martedì 3 aprile 2012

The Last House on the Left - L'ultima casa a sinistra

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1972, Wes Craven.

Quarantennale quest'anno per l'opera prima col super-botto di Wes Craven, il quale poi diventò uno dei registi più importanti dell'horror, autore di altre opere di grandissimo successo che non potranno mancare da queste parti.
Ispirato al capolavoro di Ingmar Bergman "La fontana della vergine" (1959) e, come disse lo stesso Craven, alle immagini provenienti dal Vietnam. Budget ridottissimo, effetti comunque buoni e tanta sostanza. Merita l'Olimpo non fosse altro perché dopo questo i termini di paragone per giudicare la violenza in un film, non solo nel cosiddetto genere "Rape and Revenge", cambiarono radicalmente.

Mari vive in una bella casetta di periferia, in campagna, coi suoi 2 genitori. Mentre questi preparano la festa per il suo 17esimo compleanno, si reca con l'amica Phyllis in città. Nel cercare spacciatori per farsi una canna s'imbattono in 4 balordi violenti che prima le sequestrano (e stuprano Phyllis), poi le portano fuori città per attuare ulteriori loro propositi non propriamente salutistici, e ironia della sorte finiranno proprio vicino alla casa di Mari.
Nessuna ragione particolare in quello che fanno, solo sadismo e volontà di esercitare potere. Impongono a Phyllis di pisciarsi addosso, ad entrambe di avere un rapporto lesbo, poi Phyllis cercherà di fuggire; raggiunta, sarà sbudellata e mutilata ferocemente. Mari, lasciata col più giovane del gruppo, che è anche il meno violento e un tossicodipendente, cercherà di farselo amico per fuggire con lui. Anche lei sarà raggiunta, quindi sfregiata, poi stuprata e infine uccisa, tutto fatto come se andasse semplicemente fatto, senza alcuna remora.
E' trascorso solo poco più di metà film, cosa deve succedere ancora? Succede che i balordi, lavatisi dal sangue fastidiosamente appiccicoso e riabbigliati, andranno a "riposarsi" proprio in casa di Mari, millantandosi come gente semplicemente in panne con l'auto. Qua i genitori, mentre loro dormono, troveranno "casualmente" prove inconfutabili che loro sono gli assassini della figlia. Saranno ospiti all'altezza degli ospitati...

Ho potuto godere di una copia non troppo martoriata dalle censure e "spoilero" così qualche scena. Lo sbudellamento di Phyllis ad opera della ragazza del gruppo che in preda ad una specie di raptus gioca con le sue viscere c'è, anche se di durata ridotta. Non difetta in durata la firma istoriante il delicato petto di Mari, per pennello un coltello, ad opera del sadico Krug, il capo della banda, interpretato da David Hess in modo grandioso. Segue stupro con Krug che sbava sulla guancia (ex)virginale di Mari, ripreso lungamente in primo piano sui visi, purtroppo anche qua la durata è stata inferiore all'originale. Altra visione integrale l'odonto-evirazione ad opera della madre di Mari su uno dei balordi. Insomma: la versione italiana che si riesce a vedere non è delle peggiori in circolazione.

Il bello è che tutte queste scene di violenza sono accompagnate da leggere musiche "folk", definiamole così, che se possono apparire inizialmente fuori contesto in realtà non fanno che accentuare l'efferatezza di quanto avviene. I 2 poliziotti del sobborgo, che arriveranno troppo tardi per motivi vari, saranno persino protagonisti di diversi siparietti comici. E' un film che fa di tutto per evidenziare i contrasti tra una vita serena e la violenza che può esplodere anche senza ragione. L'inizio è fin bucolico, con quelle paperelle nello stagno. Quando Mari esce di casa il padre che legge il giornale dice che "... non c'è nulla di nuovo, i soliti morti, violenze..." e non è strano, perché giornali e tv a lungo andare fanno apparire vicende di quel genere come usuali, sempre che appunto riguardino altri...

Il realismo complessivo, ottenuto anche con una parte delle riprese volutamente mosse e confuse, lo fanno apparire a tratti quasi come un mockumentary. "It's only a movie" insiste sulla locandina, ma è una frase che risulta avere un doppio senso affatto tranquillizzante: vuole anzitutto (falsamente) coprire la sensazione detta, solo che così facendo accentua ulteriormente la curiosità morbosa dello spettatore, curiosità che non resterà delusa.

Partendo come idea, si diceva, da un capolavoro di Ingmar Bergman, numerosi furono poi i film che da "L'ultima casa a sinistra" trassero spunto. Per citarne qualcuno, non può mancare l'ottimo "L'ultimo treno della notte" (1975) di Aldo Lado, la cui ispirazione è esplicita e dichiarata così come l'espediente narrativo. Obbligatoria citazione anche per "Non violentate Jennifer" (1978) di Meir Zarchi, film che persino supera questo in termini di violenza e dove autrice della vendetta, questa un'importante differenza, è la vittima stessa imprudentemente lasciata viva dai balordi di turno. Renderndo omaggio con l'occasione a David Hess, cantautore americano recentemente scomparso che nel cinema è diventato un riconosciuto e apprezzato caratterista in questi generi, cito anche lo splendido "Autostop rosso sangue" (1976) di Pasquale Festa Campanile, film diverso e comunque molto affine a questo.

Horror non estremo per quel che si vede, anche a causa dei tagli imposti, ma certamente estremo per il turbamento che provoca.
Visione imperativa e categorica, forse non per tutti.
Robydick



























11 commenti:

  1. ne ho parlato da me quando ho fatto la rassegna a Craven, so che la versione originale è + lunga rispetto a quella italiana, che è stata accorciata a che Craven negli anni ha disconosciuto l'opera non riconoscendola come sua per via di certe beghe legali legate alla censura dell'epoca, però come horror spacca in due eh? XD

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  2. "spacca" decisamente, nonostante i tagli :)

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  3. "spacca" adesso figuriamoci che botta deve essere stata quando uscì.Io ne ho visto probabilmente una versione tagliata in dvd ma dovrei indagare meglio.

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  4. bradipo, mi pare la tua un'osservazione assolutamente sensata.

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  5. Io ho a casa la copia trovata su una rivista horror di cui al momento non rammento il nome.
    Immagino sia una versione abbastanza martoriata, dal momento che ero caduta addormentata durante la visione, risvegliata poi verso la fine dal rumore, mi pare, di una motosega brandita dai genitori della vittima.
    Dovrei rivederlo, magari con un po' più di attenzione e una copia migliore della pellicola!

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  6. bho.... ma quante versioni ci sono di questo film in italiano? babol, quella che ho visto io non mi pare dia margine d'addormentarsi nonostante qualche taglio... non so

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  7. Màh, io non capisco proprio che edizioni andate dicendo o abbiate visto. Quella con il ridicolissimo cartello da maggioranza silenziosa apposto da Roby in uno dei frame sembrerebbe quella della Fidia cinematografica, distributrice del film all'epoca. Ma fin dal 2004, l'edizione italiana è stata distribuita rispetto all'edizione assolutamente integrale, nel doppio dvd "Collector's Edition" della RaroVideo/Nocturno. Perciò...
    "Last House on the Left" fu tacciato al momento della sua uscita italiana di essere un film fascista e fortemente reazionario, ovviamente direi, dati gli anni di critica militante e iper -ideologizzata.
    Tullio Kezich addirittura terminava la sua recensione così: -"[...] ecco qui un altro film che non mancherà di poter far trascorrere una bella serata al cinema all'On. Almirante ed ai suoi amici picchiatori."

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  8. gran film. ora non puoi perderti la casa sperduta nel parco, che a me è piaciuto mooolto!

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  9. perciò Napoleone, si corre a fare acquisti! :)

    certo gus, provvederò ;)

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  10. beh è un po' una trashata devo dire, il cartello iniziale è uno dei momenti più esilaranti (peraltro dubito che sia vero). Inoltre il film fu girato da Craven in maniera così cruda e violenta un po' per "reazione" all'ambiente di religiosità bigotta in cui i suoi genitori l'avevano cresciuto (Wes ne parla in un'intervista contenuta negli extra di non mi ricordo quale dvd, forse Nightmare...); ha i suoi momenti comunque.

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