giovedì 14 aprile 2011

Remo Williams: The Adventure Begins - Il mio nome è Remo Williams

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1985, Guy Hamilton.

Grande film d'azione con il protagonista interpretato da un Fred Ward in splendida forma. Divertente e avvincente, pure un po' "sborone" come si conviene ad un regista di 007, a pieno merito tra i miei Cult.

Passo subito la parola a Napoleone, questo è uno dei suoi Incolti.


Conn MacCleary/J.A. Preston-:“Tutto ciò che posso prometterti è terrore per colazione, tensione per pranzo, esasperazione anziché sonno, le tue ferie dureranno 2 minuti se non ti uccideranno prima e se vivrai tanto da avere una pensione sarà un miracolo.”
Remo Williams/Fred Ward:- “Ci sono svantaggi?”
Conn MacCleary:- “Diavolo, io ho la fortuna di essere durato così a lungo.”

Chiùn/Joel Grey: -“Le donne dovrebbero stare a casa a fare bambini. Preferibilmente, piccoli uomini.”
Maggiore Rayner Fleming/Kate Mulgrew:-[a Remo] “Vedo che siete andati alla stessa scuola di pensiero”.

[Remo attaccato ad una cabina della Wonder Wheel, la grande ruota panoramica del famoso Luna Park sul boardwalk di Queens, N.Y.]
Remo Williams:-“Gesù!”
Chiùn:-“Concentrato! Questo non è tempo per la preghiera!”

Conn MacClary/J.A. Preston:- [a Remo] “Si sta avviando ad essere l’undicesimo comandamento.,’Tu non devi farla franca.”

Chiùn:- “Ti muovi come un bue tibetano incinto. Siedi.”

Chiùn:- “Sarebbe meglio per te questo, quello che è in essa può mangiare quello che è dentro di te. Perché in questo paese devono rivestire tutto con monositi-… monosoti …
Remo Williams:- “glutammato monosodico. Non riesci neanche a dirlo.”
Chiùn:- “Posso dire “escrementi di topo”. Questo non significa che voglio mangiarli.”

Chiùn:- “Espirare… lentamente… Non un sorso. Se non respirare correttamente, non si muovono correttamente. Commovente. Riesco a vedere l’hamburger mortale che sta facendo il suo cattivo lavoro.”

Remo Williams:- “Sai, Chiùn, ci sono dei momenti in cui mi piaci veramente.”
Chiùn:- “Certamente. Io sono Chiùn.”
Remo Williams:- “E ci sono momenti in cui potrei davvero ucciderti.”
Chiùn:-“Buono. Noi proveremo a che tu mi uccida, dopo cena.”

Remo Williams:- “Ti sei fatto male?”
Chiùn:- “No. Quando ci si avvicina alla mezza età, c’è una tendenza verso lividi, figlio mio.”
Remo Williams:- “Cosa? Come mi hai chiamato?”
Chiùn:- “Ho chiamato te goffo disadattato. E guidi come una scimmia in calore.”

Chiùn:- “La mente addestrata non ha bisogno di un orologio. Gli orologi sono una truffa inventata dalla Svizzera.”

Chiùn:- “Potrai diventare un assassino professionista. E’ la più alta forma di servizio pubblico.”

Remo Williams:-“Sai, Chiùn, sei una vera e propria fitta nel culo.
Chiùn:- “Questo è perché è il modo più veloce per arrivare al vostro cervello.”

Il “Dottore” della soap opera:- “Jim, non abbiamo trovato il modo di poterti salvare la gamba.”
[Impazza il suono di corde dell’organo nella colonna sonora]
“Jim” nella soap opera:- “No! No! Stavo per diventare un ragazzo tutto americano!”
“Dottore” in soap opera:- “Bene, ora è possibile –si può essere un ragazzo tutto americano anche per il proprio coraggio!”

Remo Williams:- “Chiùn, sei incredibile!”
Chiùn:- “No, io sono molto meglio.”

Chiùn:- “La paura è solo una sensazione. Te senti il caldo. Ti senti arrabbiato. Te senti la paura. La paura non ti può uccidere.”

Remo Williams:- “Voi parlate sempre come un biscotto della fortuna cinese?”
Chiùn:- [indignato, fa una presa a Remo, che cade a terra nel dolore] “cinese! ** Coreana è la creatura più perfetta che mai abbia avuto a santificare la terra con l’impronta del suo piede.”

Chiùn:- [parlando con Remo]”Metti le mani dietro la testa.”
[Remo si mette conformemente all’indicazione, e si piega in due da un colpo di Chiùn, troppo veloce per essere visto.]
Chiùn:- “Non ho detto di tenerli lì. I tuoi riflessi sono pietosi! Le stagioni si muovono più velocemente.”

Remo Williams:- [Remo sente Chiùn cantare una canzone in coreano] “E’ doloroso?”
Chiùn:- “Stavo cantando una vecchia canzone coreana d’amore.”
Remo Williams:- “E’ meraviglioso che questo genere si sia estinto.”

[Chiùn preme il grilletto su un revolver, click, click, click]
Remo Williams:- “Tu hai usato gli altri quattro ieri.”
Chiùn:- [Chiùn spara un tiro quasi colpendo Remo in testa] “ho ricaricato.”

Chiùn:- “Karate, Kung Fu, Ninjitsu, non sono che ombre. Sinanju è il sole.”

Harols Smith/Wilford Brimley:- “guarda, proteggi e ama la tua terra, perché non c’è vita dopo la morte di un luogo che era iniziato come nel cielo.”
Charles M. Russell, Montana, 1926.

Remo Williams:- “Ho un lavoro da fare.”
Chiùn:- “Remo!”
[Sussurra all’orecchio di Remo]
Chiùn:- “Non essere in imbarazzo.”
Remo Williams:- “Io non… Piccolo Padre.”

Chiùn:- “Si chiama fast food perché accelleratamente ti porta fino alla tomba.”

Chiùn:- “Ti muovi come un babbuino…bastonato sui due piedi!”

Chiùn:- “Il successo è un viaggio, non una destinazione.”

Conn MacCleary:- “Non te l’ho detto? Non usiamo roba che fa ‘Bang Bang’. La tua mente e il tuo corpo diventano la nostra arma. Questo è ciò che il tuo nuovo amico Chiùn sta per insegnarti.”

Chiùn:- [Avendo appena volato su tutta la superficie di un lago] “E’necessario eseguire il tutto *molto* veloce.”

L’auto in cui è a consumare un frugale pasto durante il suo turno notturno l’agente di polizia Ed Makin (Fred Ward), è attaccata da alcuni teppisti dei quali riesce ad avere la meglio dopo una durissima, cruenta lotta, per essere però poi spinto da un camion dell’immondizia fuori da un molo nell’acqua gelida e nera del porto di New York.
Egli per tutti è morto affogato e viene svolto anche il suo funerale con tutti gli onori dalla polizia.
Ma dopo poco si scopre che è stato rimosso dall’auto sommersa, allo scopo di donargli una nuova identità e delle sembianze completamente cambiate grazie alla chirurgia plastica, ora egli “è” Remo Williams. Al risveglio gli viene detto che adesso è un agente de “La Cura”, un’agenzia governativa super-ultra-segreta che opera al di fuori della legge e responsabile delle sue azioni solamente di fronte all’autorità del Presidente. Nessuno degli appartenenti –compreso Remo sono solo in tre-, come gli spiega il Capo Harold Smith interpretato dal bravo caratterista Wilford Brimley, dinnanzi al secondo di loro, -l’impagabile nero J.A. Preston come Conn MacCleary- a “La Cura” risulta con la sua identità su nessun registro ufficiale, in modo che possano muoversi con la massima libertà atta prevenire la corruzione del governo ad ogni livello, fosse anche il più alto. Remo viene posto sotto la tutela e l’insegnamento della’anziano Maestro coreano Chiùn (Joel Grey), un maestro di Sinanju (“antica arte marziale coreana”che non è mai esistita) che è anche un incrocio tra il signor Myiagi interpretato da Noriyuki “Pat” Morita nella serie dei “Karate Kid”, parte Yoda, e anche un poco di casalinga di mezza età. Comunque, il Sinanju sarebbe l’originale forma di arti marziali –almeno secondo Chiùn-, da cui poi sono state ottenute e diramate tutte le altre scuole e insegnamenti d’arti marziali orientali. Con uno sforzo che definire arduo è poco, Remo apprende infine le vie –infinite- dello Sinanju, compresa la capacità di afferrare le pallottole con le sue mani, e di correre sollevato da terra. Gli viene quindi assegnata la sua prima missione, raccogliere le prove contro un fabbricante di armi in combutta con altissimi gradi militari del complesso militar-industriale statubutense nel programma delle “Star Wars-Guerre Spaziali”, lanciato proprio in quegli anni da Reagan, tal George S. Grove (l’eccellente caratterista dei ’70-’80 Charles Cioffi),il quale sta fraudolentemente pure nascondendo la pericolosità di un’arma difettosa di sua fabbricazione per la quale sono già morti alcuni soldati, in delle esercitazioni.

“Il Mio nome è Remo Williams” ovvero in originale “Remo Williams:The Adventure Begins” (1985) di Guy Hamilton, è basato sulla popolare serie di romanzi dal titolo “Destroyer”, scritti da Richard Sapir e Warren Murphy. I libri della serie “Destroyer” furono pubblicati a partire dal 1971, e sono incentrati si di un agente segreto grandissimo esperto di arti marziali. La serie è arrivata circa al 120° libro e continua ad essere scritta da altri autori dopo la morte di Richard Shapir nel 1987, e dopo che successivamente anche Warren Murphy si è ritirato dalla serie.
I produttori del film tra cui Dick Clark pensarono bene di poter trarre un film di successo così come lo stesso Albert R.Broccoli, che come tale veniva dall’enorme successo della serie dei film di James Bond. Ma il tentativo di creare un'altra serie “tipo” quella leggendaria dei film di 007, che era chiaramente in cima ai loro intenti non andò a buon fine, anche se portò all’ingaggio di un regista eccellente come Guy Hamilton autore di titoli bondiani (ben quattro) eccezionali come “Goldfinger”(1964), che hanno definito sostanzialmente lo stile e la formula dell’Agente 007, l’ultimo spettacolare ed effettistico del grande ritorno di Sean Connery “Agente 007: Una Cascata di diamanti” (James Bond 007: Diamonds Are Forever) (’71), oltre che aver diretto il primo e migliore James Bond con Roger Moore “Agente 007: Vivi e lascia morire” (James Bond 007: Live and Let Die) (’73), il quasi ugualmente bello e originalmente fantasioso “Agente 007: L’Uomo dalla pistola d’oro”(James Bond 007: The Man With the Golden Gun) (’74), uno dei più mitici di tutti, ma aver anche diretto “Funerale a Berlino” (Funeral in Berlin) (G.B.’66), secondo bel giallo esistenziale e spionistico dopo lo splendido “Ipcress”(G.B. ’65)di Sidney J. Furie, con protagonista il celebre agente segreto dell’MI6 perfetto contraltare di James Bond in praticamente tutto, ovvero l’altrettanto famoso Harry Palmer, interpretato da Michael Caine.
Nonostante che “Il Mio nome è Remo Williams” si sia rivelato un flop, così come l’ulteriore tentativo di spin off televisivo dal titolo “The Destroyer” che un paio d’anni più tardi non avrebbe sortito diverso esito, il film -all’epoca veramente sottovalutato- di Hamilton ha meritatamente goduto via via negli anni di un sempre maggiore alone di culto. Che l’ha ripagato ancora maggiormente che se fosse stato un grande successo di una sola stagione, come capita sempre più di sovente con i blockbuster di oggi .
Guy Hamilton, in questo che è stato il suo splendido commiato da regista dirige alcune sequenze d’azione che si sono stampate nella memoria per l’action e non solo quello degli anni’80, come la lunga, famosa, fuga con combattimenti sulla parete esterna della Statua della Libertà; allora chiusa e imprigionata dalle impalcature in occasione dei lavori di restauro per il centenario della sua costruzione.
Oppure quella sequenza d’inseguimento impareggiabile con alcuni dobermann killer molto più intelligenti di tanti umani.
Regia quella di Hamilton che riesce a realizzare un film volutamente ad un grado molto elevato di fantasiosa messa in scena esagerata ed eccessiva come da fumetto, ma dall’altrettanto grande ritmo e senso del realismo, il che fa apparire e rende molto più radicabile nell’immaginario il suo definitivo gusto per l’iperbole fumettara dell’intera operazione (Remo che riesce ad arrivare a correre senza toccare piedi per terra, a catturare i proiettili con i denti e roba simile), decisamente dalla filosofia citazionista del grande cinema d’azione orientale e in particolare di Hong Kong, troppo in anticipo sui tempi e che fa il paio con il gusto e il tipo di realizzazione di un altro grande film coevo sottovalutato e d’insuccesso alla sua uscita, “Grosso guaio a Chinatown”(Big Trouble in Little China)(’86)di John Carpenter.
Molto del divertimento e della grande piacevolezza del film sta oltre che alle grandiose scene d’azione, e alla sensazionale, bellissima colonna sonora di Craig Safan (non è una novità), è dovuto alle interpretazioni perfette di Fred Ward come Remo e di Joel Grey come Maestro Chiùn, truccato da anziano sifu orientale con un make up estremamente convincente creato da Craig Reardon, Grey era anche un grandioso ballerino e coreografo che aveva vinto un Oscar come Miglior Attore non Protagonista per “Cabaret” (’72) di Bob Fosse, e al meraviglioso rapporto maestro-allievo che riescono a connotare i due protagonisti ma sarebbe più corretto definirlo almeno inizialmente da sparring –partner, tra la pazienza di Remo e la sostenutissima superiorità acida del Maestro Chiùn il quale riesce a muoversi, schivare e saltare come un uccello, e che ci offre delle performance attoriali di un piacere totale. E Fred Ward è molto bravo di fronte a Grey, contrapponendogli un’impersonificazione di Joe/Remo almeno inizialmente come uomo ordinario, pienamente maldestro e goffo, massimamente sgraziato. In questo film fa anche una delle sue prime interpretazioni la bella Kate Mulgrew, il Cpt. Kathryn Janeway di “Star Trek:Voyager”(1995-2001).

Nonostante il titolo originale (“…The Adventure begins”) che sembrava una promessa data la sicurezza iniziale che il film diventasse un successo, ovviamente non è poi stato mai realizzato nessun sequel del film. Ci fu però il pilota di una serie tv che ho citato sopra, dal titolo “Remo Williams –The Destroyer” andato in onda nel 1987 negli Stati Uniti, in cui Remo era interpretato da Jeffrey Meek e Chiùn dal grande Roddy McDowall. Anche questo non è stato un successo e fece sì che non si passasse mai a realizzare una serie completa. Craig Safan con la sua meravigliosa o.s.t. composta per il film, e l’inconfondibile tema di Remo, rimase come compositore anche per questo pilota.

Anche se quando venne realizzato il film la Statua della Libertà era in fase di ristrutturazione e in corso di preparazione come suddetto per le celebrazioni del suo centenario, i realizzatori di “Remo Williams” hanno girato su e intorno alla statua reale utilizzando le vere impalcature, nonché su di una replica a grandezza naturale (da poco sotto al libro della Libertà, fino in cima alla torcia, che era stata costruita a Città del Messico. A causa del tempo climatico e dei tempi della lavorazione del film, la sequenza richiese delle riprese supplementari durante l’estate successiva alle girate riprese originali di metà dicembre (a New York) e del tardo febbraio (in Messico).
Due sedi diverse per le riprese e nel corso di tre distinti periodi di tempo illustrano il valore degli storyboard e dell’accurata pre-visualizzazione.

Alcuni degli attori che presero parte ai provini per la parte di Remo Williams, affermarono di essere abili nell’arte marziale del Sinanju, non sapendo neanche che non è mai esistita, essendo un’invenzione tratta dai romanzi “Destroyer” sui quali si basava il film.

Basato appunto sui personaggi di una lunga serie di romanzi spy/fantasy intitolata “The Destroyer”.

A Joel Grey venne offerto il ruolo di Chiùn più volte prima che egli accettasse, ma se si teneva basso non fu per avere più soldi, ma in quanto non pensava assolutamente di essere il tipo giusto di attore per la parte. Inoltre, Grey pur essendo un grande e riconosciuto ballerino di eccelsa fama a Broadway, già premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista per “Cabaret”(Usa’72)di Bob Fosse, non aveva alcuna esperienza di arti marziali (e non ricevette tale formazione per il film nemmeno una volta che venne lanciato per la parte). Quel che fece cambiare idea nella mente di Grey fu un incontro con Carl Fullerton, il make-up artist del film. Grey ha detto che se come gli dimostrò Fullerton poteva essere trasformato con successo in un coreano di settant’anni, egli avrebbe preso parte al film. Fullerton per convincerlo fece uno dei suoi lavori migliori durante il provino privato svoltosi tra lui e Grey. Con Chiùn ora nel cast, Fullerton continuò il suo eccellente lavoro, ricevendo una nomination agli Oscar proprio per questo film.

Una quantità enorme di piante adulte di marijuana sono chiaramente visibili quando Remo e il Magg. Rayner Fleming (Kate Mulgrew) si fanno strada attraverso la base militare. Esse lasciano a chiedersi molte domande su quali test e a che cosa facesse veramente l’esercito nella base a Mount Promise.

Le organizzazioni caritatevoli alle quali George S.Grove (Charles Cioffi, grande caratterista del cinema americano anni’70-’80, come qui quasi sempre nei ruoli del cattivo o del corrotto) ha donato, secondo la sua dichiarazione dei redditi, nel film: ai Boy Scout of America, la Missione di MaryKnoll, ai Vigili del fuoco, alle ragazze del Policeman Benevolent Found, e al Mormon Tabernacle Choir.

La reazione lieta di Remo a Chiùn che lo chiama per la prima volta “figlio mio”, e rispondendogli come seguendo natura “piccolo padre”, si basa in parte su una scena precedente che era stata tagliata dal film in cui Remo chiama Chiùn “piccolo padre” per la prima volta provocando una forte reazione negativa da parte di Chiùn. A quel punto, Remo era a ancora ignaro del fatto che Chiùn era “contrattualmente” obbligato ad ucciderlo se i tre membri de “La Cura” fossero mai stati a causa sua in pericolo di essere esposti.

Napoleone Wilson




matrix non ha inventato nulla!





posizione molto rilassante, l'ho provata personalmente e la consiglio!





perché poi questo tizio aveva un diamante incastonato in un incisivo rimane un mistero per me...

sono schiantato d'invidia. con 2 dita ben utilizzate ha zittito la petulante femmina !!!!
che invidia cazzo, questa devo cercare d'impararla...



14 commenti:

  1. questo me lo sono perso, all'epoca credevo fosse una ciofeca. forse perché conoscevo un Remo, che era il custode del bocciodromo del paese, associavo il personaggio del film a lui, che non aveva certo l'aria da agente segreto. sai però forte un film del genere girato in una bocciofila, veder volare le bocce stamparsi sul cranio di qualche cattivone.

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  2. harmo, comincio a pensare che tu debba davvero raccogliere un libro di personaggi fiorentini con tutta l'aneddotica del caso. potrebbe anche saltarti fuori un bel film :D

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  3. Sai, quella curiosa sensazione di straniamento tra la certezza matematica di averlo visto tipo un quarto di secolo fa e nel contempo il non sapere neanche lontanamente di che parla o di che faccia ha il protagonista?
    Ecco.

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  4. Io DEVO tornare indietro nel tempo, lì forse avrebbero avuto senso le mie locandine! :) Un abbraccio Roby, in questo periodo son assente per motivi prof e personali, intreccio tra vita sociale e incazzature nere! *

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  5. la conosco marziano, è curiosa ma anche preoccupante, la provo spesso e... mi sento vecchio, ihihih!

    grazie milena per essere riuscita a passare :***
    in bocca al lupo allora. ah, il giorno di pasqua ci sarà una locandina che sembra disegnata da te, vedrai! ;-)

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  6. ragazzi che spettacolo io ci sono cresciuto con questo film... continuavo a dire "Il mio nome è Remo Williams!"
    :)

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  7. mi ha fatto troppo ridere "volevo essere un ragazzo tutto americano"...è un marchiano errore di traduzione, dovuto alla completa ignoranza del mondo sportivo universitario statunitense (ma forse che il traduttore abbia pensato che la gamba amputata non sarebbe stata americana come il resto del corpo?): gli "all American" sono infatti i dieci migliori dell'anno in ogni sport praticato a livello di college. non è una cosa così sconosciuta, ma assolutamente ignota dalle nostre parti (con la piccola scusante che da noi non esiste una simile struttura di organizzazione sportiva). la locuzione è stata tradotta anche peggio in "the Wire" ("mio cugino era un ultra-americano"-aaaaaaaaaaarrrrrrrrgggggggghhhhhhhhhhh). in Forrest Gump, invece viene tradotta con sufficiente correttezza con "selezione americana".
    ah...mi son perso via con sta pappardella, e mi stavo dimenticando di dire che adoro questo film! :)

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  8. bella ernest aka remo williams allora! :)

    unwise, il tuo apporto a questo blog è sempre più prezioso. certo che questa è davvero clamorosa, ahah!
    io è una vita che leggo "all american" scritto un po' ovunque senza sapere cosa volesse dire...

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  9. Unwise io lo sapevo,e benissimo cosa vuol dire e che significati ha, almeno dal tempo del bellissimo film sul ciclismo Made in U.S.A. di Peter Yates "All American Boys"('79), e dell'omonimo film sull'atletica universitaria del '73, di Robert Scheerer, con Jeff Bridges e Gary Busey, lo volevo appunto, puntualizzare con uno "spiegone" come hai fatto tu, ma mi sembrava proprio un "appesantimento" che si poteva pure defalcare, almeno per il lettore.

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  10. @ Napoleone: infatti avevo pensato che l'avessi citato apposta per rimarcare il misunderstanding...
    va beh, ho appesantito io, ma era troppo divertente! :)

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  11. No anzi, grazie che mi hai così dato l'opportunità di correggerlo comunque, si vede che era proprio destinato...

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  12. uuuhhh, grande napoleone! quel film di yates deve arrivare nel blog, ce l'avevo in un cassetto nascostissimo... :)

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  13. Film culto della mia infanzia. Me lo ricordo pochissimo, ma mi ha fatto piacere leggere la recensione! :)

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  14. ciao ottimista! piacere anche nostro :)

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