martedì 17 aprile 2012

Insan avcisi - Cuore di padre (Due Vite violente)

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1979, Duygu Sagiroglu.

Come forse Belushi si sarà accorto, ho sempre avuto un certo interesse per alcuni titoli di un certo residuale “culto” e non solo autoctono, per gli appassionati più fanatici e “speleologi”, dei più profondi anfratti e recessi della produzione filmica di “genere” e più apertamente “exploitation”, ellenica e turca, degli anni '70. Con ovvia predilezione per il poliziesco d'azione, genere nel quale i rispettivi filoni nazionali, hanno forse prodotto i risultati -in gran parte- più o meno involontariamente “seri”, o passabili.

Ho dunque visto questo film (il sottotitolo italiano “Cuore di padre”, è legato ovviamente ad un aspetto della trama, e fu stranamente mutuato addirittura dal titolo svedese [!])in una sala deserta di un torrido agosto penso del 1979 circa, in un mitico “pidocchietto” che già proiettava i primi film a luci rosse come si diceva all'epoca, il cinema Nuovo di non dico dove, quindi non è forse ancora così interessante come mi possa ricordare. E' un film poliziesco d'azione turco ovviamente degli anni '70, tornatomi alla memoria casualmente scorrendo la lista delle vecchissime vhs ex-nolo in vendita sul sito di, e vedendolo ivi raffigurato con il suo manifesto originale di quando lo vidi, sulla copertina di una video-archeologica cassetta da collezionisti, della mitologica CVR di Prato.

In breve, la trama per come la ricordi o possa rintracciare, tra le rarissime, brevi sinossi disponibili: La polizia turca decide di effettuare un “repulisti” dei trafficanti di droga con la collaborazione della polizia degli Stati Uniti (in quegli anni la Turchia era finita in una “lista nera” del Governo Americano dell'amministrazione Nixon, dei paesi che permettevano o comunque sfruttavano il narcotraffico, da cui si originarono in ritorsione turca all'azione americana fatti molto famosi e spiacevoli come quello di Billy Hayes, così ben narrato nel libro e poi nel film omonimo “Midnight Express” (Fuga di mezzanotte) ('G.B.'78) di Alan Parker), la quale invia un loro agente americano per operare in Turchia con un altro poliziotto del luogo, (Cuneyt Arkin, leggo su internet una delle star del cinema turco d'”exploitation” anni '70); l'americano però è in realtà uno sbirro sporco parte di questo business, con il quale realizza importanti introiti (americani in realtà corrotti e marci, contro il protagonista turco ovviamente integerrimo e incorruttibile). Quando egli lo rivela al suo capo, deve però invece restituire la pistola e il distintivo...... Da qui in poi il film diventa qualcosa come uno dei film d'azione più violenti che abbia mai visto, almeno in quel lontano periodo, e il nostro protagonista incomincerà a prendere -quando è appena più delicato- tutti a a calci in bocca, cominciando proprio dal suo superiore colluso! Si compra un fucile da caccia e dei “proiettili per uccidere i maiali”.

Ricordo ancora in proposito la conversazione tra lui e il venditore:

- "Questi proiettili sono per la caccia dei suini, che cosa hai intenzione di fare con un fucile così, da queste parti?" - "Ce ne sono ancora un po' in giro."

Mi ricordò all'epoca uno scambio di battute “hard-boiled” da film con Charles Bronson, allora furoreggianti.

3 violentissime scene che mi ricordi:

1) il nostro protagonista cattura uno dei “bad-guy” in questo hamam (o bagno turco, adesso si sa cosa vuol dire anche in Italia, purtroppo grazie ai filmetti di Ozpetek), lo imprigiona in una grossa cassa di legno, e quindi mette la cassa tra le fiamme. Il cattivo urla e impreca fino alla fine, mentre calcia dall'interno il box di legno, nel disperato tentativo di uscirne.

2) Sempre il nostro, acciuffa un altro dei cattivoni trafficanti, e lo appende per un piede ad un gancio di metallo di quelli da macellai, questi gli oscilla sopra da un argano. E sotto ha una discarica piena di vetri rotti di finestre, fino a che, calato sempre più dal nostro Bronson ottomano, la sua faccia rimane triturata dai vetri.

3) Infine, avviene la resa dei conti con il cattivissimo americano, il nostro Bronson turcomanno lo lega su un grande tronco, per azionare poi una enorme motosega da ceppi, con la quale non solo taglierà in due il lurido yankee, ma anche l'ancora più enorme ceppo.

Ironia della sorte, i cattivi uccideranno alla fine del film meno dell' anti -eroe protagonista, e sicuramente con metodi molto più semplici.

Napoleone Wilson


3 commenti:

  1. L'exploitation turca non si è fatta mancare nulla, nemmeno le sue personalissime versioni di "Star Wars", "Superman" e "Spiderman", ma che te lo dico a ffare. Mi pare che pure a livello di co-produzione con l'Italia, non siano rimasti indietro, mè cojoni..."I Cult dei Disgraziati"...ahahah

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  2. I Cult dei Disgraziati è un altra rassegna che non mi dimenticherò di seguire. Spero arrivi presto un nuovo shifimust!

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  3. O.K., per il prox. SciFiMust già in programma.

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