domenica 11 dicembre 2011

Milano trema: la polizia vuole giustizia

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1973, Sergio Martino.

Riprendo in mano la rassegna dei poliziotteschi abbandonata da un po'. Grande e ottimo protagonista Luc Merenda nei panni del commissario Giorgio Caneparo, in puro stile "braccio violento". Sceneggiato da Ernesto Gastaldi, che non era certo l'ultimo venuto e diretto da Sergio Martino, regista ai tempi di erotici e bis che in questa occasione fa la sua prima incursione nel genere in oggetto.

Caneparo è sempre a rischio sospensione dal servizio a causa dei suoi metodi "spicci". Milano è però in un periodo nel quale le violenze, anche quelle gratuite, si sprecano. Il suo capo, proprio uno che difende sia Caneparo che una linea morbida della polizia, verrà assassinato e da qui partirà un'indagine che porterà Caneparo a scoprire l'esistenza di un'organizzazione, con infiltrati ad alti livelli anche nella stessa polizia, il cui scopo diretto è "creare disordine per un nuovo ordine", mentre lo scopo occulto non sarà mai chiarito. Oggi, con quel che sappiamo di quegli anni con buona sicurezza, qualche sospetto potremmo anche farcelo venire.

E' il poliziottesco con tutti i crismi. Non manca nulla in termini di personaggi biechi, più oscuri della media, a cui aggiungere un po' di tossici che vivono in una comune, qualche bar di delinquenti, prostitute e relativi papponi. Non difetta soprattutto di azione e violenza, direi anzi che questa è la sua principale caratteristica apprezzabile, insieme a un notevole ritmo che tiene sempre attenti e alla bella o.s.t. composta dai fratelli De Angelis. Già detto dell'ottima prova di Luc Merenda, alla quale aggiungere quella di Richard Conte nei panni del malavitoso cospiratore Padulo, e anche di Silvano Tranquilli un altro apprezzato attore di genere. Compare anche il grande Luciano Rossi, nei panni terribili e feroci di uno dei 2 evasi da un treno, una delle scene più violente, con l'uccisione inutile di un papà e della sua piccola figlia, scena ancora agli inizi che maschia subito lo spettatore. Altri momenti notevoli sono cappottamento al ralenti di una Citroen DS al termine di un inseguimento, e l'altro inseguimento finale, con in mezzo altre "esibizioni" di virtuosismo di guida in auto.

Difetti? ha buchi nel suo sviluppo di trama, alcune situazioni paiono poco giustificate, più intente a suscitare emozione per il gesto dimenticandosi che un minimo la continuità causa-effetto una qualsiasi storia la richiede. Anche i dialoghi non contengono punte di particolare originalità.

Come rimediare? Fregandosene. Film secondo me entusiasmante per dinamismo e con scene che sono da culto. Meglio goderselo per quel che è, cogli occhi più che con le orecchie, cosa che non guasta di tanto in tanto, anzi!

Per chi ama i poliziotteschi è una visione doverosa.
Robydick



























8 commenti:

  1. Me lo ricordo vagamente. Dovrei rivederlo, anzi lo rivedrò perché mi darà l'idea dei tempi in cui uscì, almeno credo.

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  2. Sempre godibili, questi polizziotteschi. A patto di non aspettarsi il capolavoro assoluto, è chiaro. Ma rispetto a certa roba che circola adesso, avercene! :)

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  3. unwise, ne manca sempre uno nella vita, ahah!
    ciao

    ciao Alberto, dal punto di vista che dici te fan sempre bene questi film

    ti sottoscrivo Zio! ora coi film di action siamo a quota zero... :(

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  4. Bel poliziesco, forse il migliore mai realizzato da Sergio Martino. Bellissimi i titoli di testa tra la notte e l'alba nell'hinterland milanese, con Caneparo che torna a casa. E bello il tema musicale dei De Angelis. Bellissimo il finale molto amaro e disilluso, tra i cantieri di una Milano in cui c'erano ancora degli spazi verdi e liberi, che poi saranno cementificati fino all'ultimo. Da citare anche Chris Avram, attore rumeno molto attivo nel cinema di genere italiano, il commissario collega di Caneparo -tra i personaggi cardine E piu' famosi della carriera di Merenda- ucciso all'inizio del film dai killer in strada ( bello il contrasto con la canzone - mi pare di ricordare, e si' che questo film l'ho visto molte volte- dolce e sentimentale della Vanoni) , in evidente e fresco di cronaca rimando, all'omicidio Calabresi.

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  5. grande Napoleone... ecco, mi mancavano eventuali riferimenti a fatti di cronaca del tempo

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  6. sempre lode a questo genere e ai protagonisti che li girarono.
    chi ha visto la serie "Romanzo Criminale" sa, che se vogliamo, riusciamo ancora a farli.

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