domenica 12 agosto 2012

Poliziotto Superpiù - Super Snooper

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1980, Sergio Corbucci.

"Napoleone Wilson": Voglio essere Veloce come David quando sarò grande.
Vidi questo film al cinema con mio padre, nell'oramai lontanissimo novembre del 1980 al cinema Italia, in C.so Italia, nella piccola e cagatina città di Pisa. Dove da quasi vent'anni adesso c'è, indovinate un po', sì non ci vuole molto, un negozio della Benetton.

Non ebbi dunque ad averlo visto solitariamente in televisione, negli anni successivi durante i tantissimi passaggi che ha avuto e continua ad a avere ogni anno.

Poliziotto Superpiù” fu un altro dei tanti successi personali di Sergio Corbucci, -non solamente di Terence Hill-, persino in un paese nel quale la coppia Spencer-Hill non è che avesse mai riscosso granchè interesse, come la Gran Bretagna, con il titolo “Super Snooper”.


Il poliziotto interpretato da Hill, piuttosto stupidotto, come dice proprio il grande Ernest Borgnine nel film, riscosse successo anche negli Stati Uniti, con il titolo Super Fuzz” , e anche là è tutt'ora un film che viene programmato spesso, su canali come l' HBO.

Hill aveva anche provato a sfondare negli anni precedenti nel cinema americano, con due film da protagonista prodotti dalla 20th Century Fox: “La Bandera: Marcia o muori”(La Bandera: March or Die)('77) di Dick Richards, con anche Gene Hackman e Catherine Deneuve, e “Mr. Miliardo”(Mister Billion) ('77) di Jonathan Kaplan, con Valerie Perrine, e il solito, magnifico Jackie Gleason, ed entrambi mi piacciono pure parecchio. Entrambi furono però degli eminenti insuccessi, sul mercato statunitense, e la carriera americana di Hill finì lì.

Uno dei motivi in cui certamente è depositato il successo di “Poliziotto Superpiù” è nella colonna sonora difficilmente dimenticabile dei F.lli Carmelo e Michelangelo La Bionda, famosi all'epoca per i loro successi Disco, i quali sostituirono con un altro successo i consueti e bravissimi, gli Oliver Onions-F.lli De Angelis.
Tutt'oggi, il tema cantato sui titoli di testa del film, “Super Snooper”, è remixato e campionato in discoteca.

Praticamente, nessuno che abbia avuto almeno 6 anni nell'Italia del 1980,non ha visto almeno una volta questo film. Il che non è sorprendente, visto che all'epoca i film con la coppia Spencer -Hill, ma anche da soli come qui (questo fu comunque il più grande riscontro commerciale mai raggiunto solamente da Hill, e nello stesso biennio '79-'80 anche Spencer da solo coglieva due grossi successi commerciali con “Uno Sceriffo extraterrestre, poco extra...E molto terrestre”, e il suo seguito “Chissà perchè, capitano tutte a me!” con Barry Guffey, il bambino di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg, uscito in Italia non molto tempo prima) raggiungevano ed erano visti in massa da tutti gli undicenni. Basti pensare che uno dei più grandi successi in assoluto del fortunatissimo duo, sarebbe stato l'anno dopo, il 1981 (dieci anni dopo i primi enormi successi di coppia con “Lo Chiamavano Trinità”, e “Continuavano a chiamarlo Trinità”), con “Chi trova un amico, trova un tesoro”, diretto anch'egli dall'infallibile Sergio Corbucci, e il cui brano principale del commento musicale, dall'enorme successo anch'esso "Moovin 'Cruisin'”, eseguito dai “The Fantastic Oceans”, venne composto ancora dai F.lli La Bionda.

Questo era quel che passava il cinema per ragazzi di successo nel 1980, appunto un mare, un”oceano” di differenza con i successi per ragazzi di oggi pieni di simbolismi e tenebrosità surrogate alla “Harry Potter” o alla “Twilight” tanto per non fare i soliti nomi. I quali al confronto sono solamente e intrinsecamente così tristi e pateticamente tediosi, senza fondamentalmente niente che colpisca o sia degno di ricordare, tranne i troppi buchi delle scemeggiature sempre stucchevolmente adrenaliniche, e i miliardi spesi per l'automatico 3D. Volete metter avere avuto Terence Hill, ??iconico come il super veloce David del film, un uomo che guadagna alcuni poteri troppo belli per ogni undicenne, dopo essere stato esposto al fall-out radiottivo di un razzo, durante un test nucleare lanciato proprio dal bel governo degli Stati Uniti.

Le parole probabilmente non potranno mai esprimere veramente come e quanto profondamente questo film sia stato amato da ogni bambino e ragazzino più grande, in quel periodo e per sempre, e rende felici il poter dire cche mi piace, ci piace ancora oggi, tanto quanto lo fu tanti tanti anni fa. Questo significa che il film è invecchiato bene, o che il mio gusto per il cinema ha semplicemente smesso di crescere troppi anni fa? Nessuno potrà mai saperlo, io soprattutto, non lo voglio sapere.

Come detto, all'amabile e un po' tonto poliziotto David viene conferita una super velocità, oltre a tutto uno stuolo di super poteri incredibilmente graziosi e piacevoli, ma un po' innocui per essere la conseguenza di un'esposizione a delle mortali radiazioni. Ah, gli anni '80.

E mentre egli può catturare e fermare i proiettili con i denti con pochi danni alle sue corone e può facilmente prevedere la comparsa improvvisa di elefante nel panorama urbano, nessuno crede veramente che uno stolto e “frolloccone” come David abbia queste meravigliosamente bizzarre capacità. Anche quando sopravvive alla ripetuta caduta da una finestra e fugge dal letto dell'ospedale dove era ingessato e immobilizzato, fasciato come l'uomo invisibile, perfettamente rinsaldatosi dopo essersi rotto tutte le ossa del proprio corpo, quelli intorno a lui rifiutano assolutamente di riconoscere il suo dono.

Per essere onesti, ogni volta che tenta di dimostrare i suddetti poteri alle persone che gli sono vicine, o amici personali, incontra sempre il colore rosso, che è essenzialmente la sua versione della kryptonite di Superman. Dopo essere venuto a patti con questa sua afflizione, David si aggira per alla città in lotta contro la criminalità e dimostrando le sue nuove abilità a chiunque capiti di inciampare nella scena. E da qui in poi non si invecchia. Mai.

Tuttavia, c'è qualcosa che assomiglia ad una storia casualmente imbattutasi e avvolta in questo concetto demenziale, anche se non è quasi fredda come l'espediente sul quale essenzialmente si svolge il film. Vedete, un boss mafioso di nome Mr. Torpedo (interpretato da Marc Lawrence, uno dei più grandi caratteristi americani nei ruoli di gangster fin dagli anni della Hollywood classica. Prenderà parte ad altre produzioni italiane di questo tipo girate negli States, ad esempio in un medesimo ruolo di tal Salvatore Licuti nel successivo “Cane & Gatto” ['83] , con l'insolita ma funzionalissima coppia Bud Spencer e Terence Hill, diretti dal fratello Bruno Corbucci. Irresistibile tema musicale sempre composto dai F.lli La Bionda) contraffa banconote da un dollaro che trasporta all'interno di casse spedite di pesce congelato, alimentando un consolidato traffico di valuta falsa. Il nostro “Speeder David” decide di indagare, mettendo il suo partner e superiore Sergente Will in difficoltà, e venendo in definitiva incolpato ovviamente in maniera ingiusta per il suo omicidio, per cui è costretto a fuggire (durante l'esecuzione mediante sedia elettrica, in una sequenza demenziale come poche) e a far sparire le sue tracce per ristabilire la verità e assicurare alla giustizia i veri colpevoli. Questo è il film in poche parole.

E' bello che si sia anche tentato da qualche parte di costruire una trama, ma sarei anche stato altrettanto soddisfatto solo ad osservare le “passeggiate” a grande velocità, superando le macchine in autostrada, di David giro per la città, usando i suoi poteri per catturare i ladri e chissà cos'altro. Cosa posso dire? In questo (battito di tosse) petto virile batte il cuore di un bambino di sette anni, o di un ragazzino di non più di dodici, uno che sorride ancora con un sorriso vagamente storpiato dalle schifezze e dai drammi della vita adulta, ogni volta che la mente riesce ancora a vagargli verso questo film gloriosamente stupido. La giusta e appropriata semplicità che si può ottenere, oggi è un concetto abbastanza lontano e non solo nel cinema, nel caso in cui non lo abbiate notato.

E non è da commettere un errore, su un film come questo: “Poliziotto Superpiù” è brutalmente semplice. Se il film non fosse stato interpretato e “guidato” da un carismatico Terence Hill (di lì a due-tre anni farà anche il suo esordio da regista, con la sua sgangherata e strampalatissima versione all'“americana” di “Don Camillo” [The World of Don Camillo] ['83] ), il tutto sarebbe caduto non oltre cinque minuti dopo quei titoli di testa così gloriosamente elettronici e anni '80, ma lui è il proverbiale collante che tiene insieme questo quadro altrimenti insormontabilmente scemotto. L'azione è piuttosto debole, la parte di commedia è probabilmente ancora più debole, e le prestazioni attoriali sono fondamentalmente ciò che vi aspettereste da questo tipo di produzione. Fortunatamente però, Hill riesce a fornire divertimento sufficiente a tenervi lì a guardare il film per tutta la durata, anche se magari vi trovate a profferire casuali oscenità all'indirizzo dello schermo mentre lo state guardando.



E se invece qualcuno vuol dubitare delle mie immortali parole, eccovi la presenza e come detto la motivazione primaria di questa recensione a cui è dedicata: Ernest Borgnine (Hamden, 24 gennaio 1917Los Angeles, 8 luglio 2012) . Il suo ruolo come Sergente Willy Dunlop è la sostanza della situazione stessa, in quanto egli aveva interpretato già molti ruoli un po' zoppi in altre commedie anni '70, -qui addirittura nello stesso periodo in cui avrebbe interpretato due dei suoi tantissimi personaggi (tra televisione e cinema ha raggiunto una filmografia di ca. 180 titoli!) più memorabili e rappresentativi della sua filmografia per gli anni '80: Cabbie in “Escape from New York” di Carpenter e il padre-padrone degli Ittiti in “Benedizione mortale”(Deadly Blessing) di Wes Craven, l'anno successivo-. molto al di sotto del suo grande talento e carisma come attore. Detto questo, il film non si prende mai abbastanza sul serio da giustificare chissà quali raffinate considerazioni sulla sintonia degli attori con i loro ruoli o alle singole interpretazioni del cast, così come aspettarsi qualcosa di profondo e significativo sarebbe un esercizio di delirio. Una lucido, ben congegnata commedia con picchi di comicità, certamente non lo è.


Abbastanza sorprendentemente,dopo la versione in dvd pubblicata dalla Stormovie nel 2004, come molti dei film in coppia o singolarmente, di Hill e Spencer, è stata recentemente pubblicata anche una versione widescreen del film su dvd R1. La cosa può apparire anche stupefacente, ma c'è da pensare che il film come altri della coppia Hill-Spencer, fu distribuito nel mondo dalla Columbia Pictures.

Onestamente, non so che altro dire su “Poliziotto Superpiù” che non sia stato già detto e scritto non solamente per la sue legioni di devoti fan dei siti ufficiali, ma anche nei migliori siti italiani di cinema come Il Davinotti, sempre molto prezioso e insostituibile per informazioni e curiosità. Finché non vi aspettate molto da esso, è probabile che per un'ora e quaranta ca. (è anche abbastanza lungo, lo so!) potrà riuscire a distruggere tutte le mediocrità e le piccole grandi tristezze e angosce di una porca vita adulta, soprattutto se all'inizio degli anni '80, c'eravate anche voi. Voglio dire, cosa ci si può onestamente aspettare da un film che trova il suo eroe protagonista ottenere dei poteri sovrumani durante il tentativo di consegnare il verbale di una multa per un parcheggio ad un indiano tribale, nelle paludi delle Everglades (ambientazione americana della Florida iniziata tre anni prima con il mitico film del duo “Due Superpiedi quasi piatti” ['77] diretti ancora dall'esperto E.B. Clucher [Enzo Barboni])? Terence Hill rende “Poliziotto Superpiù” e le sue immedicabili stupidità, grazie al suo sorriso sornione e alla sua solita impersonificazione di un finto nottolone (o “frolloccone” come gli dice spesso la perfetta spalla Ernest Borgnine), quello che altrimenti non sarebbe mai stato, cioè un film che in così tanti ci ricorderemo assolutamente per sempre.

E sapete una cosa? Non mi vergogno a rimarcare di ammettere che questo è ancora uno dei film per ragazzi di quel periodo che preferisco. La sua gradevolezza non è scemata neanche un pò. Il piacere personale riposto per questo film è un poco infantile? Forse. Mette in una qualche forma di “rischiosità” anche i miei ben altri pareri su ben diverse tipologie di film ? Bèh, non proprio. Uno sguardo ai film che più ho apprezzato tra le miriadi che vedo da ogni fonte e di ogni genere, nel corso dell'anno passato dovrebbe potervi dare una buona idea di cosa potersi oramai aspettare da me. Qui come in altri lidi, cartacei o meno, famosi come pure meno che no.

Ma in sostanza, seppur già più che adulto, anche“Poliziotto Superpiù” mi ha cinematograficamente reso quello che sono oggi.

Sal Borgese, che qui interpreta il goffo scagnozzo Paradise,è doppiato dall'indimenticato Gigi "Filini" Reder.

E ovviamente, insieme a Borgese nella parte di un altro scagnozzo dall'inconfondibile faccia, c'è l'altra presenza fissa dei film di Hill e Spencer. Il grosso ma agile caratterista e stunt preso a schiaffoni e cazzotti in così tante scazzottate, Claudio Ruffini.
Napoleone Wilson


4 commenti:

  1. è vero, questo era il cinema per quelli che sono stati ragazzi a fine anni '70 e inizi anni '80. Anzi, Napoleone, sai una cosa? Io tanti film loro li ho visti dopo la Messa delle 10 e 30 della domenica mattina nel cinema parrocchiale, mio appuntamento fisso non so per quante domeniche...mi fecero fare una cultura pure su Godzilla...quello d'annata però....

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  2. Ma che nun l'ha visto nessuno 'sto Corbucci d'annata? Ma che cazzo. Tutta la vita Bud, Sergio, Ernest e Terence e oltre, mè cojoni.

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  3. ahoooo, e famme torna' a casa no? :)
    qua di Bud e Terence nun ce faremo manca' nulla, so' pure 'r nostro marchio de famiglia, e ho detto tutto.

    certo, oggi giornata di commemorazioni eh...

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  4. Davvero Belushi, grazie...Sottoscrivo ciò che dici e senti, ..."Tutta la vita".

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