sabato 18 febbraio 2012

¿Qué he hecho yo para merecer esto!! - Che ho fatto io per meritare questo?

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1984, Pedro Almodóvar.

Gloria è sposata con Antonio, un taxista che riesce a imitare la calligrafia di chiunque, è una domestica a ore la cui famiglia è totalmente fuori di testa, vive con la suocera, che si chiude l’acqua frizzante per poterla bere solo lei, ha due figli minorenni, un omosessuale che si prostituisce, e uno spacciatore di droga, la sua migliore amica è una prostituta Crystal, che non va affatto d’accordo con Antonio, l’unica persona che la capisce è una bambina con il dono della telecinesi, maltrattata dalla madre.

Pedro dirige descrivendo una famiglia sui generis, in cui è tutto sulle spalle di Gloria, che nonostante il suo buon cuore deve subire sempre le angherie di suo marito che non ha mai dimenticato un amore, una donna tedesca conosciuta in gioventù, Gloria è una donna incompresa, che deve subire le angherie di un marito violento, si deve occupare della suocera, e dei figli, insomma è nella confusione più totale. Allontanandosi dalle pellicole trasgressive degli esordi, riesce a dirigere una commedia nera un po’ più matura delle precedenti pellicole, protagonista una bravissima Carmen Maura, che riesce ad essere naturale, anche quando si rischia di cadere nel ridicolo.

E’ un film drammatico, che descrive la solitudine di una donna e la sua tristezza, che ricorda molto i film neorealisti italiani, di cui Almodovar è un fan, soprattutto sottolinea il degrado e il dolore che avvolgono i protagonisti.

Il rapporto più importante per Gloria, non sono i figli e le difficoltà che ha in famiglia, ma è con la bambina che ha il dono della telecinesi, insieme riescono a capire il loro dolore, la loro solitudine, e in un certo senso, riescono a rendere più accettabile la loro vita, ma sarà così? Le cose peggiorano quando Antonio picchia Gloria, il giorno in cui deve incontrare la tedesca, per un affare con uno scrittore che può fargli incassare un bel gruzzoletto, ormai stanca del suo egoismo, decide di cominciare a mettere fine ai suoi tormenti, soprattutto quando si vede costretta ad affidare a un dentista il figlio più piccolo che è gay, come fa? Semplice con un cosciotto d’agnello colpisce suo marito alla testa e lui muore stecchito, proprio davanti a lei, è ora che si cominci a vivere davvero in casa, e qui che comincia la sua rivoluzione, per rimettere tutto a posto, ce la farà? In un momento di depressione rischia di lasciarci la pelle gettandosi dal balcone della casa, ma il figlio più piccolo la salva all’ultimo momento, è scappato da quel dentista, perché gli mancava la sua famiglia e soprattutto perché cominciava ad annoiarsi lì.

E’ un Almodòvar ancora lontano dalle vette di Parla con lei, Volver e Tutto su mia madre, ma già si comincia a conoscere il suo marchio di fabbrica, che sarà presente nelle pellicole future che segneranno la sua maturità di autore.

Menzione speciale va a Carmen Maura, attrice feticcio di Almodòvar, tra le scene migliori oltre quella dell’omicidio di Antonio c’è anche l’aiuto che Crystal da a Gloria in denaro, durante una “seduta speciale” in cui deve guardare mentre sta con un cliente, e la scena in cui la bambina grazie al suo dono la aiuta a sistemare la casa.

Una pellicola che è una critica sopra le righe sulla famiglia e un ritratto sentito e doloroso al ruolo della donna.
MAGISTRALE.
ArwenLynch


6 commenti:

  1. il primo film che ho visto di Almodovar ed il mio preferito ad oggi. Un film pieno di idee girato a cento all'ora.

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  2. i capolavori con i quali ho consciuto Pedro sono ancora molto lontani, ma già si capsice subito di che pasta è fatto il nostro, grazie a questo film e all'interpretazione di Carmen Maura, da non perdere ^^

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  3. Concordo con Harmonica: in seguito Pedro si sarà anche affinato e raffinato a livello tecnico e artistico, ma questo film rappresenta un'assoluta Vetta Narrativa. Splendida critica dell'opprimente famiglismo maschilista e della schiavitù del denaro. Incredibile onestà (volutamente ingenua e provocatoriamente surreale) nell'affrontare temi tabù, a cominciare dal tabù numero 1: il ragazzino gay che accetta di stare col dentista, e poi alla fine se ne va via non perché lo consideri un rapporto più turpe di tanti altri codificati dalla normalozzità, ma perché, semplicemente, a stare con quel coglione si annoia. (Dice anche una frase giustissima: "troppo giovane per impegnarmi", ma il bello è che ci arriva lui, non sono genitori o psicologi o preti o tv ad imporglielo...)
    Splendida anche l'idea dell'iguana che nipote e nonna trovano e portano in casa.
    Film sontuosamente Europeo: non lo si sarebbe potuto fare in America (che non è Europa), non lo si sarebbe potuto fare in italiA (che non è Europa)

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  4. Concordo con il post e con i primi commenti, ho comiciato ad andare al cine e ad amare il cine grazie a film come questo ....per me Almodovar è uno dei vertici del cinema, tra alti e bassi amo anche i suoi film recenti.

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  5. purtroppo non sono riuscito a vederlo, però ringrazio recensore e commentatori dei quali mi fido ciecamente!

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  6. Robertino lo devi vedere, quando ho fatto la rassegna alla fabrica piano piano ha iniziato a piacermi e molto ^^

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