domenica 12 febbraio 2012

The Equinox: A Journey Into the Supernatural (aka: Equinox)

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1967, 1970, Dennis Muren, Mark Thomas McGee, Jack Woods.

Questa più che bizzarra pellicola nasce originariamente come cortometraggio, intitolato "The Equinox: A Journey Into the Supernatural", nell'ormai lontano 1967 quando i giovani Dennis Muren (destinato ad entrare nel gotha degli effettisti hollywoodiani con all'attivo una cosa come otto oscar) e Mark Thomas McGee mettono mano al portafoglio per realizzare un piccolo film horror con creature in stop-motion. Il progetto viene a costare 6.500 dollari, ma la cosa più interessante è che la Tonylyn Production, casa di produzione di proporzioni non proprio gigantesche, decide di distribuire il film nelle sale. Fin qui, tutto bene. A questo punto, entra in scena quel vecchio volpone di Jack H.Harris, produttore e distributore ("TheBlob", "4D Man" tra le altre cose) che assume il montatore Jack Woods per girare delle scene aggiuntive necessarie ad allungare il brodo e trasformare il corto in un lungometraggio.

Nel dicembre del 1970 esce così nelle sale "Equinox", dopo una prima al Loop Theatre di Chicago, il prodotto bastardo nato dalle coppie Muren/McGee e Harris/Woods. Dunque, nella pellicola originale, quattro ragazzi (due uomini e due donne, of course) si imbattono in quello strano personaggio del Dr. Waterman (nientemeno che Fritz Lieber, grandissimo scrittore che non ha assolutamente bisogno di presentazioni, ci vorrebbe un pezzo solo per lui, il quale accettò il cameo su consiglio di Forrest J. Ackerman, cioè Mr.Famous Monsters of Filmland, che ve lo dico a fare) durante un picnic; il misterioso dottore è in possesso di un libro che contiene formule e simboli esoterici in grado di evocare demoni e forze oscure da una dimensione parallela. I ragazzi si trovano ben presto nella merda fino al collo quando una serie di creature (animate a passo uno da Jim Danforth, David Allen e dallo stesso Muren) si materializzano nella soleggiata California e tentano di farli fuori. Il girato aggiuntivo di Jack Woods, oltre ad introdurre il personaggio di Asmodeus , un sedicente Ranger in realtà emissario delle forze del male (interpretato dallo stesso Woods, gran marpione, infatti è l'unico ad interagire "sessualmente" con le due ragazze) conta pure la telefonata ricevuta da David (Edward Connell) da parte del professor Waterman, suo insegnante di geologia, che lo prega di raggiungerlo al più presto, motivo per il quale i giovani si recano nella foresta (nella versione Harris/Woods, in quella originale non viene data alcuna spiegazione al viaggio nel bosco).

Il film distribuito nelle sale risulta più lungo di dieci minuti rispetto al progetto iniziale di Muren e McGee, più "agile" e godibile nella sua dimensione "amatoriale", mentre il prodotto di Woods è, per forza di cose, più rivolto verso l'exploitation da drive-in, pur non contenendo materiale scabroso, anzi, il miticoWoods/Asmodeus che digrigna i denti, sbava e ipnotizza le castissime fanciulle nel bosco è visione degna di entrare nell'empireo della demenzialità. Per contro, il girato di Muren e McGee, che costituisce la spina dorsale della pellicola, nonostante la messa in scena dilettantesca, mantiene un'atmosfera minacciosa che, in larga misura, fa perdonare recitazioni cagnesche e ingenuità del plot. Gli amanti della stop motion (come il sottoscritto) non potranno poi non apprezzare il lavoro di Muren, Jim Danforth (successivamente all'opera nel super-cult "Flesh Gordon", 1974 di Ziehm e Benveniste) e David Allen (coadiuvati uncredited da Ralph Rodine, Jim Duron e David Stipes), praticamente i più grandi talenti in seguito operanti in ambito animazione a passo uno, che pagano pegno agli indimenticati pionieri di questa tecnica, cioè Willis O'Brien e Ray Harryhausen, animando una piovra gigante, un simil-King Kong e un demonio alato rosso vermiglio che dovrebbe incarnare il Principe delle Tenebre in persona.

Si, perchè nel notevole epilogo, i due ragazzi sopravvissuti all'ecatombe (il già citato Connell e Barbara Hewitt) per sfuggire a cotanto demonio, si nascondono dietro una grossa lapide raffigurante una croce (sulla quale vi è impresso il nome Hawks), contro la quale il diavolo alato si immola prendendo fuoco. Nell'esplosione che segue la povera Susan perde la vita, mentre David si ritrova a fronteggiare una gigantesca ombra nera che gli fa chiaramente capire che non gli sfuggirà. Finale cupo e senza speranza che aggiunge quel qualcosa in più degno di essere ricordato e non buttato nel macero dei cheapies di fine anni sessanta. Non è poco per un filmetto amatoriale. In molti hanno notato delle somiglianze con il successivo capolavoro di Sam Raimi, "La Casa/The Evil Dead", ma tant'è, le idee sono nell'aria ed in ogni modo il parto Raimi/Cambell rimane capitolo a sè stante nella cinematografia. Quindi, il film è consigliatissimo, che ve lo dico a fare, specialmente nella splendida edizione della Criterion Collection del 2006, che contiene i due cut del film più una vera e propria valanga di extra, dopo un periodo di totale assenza sia dagli schermi Tv che in supporto video (solo negli anni ottanta la label Wizard Video ne curò un'edizione per gli U.S.A reititolata"The Beast").

Il co-regista e sceneggiatore Mark McGee (poi autore degli ineffabili "Bad Girls From Mars""Sorceress") si ispirò al capolavoro assoluto di Jacques Tourneur "Curse of the Demon/Night of the Demon" (1957) durante la stesura dello script. Come assistente alla camere è accreditato Ed Begley Jr. poi attore televisivo e cinematografico. Il grande Fritz Lieber è protagonista di solo quattro scene, dove non profferisce parola alcuna. Per contro si può ascoltare il vocione di Forry Ackerman, nelle scene ambientate all'ospedale psichiatrico, proveniente da un registratore a bobina.

Vabbè, buona visione.
Belushi




























3 commenti:

  1. film veramente assurdo. l'ho visto in v.o. e capito grazie alla rece. sorprendente lo stop-motion con quel budget risicato.
    non so senza Belushi (mito!) in Italia quanti parlerebbero di questi prodotti.

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  2. Mè cojoni, troppa grazia à Robbè...ahahah, comunque la cosa che mi piace molto in questo filmetto è che il materiale aggiunto riesce ad essere più amatoriale e cialtrone del girato dei giovini Muren e McGee. Grande Jack H.Harris.

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  3. Belushi, ce l'hai da potermeli inviare, i vari cut pubblicati -addirittura- dalla Criterion (!)...l'avevo cercato da anni, lo ordinai anche, insieme ad un'edizione in dvd Usa di un altro film stranissimo che conoscerai sicuramente, "Freakmaker (The Mutations)"('74)di Jack Cardiff (!), con Donald Pleasence, quello mi arrivò, questo nisba. Da fare il paio con "Gargoyles"('72) di Bill W.L. Norton/Stan Winston...E' buffo, noi "malati di cinema" alle volte dobbiamo "scegliere", visto il prezzo italiano "medio" di 39E, tra l'ordinare ad esempio, versioni Criterion Collection di film come questo, o,di "Mishima", "The Friends of Eddie Coyle", "Wise Blood", "The Thin Red Line", "Solaris", "Blow-Out", ecc., ecc., ahahahaha! Per noi, pari sono o poco ci manca!
    Di Jim Danforth ti ricordi "Il Pianeta dei Dinosauri"('79)...Era anche uscito in dvd italiano anni fa, in una edizione "cheappissima". Fu premiato con un Saturn Award come Miglior Film SciFi Low-budget.

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