giovedì 13 settembre 2012

One in the Chamber

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2012, William Kaufman.

Lontani i tempi in cui gli action erano girati con un minimo di budget e scenari urbani da grandi metropoli. Pensiamo agli anni 80, ma anche ai 90, dove al cinema potevamo sederci comodi a guardare un film d'azione con Stallone o Van Damme facendoci coccolare dalla grandiosità spettacolare del prodotto. Ora invece bisogna affidarci a quei mattacchioni de I mercenari 2, ma non è la stessa cosa, va bene per farsi due risate, ma l'action è roba seria, non materiale per barzellette.

Purtroppo gli attori di quelle pellicole, i Van Damme, gli Steven Seagal, i Dolph Lundgren, sono diventati dinosauri e migrano in Europa dell'Est per avere una morte più o meno dignitosa. Sarebbe successo lo stesso a Sly se non avesse ritrovato la strada del successo con Rocky Balboa, senza alcun dubbio. Chi scrive non nega di avere apprezzato i Van Damme decadenti come Assassination games o Dragon eyes, ma è indubbio che la povertà di produzione dietro non sia paragonabile neppure ai tempi della gloriosa serie B del belga, dove comunque i soldi erano pochi.

I film girati in Repubblica Ceca, Bulgaria, Russia sembrano fatti un po' tutti con lo stampino: storie di killer malinconicini innamorati impossibili di qualcuno. Non fa difetto questo One in the chamber con l'inedita coppia Cuba Gooding jr e Dolph Lundgren. Anche qui due assassini, di fazione differente, uno contro l'altro, dai caratteri agli antipodi, e una donna in mezzo ad essere amata dal sicario più meditativo. Un po' come Assassination games. Solo che fa specie vedere un premio Oscar coinvolto in una storia dal basso profilo, smagrito, pronto a menar le mani o a calciare come un sotto Scott Adkins qualunque per tirare a fine mese. Ma ve lo ricordate Cuba in Jerry Maguire, in Codice d'onore, a fare il gigione nella parte del ritardato in Mi chiamano Radio? Forse aveva ragione Ben Stiller nel monologo di Tropic thunder, parlando dell'inventato Simple jack, che i ruoli da decerebrato ad Hollywood premiano solo quando il personaggio ha dei poteri particolari (i numeri di Rain man per esempio). Forse Radio, insuccesso grandioso, ha portato Cuba negli abissi della serie B, nessuno lo voleva più, e il suo sorriso da Danzel Washington giovane si è adombrato nelle produzioni più alimentari e meno mainstream. Chissà.


Dolph Lundgren invece è abituato da anni a guazzare nei film a low low budget, lui è quasi un re, e come l'amico Van Damme tutto sommato riesce a portare a casa film dignitosi anche se pauperistici. Pensiamo a Command performance dove quel matto di biondo gigantesco interpreta un batterista che stermina un gruppo di terroristi o quando fa il prete amamazzatutti nel rockeggiante Missionary man. Pazzesco. Certo lui è poco agile, vista la stazza e l'età, ma quando tira i suoi micidiali pugni fa volare indietro i nemici di quasi 5 km, lui che non ha mai smesso di essere la “Transiberiana della Russia”. Anche in One in the chamber riveste un ruolo bizzarro: un sicario vestito con camicia hawaina e cappello bianco, conosciuto come “Il lupo”, che stermina gang mentre porta a passaggio il suo cane. Un sopravvissuto, nel film, lo definirà “un Fred Astaire sotto steroidi”. Geniale. Ameno lui, visto che il film non lo è.

A girare il mestierante William Kaufman con una carriera di straing to video abbastanza desolante, fatta di un pugno di pellicole realizzate abbastanza bene tecnicamente, ma banali e risapute. Il suo One in the chamber paga scene d'azione scontate, un intreccio senza interesse e la location di Praga riassunta in una strada e due stanze di un palazzo. E l'interpretazione più monocorde della carriera di Cuba Gooding Jr, quasi un pesce fuor d'acqua nella sua ennesima parte action da terzo mondo, sempre più somigliante alle attrici di punta che per soldi facevano porno a fine carriera.

Evitabile.
Keoma















24 commenti:

  1. Peccato me ne parli così, già pregustavo di scoprire anche solo un'oncia del "guilty pleasure" ri-trovato di fronte a B-movie anche con un nucleo commovente di tensione, di conflitto, vero,dei titoli quali i da te citati e che sai bene come ho apprezzato, "Assassination Games", "Dragon Eyes", e "Missionary Man"...
    Ma almeno "Command performance", con Dolph com'è...?

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  2. Molto divertente Command performance, ma ti anticipo per la After dark sta uscendo un thriller dove Dolph fa lo psicopatico...

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  3. Sinceramente i film con questo tipo di attori non mi hanno mai colpito. Della serie "sotto i bicipiti il nulla totale". Salvo in parte solo Stallone, ma anche lui come attore non è che sia il massimo.

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  4. Oddio Stallone almeno nel primo periodo era molto bravo

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  5. E molti film, parlo dei Van Damme anni 80/90, del Lundgren di Red Scorpion, degli Sly classici, anche quelli fascio testosteroni, avevano una tecnica dietro invidiabile, da lasciare a bocca aperta per le invenzioni visive. Non proprio il nulla.

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    1. Li apprezzi di più in una gara di arti marziali. Al Cinema vorrei anche un po' di recitazione decente. A parte Stallone - che almeno sa recitare - gli altri sono da recita scolastica.

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    2. Che Van Damme non reciti bene oltre ai calci è un'idea opinabile, basti vederlo in JCVD o nell'ultimo Mercenari 2. Anche agli albori degli anni 80 avevamo molti stoccafissi, ma anche validi interpreti prestati alla causa della serie B come Michael Dudikoff, poi se l'approccio al cinema popolare è snob, ok mi arrendo. A me per esempio le gare di arti marziali mi annoiano.

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  6. Giova', tu oggi vuoi farti dei nemici da 'ste parti, ahah!

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    1. E' la mia specialità. Ovviamente se mi trovassi Van Damme davanti, sarei più conciliante... per non dare soddisfazione al mio ortopedico.

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  7. be', fai te. tanti nemici tanto onore è un motto che lascio ad altri volentieri... ma è solo una battuta ;)

    una volta la pensavo come te, poi con l'esperienza mi sono ricreduto. ovvio che questo genere non va visto con l'occhio con cui guarderesti un film di Antonioni o Godard. bisogna, come dire, entrare nell'ordine delle cose, e ti assicuro che col giusto occhio un bel film con Van Damme o Stallone o altri non ha meno dignità di altri con Volonté o Mastroianni. c'è Cinema per tutti i gusti, è giusto così.

    poi appunto anche nel genere ci sono quelli belli e le ciofeche (più o meno) come questo, ma i Parametri di giudizio sono diversi

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    1. Sì, per carità, io mi ci divertivo guardandoli. Oggi li rivedo e passo ad altro. Do molta importanza alla recitazione, puoi farmi anche un filmetto leggero, se c'è una buona recitazione - non dico di tutti gli attori ... almeno i protagonisti - allora te lo salvo nel limbo dei film guardabili.
      Poi per i film in sé è una questione di gusti. A me non danno niente.

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  8. Io mi astengo dall'intervenire, è come quando un nazistello mi disse che "il suo prof, aveva affermato che comunque Pinochet aveva salvato il paese dai comunisti." Cosa vuoi cercare o spendere anche energie a replicare, ce sò le mani solo e dopo er cassonetto ddà a'monnezza. Hai risposto benissimo te Keoma, citando l'immancabile snobismo" di fondo ineludibile, e soprattutto "JCVD". Van Damme attualmente, proprio sotto il profilo della recitazione ha forse persino superato per maturità e gamma espressiva e della sofferenza, lo dico senza timore di affermare un'enormità, lo Stallone dei suoi primi leggendari personaggi di trent'anni fa. Purtroppo, non ha a differenza di Stallone, -quasi- mai film nemmeno lontanamente all'altezza di quei titoli che si potrebbero ri-stracitare.

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    1. parole sante napo e pronunciate conoscendo la materia e non dando fiato alla bocca

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  9. Questo blog ha una caratteristica che, so bene, essere apprezzata, anche da messaggi che ricevo privatamente: essere ONNIVORO. al tempo stesso, se vuole veramente esserlo, deve mostrare TOLLERANZA altrimenti cade in contraddizione, non credete?

    Giovanni, che è parecchio giovane, ha espresso pareri sul suo gusto personale, non ha condannato questo genere di cinema, per questo che non mi pare il suo una forma di snobismo. da poco ci frequenta con assiduità, ha colto l'occasione per farsi conoscere, tutto qua.

    Ovviamente noi, vecchi e induriti consumatori di pellicole pronti a tutto, siccome sappiamo che il suo parere è sbagliato (ahahah!) e limitante al godimento della settima arte, vedremo di farlo crescere per la retta via del full-total-cinema, quello capace di vedere Truffaut e subito dopo Deodato per fare un esempio. Diamogli tempo e aiutiamolo. :)

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    1. Ma io ti guardo anche Machete se per quello... per non parlare dei film di Baron Cohen. Comunque avrete modo di vendicarvi quando recensirò i film di Woody Allen. :D

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  10. vedi? tu "lo guardi anche", mentre a noi (almeno a me) ci procura erezioni! :)
    http://robydickfilms.blogspot.it/2011/04/machete.html

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    1. Be' effettivamente è pieno di gnocca. Comunque è divertentissimo. Un amico dopo averlo visto ha detto "bello però è una stronzata".

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    2. Machete è caruccio, ma noiosetto. Io mi fionderei invece sul bellissimo e sempre vintage Hobo with a shotgun

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    3. be' qua citiamo roba che rasenta il capolavoro. keoma, ma 'ndo pensi d'esse, dai martinit? ;)
      http://robydickfilms.blogspot.it/2011/04/hobo-with-shotgun.html

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    4. Forse è di quei film da vedere in compagnia. L'ho visto con degli amici ed eravamo a lacrime ... ma più che altro per le scemenze che il regista ha volutamente inserito nel film.
      Il prossimo sarà Hobo with shotgun, di sicuro.

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  11. io però non riesco a capire come cazzo si fa a dire "bello però è una stronzata". ma è una frase così che è una stronzata. :)

    @keoma: machete solo "caruccio"? pentiti!! ahah!

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    1. Diciamo che non è esattamente un poeta...

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  12. "Machete" delusione quasi totale, ma d'altronde sono stato sempre dell'opinione che Rodriguez -tolti "Desperado/El Mariachi" e "C'era una volta in Messico", è un mezzo coglione al traino di Tarantino del quale non ha manco una stilla del suo genio. Se non crei "conflitto" e "tensione comunque drammatica" in un film del genere, mandi tutto in vacca, senza più alcuna pretesa di suscitare interesse alcuno e d'apprensione per le sorti e le azioni del nostro "eoe anti-eroe" Machete, che ha comunque e sempre meno problemi dai suoi mentecatti villains, di Superman. Tutto quello che invece possiede "Hobo with a Shotgun", al confronto del quale è un capolavoro e non solo un ottimo film, con un attore che ci crede ed è finalmente ai livelli di recitazione che gli competono da sempre: Rutger Hauer. La sua confessione-giuramento di vita agli infanti dietro il vetro della nursery, è persino commovente e di accentuata amara drammaticità; pur nel contesto di un film dalla trama così esagerata e volutamente da pulp di grande annata, quale è "Hobo with a Shotgun".
    Non c'è un interprete così bravo e che ci creda talmente come lui, in tutto "Machete". Solo "partecipazioni straordinarie" di mignottoni come oramai è De Niro, in cerca ancora di qualche milione in più. Senza forse neanche la consapevolezza del tipo di rimando cinematografico che si vorrebbe ottenere e suggerire.
    E un vecchio adagio diceva: "E' quando gli attori in scena dimostrano di divertirsi troppo, è allora che non si divertono più gli spettatori."

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    1. Secondo me Rodriguez è stato molto ironico nel fare Machete. E' quasi un film demenziale, alla fine del film ti annuncia pure due finti sequelle.

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