sabato 14 febbraio 2009

The girl next door

2

2007, Gregory Wilson.

Se qualcuno avesse solo immaginato una storia simile allora potremmo dire che stiamo parlando di un horror, sadico certo, frustrante, ben girato senza scadere nello splatterismo osceno.
Invece questo film è tratto da un romanzo a sua volta ispirato da una storia realmente accaduta ad Indianapolis nel 1965 e questo rende il tutto estremamente sconvolgente! Sconvolgente quello che viene fatto alle 2 ragazze, ad una in particolare.
Riporto da questo sito:
"Indianapolis, 26 ottobre 1965.
La polizia locale riceve una strana telefonata da un ragazzino che prova a camuffare la sua voce fingendosi adulto. Viene così indicato un indirizzo dove successivamente verrà rinvenuto il cadavere della sfortunata sedicenne Sylvia Marie Likens. L'elenco di ciò che è stato riscontrato durante l'autopsia è spaventoso: oltre 100 bruciature di sigarette, decine di ustioni causate da fiammiferi; intere parti del corpo (magrissimo e disidratato) scuoiate. Le era stato inciso con una lama il numero 3 sul petto e nel basso ventre le era stata cesellata la scritta "I'M A PROSTITUTE AND PROUD OF IT!" - "Sono una prostituta e fiera di esserlo".
Le indagini furono brevi e portarono all'arresto di una donna, separata dal marito e madre di quattro figli, cui venne data in custodia Sylvia e sua sorella minore Meg (poliomelitica). Il nome dell'aguzzina era Gertrude Baniszewski di anni 37, afflitta da turbe mentali e problemi di alcolismo. I suoi problemi non le impedirono però di soggiogare totalmente le due ragazzine e diversi altri giovanissimi tra gli 11 ed i 13 anni che diventarono suoi complici durante le torture nello scantinato (come ben rappresentato anche nel film).

Nel settembre del 1985 Gertrude Baniszewski fu rilasciata sulla parola. Cambiò il suo nome in Nadine Van Fossan e andò a vivere in Iowa fino al giugno 1990, anno in cui morì di cancro dopo lunghe sofferenze fisiche (giustizia divina?)."

Nel film le cose vanno in modo leggermente differente, ma la sostanza è la medesima.
Al di là della donna pazza, molto da pensare lo danno i ragazzi che con relativa calma partecipano agli "spettacoli" che questa organizza tormentando la vittima.
E' quasi triste dire che il film, molto ben fatto, merita d'essere visto. A volte perdiamo la consapevolezza di come può finire in basso l'umanità delle persone e questa storia aiuta a mantenere la mente vigile.

2 commenti:

  1. l'ho visto.. l'aveva citato Napo nei commenti alla rece di The woman.

    Uno pensa, vorrebbe, spera che certe cose fossero solo film..

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  2. dici bene caro Gus... e al solito la realtà supera le fantasie.

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