mercoledì 29 agosto 2012

Les Triplettes de Belleville - Appuntamento a Belleville

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2003, Sylvain Chomet.

Trama da wikiNella prima sequenza vengono introdotte le Triplettes (Violette, Blanche e Rose, i cui nomi richiamano i colori della bandiera francese), un trio di cantanti degli anni trenta, nella parodia di uno spettacolo dei loro tempi d'oro, assieme alle caricature di Django Reinhardt, Josephine Baker e Fred Astaire. Il filmato termina, e la storia ritorna su Madame Souza, una vecchia signora che alleva da sola il nipote Champion.
Nonostante tutti gli sforzi di Madame Souza il piccolo Champion cresce infelice. Ella dapprima gli dona un cucciolo di cane, Bruno, poi un triciclo. Solo questo pare dare gioia a Champion, che, crescendo, si appassiona al ciclismo a tal punto da guadagnarsi la partecipazione al Tour de France.
Durante la gara, Champion viene rapito assieme ad altri due concorrenti e portato oltremare, nella immaginaria città di Belleville (questa è rappresentata come un incrocio tra Parigi, Montreal e New York e gli abitanti stessi appaiono stereotipi caricaturali degli americani degli anni cinquanta). Champion è stato rapito da una banda di gangster, intenzionata a sfruttarlo in un giro di scommesse clandestine, obbligandolo a pedalare su una macchinario che simula una gara ciclistica assieme ai suoi sfortunati colleghi.
Madame Souza insegue i rapitori assieme al cane Bruno con mezzi di fortuna (un pedalò a noleggio) e giunge alfine nella città determinata a ritrovare il nipote. A Belleville incontra le Triplettes, oggi invecchiate e decrepite ma ancora attive e con il loro aiuto riesce a liberare il nipote dalle grinfie della banda. Fuggono tutti con l'intero macchinario, spinto purtroppo da solo due dei ciclisti e una delle "Triplette", e riescono a sgominare i cattivi che li inseguono, e finalmente a lasciare la città.


Visto oggi dopo "L'illusionista" (2010), non c'è proprio da stupirsi che sia venuto proprio da Sylvain Chomet quello splendido omaggio a Jacques Tati. Già è più che presente qua, sia con la riproduzione di scene di "Jour de fete" (1947) che con una locandina, più volte mostrata, di "Mon Oncle" (1958). Tutto il film in realtà è pieno, fin all'eccesso secondo me, di omaggi e caricature. Più se ne sanno, più ci si stupirà di vedere personaggi come Fausto Coppi, Eddy Merckx, il già citato Jacques Tati, poi richiami vari all'animazione che fu... e sussulti compiaciuto, come quando mi sono sorpreso a vedere suonare, animato in modo inequivocabile, Bach da parte di un mio mito, Glenn Gould.

In eccesso citazioni/omaggi, dicevo, perché poi tutti questi "stupori" rischiano di occultare una storia carina, poetica e anche di fantasia originale. La mala francese che in una specie di New York "francesizzata" organizza un traffico umano di ciclisti per corse clandestine è qualcosa che, stavolta per il film in sé, stupisce non poco. Divertentissimo vedere una vecchietta delle triplettes andare apparentemente a pescare con tanto di seggiolino legato sul sedere per poi lanciare una granata nello stagno e riempire un retino dalla pioggia di rane che ne consegue. Presente il tema tanto caro a Tati, quello della modernità un po' fine a sé stessa, in diverse gag con il cane Bruno quasi a fare il Monsieur Hulot della situazione: la casetta di nonna e nipote è talmente invasa dalla città che cresce senza ritegno tanto da piegarne la cima in favore di un viadotto ferroviario; le Triplettes sono orgogliose dei loro elettrodomestici al punto da baciarli ed accarezzarli con affetto pur non facendone uso, anzi, usandoli come strumenti musicali invece che per la loro primaria funzione; il riverente e snob maitre di un locale si curva e piega al punto di riuscire a guardare le cose al contrario pur essere in postura eretta, con un sorriso plastificato sempre in faccia; le rane che escono dai piatti pure essendo, in teoria, cotte, danno un forte senso di orrore, quasi cannibalesco, a quel pasto che viene mostrato; i gorilla dei gangster sono grossi come armadi? e con la forma di armadi squadrati vengono rappresentati.

L'omaggio principale è comunque rivolto alla sua Francia e ad uno sport, il ciclismo, ultimamente martoriato dal doping. Le scene dello sfiancante allenamento notturno sotto la pioggia sono tra le più belle e in questo senso i disegni molto retrò fanno da ulteriore cassa di risonanza. Uno sport d'immensa fatica e sacrificio che Oltralpe ha sempre avuto un'infinità di estimatori, recentemente rovinato dal business. In fondo, quei medici e squadre sportive che esigono dai ciclisti di fare uso di Epo, non si comportano come quei curiosi gangster di questo film?

Molto carino e consigliato.
Robydick































9 commenti:

  1. adoro questo film!!! è delizioso :)

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  2. ciao Hob! :)

    oggi giornata leggera, ne abbiamo trascorse diverse un po' pesantucce

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  3. Grande film! Uno degli ultimi capolavori dell'animazione in 2D ! :)

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    1. Sempre sia lodata l'animazione 2D. Tranne rare e veramente artistiche eccezioni non capisco proprio a chi possa piacere davvero più un film d'animazione interamente 3D, come per fare l'ultimo esempio in ordine temporale, "Madagascar 3", con film come questo in oggetto o "Yellow Submarine", e lo cito perché rivisto recentissimamente in Blu-ray.

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  4. ciao Nick, fa piacere vedere questo film apprezzato :)

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    1. Beh! Sai che quando posso passo sempre, siete voialtri che non passate mai da me! Lol :P XD XD :P

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    2. scusa Nick, nulla di personale, davvero. solo che faccio fatica a leggere persino il mio di blog da un po' di tempo...

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  5. e i colori retrò? che belli sono? ahah fantastico il cane bruno che abbaia alla faerrovia! Complimentissimi per il tuo scritto roby, un bacione!

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  6. ciao Glo! grazie, un bacione anche a te :**

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