sabato 23 aprile 2011

Flavia, la monaca musulmana - Flavia, the heretic

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1974, Gianfranco Mingozzi.

Film ispirato alla violentissima "Battaglia di Otranto" (fine sec XV) che portò alla beatificazione di 800 martiri cristiani. La protagonista Flavia Gaetani, che non sono riuscito a capire se è personaggio realmente vissuto o di fantasia, è monaca per imposizione del ricco padre, e vede nell'invasione dei Saraceni una grande opportunità di Vendetta e Giustizia, che porterà a compimento.

Tutta la prima parte del film è un accumulo di odio, un po' come se la vita di Flavia (Florinda Bolkan) e di ciò che la circondava fosse un concentrato di quelle che ai tempi erano le "possibili vite" per le donne, ben sintetizzate da una donna che era riferimento per l'irrequieta Flavia, sorella Agata (Maria Casares): "... o diventiamo suore, o mogli, o puttane". Agata fu una vera rivoluzionaria, pensò persino di diventare papa, e fatalmente folgorò Flavia, che non poteva tollerare il potere totale ed assoluto degli uomini, nemmeno il fatto che la divinità stessa fosse maschile.

Lo sfogo sarà terribile e non conoscerà pietà, né porrà alcun limite alle modalità d'attuazione. Che sia questo di monito anche per chi non regge certe scene.
Se già nella prima parte assistiamo ad alcune scene di violenza (in particolare una "meravigliosa" tortura a morte, ovviamente nei confronti di una donna, e pure una castrazione di un cavallo che m'ha dato dei brividi...) dopo l'invasione se ne vedranno veramente delle belle! Stupri, sodomizzazioni, crocifissioni, squartamenti; violenze veramente di tutti i generi compresi impalamenti. Tutto è girato con un realismo sconcertante ed attuato dai protagonisti come ineluttabile. Era la violenza dei tempi, bisogna farsene una ragione e il film non fa altro che mostrarla, in modo scioccante. Altra cosa che mostra, sempre dopo la conquista dei musulmani che ha il sapore di una liberazione dai cristiani, sono scene di spinto erotismo. E' come se fossero lo sfogo di impulsi a lungo repressi. Anche qua scene che non sono "per tutti".

C'è un curioso "andamento" in questo film. Sembra diviso in "atti", un po' come avviene a teatro. Pur in questa discontinuità, apprensione ed orrore non calano mai, fino alla fine, quando com'è inevitabile i cristiani torneranno a dominare e la povera Flavia dovrà farci i conti, dal momento che ha rifiutato di sposare il capo dei saraceni.

Opera che in giro ha suscitato, e suscita, sentimenti e giudizi assortiti. C'è persino chi lo considera quasi un b-movie.
Per me è un Cult imperdibile!
Il "documentarista" Gianfranco Mingozzi ha tirato fuori dal cilindro, forse nemmeno volendolo ma questo non posso saperlo, uno dei film più ferocemente antireligiosi che abbia visto sinora. E' vero che si rimane particolarmente concentrati sull'imperante maschilismo, che però è esecutore di una violenza diffusa per la quale l'avallo, quando non il mandante, dell'autorità religiosa è determinante. Ci sono speranze per liberarsi da quel giogo? L'illusione saracena si spegnerà presto, e qua c'è la seconda e definitiva stoccata: l'invasore non è meno maschilista e crudele dell'invaso, ha le stesse idee per gestire il potere, usa la religione solo con questo fine.

A Otranto, nel 1480, una mente illuminata, in grado di ragionare con lucidità sul significato di quegli avvenimenti, si sarebbe chiesto: ma fra la religione cristiana e quella islamica, nella sostanza della quotidianità, che differenza c'è?











17 commenti:

  1. uè, chissà cosa ci proporrai domani. :o)
    lo diceva sempre mio nonno: "quando le religioni diventano fanatiche, occhio alle natiche" !

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  2. domani siamo ancora su temi cari alla religio beceris, eheh! una sorpresa...
    nel frattempo seguo il consiglio del nonno, e le natiche le stringo forte! :)

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  3. me lo ricordo questo..nono brutto ,mi pare..ti ho appena mandato la rece..buona pasqua caro minatore..

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  4. "nono brutto"... cioé?!? :D
    grazie e buona pasqua in miniera anche a te

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  5. Ahahah! Oddio Roby non so domani cosa leggeremo!!! Intanto auguri di Buona Pasqua!!! Sei fortissimo!!!

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  6. ah tranquilla Laura, domani è un film divertente :)

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  7. Ciao Roby...auguri di Buona Pasqua !!!
    Dai...non è poi così brutto questo Film....all'epoca ho visto di peggio

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  8. ma che brutto e brutto magar, ahah! è un film incompreso mi sa... :)
    grazie e auguri anche a te!

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  9. Bel film pasquale.Pure io apprezzo molto il film di Mingozzi, specialmente la scena della figliuola nella mucca, pare che il buon Cavallone volesse usare una cosa di questo tipo nel perduto "Maldoror".Comunque film de paura 'sto "Flavia"!Complimenti e auguri!Un saluto

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  10. Ben considerato negli ambienti affini al "di genere", spesso nominato.

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  11. molto interessante... grazie per la segnalazione!!!

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  12. grazie belushi, auguri anche a te e mi fa piacere che apprezzi questo film, ma non ne avrei dovuto dubitare ;-)

    e meritatamente occhio, non credi? è un film veramente originale.

    vai frank! a colpo sicuro :)

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  13. Sta diventato un sito morettian-blasfemo questo. Mi piace ;)

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  14. Vero, film che supera i limiti del genere "conventuale" che tanto andava in voga nei settanta. Coraggioso e disturbante.Recupero doveroso.Grande Robydick!

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  15. ciao alli! ma no dai, faccio solo informazione, ahah! ;-)

    grazie belushi! non sapevo ci fosse il genere "conventuale". devo approfondire :)

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  16. Esiste sì il filone "conventuale" di cui ti posso segnalare piuttosto che l'"ovvio" "Interno di un convento"('80) di Waleryan Borowczyk, in declinazione sessual-demoniaca "L'Altro inferno"('81) dell'ineffabile coppia Bruno Mattei -Claudio Fragasso.
    Bella topa comunque l'androgina Bolkan in questo film dell'altrimenti noto cultore di culi non solo femminili ma comunque dalla brassiana scuola, ovvero il Mingozzi.
    La scena suddetta il Cavallone regista per inciso di cui non ho mai compreso la spropositata sopravvalutazione di cui ha beneficiato da morto, comunque, la scena menzionata la girò comunque, seppur non in "Maldoror" ma nel celeberrimo e considerato -incomprensibilmente- "Spell, dolce mattatoio aka La Donna, la bestia, la virtù"o qualcosa del genere, ora non merita che mi sovvenga nel dettaglio, nella quale l'"attrice esce sanguinolenta e giustamente attonita per non dire di ben oltre, da un quarto di manzo o di cavallo appeso ai ganci di un macello.

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  17. consigli segnati napoleone! :)
    terrò presente anche la roba di Cavallone

    "il Mingozzi" sa molto di espressione meneghina eh! ad ogni modo, un culo è un culo, non aveva torto...

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