lunedì 18 aprile 2011

The French Connection - Il braccio violento della legge

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1971, William Friedkin.

Da Marsiglia a Brooklyn per un carico di eroina da consegnare alla mafia americana. Questi francesi sono spietati, non esitano ad uccidere un uomo anche solo perché li pedina. A New York però troveranno poliziotti che non saranno meno determinati.

La coppia terribile della squadra narcotici americana è formata da Buddy Russo (Roy Scheider) e soprattutto da Jimmy Doyle (immenso Gene Hackman) detto Popeye (malamente tradotto in Papà nell'edizione italiana). La loro precedente indagine fu un fiasco e ci fu anche un morto tra i poliziotti, però hanno fiutato il bersaglio grosso e ottengono gli strumenti per indagare a fondo.

Buddy è spalla fedele ed affidabile, depositario di un po' di buon senso per la coppia. Doyle invece è un personaggio che, fosse dipeso da Friedkin, sarebbe stato ancora più perverso di come apparirà. Ha strane manie, come quella di non controllarsi verso una donna se porta gli stivali alti al ginocchio, ed è decisamente violento senza alcuna remora, talmente duro che provi compassione per i delinquenti che finiscono sotto le sue mani, francesi compresi. Il titolo italiano, infedele, è in questo senso molto efficace.

Dalla partenza dell'indagine sarà una costante tensione, sia negli eccezionali momenti d'azione che nei pedinamenti, appostamenti, litigi coi colleghi. A farsi rapire dalla visione è un film che risulta sfibrante, e privo di scampo morale. Russo ci prova a restare sui binari ma Doyle è un'iradiddio che non sente ragione e quando i francesi proveranno ad ucciderlo scateneranno la sua determinazione animale più profonda. Capisci subito che da quel momento nulla e nessuno potrà frapporsi tra lui e la cattura dei francesi e di tutti gli altri coinvolti in quel traffico. Doyle non è un giustiziere, è proprio uno fatto a modo suo, quasi un gangster ma al servizio della polizia, un uomo che non potrebbe fare altro mestiere e in nessun altro modo.

Tratto da una storia vera, ero impreparato alla cosa e quando ho visto nei titoli di coda le classiche didascalie con i destini a posteriori dei protagonisti non potevo crederci. Qualità di riprese, fotografia ed ogni tecnica cinematografica possibile, non so, penso siano a livelli eccelsi, perché tutto è talmente realistico che non gli ho prestato nemmeno attenzione.

Olimpo senza indugi, poliziesco di riferimento per tutti.

bell'angolo di Marsiglia, caotica e colorata pastello in altre inquadrature, piena di vicoli, proprio un posto da malavita

Russo e Doyle, hanno individuato chi riporterà ai massimi livelli il mercato della droga da quelle parti

questo ed il prossimo frame, sono proprio da Polar...


è un continuo spostarsi per poter portare avanti le trattative, sanno di essere pedinati

Marcel Bozzuffi è Nicoli, il killer marsigliese

se Friedkin ti vuole far vedere uno morto violentemente, lo fa come ritiene debba esser fatto

Nicoli sul treno urbano in sopraelevata, sotto Doyle indemoniato, un ariete, a seguirlo con la macchina fermata dopo fermata

Fernando Rey interpreta il boss marsigliese

"è finita per te marsigliese, quel ciao ciao te lo restituisco, ricordi? ..."

evito spoiler, ma questo finale è stupendo, non puoi credere che Doyle, che pure ormai hai capito che tipo è, possa arrivare a tanto.



19 commenti:

  1. Un filmone davvero.
    Friedkin, del resto, è un iradiddio quanto Popeye.
    L'hai visto, sempre suo e anche meglio di questo, Vivere e morire a Los Angeles?

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  2. ciao mrford! no, mi manca ancora quel film, ovviamente in programma :)

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  3. concordo con mr.james, "vivere e morire a L.A." è immenso.

    ot; caro roby, abbiamo due squadre senz'anima.

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  4. mado' harmo, se al posto delle panchine mettevano ombrelloni e bibitari non avrebbero stonato :(

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  5. ...Certo che è un storia vera, e il protagonista reale ne fu Eddie Egan, che nel film fa il capo di Popeye, quello tarchiato e ticcio con i capelli rossi. Proprio grazie "The French Connection" iniziò una carriera da attore e consulente tecnico per molti film, come anche il suo collega Sonny Grosso, nel film Russo, interpretato da Roy Scheider.
    Furono autori del più grande sequestro di eroina mai effettuato nello stato di N.Y. almeno fino a quel momento, vicenda che praticamente ispirò interamente il film.
    Vedere i due ancora attori in uno dei migliori cloni nati immediatamente nel filone di "The French connection", ovvero "Agente 373, Police Connection"(Badge 373)(Usa'73)di Howard W.Koch, con Robert Duvall, o, in un seguito quasi "apocrifo" del film di Friedkin, prodotto e diretto dal medesimo Philip D'Antoni che produsse "The French Connection",il quale riesce nell'improbo tentativo di infondergli la medesima impronta e lo stesso stile, ovvero "Squadra speciale"(The Seven Ups)(Usa'73), con Roy Scheider che in pratica rifà il personaggio vero di Sonny Grosso. Entrambi contenenti altre due lunghe, sensazionali, grandiose, sequenze d'inseguimento automobilistico. Più il secondo però del primo, sequenza la quale è considerata tra le migliori mai realizzate d'inseguimento automobilistico, e secondo alcuni addirittura superiore, più articolata ed estesa, rispetto a quella celeberrima con Hackman/Popeye e Bozzuffi sulla metropolitana.
    Certo è che uno dei due killer ferocemente inseguiti da Roy Scheider attraverso Manhattan eppoi oltre la 110a addirittura scavallando Central Park direttamentein direzione verso il N.J., è Richard Lynch, e non so se mi spiego.

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  6. Visto e stragoduto. Certo è ridicolo il Popeye che diventa Papà, per l'assurda mania perfezionista di far coincidere il doppiaggio col labiale: al giorno d'oggi lo lascerebbero di sicuro Popeye, ma se all'epoca pensavano di doverlo cambiare avrebbero dovuto scegliere un'immagine un po' più truculenta, fregandosene del labiale (anche se poi, lo sappiamo, di papà truculenti ne esistono fin troppi...)

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  7. film strepitoso. è inutile aggiungere altro.

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  8. uhhhhh! l'ho rivisto l'altra sera… avevi ragione a dire che oggi avresti sconvolto le visioni rispetto al film di ieri! :))))

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  9. napoleone, i 2 sono diventati persino attori!?! ... fantastico, cose davvero d'altri tempi.

    eh zio, è come dici. certo che i nomi propri da sempre non venivano tradotti, chissà perché proprio quello...

    ernest, un salutone! :)

    caro frank, queste sono pietre miliari.

    visto petroliuccia? abbandonata la musica leggera siamo passati direttamente a mussorgsky, ahah!

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  10. Certo, furono proprio loro, è sempre stata prassi di Friedkin, come già avemmo opportunità di parlarne in occasione de "L'Esorcista" e de "Il Salario della paura", di utilizzare veri medici, psichiatri, poliziotti, banditi rapinatori criminali ecc.,in alcuni ruoli -anche antitetici, un pò come ha poi fatto Michael Mann- dei suoi film, o come "consulenti tecnici".
    P.S.: Molto bello il manifesto grande che hai scelto dell'edizione cinematografica spagnola dell'epoca, che come potrete notare è di un'edizione proiettata (laddove la sala era attrezzata), addirittura in una -dev'essere stato splendido- copia stampata in 70 mm...

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  11. pellicola 70mm... era l'HD dei tempi penso.

    einzige, puoi dirlo forte! :)

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  12. Bellissima sequenza del film, implicitamente molto "politica", una delle più politiche dell'intero cinema di Friedkin e non solo, molto più di tante altre di altri film o registi più "celebrate" e/o viste/interpretate come tali, quando il grandioso personaggio Jimmy "Popeye" Doyle durante i suoi interminabili pedinamenti a quel grandissimo irrimedibile pezzo di m. bastardo di Charrièr/Fernando Rey, deve stare fermo battendo sui tacchi dal freddo su di un marciapiedi a mangiarsi un panino con l'hot dog che ti dà ancora più la sensazione di gelo da quanto sarà freddata la senape colante e il ketchup, in una tipica plumbea giornata invernale newyorkese che solo dalla densità del fiato che fuoriesce ai respiri di Gene Hackman sarà di parecchi gradi sotto lo zero, mentre attraverso una scintillante vetrina osserva tra i riflessi delle luci al neon e noi spettatori con lui, i grandi veri criminali della società, Charrièr con il suo fidatissimo killer prezzolato Marcel Bozzuffi fare al caldo e nel lusso più opulento e confortevole un pranzo fastoso in uno dei ristoranti più cari e esclusivi di Manhattan. E il poliziotto Doyle fuori al gelo, per compiere il suo dovere, come a simbolica, potentissima, derisione e sminuimento dell'essere onesti e dell'avere una "missione" morale, più tenacemente o meno portata a termine, ossessivamente e ferocemente come nel caso dell'appunto grandioso personaggio interpretato da Doyle, passando attraverso tutti i vari stadi dell'impotenza e della frustrazione che il sistema è in grado di imporre a ripagazione dell'impegno di simili uomini, fino alla nevrosi e all'annientamento ultimo dell'individuo incorruttibile e indefettibile.

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  13. WOW !!! Film da 5 stelle !
    Gene Hackman ci ha costruito la carriera (grandissima) su questo Film.
    Nel Paradiso dei Film, questo siede alla destra del Padre....

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  14. napoleone, una descrizione grandiosa davvero la tua di quella scena. giù il cappello, a te e a friedkin.

    eh magar, qua siamo in excelsia veramente!

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  15. ...Bellissimi i frame che hai scelto, in particolare quello a Times Square dell'auto di Doyle e Russo mi pare.
    Comunque no, non ci può essere nessuna compassione per Charrièr e i suoi soci, nessuna.
    Vedrai nel quasi altrettanto bello "Il Braccio violento della legge 2"(The French Connection II"(Usa'76)di John Frankenheimer,interamente girato in una splendida Marsiglia e con bravissimi attori francesi come Philippe Leotàrd e Bernard Fressòn,cosa saranno capaci di fargli personalmente al nostro "Popeye" Doyle, Charrièr e soci.

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  16. non avevo previsto di vedere il sequel, ma se ne parli in quel modo.... segno! :)

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  17. Màhh, se vai a vedere solo su internet la media nelle votazioni e nei giudizi da qualche parte è addirittura superiore a quella del primo...! Nell'epoca in cui uscì il seguito di Frankenheimer (fu uno dei primi seguiti a fregiarsi del N°2 in numeri arabi o latini come nell'originale che fosse,fin dal titolo), fu considerato il miglior seguito mai realizzato dopo "Il Padrino Parte II"! Se vai su Rottentomatoes.com che fa un pò la media di tutti i voti su tutti i siti e/o recensioni, almeno fino a qualche tempo fa arrivava a 7,6 su 10, che è tanto.
    Vincent Canby, famosissimo critico del New York Times, lo giudicò superiore al primo, tanto che poi la sua frase fu stampata di lancio su una bellissima versione del manifesto grande rettangolare americano.

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