domenica 1 gennaio 2012

I quattro dell'Ave Maria

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1968, Giuseppe Colizzi.

Eccolo finalmente, il grande western italiano che ha dato con la sua splendida locandina la grafica a questo blog. Film sincero e onesto, lavoro nostrano professionale e appassionato senza snobismi, che fa tutto quello che ti aspetti con qualcosa in più in ogni scena, vivace e appassionante che 2 ore ti volano via, diventato un Cult a pieno merito. Tutte qualità con le quali ci piace identificarci, almeno ci proviamo.

Tra i primi film della grande coppia Bud Spencer - Terence Hill, che qua sono cacciatori di taglie e ricompense, ne decretò il definitivo sodalizio. Qua sono serissimi, nulla della "cazzaritudine" - in senso buono - dei successivi film è presente. Bud è Hutch, duro e possente dai pugni tremendi, mentre Terence è Cat, algido pistolero. Sulla loro strada troveranno Eli Wallach nei panni di Cacopoulos, uscito di prigione dopo 15 anni, scampato alla forca, con un solo obiettivo in testa: vendicarsi dei compagni di rapina che molto tempo prima lo tradirono e che ora sono tutti, in vario modo, benestanti. Furbo, intelligente, abile con la lingua quanto con le pistole, riuscirà a coinvolgere Cat, Hutch e anche Thomas (Brock Peters), un funambolo di colore ottimo pistolero, nelle sue vendette.

I vecchi complici di Cacopoulos, il grande mattatore della scena, sono un campionario perfetto degli arricchiti sul sangue degli altri, una regola che non è nata nel west ma vi ha trovato grandi conferme. Uno è un banchiere, un altro sfrutta la rivoluzione dei messicani per proprio tornaconto, l'ultimo è tenutario di una sala da gioco truffaldina. Non avranno scampo, questo è un film dove gli onesti devono vincere e magari fosse sempre così. Forse anche noi dovremmo seguire gli ormai celebri Consigli del Nonno di Cacopoulos, uno dei quali me lo sono segnato, magistrale: "Mio nonno mi diceva sempre: mi raccomando, non dire mai bugie, significherebbe avere paura, ma neppure la verità devi dire... nel migliore dei casi ti metterebbero in croce com'è già capitato a qualcuno nei secoli andati".

E' tutto un godimento questo film, donnini compresi, e ci sono Grandi scene che sono un esempio. La lunghissima sparatoria/battaglia tra messicani di regime e i peones rivoluzionari per la prima vendetta è grandiosa. Ci sono i famosi scazzottamenti con Bud in forma smagliante; vederlo esplodere come un vulcano quando sommerso da gente che lo vuole pestare è diventato poi un must; da culto totale il combattimento col gigantesco afroamericano alla fiera, pugni pesantissimi da ambo le parti fino al crollo del nero spinto con 2 dita, scena esplosiva di boxe primordiale dove senti la fatica dei contendenti. Stupendo il duello finale tra i 4 e i tenutari del casino, nel quale bisogna apprezzare il camminare all'indietro dei duellanti in mezzo ad una folla di giocatori sdraiati in terra, movimento veramente difficile da eseguire.

Law and Order per tutti.
Visione imprescindibile.

Robydick


























3 commenti:

  1. Bello, bellissimo!
    E pensare che l'avevo beccato l'anno scorso in TV per caso e non ero riuscita a staccarmi anche se non amo molto il genere.
    Approfitto per augurare buon anno a tutti i curatori del Blog!!!

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  2. W uno dei film preferiti di Enzo Catania.

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  3. grazie Babol, ricambio gli auguri!

    e in quest'occasione li faccio anche al socio Napoleone :)

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