giovedì 23 dicembre 2010

I Walked with a Zombie - Ho camminato con uno zombie

25

1943, Jacques Tourneur.

Un'infermiera parte dal Canada destinazione l'isola di San Sebastian nelle Indie Occidentali, ai Caraibi. E' stata chiamata per prendersi cura di una donna catatonica, dal marito di lei.

Andrà a fondo al problema, cercherà tutte le cure possibili, pur innamorandosi dell'uomo. Arriverà persino a seguire indicazioni di "medicina alternativa", portando la donna in un luogo nascosto nelle campagne, a tutti noto e che tutti si guardano bene dal frequentare, dove si svolgono riti di stregoneria voodoo. I bianchi sono poco propensi a crederlo, tranne qualcuno, ma secondo i neri la donna è uno zombie e lo è diventata per una vendetta, il marito della donna ha un fratello ed entrambi erano innamorati di lei, una situazione che aveva creato parecchi problemi...

68 minuti ben recitati, più nero che bianco nella fotografia, è il secondo film catalogato nel genere zombie e ancora una volta, come per "White Zombie", una sceneggiatura originale appositamente scritta per il cinema, da Inez Wallace in questo caso. A differenza del già citato predecessore, molti meno zombie e molto più mistero e stregoneria, con suggestive rappresentazioni di danze e riti. Compare in modo più esplicito la famosa bambola voodoo, rappresentazione della persona che si vuole influenzare.
Bello, obbligatorio per un cinefilo che voglia studiare il genere, ci ho individuato alcuni piccoli ed eleganti tocchi di sceneggiatura che vorrei evidenziare e che hanno importante valore considerando l'anno di uscita del film.

Si parla di schiavitù e del dramma che fu. In tutto il film i rapporti tra bianchi (padroni) e neri (servitù) sono sereni e cordiali, eppure si percepisce che tra loro c'è un passato difficilmente cancellabile. Eccezionale un piccolo momento: si sente una donna piangere e poi si viene a sapere che piange perché è nato un bambino. E' retaggio di quei terribili tempi, le donne piangevano una nascita che prevedeva una vita di sola disperazione, mentre erano feste quando uno moriva, per le stesse ragioni. Non dimentichiamo (sono note mie quelle che seguono, non se ne parla direttamente nel film) che i Caraibi ed il Centro America in generale videro le forme di schiavitù più crudeli che si possano immaginare, i neri trattati alla stregua degli animali da stalla quando non peggio. Non avevano diritto nemmeno ad un medico quando malati od infortunati, costava meno abbatterli che farli curare anche perché il cibo fornito ad uno schiavo malato o peggio invalido era considerato sprecato. A curarli erano sempre guaritori e guaritrici, di nascosto dai padroni. La religione cristiana, loro imposta, in qualche modo finì per influenzarli ma più di ogni altro erano i riti africani a sopravvivere nella loro cultura, a dare loro speranza di lenire sofferenze e dolori. Di notte quando potevano si riunivano in luoghi dispersi, di nascosto, e nei rituali trovavano coraggio, momenti di conforto. In questi luoghi nascevano anche le organizzazioni delle rivolte, che erano dei bagni di sangue di violenza inaudita da ambo le parti e venivano preparate religiosamente, i leader erano stregoni che i ribelli consideravano alla stregua di divinità, praticamente invincibili, come degli zombie. Tutto questo c'è in questo piccolo gioiellino, qualche volta in modo espresso, altre lo si sente se si conosce un minimo la storia e la condizione di vita della popolazione nera di quelle terre a noi remote. (un bel modo per conoscere queste storie è leggere un romanzo ben fatto, storico, che ne parla; per citarne uno ad esempio, che ho letto recentemente, consiglio "L'isola sotto il mare" di Isabel Allende).

Zombie comincia per me a diventare sinonimo di elemento di disturbo, soggetti la cui vita non si riesce a spiegare e che pongono chi gli è di fronte ad interrogativi seri sulla natura della vita stessa, su cosa distingue realmente un essere che veramente vive da uno che invece si limita a muoversi, privo di volontà propria. E' un inizio di riflessione, vedremo poi le evoluzioni coi film successivi

l'arrivo dell'infermiera. il cocchiere introdurrà l'argomento schiavitù, famiglie bianche, un po' di storia del luogo... bisogna prestare un po' d'attenzione a questa scena

averne di zombie come questa! 

questo invece lo lascio volentieri ad altri, un nero altissimo con un fisico impressionante, occhi di vetro e movenze zombesche perfette

suggestione massima, con danza a ritmo di tamburi che la techno di oggi nemmeno si sogna, era una trance collettiva, frutto di musica, droghe... scena fantastica


25 commenti:

  1. Un classico del genere, esempio di quanto Tourneur fosse avanti. Se non l'hai visto, di suo ti consiglio vivamente Le catene della colpa e L'uomo leopardo.

    RispondiElimina
  2. Anche questo film visto grazie all'opera meritoria di Enrico Ghezzi. Concordo su quanto detto da Mr. JamesFord sulla grandezza di Tourneur; Le catene della colpa è un capolavoro del cinema Noir, ma fu anche autore de Il Bacio della Pantera, supermegacult.

    RispondiElimina
  3. buongiorno amici, grazie delle dritte
    è il primo che vedo del regista, per il filone zombie, ma è stato evidente che è uno importante.
    segno tutto e sicuramente li vedrò!

    RispondiElimina
  4. Penso spesso al lavoro impegnativo che c'é dietro a questi tuoi bellissimi articoli! Auguroni,a te e famiglia!

    RispondiElimina
  5. grazie Adriano, ricambio con affetto!
    impegno molto appagante devo dire, soprattutto in termini di amicizie :)

    RispondiElimina
  6. Hey Rob! Sempre a ritmo serrato tu! Inez Wallace+Zombie mi fa pensare a "Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro"... Ok, non c'entra 'ma mazza, ma volevo dire qualcosa per inserirmi. E non fate gli intellettuali snob, voi! ;-D
    L'ultima foto e relativa didascalia mi hanno immediatamente fatto pensare a una cultura che ho a cuore: pizzica e tarantismo!
    Ma bando alle mie sciocchezze... Piuttosto cari auguri a te e ai tuoi cari! E buon nuovo anno!
    A poi!

    RispondiElimina
  7. ciao Lu! grazie degli auguri, anche a voi con abbracci annessi :)
    e ... TARANTA POWER!!!!

    RispondiElimina
  8. decisamente un grande film, dalle atmosfere magistrali. come sempre in Tourneur quello che si vede è poco ma l'effetto è tantissimo (tutto merito del low budget).
    E mi accodo agli applausi al "Le catene della colpa", che è uno dei miei noir preferiti, ma consiglio anche "la notte del demonio", film anni 50 che è un ritorno del regista sui temi degli anni 30.

    RispondiElimina
  9. comunque "Il bacio della pantera" rules.

    RispondiElimina
  10. Ecco come si fa a non 'sognare' su/in questo film? Riflettere, dubitare, aver paura di tanti che girano per le nostre strade, i veri zombies! Attenti a non farvi mozzicare!

    RispondiElimina
  11. grazie lake, mi avete straconvinto su questo regista, tutti i film segnalati sono già in caccia :)

    petrolio no, ti prego, fammi passeggiare tranquillo, ahah!
    un abbraccio d'anaconda a te :P

    RispondiElimina
  12. Petrolio mi ha preceduto: io nei film di zombie ho sempre visto una metafora, neanche tanto velata, della nostra realtà. Quanti sono i cadaveri ambulanti fra le persone che ci circondano? Il 90%? Il 95? Di più?

    RispondiElimina
  13. eh già Nicola...
    penso anche: e se fossimo stati già morsi e facessimo parte di quel 90-95% che dici? come fare per capirlo? lo zombie in fondo non ha coscienza del proprio status

    RispondiElimina
  14. Tanti auguri di buon Natale e buone feste a te e a tutti voi!

    RispondiElimina
  15. grazie occhi, grazie ernest, anche a voi!
    ciao :)

    RispondiElimina
  16. grazie carissimo collega, anche a te! :)

    RispondiElimina
  17. oh Anto, esisti sempre, latente ma esisti!
    ciao e grazie, anche a te :)

    ricambio caro Socio, ciao!

    RispondiElimina
  18. auguri zombosi e non rob! :D

    RispondiElimina
  19. caro darko, grazie mille e contraccambio con l'augurio di fare tanto zumba zumba nel 2011, ahah! anche a me eh... sperém!

    RispondiElimina
  20. un grande film Roby ! Certo non all'altezza dell'inarrivabile "Il Bacio Della Pantera" (a proposito,splendido anche il remake "Cat People", con gli strepitosi Nastassja Kinsky e Malcom McDowell), ma comunque degno di nota.
    Oltre poi a tutti i film citati dagli amici segnalerei anche "20000 Leghe Sotto La Terra", che nel 1965 concluse la carriera di questo grande Mestierante del Cinema.

    RispondiElimina
  21. già sull'hd 20000 leghe eheh, grazie cmq! che filmone cat people, ho ricordi arrapatissimi della kinsky, mado'!
    ciao :)

    RispondiElimina