domenica 1 febbraio 2009

Lo zio di Brooklyn

5

1995, Daniele Ciprì, Franco Maresco.

Primo film della nota coppia di Cinico TV.
Immediatamente si viene accolti dal freak di turno che si cava l'occhio di vetro. Un modo "elegante" per informare lo spettatore che farebbe bene a chiudere un occhio durante la visione? Forse, ma subito il contadino che prostituisce il suo mulo a clienti bipedi potrebbe suggerire di chiuderli entrambi, o meglio di tenerli bene aperti perché l'incipit è garanzia di orripilanze che potrebbero essere interessanti.

Incredibile a dirsi, il film ha una trama con soli uomini protagonisti. C'è una faida interna a bande mafiose rivali: quella di don Masino e quella di 2 nani, uno dei quali rutta esplosivamente ogni 4 respiri. I nani imporranno a 4 fratelli di ospitare a casa loro un anziano zio che arriva dall'america, il quale non aprirà mai bocca, se non nel finale quando riceverà, appena emesso l'afflato, la rispostaccia che si merita.

Parata di cloache umane come solo Ciprì e Maresco sono in grado di produrre, ambientazione post-atomica, o post-industriale, o post-medioevale, è "post" all'umanità certamente.
In questo film ho goduto davvero molto del maltrattamento violento che la coppia fa del mito mafioso: sono esseri abominevoli, la cui bruttura è voluta diversamente da quella dei freak che appare più come un destino. Palermo invasa dai cani, nessuno può uscire di casa, la metafora più forte ed eloquente.

Ormai è deciso. I film di questa coppia me li guardo tutti.

5 commenti:

  1. recensione pessima, si vede che hai visto solo vanzina

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  2. E si vede che tu sei una testa di cazzo.

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  3. grazie Belu' per aver accolto il "prode" anonimo come si conviene :)

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  4. Grande Belushi!!!!!!!! Grande e fulminante risposta!Degna di Ugo Piazza!

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  5. è destino dei film di Ciprì e Maresco... leggete anche i commenti su Totò che visse due volte

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