sabato 25 agosto 2012

Curse of the Fly - La maledizione della Mosca

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1965, Don Sharp.

Trama senza spoiler da wiki: A distanza di sei anni dal precedente capitolo, disintegrazione e reintegrazione vengono ora definiti teletrasporto (il termine non veniva mai nominato nei due precedenti film). Ormai, dunque, ad essere teletrasportati sono soltanto gli esseri umani e i Delambre, Henri (si tratta sicuramente del fratello di Philippe, bambino all'epoca degli esperimenti del padre Andrè, ma protagonista dei fatti del seguito del 1959) e i suoi figli Martin e Albert, hanno capito che gli esperimenti è bene condurli tra un continente e l'altro e non più solo tra una stanza e l'altra del laboratorio. Ecco quindi che Henri viaggia un paio di volte andata e ritorno tra i laboratori del Québec e di Londra. Nel frattempo Martin sposa una donna che raccoglie per strada evasa da un manicomio. Ma la legge è in agguato, i fatti del nonno e dello zio non sono stati dimenticati e i protagonisti, in fuga, faranno una brutta fine.

Terzo ed ultimo capitolo de "La trilogia della Mosca" o "Trilogia del dottor K.", chiamatela come preferite. Stavolta diretto e prodotto in Inghilterra, dopo 6 anni dal non entusiasmante secondo episodio "The Return of the Fly - La vendetta del dottor K." (1959, Edward Bernds). Il capolavoro capostipite, "The Fly - L'esperimento del dottor K." (1958, Kurt Neumann), rimane inarrivabile, ma qua le cose migliorano parecchio rispetto al primo sequel.

L'incipit con la fuga in intimo di Patricia (Carole Gray, proprio un bel vedere) dal manicomio mette l'acquolina, ma non dimentichiamoci che siamo nel 1965, un po' presto per vedere nudi nell'horror. Ottima comunque l'idea di far incontrare lei con Martin Delambre, verrà fuori una coppia ai confini della legge interessante (persino bigamia per lui) e un buon pretesto per mettere i 2 in condizione di legittimare il non-aprirsi reciprocamente; tener dei segreti è importante, anche ai fini della trama. Recitazioni oneste e credibili, ancora bianco e nero ma di qualità decisamente più elevata, trucco con abbondante plastica comunque sufficiente per la bisogna. Sola nota davvero patetica, che oggi strappa persino un sorriso, i 2 domestici di fiducia "cinesi" in realtà interpretati da attori occidentali che scimmiottano il peggio degli stereotipi dell'epoca sugli orientali, ma perdoniamolo pure, era una forma di "razzismo" talmente diffusa da non essere percepita.

C'è l'evoluzione naturale della tecnica, e finalmente il teletrasporto viaggia tra continenti. Aspetto che poteva permettere maggior "ariosità" geografica, ma non c'è vicenda alcuna che interagisca con la società inglese,  dove tutto avviene solo in interno, mentre in Canada ci sono anche di mezzo poliziotti, una dottoressa, altra gente insomma. Poteva essere uno spunto in più, la "internazionalizzazione" in realtà non si realizza.
Si realizza invece un'evoluzione in alto della tensione. I mostri non hanno più sembianze di mosca, e sono più d'uno, vittime a vario titolo delle radiazioni fuori controllo del dispositivo, alcuni con deformità tali da richiederne l'internazione in quella casa dei Delambre che sembra come l'antico Cottolengo. Mostri che vogliono vendicarsi, altri mostri che si genereranno in un maldestro teletrasporto che ne conterrà 2 fusi tra loro in una massa indefinibile. Mosche non ce ne sono quindi, se non in alcune crisi di Martin in modo occulto quando la sua pella squama con propagini che hanno del cheratinoso, in compenso come detto c'è di peggio. E piace.

Finale davvero estremo, vietato rivelarlo anche se è forse il pezzo più forte del film. Ricorda un po' il gatto del primo episodio, e la domanda ancora adesso, dopo la fine dei 3 film, rimane la stessa: che fine ha fatto il gatto?

A presto sull'argomento: la prossima Mosca che affronteremo è quella del 1986 di David Cronenberg. Anticipo trattarsi di un capolavoro per il quale "remake" è termine riduttivo se non improprio, anche perché ha preso non solo dal primo, ma da tutta la trilogia, ampliando e perfezionando da par suo. Ne parleremo...
Robydick



























3 commenti:

  1. si condivido, è riduttivo parlare di remake con il film di cronenberg, cercherò di recuperare questi film :)

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  2. parleremo di Cronenberg... questa trilogia, a parte l'essere storica, aiuta ancora di più ad apprezzarlo

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  3. Non male.Visto anche al Festival del Cinema di Fantascienza di Trieste degli anni '70, in retrospettiva su pellicola.

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