligenza i diversi aspetti della personalità di Magnozzi (che è esplorata benissimo) con una velata satira sociale, la quale risulta ancor più potente ed eloquente proprio perché pronunciata "a bassa voce", senza lasciar posto a rabbia e frustrazione, (che sarebbero pure comprensibili). e non è da tutti un'operazione di questo genere.

    per il resto, come dici tu, c'è un pò di Magnozzi in tutti noi, che dobbiamo far buon viso a cattivo Sistema, rimboccarci le maniche e tapparci le orecchie e, soprattutto, modersi la lingua, ché non sono molto amati quelli che parlano chiaro.

    RispondiElimina
  7. unwise, mi piace molto "famiglia = paradigma della normalità"... ;-)

    è un film anche ben girato Einzige a mio parere, solo che i contenuti e il protagonista sono così pregni, come anche te ribadisci, che ti dimentichi di badare a tecniche di ripresa o cose simili.

    harmonica, sono in trepidante attesa...

    RispondiElimina
  8. E' il nostro vero, artistico "Come eravamo" in rapporto al nostro immediato secondo dopoguerra!

    RispondiElimina
  9. Un film straordinario, tra le pellicole più importanti della Storia del Cinema italiano.
    Albertone da brividi, contenuti, regia e sentimento.
    Stupendo.

    RispondiElimina
  10. @ Robydick: si intenda nel contesto del film in questione...nessuna accezione negativa! :)

    RispondiElimina
  11. Adriano e MrFord, condivido i vostri pareri.

    unwise, non capisco quale poteva essere l'accezione negativa, ahah!, prendo comunque atto del chiarimento :)

    RispondiElimina
  12. unwise, dimenticavo... fra 3 gg ci sarà un film americano che NECESSITA della tua consulenza di tipo etnico-cultural-politico :D

    RispondiElimina
  13. contaci Roby! ...se vado avanti così, danno anche a me la cittadinanza onoraria DEL Kansassity come all'Albertone!

    RispondiElimina
  14. Semplicemente, uno dei dieci film più importanti e rappresentativi, in tutte, tutte, le "accezioni"
    migliori e più positive, del cinema italiano dal dopoguerra.
    Un film atroce, terribile, amarissimo, che ti fa sentire una disperazione veramente nera, e angosciata, dallo sgomento. Altro che, meramente, solo un titolo campionissimo della più gloriosa anni'60"commedia all'italiana". Solo chi ha vissuto certi momenti nella vita come il Magnozzi, quando la tua vita letteralmente, l'hanno scaraventata nel cesso e ti depredano di tutto, affetti, amori, proprietà, cose, beni, può sentire sulla sua pelle i brividi, che ti trasmette un film unico e irripetibile, come "Una Vita difficile".
    Onore imperituro a Sordi, ma anche a Dino Risi, uomo unico e insostituibile nella sua lucidità d'intenti e di sguardo, limpido nelle prese di posizione e nella sua intelligenza, non solo nel/per, il cinema italiano.

    RispondiElimina
  15. Wilson, al solito con plusvalore...
    cosa manca al cinema italiano oggi? questo film sembra di un altro pianeta. non può essere solo colpa di chi governa o di produttori miopi, c'è dell'altro. siamo privi di intellettuali o che?

    RispondiElimina
  16. Siamo privi di registi che hanno il coraggio di affrontare certe storie, si preferisce rifugiarsi nel particolarismo e nell'intimismo, troppo facile trovare la scusa del produttore cattivo. L'unico film, che poi è un documentario, che ha avuto il coraggio di raccontare l'Italia di questi anni è stato Draquila della Guzzanti, che poi regista non è. E questo spiega tutto.
    Poi va da se che di Dino Risi ne nasce uno ogni cento anni

    RispondiElimina
  17. eh sì... aggiungerei Gomorra, sono tra quelli che l'hanno apprezzato molto.

    RispondiElimina
  18. gran bel film Roby.
    Penso sarà uno dei miei post per il prossimo anno.
    Inaugurero alcune nuove sezioni dedicate al cinema. Una riguarderà i classici in bianco e nero, e un'altra i grandi film della commedia Italiana. Li sto caricando sui server (in ottima qualità9 per poi rilasciarli un pò per volta. Ciao, a presto.

    RispondiElimina
  19. bella magar! e sarò lì ad attingere allora, puoi immaginare quanto sia interessato alla cosa.

    RispondiElimina
  20. Cosa dire di fronte a tale capolavoro? Come te,robydick,anch'io mi sono riconosciuto in quella figura cosi' idealizzata (quasi ideologica),cosi' pura e forte di una volonta' sconosciuta ai piu'.
    E' il martirio della nostra moralita' che precede sul sentiero di una "vita difficile" piena di compromessi,frustrazioni,rinunce che alla fine nel bene o nel male portano alla normalita' tanto odiata(o amata?)di "una vita facile". Attualissimo sguardo sulla societa' italiana, e' intriso di una ampia satira che va dalle critiche ai media responsabili di tener buoni e neutri i propri lettori con "principi e principine" alla canalizzazione della cultura nei meandri del potere,all'avida bramosia del tentare di essere felici attraverso l'acquisizione di beni o al feroce arrivismo sociale ben presente in quegli anni del boom economico. Di fronte a tale crudele affresco dipinto dal magnifico Risi,non posso che aggiungere sconsolato:

    "Siete turisti? Cosa venite a fare qui? Non c'è niente da vedere, è tutto uno schifo... Non visitate l'Italia! Statevene a casa vostra, che è meglio!"

    RispondiElimina
  21. grazie redroomsty, commento che condivido in toto, citazione finale compresa. grazie anche per avermi ricordato questo memorabile film, dovrei tenerlo sempre nella memoria, c'è un po' di magnozzi in ogni giorno da combattere.

    RispondiElimina