martedì 14 dicembre 2010

Mio figlio professore

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1946, Renato Castellani.

Storia che parte negli anni 20, nel 1919 per la precisione, e finisce l'anno stesso del film, appena dopo il termine della guerra. Si svolge quasi interamente in un liceo romano.

Orazio fa il bidello. Nella prima scena, lui sempre rispettoso ed attento ai modi, lo vediamo correre per la scuola ad annunciare la nascita del suo primogenito, felicità presto strozzata dalla contestuale morte della moglie. Chiamerà Orazio anche il bimbo, che accudirà con un amore "MaterPaterno", impegnando tutto sé stesso a che il bambino cresca studiando, istruito ed intelligente, tanto che sia lui che i conoscenti soprannomineranno il bambino Professore fin da piccolo. Sarà così, il sogno si esaudirà, e non solo, il ragazzo crescerà con valori etici e morali rigorosissimi tanto da rifiutare qualunque genere di raccomandazioni.

Un sogno che ha richiesto sacrifici ad Orazio che solo un padre può comprendere. Col Professore ancora adolescente lo manderà a studiare lontano, per evitare che nella scuola dove lui lavora possa subire pregiudizi. Il giovane inizierà a lavorare lontano, poi con vari tira e molla causati non dalla sua bravura ma dalla variabilità politica, il Professore tornerà a Roma, proprio nel liceo del padre. Gioia immensa, di breve durata, c'è una "distanza" che per il bene del giovane occorre non violare. Il padre è ancora bidello, lui è diventato un Vero Professore...

Mi scuso, ho appena appena anticipato una porzione di finale, ma mi era necessaria, non potevo altrimenti giustificare le mie conclusioni. Questo film io l'ho messo nell'Olimpo, la cosa può far sorridere qualcuno che lo conosce, e devo spiegare il perché.
Ho letto di noti critici che liquidano in modo spiccio questo film con "bella prestazione di Fabrizi", "film gioioso e divertente", amenità varie ed eventuali, archiviato come commedia, ecc... . Parere personale: hanno preso sottogamba un film dai contenuti sociali importanti, non banali per il fatto di essere semplici e diretti, anzi! Forse sarà gente, questi critici, che nella vita non ha sofferto veramente, o ha dimenticato, gli stenti dell'appartenere ad una bassa classe sociale, che oltre ad essere stenti spesso di fame sono, non spesso ma sempre stenti di umiliazioni cocenti, di bocconi amari, rospi mandati giù interi. Quegli stenti Fabrizi li conosce, li ha provati, ed è per questo che la sua interpretazione è sentita, partecipata, è realismo assoluto. Qualcuno pensa che le classi sociali non esistono? Che sono un'invenzione comunista? Secondo me esistono tutt'oggi, figuriamoci allora.

La grande Epica di un Bidello, nel 1946! Sono le cose che amo vedere. Ho riso in alcuni momenti, certo, la commozione però è stata una costante, nel finale ho provato a trattenere le lacrime senza riuscirci. Molti piccoli episodi meriterebbero trattazione, ma quel finale, quell'aver cresciuto un figlio con quell'amore e vederlo appartenere ad un'altra classe che è quasi una casta, per lui inavvicinabile, ed il suo gesto ultimo, è da brividi.

Film di senso morale altissimo, ancora oggi attuale e sensato, con un Attore che ormai adoro! Aldo Fabrizi, gli dei lo abbiano in gloria, è stato anche ottimo regista, qua ce ne sono di sue perle. In questo film, del quale è co-sceneggiatore insieme a grandi nomi, si "limita" a recitare, regista è Renato Castellani, ma non sarebbe stato lo stesso questo film senza di lui, attore cresciuto nel popolo ha incarnato il Bidello Orazio come a nessuno, ai tempi, sarebbe stato possibile.

Omaggio alla figura di un Padre, con la maiuscola, questa recensione la dedico a mio Padre. Non usa internet ma un giorno in qualche modo gliela farò leggere.

un momento dolce ed esilarante, Orazio difende la sua gallina, non fa più uova ma gli tiene compagnia e si rifiuta di fargli tirare il collo 

Aldo Fabrizi, in un bel primo piano nel finale, è un grandissimo!


11 commenti:

  1. Non l'ho mai visto! Effettivamente, ora che ci penso, di Fabrizi son un bel po'! Bella dedica al papà, Roby!

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  2. eh sì, di film ne ha fatto davvero molti il bravo Aldo...
    cara petrolio, era una dedica che tenevo a fare da un po', cercavo il film giusto. :)

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  3. Capolavoro "Mio figlio professore"...Feci una lunga ricerca per un libro su Nino Rota del 2002, proprio su questo film, che è anche una delle sue colonne sonore più note del neorealismo "rosa"...,ma il film sfugge a queste notazioni, essendo in molti punti ben più che drammatico..Immenso Fabrizi, magistrale la regia del Maestro Castellani, come sempre...
    Queste sono le "derapate" che piacciono a me, da "Assault on Precinct 13" ad un bellissimo film con la Forza Aldo Fabrizi del'46 in ventiquattr'ore...,ed è così dev'essere..Eclettismo, conoscenze e interessi variegati. Nessun limite, conoscere e vedere e saper apprezzare tutto, quel che vale la pena. E avendone gli strumenti adatti.

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  4. Le classi sociali non esistono? In questo nostro paesuccio feudale non solo esistono, ma sono a tenuta stagna!
    Ottima recensione: mi ha fatto conoscere un film che "sospetto" anch'io essere un capolavoro.
    Bella la dedica ai Padri con la P maiuscola. Falla leggere al tuo, vedrai che si commuove!

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  5. bravissimo Wilson, Nino Rota, lo amo da quando bambino guardavo Gian Burrasca, volevo anche citarlo poi me ne sono dimenticato... ma le mie rece continuano coi vostri commenti, non finiscono dove scrivo io, e va bene così!

    caro Zio, sospetto fondato.
    ci sono pochi casi di grandi Papà, a mia memoria almeno, nella letteratura e quindi anche nel cinema, intendo dire di uomini, né eroi né autori di grandi imprese, messi in risalto semplicemente per il loro ruolo genitoriale. ho "in canna" un altro film, molto più famoso di questo stavolta, sull'argomento, ma è già un comportamento estremo, poi ne parleremo. ;-)

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  6. dimenticavo, a proposito delle derapate: domani altra virata di 180°, ahah! mai adagiarsi...
    ciao

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  7. Tuo padre sarà molto contento di questa dedica, l'hai fatta, ed ora devi assolutamente fargliela leggere. Il film merita la visione.

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  8. hai ragione Tizyana... prometto che lo farò!

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  9. ...Come dici tu, e come avevo accennato anch'io una precedente volta, in un'altro post da queste parti...Solo chi conosce a fondo anche -purtroppo per lui- i recessi più profondi della vita, può "assaporare" e comprendere davvero certe cose...Anche la bellezza dei particolari più dolorosi e nostalgici,malinconici,nei più potenti affondi emozionali e sentimentali di capolavori come"Mio figlio professore",i quali oggigiorno in tempi di tale aridità umana e di tale mancanza di impegno e "scambio", "comunicazione", tra le persone, possono essere pienamente apprezzati solo da questi "Happy Few", per usare un termine di Balzàchiana memoria, e altro che "non esistere più le classi sociali"...E'proprio vero che, per una volta dirla con i "cattolici", "la più grande vittoria che può riportare il diavolo, è riuscire a convincere il genere umano che esso non esiste"-...

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  10. io l'ho visto da piccola questo film, un giorno che mi era venuta la febbre con mia madre, che ricordi, si è molto emozionante, e ogni volta che avevo l'occasione di vederlo non me lo perdevo, grazie per la tua recensione :)

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  11. grazie a te arwen! come puoi notare, di Aldo Fabrizi sono un fan, ce n'è parecchi nel blog e molti ancora ne mancano.

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