lunedì 20 dicembre 2010

Beatrice Cenci

17
1969, Lucio Fulci.

Comincio da questo film e da questa data la mia rassegna dedicata a Lucio Fulci, così ho deciso, da quando cioè Fulci comincia ad occuparsi di horror, thriller... poi scoprirò meglio quest'altro Maestro del Cinema Italiano, come conclamato da molti e, posso dire già da questa mia prima visione, anche da me. Siamo subito tra i miei Cult.

Il film narra la vicenda di un personaggio realmente esistito, appunto Beatrice Cenci. Si legga il link e si leggerà anche la trama del film. Io ho scoperto essere un personaggio molto noto, diventò un'eroina popolare a Roma, molti artisti nei vari campi si ispirarono alla sua triste storia di condannata e decapitata come parricida, oggi per noi presunta tale ma non allora per il giudice.

E' una storia di una nobildonna resa però dal padre Francesco (interpretato da un bravissimo Georges Wilson), uomo violento, dispotico ed avarissimo verso i figli, più miserabile di una serva, fu persino imprigionata nelle segrete d'un castello per impedirle di sposarsi e quindi di doverle fornire una dote. Tale la plateale crudeltà del padre che tutti conoscevano la situazione della famiglia Cenci. Insomma, la povera Beatrice, anche fosse stata lei tra i protagonisti del parricidio, nessuno si sentiva di biasimarla e l'esecuzione di tutti i figli non fu apprezzata dal giudizio popolare.

Non mi dilungo ulteriormente, si veda il film. Storicamente m'è sembrato ineccepibile, con un finale straordinario sia dal punto di vista storico che cinematografico. Ma qua parliamo di un film che è tutto straordinario! Venne vietato ai minori dalla censura. Perché? Sì, c'è qualche nudo integrale di lato B, per i tempi un po' sopra le righe forse, ma penso che i veri motivi siano altri. Il film è durissimo, come si dice è Tosto, non preclude nulla alla vista, pure qualche dettaglio di tortura e non poco sangue. C'è una scena spaventosa di un uomo mollato in balia di un branco di cani per punirlo, girata da dio con la camera in mezzo ai cani! Al di là della bellezza dei costumi e delle ambientazioni, che non so giudicare tranne che dirne appunto della bellezza, il film è un apogeo di violenza, quella percepita nell'aria oltre a quella esplicita, di possibilità di vita legata ad un filo per chiunque a quei tempi, ad un capriccio del nobile di turno o peggio del papa e dei suoi emissari porporati. Siamo alla fine del XVI sec. ma non si pensi a chimere lontane come il Rinascimento, ci troviamo nello stato pontificio, si vive in una lunga prosecuzione del medioevo.

Diciamola tutta quindi, questa esibizione di violenza e la figura terribile che ci fanno il papa ed i suoi accoliti deve aver acceso la lampadina rossa al censore, c'è poco da fare. Forti furono i sospetti che si vollero eliminare tutti gli eredi del Cenci per appropriarsi delle sue proprietà, cosa che per altro avvenne puntualmente, forse certezze più che sospetti ben esposte nel film. Era il 1969, ma non scandalizziamoci, o meglio continuiamo a scandalizzarci se vogliamo farlo; ancora oggi un film del genere in italia non verrebbe nemmeno prodotto visti i tempi neo-medievalisti che viviamo dal punto di vista politico-religioso, e quando le producono all'estero, cose simili, vengono fortemente osteggiate, si pensi ad Agorà di Amenabar quanto ha dovuto attendere prima di uscire, rischiando di non uscire proprio. Fulci poi, nella sua parte "immaginifica ma reale", ci ritrae uomini legati al papa che vanno tranquillamente a mignotte, e siamo alla solita storia, predicare in un modo per poi razzolare in altro, ma questa sembra più cronaca di oggi che del tardo 1500.

"Curiosi" i titoli con cui uscì all'estero: "Die Nackte und der Kardinal" (il nudo e il cardinale) in Germania, "Liens d'amour et de sang" (legami d'amore e di sangue) in Francia, "Perversion Story" in Inghilterra, "The Conspiracy of Torture" negli Stati Uniti. Tutti in qualche modo calcano la mano su aspetti del nudo o dell'horror, come titoli non mi dispiacciono, ma quello esatto è quello italiano, è un'opera biografica, dedicata a Beatrice ed ai tempi che ha vissuto, e non era colpa di Fulci se erano quel che erano.

Imperdibile!

Adrienne La Russa, uno splendore di donna, devo dire...

il termine della citata scena di sbranamento da parte dei cani. primo piano del bravissimo Georges Wilson nei panni di Francesco Cenci. Qualcuno questo attore lo ricorderà nei panni di Bonafé nel film Il Federale recensito di recente, affianco a Tognazzi.

grandangolata d'interni alla Bava

un po' di nudo c'è ma insomma, nemmeno più di tanto, certo molto meno di quanto mi sarebbe piaciuto vederne

bravo Tomas Milian, qua giovanissimo, servo fedele di Beatrice, non gli dedico proprio un frame carino...

le famose confessioni "spontanee"

la scenografia del patibolo, sullo sfondo Castel Sant'Angelo

c'è una bella fotografia, questa scena è molto suggestiva

Dedico questa recensione, senza nessuna ragione particolare, solo perché mi fa piacere farlo, alla cara amica mod.

17 commenti:

  1. Era il film preferito personalmente da Fulci,attaccatissimo al suo "glorioso"insuccesso di pubblico( e lo fu senza mezze misure), quello che, avrebbe sperato gli potesse fornire una sorta di"viatico", per entrare nella "considerazione" critica di "serie A", non solo dei Vice, ma anche delle prime firme cinematografiche dei quotidiani dell'epoca...Anche se non l'avrebbe ammesso mai, disincantato e un poco, giustamente, abbruttito dalla vita come era , che lo aveva già posto (nel 1969) a ben dure prove, compreso il suicidio col gas della moglie malata di cancro,e a tante porte sbattute in faccia. Come questa, allorchè una nota "critica" dell'epoca, prima "firma" di un importante giornale, anni dopo avrebbe ammesso:-"Sì, il film a me come a molti altri era piaciuto, sia per l'accuratezza e la verosimiglianza della ricostruzione storica e scenografica,ma molto personale e non imbellettata, sanguigna e corrusca, un poco alla Ken Russell, che per l'aderenza passionale e l'approccio serio e ispirato di Fulci alla storia, e in particolare al personaggio, a Roma molto famoso, della Beatrice Cenci. Per la classificazione dell'epoca del nostro giornale, era da tre stelle...Solo che, poi un pò tutti messi insieme ci ripensammo...Ma che, si può poi dare davvero sul nostro giornale tre stelle ad un film di Fulci...? No dai, non scherziamo..."-.Gliene dettero una. E mezzo.
    Ed è una storia vera.

    RispondiElimina
  2. @Napoleone: terribile il commento del giornalista che citi. bisognerebbe sapere chi è e per chi scriveva.
    inoltre, è proprio questo tipo di miopia che ha tagliato al cinema italiano portandolo ai livelli infimi (leggi: televisivi) attuali.

    fantastico il film, un grande Fulci d'annata. come dici te, con l'oscurantismo di oggi sarebbe impensabile trovare un produttore per una storia simile, che pesta i piedi alla grande all'estblishmente vaticano. altro che Codice da Vinci...

    RispondiElimina
  3. porc... una certa voglia di "giustizia" mi fa accodare alla richiesta di einzige, amico che registro con grande piacere tra gli ammiratori del film. io stelle non ne metto, certo che 1,5 è da disonesti.

    che altra storia vera che ci hai raccontato wilson, non sapevo nulla. penso però sempre che dietro ad opere così ci siano persone con durezze proprie alle spalle, occorre aver vissuto la sofferenza per raccontarla bene.

    RispondiElimina
  4. grande film... lo devo rivedere! era, come dice Napoleone, il film con il quale "l'intellettuale" Fulci voleva uscire dalla serie B (i titoli esteri rimarcarono ancora una volta questa appartenenza forzata).
    per il punto sulla produzione, oggi in italia non verrebbero mai prodotti film come L'armata Brancaleone, non per fattori ideologici ma per fattori economici. Ormai i film sono standardizzati, non si osa su niente, solo la tv si butta su filmettini o mini serie nazional-popolari in costume o di genere , ma davvero di poco spessore e poco sopra il livello delle soap.

    per i visitatori che capitano a Roma, da andare a vedere l'interessantissimo museo criminologico, dove tra le tante cose è esposta anche la spada (vera!) che decapitò la Cenci!

    RispondiElimina
  5. bella fratello! allora con Frank ne contiamo già 4 di fan del film! io lo sono proprio di Fulci, ne ho già visto un altro (la rece a gennaio) e m'è piaciuto troppo, ve lo anticipo :)

    museo criminologico da visitare decisamente, magari assieme a Frank, con aggiunta una bella visita a qualche osteria... ;-)

    RispondiElimina
  6. ufff....so io perché lo hai dedicato ame!
    ma più che una dedica m'hai fatto un regalo, perché il film non lo conosco ancora.

    grazie rob. love, mod

    RispondiElimina
  7. mod, se è un regalo ne sono ancora più felice :)

    RispondiElimina
  8. "Love"...? Eh, se il resto è come la scollatura e la foto è sua, beato te, Roby..

    RispondiElimina
  9. eh no no wilson, sei fuori strada qua, nel senso che la foto non so, non ho poi nemmeno la fortuna di conoscerla personalmente, seguo quello che scrive.
    "love, mod" è il suo modo di firmarsi ;-)

    RispondiElimina
  10. Stracult! Yau! ... foto fantastiche, attori giusti, storia da raccontare. Strano il destino di certi autori di genere (ma di tutti i generi), poco apprezzati dalla critica salvo poi rivalutazioni tardive. In Italia è arrivata tardi la rivoluzione dei Chaiers, è il destino del nostro paese quello di non fare mai rivoluzioni?
    Complimenti a Mod, che già conosco e apprezzo ;)

    RispondiElimina
  11. ciao Alli, meglio tardi che mai dai, vedo che siamo in molti ad apprezzarlo, chissà che non arrivi la famosa pulce all'orecchio a qualche cineasta... ;-)

    sulle "rivoluzioni" meglio che non raccolgo il LA, usciremo troppo fuori argomento, ahah!

    RispondiElimina
  12. uff, finalmente posso scrivere. un regista colpevolmente scansato come la peste dai soliti critici puzzoni.
    oggi per trovare delle produzioni aldilà della fuffa standardizzata, bisogna rivolgersi alle pay-tv. ma a questo livello, neanche quelle bastano.

    RispondiElimina
  13. wé harmo, ancora sommerso dalle nevi? sai che Cenci pensavo fosse un cognome toscano? prima di vedere il film ne ero convinto :)

    RispondiElimina
  14. bè....è un bellissimo film!
    grazie, rob

    RispondiElimina
  15. grazie per il feedback mod, ero convinto che ti sarebbe piaciuto, ma non si sa mai
    hugs! ;-)

    RispondiElimina
  16. Fulci inizia il suo personalissimo percorso nei meandri dell'Horror, Non li abbandonerà più, regalandoci pagine davvero indimenticabili. Credo sia il film meglio diretto e con la migliore sceneggiatura tra tutti quelli del grande regista. penso sia in assoluto il film che più "anticipa" e di conseguenza annuncia l'arrivo degli anni '70.

    RispondiElimina
  17. se lo dice un cultore dei 70s come magar... ci credo! :)
    ne ho visti solo 2 per ora di Fulci (l'altro uscirà la rece prossimamente) e ho grandissime aspettative

    RispondiElimina